mercoledì, 01 aprile 2009, ore 10:57

Genova, venerdi 10 aprile 2009 ore 17 sala conferenze del museo di Sant’Agostino Piazza Sarzano
Società per Azioni Politiche di Donne presenta




Il cartun d’le ribelliun / Il carretto delle ribellioni
da Venaus a Roma a passo d’uomo
Film-documentario di Adonella Marena
Sarà presente la regista
Ingresso libero


Una mattina d’estate da Venaus in Val di Susa parte una marcia, che percorrendo in 15 giorni 800 chilometri, arriva a Roma. A piedi, in treno, in bici, la marcia a bassa velocità del movimento NoTav esce dalla valle per far conoscere le ragioni della sua opposizione all’Alta Velocità e ai faraonici progetti delle cosiddette Grandi Opere.

Per strada i marciatori incontrano persone, luoghi, eventi e bande musicali; raccolgono le voci di molte comunità, costrette a subire scelte spesso inutili, costose o devastanti sul proprio territorio. Alla marcia si aggiungono i No Mose da Venezia, i No Ponte da Messina, i No coke dal Lazio: così, caricati su un carro-risciò, che viene chiamato il cartun d’le ribelliun, decine di documenti dei comitati d’Italia arrivano a Roma per essere consegnati da una delegazione al parlamento.

E’ la storia di un’utopia contagiosa, che parte da una concreta e straordinaria esperienza di democrazia partecipata, da un piccolo paese tra le montagne, per incontrare nel cammino fino a Roma i volti di un’Italia che desidera ritrovare il senso della comunità e non si piega al pensiero unico di questo modello economico.
carloge

domenica, 08 marzo 2009, ore 14:53

Comunicato stampa

Il miliardo di euro per il Terzo Valico serve anche a pagare “riconoscimenti politici”?

E’ questo l’interrogativo che mi pongo, visto che essendo il Terzo Valico e’ di fatto una lunghissima galleria, che non si puo’ iniziare e lasciare a meta’. Mi tornamno alla mente alcune considerazioni fatte da persone molto piu’ titolate di me. Il magistrato Ferdinando Imposimato che nel suo libro “Corruzione ad Alta Velocita’” scriveva “..Dovendo le Fs apparentemente finanziare solo il 40% delle opere, l’unica forma contrattuale possibile era la concessione per sfruttamento economico …. La Snamprogetti (Eni) costituisce 2 consorzi di imprese il Capav Uno (Milano - Bologna) e il Cepav Due (Milano - Verona). L’Iritecna costituisce altri due consorzi: l’Iricav Uno (Roma - Napoli) e l’Iricav Due (Verona - Venezia). Nei quattro consorzi vengono cooptate altre imprese di altrettanti gruppi imprenditoriali. La Fiat, solo dopo aver avuto certezza della copertura totale del pagamento dei lavori, autorizza la controllata Cogefar Impresit a costituire altri due consorzi Cavtomi (Milano - Torino) e Cavet (Bologna - Firenze)… Tutti i gruppi imprenditoriali di Tangentopoli erano stati accontentati, eppure vi erano ancora dei problemi, ma anche questi vengono risolti con la costruzione dell’ultimo consorzio, per la tratta più incerta, il Cociv per la Genova - Milano.” (pag. 116) E ancora l’Espresso dell’11 settembre 1997 con articolo a firma Virginia Piccolillo segnala come un verbale finora top secret ricostruisca come “il progetto Alta velocità, impostato e gestito dalle FFSS fu affidato ai general contractor Eni, Iri, Fiat” e ne svela i retroscena “Il contratto fu firmato a fine dicembre ’91 prima che normativa comunitaria potesse creare problemi ; fu sottoscritto anche perché fu assicurato all’allora ‘sistema dei partiti’, che sarebbe stata effettuata la dazione di una somma di denaro, pari al due per cento degli importi globalmente considerati”. In effetti la concessione a un pool di imprese (COCIV), avvenuta senza alcuna gara trasparente, prima annullata dal governo di centro sinistra e poi rimessa n campo dal governo di centro destra, è una grave distorsione che non può essere dimenticata.

