giovedì, 19 novembre 2009, ore 10:15

In vista delle elezioni regionali del prossimo marzo, sono in corso ci definizione le alleanze per la composizione della coalizione che si dovrà confrontare con la destra. Pur essendo assolutamente consapevoli dell’importanza di costruire un fronte comune che faccia argine ad una destra sempre più pericolosa ed aliena rispetto all’assetto democratico sancito nella Costituzione repubblicana, pensiamo che sia comunque necessario che il dibattito politico si focalizzi anche sui contenuti programmatici della coalizione. Da tale punto di vista, riteniamo che il programma per un futuro governo di centro-sinistra debba sviluppare politiche economiche basate sull’equilibrio naturale, le energie alternative, la redistribuzione del lavoro, la valorizzazione del tempo libero, il sostegno alle produzioni locali, la diminuzione di sprechi e disuguaglianze.
Pertanto, esso non potrà non tenere conto di istanze quali:
- il rilancio della gestione pubblica e comune dei servizi pubblici essenziali quali il servizio idrico, i trasporti, i materiali post-consumo (rifiuti);
- la strenua difesa ed il rilancio dell’occupazione, in un contesto in cui migliaia di posti di lavoro sono tuttora a rischio a causa della crisi;
- la difesa della sanità pubblica, di cui va ribadita l’assoluta preminenza nel quadro dell’assistenza ai cittadini, unitamente all’impegno per una sua sempre maggiore efficacia in termini di risposta alle esigenze della popolazione e per la sua assoluta trasparenza dal punto di vista gestionale;
- la riaffermazione della centralità della scuola pubblica, oggetto, ormai da tempo, di un vero e proprio attacco finalizzato a depauperarne sempre più organici e strutture, a favore dell’insegnamento privato;
- la definizione di una politica per la gestione delle infrastrutture e dell’ambiente che prenda atto della saturazione del territorio ligure e che preveda la realizzazione solo di quelle opere che sono realmente utili alla cittadinanza e non alle varie lobby economico-finanziarie, in una logica di pianificazione che
si fondi sul principio del costruire sul già costruito e che tenga conto, soprattutto, del diritto dei cittadini alla vivibilità;
- la realizzazione di un ciclo di gestione dei rifiuti che, nel rispetto degli obiettivi fissati dalla normativa (65% di raccolta differenziata entro il 2012), eviti “soluzioni finali” non coerenti con tali obiettivi e, soprattutto, pericolose per l’ambiente e la popolazione;
- la tutela e la riaffermazione dei diritti civili e di cittadinanza non solo per la maggioranza della popolazione ma anche per quelle minoranze vittime di una crescente discriminazione fondata su una supposta inconciliabilità delle differenze etniche, religiose, economiche o di scelta sessuale.

Lanciamo, pertanto, questo appello rivolgendoci a tutti coloro che auspicano, per la Liguria, un futuro migliore rispetto al presente, nella speranza che la grave crisi economica, sociale ed ambientale in atto possa tradursi nell’occasione da cogliere per iniziare a costruire un modello di società più equo, più sostenibile, più solidale.

Inviare le firme a genova@forumsinistraeuropea.it
carloge

domenica, 18 ottobre 2009, ore 08:53

COMUNICATO STAMPA

Venerdi 16 Ottobre 2009

"AREE EX - COLISA A CAMPI: meglio una buona raccolta differenziata dei rifiuti che un inutile stadio"

