lunedì, 02 marzo 2009, ore 11:12

Premesso:
- che il Comune di Genova opera per la piena integrazione delle comunità di immigrati nel proprio territorio
- che la garanzia e il rispetto dei diritti e dei doveri è alla base di una condizione di cittadinanza effettiva e che sicurezza e legalità sono valori su cui si fonda la reciproca convivenza comunitaria
- che la Comunità Islamica è presente da oltre trent’anni nella città di Genova, raccoglie 3000 fedeli ed è punto di riferimento, di assistenza spirituale e materiale per oltre 8000 cittadini, in gran parte provenienti dall’estero e da tempo integrati nel tessuto cittadino
- che Comune di Genova e Comunità Islamica condividono la necessità di realizzare ulteriori percorsi di piena integrazione, di cittadinanza e il superamento di ogni separazione tra la vita delle comunità di emigrati e la vita collettiva della città e delle sue istituzioni
- che la Comunità Islamica è membro fondatore della Consulta delle Religioni del Comune di Genova, membro del Consiglio Territoriale della Prefettura di Genova e della Consulta Regionale per l’emigrazione
- che la Comunità Islamica ha dato vita all’Associazione d’Integrazione Culturale come strumento per la realizzazione di momenti di incontro, dialogo e socializzazione nell’ambito della città e di relazione nei confronti delle Istituzioni Locali.
Tenuto conto:
- che nello statuto dell’Associazione d’Integrazione Culturale sono stati introdotti nuovi articoli che sinteticamente sono così riassumibili:
- l’Associazione aderisce alla Carta dei Musulmani d’Europa
- l’Associazione rifiuta e condanna fermamente ogni forma di violenza e di azione terroristica
- l’Associazione si richiama ai diritti dell’uomo, indicati nella Carta dell’ONU, rifiuta ogni forma di discriminazione razziale e tra i sessi e favorisce il dialogo tra le diverse comunità religiose
- l’Associazione prevede che tutte le attività non conformi ai principi dell’ordinamento comunitario, internazionale e del diritto italiano siano espressamente vietate

 
 
VISTE LE PREMESSE LE PARTI CONCORDANO
 
- di operare per la piena integrazione della comunità islamica nella città favorendo occasioni di incontro e di dialogo, la realizzazione di spazi interculturali, la libertà di culto
- di operare congiuntamente attraverso un tavolo di lavoro comune per individuare luoghi anche in uso temporaneo, perché la comunità possa svolgere le proprie funzioni e le proprie attività religiose
- di promuovere confronti con le associazioni culturali, di solidarietà e religiose di Genova perché l’ aspirazione della comunità islamica di avere un proprio luogo di culto sia vista come ricchezza per l’intera città, spazio di integrazione e di rispetto reciproco
- di riconoscere che l’Associazione d’Integrazione Culturale sia il soggetto giuridico genovese, autonomo da affiliazioni nazionali e internazionali, con cui realizzare ogni eventuale convenzione in tal senso.
 
Genova, 16 luglio 2008
 
Comune di Genova
Comunità Islamica
Associazione D’Integrazione Culturale
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categoria : politica, genova, moschea

sabato, 14 febbraio 2009, ore 11:12

Intervento di don Andrea Gallo il 13 febbraio 2009 al quartiere del Lagaccio di Genova ove si intende costruire una Moschea. Nella fredda serata l'anziano prete degli ultimi sa infondere calore e coraggio.
Video di Sergio Gibbe


carloge

giovedì, 05 febbraio 2009, ore 10:17

L'annuncio della costruzione della Moschea è un normale atto di programmazione urbanistica che apre ai mussulmani genovesi la possibilità di praticare la propria fede con facilità e da' occasione di arrichimento e crescita a tutto un quartiere. La concessione di un'area per l'edificazione della moschea a Genova è un atto di civiltà e di riconoscimento dei diritti di tutti i cittadini a poter esprimere e praticare le proprie credenze. Genova che ha ospitato nel passato ben sei moschee perfettamente inserite nel tessuto urbano ha una storia ed una identita' di accoglienza e confronto con le diversità religiose, politiche e sociali che rivendichiamo. Pertanto i firmatari intendono difendere il diritto degli islamici a poter professare la propria religione ( come chiunque altro ) nel rispetto della legge ( art.8 della costituzione ). Per testimoniare di questa idea in coerenza con la nostra storia personale ci vedremo sabato 7 febbraio alle 15.30 ai giardini di via Napoli ( angolo via Vesuvio ) per parlare e condividere le idee su come gestire insieme il percorso di realizzazione di un nuovo polo di socialità al Lagaccio.
Andrea Agostini, Carlo Besana, Vittorio Bigliazzi, Roberto Bonfiglio, Giordano Bruschi, Carlo Maria Ferraris, Graziella Gaggero, Giusi Giani, Irene Ravera, Dario Rossi, Sergio Tedeschi