Antonio Bruno capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova
carloge

sabato, 07 marzo 2009, ore 14:49

IL WWF SUL CIPE:
META’ DEI FONDI PUBBLICI PER GRANDI OPERE INUTILI
IMMOBILIZZATI 2,3 MILIARDI IN INFRASTRUTTURE CHE NON SI RIPAGANO E CHE COSTANO CINQUE VOLTE DI PIU’


“Il Governo con la decisione assunta oggi in CIPE riesce, a suo dire, a garantire risorse pubbliche, che sono in realtà solo poco più di ¼ (4,9 miliardi sui 16,6 miliardi) del totale dichiarati per le infrastrutture di trasporto. E ha deciso di immobilizzare, in questa gravissima situazione economico-finanziaria, il 50% delle risorse pubbliche realmente disponibili (2,3 miliardi di euro:1.3 miliardi per il ponte sullo Stretto di Messina e 1 miliardo per il terzo valico dei Giovi) per grandi opere che non sono sorrette da piani economico-finanziari credibili e che avrebbero ancora bisogno per essere realizzate di ingenti fondi pubblici, visto che la copertura attuale è del tutto insufficiente. Le due infrastrutture: costano 5 volte di più di quanto ad oggi stanziato: oltre 11 miliardi di euro: 6100 milioni è il costo stimato ad oggi del ponte e 5060 milioni di euro quello del terzo valico” , commenta il WWF Italia. “Sinora non esistono piani economico-finanziari credibili che ne dimostrino l’utilità e ne garantiscano la redditività e presentino un calcolo costi-benefici positivo dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Molto meglio, secondo quanto richiesto anche dall’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) investire in interventi puntuali alternativi che il WWF Italia ha da sempre indicato e in opere medio-piccole veramente utili e realizzabili in tempi certi che, come ammette anche la stessa associazione dei costruttori, rappresentano i veri progetti anticrisi” aggiunge il WWF Italia. (vedi scheda di seguito) Roma, 6 marzo 2009

SCHEDA TECNICA DEL WWF ITALIA SUL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA E SUL TERZO VALICO DEI GIOVI E SUGLI INVESTIMENTI ALTERNATIVI ( a cura di Stefano Lenzi, referente trasporti e infrastrutture del WWF Italia)
Qui di seguito ricordiamo quali siano le problematiche economico-finanziarie irrisolte relative al ponte sullo Stretto di Messina e al terzo Valico dei Giovi e vengono individuati, in sintesi, gli interventi alternativi praticabili in sintesi.
 
SUL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA – Il WWF Italia ricorda come non sia chiaro ancora oggi 1. chi mai metterà gli altri 4,4 miliardi di euro (visto che costa 6,1 miliardi di euro ed oggi il Governo ne rende disponibili 1,3) che servono per costruirlo, visto che tra l’altro lo Stato riesce oggi a destinare 800 milioni di euro in meno di quanto venne destinato quattro anni fa con la ricapitalizzazione della Stretto di Messina SpA (1,3 miliardi di euro oggi, contro i 2,5 miliardi di euro del 2003) 2. non è chiaro come si pensi di affrontare la ridefinizione dei rapporti con il general contractor capeggiato da Impregilo, visto che il costo dell’opera è di 2,2 miliardi di euro in più di quello con cui è stata vinta la gara (6,1 miliardi rispetto ai 3,9 miliardi di euro del maxiribasso presentato da Impregilo) 3. non risulta che siano stati superati tutti gli ostacoli tecnici di realizzazione di un ponte sospeso ad unica campata di 3,3 km (nell’area a maggior rischio sismico del Mediterraneo) e di gestione di un’opera, concepita per 100.000 veicoli al giorno quando stime ufficiali al 2032 prevedono solo 18.500 v/g. Il Governo, secondo il WWF Italia farebbe bene, in alternativa, a investire, oltre che sulla A3 Salerno-Reggio Calabria, per: concludere al più presto i lavori sulla linea ferroviaria tirrenica interrotta tra le stazioni di Mileto e Vibo-Pizzo, per ricollegare al più presto Reggio Calabria al resto d’Italia; potenziare le linee ferroviarie che collegano Catania, Messina e Palermo; intervenire per chiudere finalmente i cantieri della SS106 Ionica; destinare ingenti risorse al riassetto del territorio (solo in Calabria la Regione ha calcolato che sarebbero necessari 1,4 miliardi di euro) .

