domenica, 18 ottobre 2009, ore 08:53

COMUNICATO STAMPA

Venerdi 16 Ottobre 2009

"AREE EX - COLISA A CAMPI: meglio una buona raccolta differenziata dei rifiuti che un inutile stadio"

I recenti articoli di stampa relativi all’acquisizione dell’ area ex-Colisa di Campi da parte della societa’ Sviluppo Genova a capitale pubblico e ai progetti che la interesserebbero, ci confermano che questa Amministrazione s'impegna a trovare spazi solo per la costruzione di stadi e centri commerciali.
Da tempo, invece, chiediamo che la soluzione della gestione dei rifiuti venga messa a sistema, trovando, a partire dal nuovo Piano Urbanistico, le aree necessarie alla realizzazione della filiera impiantistica necessaria alla raccolta differenziata finalizzata al riciclo, che risulta essere un tassello fondamentale per quel modello di sviluppo sostenibile perseguito dalle associazioni ambientaliste.
Per l'ennesima volta, invece, un'area, come quella ex-Colisa, di dimensioni considerevoli (130.000 mq) per una citta’ come Genova, anziché essere messa a disposizione per la risoluzione di problematiche fondamentali per la città, come quella dei rifiuti, rischia di avere un altro impiego.
Come stiamo ormai da tempo affermando in tutti i momenti di confronto con l’Amministrazione comunale, il governo di questa città dovrebbe avere la capacità di pianificare con analisi complessive, comprendendo le priorità reali, come è quella dei rifiuti, che, come da sempre sottolineato, rappresenta una questione complessa, con sbocchi occupazionali importanti, e soprattutto un punto essenziale per la sicurezza ambientale e conseguentemente sanitaria dei cittadini genovesi.
Le nostre associazioni chiedono pertanto che si faccia buon uso di questa area, di difficile reperimento altrove, per collocarvi gli impianti destinati alla raccolta differenziata di vetro, carta, plastica e alluminio, indispensabili per poter perseguire le percentuali di raccolta che la stessa Amministrazione comunale si e’ posta come obiettivo.
Riteniamo infatti che un impiego dell’area (o parte di essa) per tale fine, sia certamente piu’ utile alla citta’ rispetto ad uno stadio con le implicazioni che ne conseguono a livello di impatto urbanistico-ambientale non facilmente sostenibili su un’area che, gia’ gravata di servizi, rischia di diventare un buco nero nel caos cittadino.

Italia Nostra
Amici del Chiaravagna
Legambiente
Ufficio stampa Legambiente
335-6999220
carloge

giovedì, 15 ottobre 2009, ore 17:22

Il Comitato Acquasola si è costituito in associazione  legalmente costituita. Il 26 settembre 2009.

Alla associazione "Comitato Acquasola" aderiscono cittadini che da oltre sei anni lottano per la difesa e la riqualificazione del parco. Con loro le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura, Lav .
Il comitato ha come missione la salvaguardia e la valorizzazione del parco e la porta avanti da anni senza steccati ideologici e appartenenze e fiancheggiamenti politici. Nel prossimo futuro incontrremo i responsabili dell amministrazione per valutare con loro la percorribilita' tecnica, giuridica , economica della revoca della concessione. Saremo anche presenti il 29 al TAR per testimoniare la nostra volontà.
Abbiamo anche in programma iniziative culturali di confronto e dibattito sulla mobilita' urbana, faremo un corso di formazione sui fiori, gli alberi, gli orti in citta', torneremo a fare i nostri consueti mercatini dell' usato, le feste. Per questo continueremo a cercare sostegni personali e finanziari dai cittadini e dalle associazioni che come noi hanno a cuore il parco.  

Il Comitato Acquasola parco non parcheggio.

Il presidente
Luca Guzzetti

Il portavoce
Vincenzo Lagomarsino
328 85 20 271
carloge

giovedì, 15 ottobre 2009, ore 09:53

Commissione TERRITORIO Comune di Genova

Giovedi 15 Ottobre 2009

“OSSERVAZIONI ALLA PROPOSTA N. 70 IN DATA 29/09/2009 DI SCHEMA DEL NUOVO PROTOCOLLO D’INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL NODO STRADALE E AUTOSTRADALE DI GENOVA”