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martedì, 27 gennaio 2009, ore 09:28

Comunicato stampa

La Lega contro la moschea per dimenticare i fallimenti del governo Berlusconi
In un paese laico e democratico dovrebbe sorprendere il clamore e l'attenzione per la costruzione di un luogo di culto, seppure una Moschea dei “nemici” mussulmani. Ma l'evoluzione sociale e politica ha raggiunto vette di inaudita violenza e sorprendente degrado morale, che non ci si stupisce piu'. Leggiamo che la Lega si muove: il coordinatore regionale Bruzzone convoca in nottata una riunione del partito, il consigliere comunale Piana annuncia la diserzione delle riunioni di consiglio comunale, il segretario provinciale Rixi annuncia lotta senza quartiere. Tutto questo per negare il diritto a professare la propria fede a una religione. Ma questi signori non hanno altro da fare? Ci sarebbe da modificare la politica del loro governo che accentra le entrate fiscali e strozza gli enti locali. E perche' non impegnarsi per far si che il governo Berlusconi -Maroni aiuti la povera gente e non le banche, in questa grave crisi finanziaria? Perche' abbandonare i pensionati del porto, dell'amianto a cui viene sospesa la pensione? E che fine faranno i “deportati” per causa della Gronda? Sorge un sospetto: tanto accanimento contro le minoranze religiose, probabilmente, nasconde l'intenzione di distrarre la pubblica opinione dallo sfruttamento e dalla precarieta' in cui il governo di Destra continua a indirizzare il paese.

Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea – PRC Comune di Genova

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venerdì, 23 gennaio 2009, ore 14:11

Comunicato Stampa

Una grande manifestazione a favore della laicita’ e della liberta’ di culto

E’ con molto disagio che mi trovo a dover intervenire nel dibattito sulla moschea a Genova. Mi rendo conto che l’Occidente, e in una certa misura anche l’Italia, sta combattendo una lunga guerra militare e di colonizzazione dei paesi arabi e che questa politica ha ‘imbastardito’ la cultura e il comune sentire, facendoci condividere molti connotati fondamentalisti presenti in quei paesi. Mi rendo anche conto che lo spostamento a destra della societa’ e del quadro politico (che ha portato al governo anche partiti politici eredi del fascismo, alcuni, e che propugnano ideali molto vicini al nazismo, altri) renda un esercizio quasi retorico richiamare alcuni passi della Costituzione nata dalla lotta al fascismo e al nazismo (”Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.” -articolo 8, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” - articolo 3). E arriviamo alla perversione per cui e’ possibile arrivare a discutere se sia possibile costruire un luogo di culto per una religione. In fondo e’ giusto perche’, a consultare alcuni media e molti politici, sembra normale che paesi civili bombardino e massacrino popolazioni arabe senza suscitare alcun sdegno significativo in chi ci governa. Ma la cosa piu’ preoccupante e’ che questo dibattito ci distoglie dalla violenza e dalla sopraffazione che banche, poteri forti, criminalita’ organizzate stanno portando avanti sulla pelle di chi vive in Italia. Speculazioni finanziarie e privatizzazioni hanno socializzato i debiti e privatizzato i profitti, la precarieta’ si sta estendendo a piu’ non posso, la inevitabile crisi economia si scatena sui ceti piu’ deboli. Ecco, parlare della moschea serve appunto a questo. A far dimenticare agli ’sfigati’ chi li sfrutta , a creare un nemico (piu’ o meno sfigato come esso), a scatenare guerre tra sfruttati. Lo stesso copione messo in atto da fascismo e nazismo, dai totalitarismi in genere, che ha preceduto i gravissimi lutti della Seconda Guerra Mondiale. Tutto questo e’ inevitabile? Certamente si, se i democratici e la sinistra in genere non capiranno che sfruttamento capitalistico e violenza razzista sono due faccie della stessa medaglia, se non sapremo dimenticare settarismi e minoritarismi, se non ci impegneremo a ricostruire un vivere e lottare comuni. Certamente si, se le religioni non coinvolte dalla politica discriminatoria continueranno a essere tiepide e diplomatiche, “in attesa di essere vomitate”, come raccontato nell’Apocalisse. Forse e’ veramente inevitabile. Se dovessimo guardare alla nostra Italia e’ sicuramente inevitabile, ma con i primi passi di Obama (pur senza illuderci che sia arrivato il Messia) qualche spiraglio, per una societa’ con meno torture e meno razzismo, si apre. Il resto lo dobbiamo fare noi. Magari con una grande manifestazione a favore della laicita’ e della liberta’ di culto.

Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea - PRC
carloge