SUL TERZO VALICO DEI GIOVI – Il WWF Italia ricorda che quest’opera che ora si attesterebbe solo a Novi Ligure (54 km di linea) costa circa 5.060 milioni di euro: il 700% in più di quanto era stimato nel 1991 per la realizzazione dell’intera linea ad AV Milano-Genova (che presentava uno sviluppo tra i 127 e i 137 km a seconda dei progetti e un costo stimabile al 1991 attorno in 3.100 miliardi di lire). Il costo a km della nuova linea è di 94 milioni di euro circa (dieci volte superiori a quelli applicati in Francia sulla linea ad AV Parigi-Lione, 10,2 mln/km e in Spagna, 9,8 mln/km sulla linea ad AV Madrid-Siviglia). Per realizzare una linea “in perdita”. Infatti nel maggio 2004 è stato redatto un Piano finanziario di fattibilità da parte di RFI SpA che dimostra come “il canone per il pagamento degli interessi e la restituzione del capitale – che sarà versato da Rfi a Ispa dal 2012, anno di entrata in esercizio, al 2042 – sarà coperto solo per il 15% dei ricavi di mercato, cioè dalla vendita delle tracce dei treni per gli operatori ferroviari; per i restante 85% dovranno intervenire di anno in anno, le casse del Tesoro”. Il governo, secondo il WWF Italia, farebbe bene, in alternativa, a investire oltre che sulla linea Pontremolese (Parma-La Spezia), che è la vera linea di collegamento sul versante tirrenico tra il Sud e il Nord-Nord Est d’Italia e verso il Brennero alternativa al terzo Valico dei Giovi, per: concludere finalmente il raddoppio della Genova-Ventimiglia; completare e raddoppiare la Voltri-Ovada-Alessandria (individuata a suo tempo dall’Europa come free way per le merci); costruire la bretella di collegamento tra il “camerone” di Borzoli e le due linee storiche dei Giovi già esistenti, per i collegamenti verso Milano; quadruplicare la tratta Tortona-Voghera.

carloge

giovedì, 26 febbraio 2009, ore 08:50

Mi chiedo il senso di stanziare un miliardo per il Terzo Valico. Infatti non esiste una progetto esecutivo e il costo presunto per l’intera opera e’ di piu’ di 5 miliardi di euri. Inoltre, che senso ha parlare di primo lotto funzionale se il Terzo Valico e’ una lunga galleria di 34 chilometri? Si inizia la galleria e la si lascia a un quinto del percorso fino a che non si trovano gli altri fondi? Bah. Posso prevedere che, semmai si apriranno i cantieri, essi verranno come gia’ successo ingloriosamente chiusi. Il tutto con i soldi dei contribuenti per un’opera che raggiungera’ gli stessi obiettivi che si potrebbero avere potenziando le infrastrutture esistenti: Savona-Cairo Montenotte, Genova-Ovada- Alessandria, le due linee dei Giovi e la Pontremolese. Con questi ammodernamenti si raggiungerebbe lo stesso risultato con meno spesa e impatto. Tra parlamentari e assessori che aspettano i miracoli e che non comprendono che fiannzaire per un quinto una galleria e’ come non farla, la farsa continua.

