L'annuncio della costruzione della Moschea è un normale atto di programmazione urbanistica che apre ai mussulmani genovesi la possibilità di praticare la propria fede con facilità e da' occasione di arrichimento e crescita a tutto un quartiere. La concessione di un'area per l'edificazione della moschea a Genova è un atto di civiltà e di riconoscimento dei diritti di tutti i cittadini a poter esprimere e praticare le proprie credenze. Genova che ha ospitato nel passato ben sei moschee perfettamente inserite nel tessuto urbano ha una storia ed una identita' di accoglienza e confronto con le diversità religiose, politiche e sociali che rivendichiamo. Pertanto i firmatari intendono difendere il diritto degli islamici a poter professare la propria religione ( come chiunque altro ) nel rispetto della legge ( art.8 della costituzione ). Per testimoniare di questa idea in coerenza con la nostra storia personale ci vedremo sabato 7 febbraio alle 15.30 ai giardini di via Napoli ( angolo via Vesuvio ) per parlare e condividere le idee su come gestire insieme il percorso di realizzazione di un nuovo polo di socialità al Lagaccio.
Andrea Agostini, Carlo Besana, Vittorio Bigliazzi, Roberto Bonfiglio, Giordano Bruschi, Carlo Maria Ferraris, Graziella Gaggero, Giusi Giani, Irene Ravera, Dario Rossi, Sergio Tedeschi
Comunicato stampa
La Lega contro la moschea per dimenticare i fallimenti del governo Berlusconi
In un paese laico e democratico dovrebbe sorprendere il clamore e l'attenzione per la costruzione di un luogo di culto, seppure una Moschea dei “nemici” mussulmani. Ma l'evoluzione sociale e politica ha raggiunto vette di inaudita violenza e sorprendente degrado morale, che non ci si stupisce piu'. Leggiamo che la Lega si muove: il coordinatore regionale Bruzzone convoca in nottata una riunione del partito, il consigliere comunale Piana annuncia la diserzione delle riunioni di consiglio comunale, il segretario provinciale Rixi annuncia lotta senza quartiere. Tutto questo per negare il diritto a professare la propria fede a una religione. Ma questi signori non hanno altro da fare? Ci sarebbe da modificare la politica del loro governo che accentra le entrate fiscali e strozza gli enti locali. E perche' non impegnarsi per far si che il governo Berlusconi -Maroni aiuti la povera gente e non le banche, in questa grave crisi finanziaria? Perche' abbandonare i pensionati del porto, dell'amianto a cui viene sospesa la pensione? E che fine faranno i “deportati” per causa della Gronda? Sorge un sospetto: tanto accanimento contro le minoranze religiose, probabilmente, nasconde l'intenzione di distrarre la pubblica opinione dallo sfruttamento e dalla precarieta' in cui il governo di Destra continua a indirizzare il paese.
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea – PRC Comune di Genova