I recenti articoli di stampa relativi all’acquisizione dell’ area ex-Colisa di Campi da parte della societa’ Sviluppo Genova a capitale pubblico e ai progetti che la interesserebbero, ci confermano che questa Amministrazione s'impegna a trovare spazi solo per la costruzione di stadi e centri commerciali.
Da tempo, invece, chiediamo che la soluzione della gestione dei rifiuti venga messa a sistema, trovando, a partire dal nuovo Piano Urbanistico, le aree necessarie alla realizzazione della filiera impiantistica necessaria alla raccolta differenziata finalizzata al riciclo, che risulta essere un tassello fondamentale per quel modello di sviluppo sostenibile perseguito dalle associazioni ambientaliste.
Per l'ennesima volta, invece, un'area, come quella ex-Colisa, di dimensioni considerevoli (130.000 mq) per una citta’ come Genova, anziché essere messa a disposizione per la risoluzione di problematiche fondamentali per la città, come quella dei rifiuti, rischia di avere un altro impiego.
Come stiamo ormai da tempo affermando in tutti i momenti di confronto con l’Amministrazione comunale, il governo di questa città dovrebbe avere la capacità di pianificare con analisi complessive, comprendendo le priorità reali, come è quella dei rifiuti, che, come da sempre sottolineato, rappresenta una questione complessa, con sbocchi occupazionali importanti, e soprattutto un punto essenziale per la sicurezza ambientale e conseguentemente sanitaria dei cittadini genovesi.
Le nostre associazioni chiedono pertanto che si faccia buon uso di questa area, di difficile reperimento altrove, per collocarvi gli impianti destinati alla raccolta differenziata di vetro, carta, plastica e alluminio, indispensabili per poter perseguire le percentuali di raccolta che la stessa Amministrazione comunale si e’ posta come obiettivo.
Riteniamo infatti che un impiego dell’area (o parte di essa) per tale fine, sia certamente piu’ utile alla citta’ rispetto ad uno stadio con le implicazioni che ne conseguono a livello di impatto urbanistico-ambientale non facilmente sostenibili su un’area che, gia’ gravata di servizi, rischia di diventare un buco nero nel caos cittadino.

Italia Nostra
Amici del Chiaravagna
Legambiente
Ufficio stampa Legambiente
335-6999220
carloge

giovedì, 15 ottobre 2009, ore 17:22

Il Comitato Acquasola si è costituito in associazione  legalmente costituita. Il 26 settembre 2009.

Alla associazione "Comitato Acquasola" aderiscono cittadini che da oltre sei anni lottano per la difesa e la riqualificazione del parco. Con loro le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura, Lav .
Il comitato ha come missione la salvaguardia e la valorizzazione del parco e la porta avanti da anni senza steccati ideologici e appartenenze e fiancheggiamenti politici. Nel prossimo futuro incontrremo i responsabili dell amministrazione per valutare con loro la percorribilita' tecnica, giuridica , economica della revoca della concessione. Saremo anche presenti il 29 al TAR per testimoniare la nostra volontà.
Abbiamo anche in programma iniziative culturali di confronto e dibattito sulla mobilita' urbana, faremo un corso di formazione sui fiori, gli alberi, gli orti in citta', torneremo a fare i nostri consueti mercatini dell' usato, le feste. Per questo continueremo a cercare sostegni personali e finanziari dai cittadini e dalle associazioni che come noi hanno a cuore il parco.  

Il Comitato Acquasola parco non parcheggio.

Il presidente
Luca Guzzetti

Il portavoce
Vincenzo Lagomarsino
328 85 20 271
carloge

martedì, 13 ottobre 2009, ore 09:29

E’ con grande stupore che prendiamo atto dell’assordante silenzio con il quale i partiti della sinistra, dichiaratisi fino ad oggi contrari al progetto, hanno “risposto” all’approvazione del protocollo d’intesa sulla gronda autostradale di ponente da parte delle Giunte provinciale e regionale. Un silenzio acquiescente al quale non vogliamo unirci, soprattutto in un momento come questo, in cui si vanno a definire le future alleanze di governo in vista delle elezioni regionali della prossima primavera. Per questo, ribadiamo il nostro deciso NO al megaprogetto infrastrutturale e, insieme ai comitati, chiediamo, in alternativa ad esso, un piano veramente efficace e sostenibile di interventi sulla mobilità delle persone e delle merci, così come si è venuto a evidenziare nel corso del dibattito pubblico svoltosi nei mesi scorsi, del cui esito pensiamo si debba assolutamente tenere conto (a meno che non si voglia prendere in giro la cittadinanza…).