Antonio Bruno capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova
carloge

martedì, 24 febbraio 2009, ore 07:45

Berlusconi: «La Tav si farà» Protestano Verdi e Prc
Alla vigilia dell’incontro con Sarkozy, il presidente del consiglio conferma l’intenzione del governo di terminare i lavori sull’alta velocità: «Il Corridoio 5 si farà. È nel nostro programma elettorale». La presidente della regione Piemonte Bresso giudica «le rivendicazioni di presunte primogeniture perfettamente inutili»
“La Torino-Lione si farà”. Alla vigilia dell’incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy, Silvio Berlusconi anticipa in un’intervista al quotidiano francese ‘le Figaro’ uno degli argomenti al centro del vertice italo-francese confermando l’intenzione del governo di terminare i lavori sull’alta velocità: “Il Corridoio 5 si farà. È nel nostro programma elettorale”, dice senza mezzi termini il Cavaliere. Un obiettivo, ribadisce il Presidente del consiglio, vista “l’importanza strategica che noi attribuiamo alle infrastrutture”.
L’impegno del governo ad accelerare i lavori per la Torino-Lione però ha come effetto immediato quello di riaccendere le polemiche del popolo ‘no Tav’. Critiche non mancano dal segretario di Rifondazione Paolo Ferrero convinto che “l’unica grande opera da fare sia quella di ammodernare le scuole”. Il leader del Prc poi calca ulteriormente la mano: “Capiamo - attacca ancora - che Berlusconi sia molto sensibile agli interessi delle ditte coinvolte negli appalti dell’Alta velocità ma questo è un problema suo e non del Paese”.
Una linea condivisa anche da Grazia Francescato leader dei Verdi: “Invece di fare un altro mega tunnel e chiamarlo grande opera, perché il Governo Berlusconi non investe con forza nella lotta al dissesto idrogeologico”, si chiede il leader del Sole che Ride. Si dice “lieta” per l’impegno ribadito dal premier Mercedes Bresso, presidente della regione Piemonte che però giudica “le rivendicazioni di presunte primogeniture perfettamente inutili. Credo - aggiunge - non serva a nulla, oggi, attribuire meriti ad una parte politica piuttosto che ad un’altra, ad un governo piuttosto che ad un altro”.
La Nuova Ecologia

Tav, il premier mente sapendo di mentire. I valsusini fanatici ambientalisti? Ormai ci crede solo lui…
«Berlusconi continua a ripetere che la Tav si farà ma la verità è che l’Ue non ha ancora ricevuto la Valutazione d’impatto ambientale, condicio sine qua non per l ‘inizio dei lavori, come ha dovuto ricordare di recente dallo stesso commissario europeo alle infrastrutture. Il premier mente sapendo di mentire. Il fatto che la Torino-Lione fosse nel programma politico del suo partito non è di per sé una garanzia dell’effettiva bontà dell’opera. Trovo strumentale l’ennesimo attacco del Presidente del Consiglio al «fanatismo ambientalista» , tipico di chi non ha argomenti per replicare - dichiara Vittorio Agnoletto, eruoparlamentare Prc/Sinistra unitaria europea - .
Il popolo dei No Tav ha ampiamente dimostrato di essere pacifico e tutt’altro che estremista! Il suo è un pregiudizio ideologico verso un movimento spontaneo di cittadini che da anni si oppone ad un progetto inutile e dannoso. Berlusconi la smetta di dire che i cantieri delle infrastrutture italiane sono chiusi a causa di fanatici che nessuno ha mai visto: mi chiedo chi può ancora credere ad affermazioni tanto surreali, senza vedere che i problemi delle nostre infrastrutture sono ben altri…Cominci a spiegare quanto ha intenzione di investire sui treni per i pendolari e sulla sicurezza sul lavoro».
Vittorio Agnoletto
carloge

martedì, 08 luglio 2008, ore 07:18

Di fronte alle novità degli ultimi giorni, abbiamo organizzato un momento di confronto aperto.