Rita Lavaggi e Giuseppe Gonella
Forum Sinistra Europea

Caterina Roseo
Forum Ambientalista
carloge

domenica, 06 settembre 2009, ore 11:47

La vicenda che si è dipanata all’Acquasola è una storia di intelligenza e di cuore che un gruppo di cittadini hanno interpretato dando una testimonianza di amore, di concordia, di gratuità che ha dato voce corpo alle speranze di un mondo migliore, di una città più bella, di una socialità che vive nel confronto fra persone portatrici di valori e di idee diversissime, che hanno trovato anno dopo anno una sintesi e una concordia che è e rimane la principale prerogativa e il maggior lascito. È anche la storia di un gruppo di istituzioni e di una casta politica che non è stata capace di cogliere l’opportunità.Tutto il peggio è presente: la corruzione, gli interessi privati, il conflitto di interessi, l’incapacità di interpretare il ruolo politico e istituzionale in maniera autonoma, senza soggiacere agli interessi privati, l’incapacità di innovare. Di questa omologante pratica portano la responsabilità politica principale Vincenzi, Repetto,Burlando che non hanno saputo-voluto cogliere la spinta innovativa che veniva dal basso trincerandosi dietr oatti dovuti e cavilli burocratici, in difesa diuna casta burocratica che ha asservito la propria intelligenza, il proprio cuore, la propria professionalità al dio denaro scrivendo insieme ai politici che li hanno nominati una storia molto brutta da raccontare. Ma dagli interessi del Partito del Cemento non sono indenni,nè inmaggioranza né opposizione; salvo sparute presenze istituzionali–a cui no nsmetteremo di essere grati – la maggior parte dei politici si sono mossi in maniera cementosamente bipartisan e così alcune delle istituzioni che dovrebbero presiedere alla salvaguardia del bene pubblico. Si confrontano in questa storia due mondi, due modi opposti di vedere le cose. Ognuno dà ciò che ha, è inutile recriminare, accusare, inveire. Noi abbiamo messo tutto noi stessi e il nostro cuore e di questo diamo testimonianza. Non miriamo a carriera,potere, soldi (anzi ce li mettiamo),vogliamo solo testimoniare che i nostri sogni non sono in vendita, che è possibile costruire comunità nelle differenze e in pace. Come finirà? Comunque bene, se la sentenza sarà favorevole abbiamo ideee, programmi da sviluppare,se ci sarà avversa continueremo a spargere semi e a raccontare e a testimoniare di un modo d’essere e di vivere che ci rende – nonostante le arrabbiature – felici.

ANDREA AGOSTINI
Legambiente Genova
carloge

martedì, 30 giugno 2009, ore 15:17

Genova, Comunicato Stampa
29 Giugno 2009
Relazione commissione tecnica rifiuti: termotrattamento sovradimensionato

Il mandato della Commissione tecnico-scientifica era di dare indicazioni al Comune di Genova nella scelta della tecnologia per l'impianto di smaltimento finale della frazione residua a valle della raccolta differenziata (RD) dei rifiuti solidi urbani e della tecnologia dell'impianto di trattamento e recupero della frazione organica dei rifiuti.
Per la frazione residua post-RD la relazione propone un polo impiantistico dimensionato su una produzione di rifiuti a livello provinciale di 500.000 tonn/anno con una RD del 55% e con flessibilità di funzionamento dal 45% al 65% di RD. Il polo è così composto: sezione separazione secco-umido sezione di digestione anaerobica con produzione di biogas e recupero energetico, con digestato inviato a termotrattamento.
Sezione di termotrattamento con produzione di energia elettrica della frazione secca e del digestato della sezione precedente per un totale di 150.000 tonn/anno ( valore mediano dell'intervallo di funzionamento)
Per la frazione umida della RD la Commissione propone un di gestore anaerobico con produzione di biogas (per un recupero energetico) ed un successivo impianto di compostaggio da 50.000 tonn/anno.
Diciamo subito che le conclusioni della Commissione mandano definitivamente in soffitta la cosiddetta "soluzione bresciana" di megainceneritore per tal quale, come quello da 500.000 tonn/anno risultato "vincitore" del concorso di idee del 2006 e seguono la strada da noi sostenuta della separazione secco-umido. Riteniamo, però, che, pur condividendo la sequenza proposta, che l'impianto di termotrattamento da 150.000 tonn/anno sia sovradimensionato.
Per questi motivi:
1) l'effetto combinato della dinamica demografica di diminuzione della popolazione e del "Piano per la Prevenzione dei Rfiuti" che proprio in questi giorni la Provincia di Genova sta lanciando suggerirebbe che la quantità di rifiuti di partenza debba essere inferiore alle 500.000 tonn/anno ipotizzate.
2) La Rd di progetto dovrebbe essere perlomeno quella che la legge prevede per il 2012, cioè il 65%, visto che se c'è volontà politica i tempi di realizzazione dell'impianto sono più che sufficienti per raggiungerla. In tal modo si ridurrebbe il materiale termotrattato di circa 17.000 tonn/anno.
3) Una maggiore RD porterebbe con le sue misure organizzative a ridurre i conferimenti impropri (e illegali) di rifiuti speciali non assimilati.
4) Il digestato invece che essere termotrattato, dovrebbe essere utilizzato per ripristini ambientali e solo se ciò non fosse possibile mandarlo in discarica (dopo stabilizzazione). Con un'ulteriore riduzione del materiale termotrattato di circa 20.000 tonn/anno.
Per tutti questi motivi, anche se solo alcuni quantificabili, riteniamo che l'impianto di termotrattamento potrebbe essere da circa 100.000 tonn/anno. Aggiungiamo che non si comprende perché nella relazione si assume di far funzionare il gassificatore solo per 300 giorni/anno, mentre gli impianti a griglia e a letto fluido per 330 giorni/anno.
Questo assunto, tecnicamente non giustificato, comporta per il gassificatore un aumento di taglia (del 10%) e di investimento.
Come si intuisce da queste osservazioni Il nostro giudizio sulla relazione conclusiva della Commissione è critico non tanto per la logica di ragionamento sviluppata che riteniamo possa essere condivisa, quanto per l'assunzione di alcuni dati che auspichiamo possano essere quantomeno ri-discussi.
Condividiamo invece pienamente la scelta adottata del di gestore anaerobico e del successivo impianto di compostaggio per la frazione organica della RD.
La ubicazione di questo impianto per la quale giustamente nessuna indicazione è stata data dalla Commissione può e deve rappresentare un segnale di attenzione per i gravi problemi di concentrazioni territoriali dei carichi ambientali attualmente esistenti.
Notevoli problemi, secondo noi, permangono nella gestione rifiuti, dove ci sembra manchino la massa critica e la incisività di azioni necessarie per raggiungere anche gli obiettivi di RD previsti dalla Commissione nella sua relazione, ben più modesti di quelli di legge.
carloge