§ per chi desidera chiarirsi dei dubbi in un contesto razionale e sereno
§ per chi vuole essere vicino a una mobilitazione dal basso creativa e nonviolenta e ritiene che problemi così complessi richiedano un approfondimento ben diverso da quelli che ci offrono i media
§ per chi vuole sapere come aderire alla campagna “Prendi un posto in prima fila”, acquistando un simbolico metro quadro di Val Susa a 15 euro senza muoversi da Genova

mercoledì 9 luglio
ore 20,30: proiezione video
ore 21,15: informazioni, domande e risposte

Circolo Zenzero, via G. Torti 35, Genova
Se non sai dove è lo Zenzero vedi la
mappa
Microgas LilliputGe e Circolo Zenzero

carloge

martedì, 01 luglio 2008, ore 07:07

Comunicato stampa di Vittorio Agnoletto
TAV, AGNOLETTO: «PARTITA ANCORA TUTTA DA GIOCARE.
SINDACI CADUTI NELLA TRAPPOLA DELL’OSSERVATORIO»
Milano, 30 giugno 2008 - «Sulla Torino-Lione – dichiara Vittorio Agnoletto, eurodeputato di Rifondazione comunista/Sinistra europea - la partita è ancora tutta da giocare. I sindaci sono caduti nella trappola dell’Osservatorio e hanno trovato un accordo senza consultare i propri cittadini. Accordo incomprensibile, considerando che anche i documenti dello stesso Osservatorio dimostrano che la vecchia linea è usata solo al 30 per cento delle sue potenzialità e che quindi per i prossimi trent’anni non vi è alcuna necessità dell’alta velocità per le merci. Ora, comunque, per rispettare i tempi stabiliti dall’Ue, i lavori del tunnel dovrebbero partire entro gennaio del 2010, tra meno di due anni. E al momento non esiste ancora la Valutazione di Impatto Ambientale, richiesta dall’Europa. Sarà molto difficile per il governo riuscire a rispettare tale termine e superare l’opposizione del movimento No Tav. È inconcepibile che il governo pensi di spendere 20 miliardi per far arrivare trenta minuti prima le merci da Torino a Lione, di fronte alla drammatica crisi economica attuale. Da dove verranno quei soldi? Si taglieranno ancora le spese sociali?».
Vittorio Agnoletto, eurodeputato di Rifondazione comunista/Sinistra europea
carloge
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categoria : politica, no tav

giovedì, 03 aprile 2008, ore 14:37

Sono nettamente contrario alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi e Dario Franceschini in merito alla presunta necessita' di costruire la Tav in Val di Susa. Per Silvio Berlusconi «Con il nostro governo - dice - il cambio sara' assoluto. Lo Stato deve usare la sua forza e la sua autorita' per far rispettare i diritti di tutti i cittadini. Non puo' una minoranza organizzata bloccare un aeroporto, un´autostrada, una ferrovia».
Per Dario Franceschini, alla vigilia della provocatoria marcia SI TAV in Val di Susa dalla scelta di fare la Tav «non si torna indietro. Devono essere usati tutti gli accorgimenti verso le popolazioni, ma e' indubbio che l´opera sia fondamentale e vada fatta».

Ribadisco il fatto che l'Alta Velocita' Ferroviaria non sia adeguata al territorio italiano, molto differente da quello di altri paesi.
Territorio che inevitabilmente induce a costi altissimi e risparmi di tempo risibili.
Al contrario i fondi sprecati con la TAV possono essere impiegati nel'ammodernamento delle linee esistenti che produrrebbero efficienze di servizio evidentissime.
Le opere non possono essere imposte al territorio e il futuro di quelle comunita' e' messo a rischio anche nel caso di governi che trovino PDL e PD insieme a gestire un probabile pareggio.
Tav in Val di Susa come Terzo Valico in Liguria sono opere che sono state approvate di fatto senza valutazione di Impatto Ambientale, grazie alla legge obiettivo del governo Berlusconi che la maggioranza moderata del governo Prodi non ha voluto cancellare