lunedì, 22 giugno 2009, ore 16:27

Dopo la sentenza del consiglio di stato che ci ha dato torto abbiamo deciso di ripartire. Innanzitutto troviamo riprovevole e istituzionalmente gravemente scorretto che l’Amministrazione per bocca dell’Assessora ai parchi sia venuta a darci la sua solidarietà e quella di tutta la Giunta con pubbliche dichiarazioni di sostegno alla nostra lotta e due ore dopo la stessa Amministrazione con un voltafaccia a dir poco incredibile ci abbandoni al nostro destino a favore della Sistema Parcheggi.
Be noi non siamo cosi’ facili da liquidare, non è certo con uno, due, tre cento comunicati che la nostra Sindaco si liberera’ di noi e della cittadinanza che ci sostiene stufa delle sue ondivaghe ed opportunistiche dichiarazioni. Intanio piantiamo di nuovo le tende. Da domani il parco sara’ presidiato - a partire dalle 19 di domani - per impedire qualsiasi bliz delle truppe cementificatorie e il taglio degli alberi. Alcuni di noi hanno gia’ pendente da mesi un altro ricorso al tar incentrato sulle storie di corruzione che stanno dietro il progetto Acquasola e che già hanno determinato - sentenza definitiva - milioni di danni di euro alle casse pubbliche a causa del comportamento criminoso di alcuni esponenti politici e a quello poco attento all’interesse pubblico di altri che ancora oggi siedono su alti scranni delle amministrazioni. Questo ricorso attende di essere discusso e i nostri avvocati hanno richiesto al tar una sospensiva che dovrebbe essere discussa a meta’-fine luglio. In piu’ abbiamo deciso di indire un presidio per giovedi prossimo alle 17.30 a piazza De Ferrari per rendere pubbliche le nostre ragioni e chiedere il sostegno della cittadinanza.
Come sempre chiediamo aiuto e solidarietà a tutti i cittadini che in questi anni ci hanno aiutato e sostenuto - anche finanziariamente - nella lotta per difendere un importante bene pubblico dalla speculazione.

il comitato per la difesa del Parco dell’Acquasola.

ACQUASOLA PARCO NON PARCHEGGIO
carloge

sabato, 23 maggio 2009, ore 14:30

Mercoledì 27 maggio 2009 h 20,30
DIBATTITO PUBBLICO al TEATRO GOVI
Via P. Pastorino 23R Genova Bolzaneto
Proiezione di video e immagini:
Genova, vivere con l’autostrada, la devastazione dei territori vittime delle Grandi Opere: la TAV nel Mugello
presentazione dello Studio Trasportistico a cura del Coordinamento dei Comitati NO GRONDA
interverrà Dott. VALERIO GENNARO
Ass. Medici per l’Ambiente ISDE Italia

carloge

venerdì, 17 aprile 2009, ore 15:06

Giovedì 23 aprile p.v. alle ore 17 a Palazzo Tursi nella Sala di Rappresentanza del Consiglio Comunale di Genova il Movimento Difesa del Cittadino MDC e Legambiente Liguria organizzano un incontro sulla «Privatizzazione e Ripubblicizzazione dei Servizi Pubblici Locali». Si tratta di fare una riflessione sui beni comuni locali quali Acqua, GAS, Trasporti Pubblici, ecc… cercando, se possibile, di non farsi condizionare dalle urgenze di decisioni immediate di natura politico-amministrativa.

Parteciperanno :
- Vittorio Bigliazzi MDC introduce e modera l’incontro
- Franco Aprile Confservizi Liguria
- Antonio Bruno Consigliere Comune di Genova
- Franco Regolini ex amm.re Agua de San Pedro - Honduras
- Massimo Maugeri Legambiente
- Alfonso Pittaluga Assessore Comune di Genova
Dopo gli interventi del pubblico Stefano Sarti di Legambiente concluderà l’incontro.

Per informazioni :
Movimento Difesa del Cittadino MDC Liguria 010/3623036
genova@mdc.it
Legambiente Liguria 010/319168 Via Caffa 3/5 sc. B – 16129 GENOVA
info@legambienteliguria.org

carloge

mercoledì, 11 marzo 2009, ore 14:16



Mentre il Consiglio dei ministri discuterà il "piano casa"
 
il Circolo Nuova Ecologia di Legambiente Genova organizza un presidio venerdi 13 ore 10 davanti alla prefettura in via Roma per manifestare la propria contrarietà ai condoni mascherati e al cemento selvaggio che devasterebbe il Paese.
 
Edilizia: piano straordinario del governo
 
Legambiente: "Si torna agli anni '60, alle deroghe e agli ampliamenti che hanno reso più brutte e insicure le periferie delle città italiane"
"Sembra di tornare alle "Mani sulla città" di Francesco Rosi, al ricordo di come in barba a qualsiasi norma, Piano o Regolamento edilizio negli anni '60 in Italia, speculatori senza scrupoli hanno potuto ampliare, demolire, ricostruire edifici brutti e insicuri" è durissimo il commento di Legambiente sulle indiscrezioni trapelate del Piano del Governo Berlusconi per il rilancio dell'Edilizia.
"Sono pagine di storia del nostro Paese che hanno creato edifici e periferie squallide, dove l'edilizia ha creato ricchezza solo per gli speculatori e case invivibili".
Per Legambiente non è questa la ricetta per rilanciare l'economia e fare dell'edilizia il motore di uno sviluppo economico che sa cogliere le sfide dell'innovazione. "Pensare di premiare con il 20-30% di aumento di cubatura interventi che verrebbero realizzati in deroga a Piani urbanistici e regolamenti edilizi significa rendere più brutte e invivibili le città italiane e premiare gli speculatori - ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile Urbanistica di Legambiente -. Ritenere che basti un autocertificazione del progettista per garantire sugli interventi vuol dire aver cancellato dalla memoria le tragedie di questi decenni di palazzi crollati, di morti e feriti, dovuti a ampliamenti di edifici realizzati senza aver tenuto in conto i problemi di sicurezza statica. E la proposta di ridurre le sanzioni sembra un condono anticipato per interventi che potranno essere un volano solo per l'edilizia abusiva. Per concludere la genericità degli obiettivi ambientali e energetici è tale da farla sembrare una foglia di fico di provvedimenti che mirano solo a muovere cemento, soprattutto se approvati da parte di un Governo che continua a rinviare l'entrata in vigore della certificazione energetica degli edifici obbligatoria secondo le Direttive europee".
Per Legambiente bisogna guardare agli altri Paesi europei per rilanciare l'economia attraverso l'innovazione del settore edilizio, tutti i governi stanno investendo in green jobs e interventi di qualità a favore dell'ambiente mentre il governo italiano, in modo del tutto miope e sconsiderato, continua a proporre soluzioni di bassissima lega condannando l'Italia alla definitiva distruzione del suo più pregiato e insostituibile patrimonio.
carloge