Antonio Bruno, candidato al senato nella Regione Liguria per la Sinistra l'Arcobaleno e capogruppo Sinistra europea - prc in Comune di Genova
carloge

sabato, 26 gennaio 2008, ore 13:23

COMUNICATO STAMPA
Oggi 25 Gennaio 2008 apprendiamo dai giornali cittadini che nei prossimi giorni si svolgerà un incontro fra il Sindaco e la Società Autostrade, nell’ambito delle pianificazioni ideate dell’Urban Lab, per parlare del progetto “Gronda di Ponente” e valutare percorsi alternativi a quello precedentemente annunciato. Ancora una volta i Comitati dei cittadini del Ponente, direttamente coinvolti nella vicenda, si vedono scavalcati e messi da parte nonostante i numerosi “proclami” più volte avanzati circa il loro coinvolgimento in ogni futura sede di dibattito sul tema. Cambiano le Amministrazioni ma restano invariati i metodi. La condivisione per i politici significa: “decido io e poi forse ti informo”, preoccupandosi di valutare i soli costi economici senza considerare quelli che sono gli impatti sociali. Nel ribadire la nostra posizione che vede la priorità assoluta della ferrovia sui TIR ed il totale rifiuto di percorsi che interessino il tessuto urbano, denunciamo ancora una volta l’atteggiamento di indifferenza delle istituzioni nei confronti dei Comitati e dei cittadini che in questa vicenda si trovano coinvolti, col rischio di perdere casa e salute senza poter non solo essere ascoltati ma nemmeno invitati ad assistere ad un incontro così importante.
COMITATO DI ARENZANO – COMITATO DI VESIMA - COMITATO DIFESA DELLE VALLI DI VOLTRI - COMITATO DI VIA PIETRA LIGURE E VENTIMIGLIA - COMITATO DI PRA’-PALMARO – COMITATO VIA VILLINI NEGRONE E VIA DELLA TORRAZZA - COMITATO QUARTIERE RISVEGLIO - COMITATO SERRA DI PANIGARO – COMITATO VIA DEL PRIANO – COMITATO ANTIGRONDA SAMPIERDARENA - COMITATO VIA AVIO, MOLTENI E PACINOTTI

carloge

giovedì, 13 dicembre 2007, ore 15:58

I rapporti tra la Sinistra - l'Arcobaleno e il centro sinistra genovese e' da sempre di collaborazione conflittuale. La Sinistra - l'Arcobaleno (che in Comune di Genova e' formata da PRC, Pdci, Verdi, Forum Sinistra Europea e Unione a Sinistra) ha gia' espresso la propria estraneita' alla terna espressa dagli enti locali genovesi. Se e' vero che Paolo Costa e' famoso per l'ostinazione con cui si e' battuto (ed ha perso) per l'attuazione della direttiva De Palacio per la liberalizzazione dei porti, oltre per essere commissario di governo per la contestatissima base militare di vicenza, e' pur vero che anche gli altri candidati (gli assessori Merlo e Margini) non brillano per vicinanza alle lotte ambientali e e sociali ad esempi in materia di infrastrutture (gronde e alta velocita' ferroviaria). Per il resto la situazione e' complessa: la Sindaco Vincenzi sembra aver definitivamente adeguato la politica dei rifiuti verso una concezione ecologicamente sostenibile (a differenza del presidente della Regione Claudio Burlando e di quello della Provincia di Genova Alessandro Repetto). Come la Sinistra - l'Arcobaleno riuscira' ad essere significativa lo diranno i prossimi mesi e la sua capacita' di esprimere, senza settarismi, le proposte politiche di pace, lotta alla precarieta', sicurezza (sul lavoro), economia sostenibile.

carloge