Studiare il movimento sul territorio di persone e cose implica strategie di ricerca che riguardano economia, urbanistica, sociologia, logistica, salute dei cittadini, ecc.
È necessario dunque parlare non solo di viabilità e di traffico limitandosi a considerare la singola infrastruttura, ma collocare il problema in un’ottica complessiva che studi tutte le forme di pianificazione, uso del territorio e nel nostro caso di mobilità.
Il Dibattito Pubblico, aveva fatto capire, anche grazie alla spinta di Associazioni e Comitati, come fosse fondamentale che tutti i soggetti interessati si sedessero allo stesso tavolo, non solo per firmare protocolli ma per pianificare in modo coerente lo sviluppo del il territorio.
Attraverso il tavolo tecnico era emersa da più parti la necessità che gli Uffici comunali assumessero una posizione centrale nella programmazione, cosa che non si è verificata, e attraverso lo strumento del PUM coordinassero e pianificassero gli interventi anche in previsione della revisione del Piano Urbanistico Comunale.
Partendo da questi concetti-base, che già più volte abbiamo espresso durante le fasi del Dibattito pubblico ed in altre sedi argomentato nei dettagli anche tecnici, la proposta per lo schema del “Nuovo protocollo d’intesa tra Regione Liguria, la Provincia di Genova, Il Comune di Genova, Autorità portuale di Genova, Anas s.p.a., Autostrade per l’Italia s.p.a. e il ministero delle realizzazione del nodo stradale e autostradale di Genova” appare contraddittoria nelle affermazioni e nei contenuti denotando una completa mancanza, appunto, di una pianificazione urbanistica e della mobilità.
Le scriventi Associazioni non sono contrarie alle opere in generale, ma sono favorevoli a quelle che, inserite in una pianificazione complessiva a cui venga applicata in modo serio la VAS, risultino trasparenti in relazione allo loro gestione a partire dagli studi preliminari per finire alla fase di cantierizzazione.
A tutt’oggi resta ancora sconosciuto ad esempio lo Studio di Impatto Ambientale che ASPI cita, come fatto, già dai primi documenti presentati e che dovrebbe essere reso pubblico.
La mancata pianificazione ha prodotto di fatto sconcertanti sovrapposizioni di progetti in contrasto fra loro. Ne sono due esempi l’area di stoccaggio dello smarino amiantifero (prodotto degli scavi in galleria delle opere stradali ed autostradali previste dal citato Schema di Protocollo n.70) alla foce del Polcevera e lo stadio di calcio previsto nell’area ex Colisa di Campi, che interferiscono, entrambi, a vario livello, con proposte già presentate nel corso di uno continuo schizofrenico tentativo, da parte della Amm.ne comunale, di dare un nuovo volto urbanistico alla Città. Sovrapposizioni che vengono ignorate sia nel testo del protocollo d’ intesa che nella proposta preliminare di Autostrade con il conseguente effetto di trasferire di fatto a futuri contenziosi la risoluzione dei problemi.
Allo stesso modo appare grave come sotto l’indicazione di nodo stradale ed autostradale di Genova compaia il Tunnel di Rapallo - Santa Margherita Ligure o la viabilità nella vallata dell’Entella, chiaramente non facenti parte del nodo genovese, mentre non vengano menzionate la strada a mare o la sopraelevata portuale, ampiamente in territorio comunale, il cui ruolo riteniamo sia fondamentale nel superamento dei problemi di traffico per i quali invece si indica come unica soluzione la costruzione della Gronda.
Infatti, coerentemente con quanto proposto durante il Dibattito Pubblico (“Ipotesi incrementale” pag. 51 Relazione Finale Commissione Bobbio), riteniamo, che la “strada a mare” (compresa la sopraelevata portuale) di Cornigliano, opportunamente connessa con l’attuale A10, sia destinata a migliorare sensibilmente la situazione del traffico. Pertanto sarebbe piu’ saggio, come si dice sempre nella relazione citata, porre questa opera come prioritaria e, una volta in funzione, verificarne l’effetto sul traffico generale prima di procedere all’apertura degli altri cantieri in particolare quelli della Gronda.
Inoltre, in riferimento al nodo di san Benigno, sul quale incidono vari progetti, è necessario che si aprano adeguati tavoli istituzionali di discussione che, attraverso anche la partecipazione dei Cittadini, considerino l’intervento all’interno di una pianificazione più ampia di tutte le mobilità, in primis quella ferroviaria.
Per questo motivo le Associazioni richiedenti l’ audizione in oggetto chiedono con forza la continuazione sotto nuova forma di strumenti partecipativi e tecnici (da non confondere con gli Osservatori) dove le Associazioni, ed i cittadini possano non solo essere informati ma partecipare fattivamente agli atti amministrativi.
Nonostante il dibattito e le conclusioni della Commissione, per il bene collettivo le Associazioni si attendono dagli Enti, che sottoscriveranno il protocollo, l’impegno di una fattiva, costruttiva e continuativa collaborazione tra di essi nel rispetto dei principi di partecipazione dei cittadini.

Italia Nostra
Legambiente
Istituto Nazionale Urbanistica
carloge

mercoledì, 14 ottobre 2009, ore 06:57

Urbanistica e territorio

Manifesto appello per la messa in sicurezza del territorio, la rottamazione edilizia, un'edilizia sostenibile
Radicali italiani, Wwf, Fai, Legambiente, Inu

ROMA. La tragedia di Messina è solo l'ultimo degli eventi luttuosi che dimostrano quanto siano devastanti le conseguenze di una cattiva gestione del territorio, dell'assenza di un'efficace azione di sua tutela e delle gravissime carenze della politica urbanistica ed edilizia degli ultimi sessant'annj. Di fronte a ciò è indispensabile avviare una nuova politica nazionale per il governo del territorio che individui gli obiettivi da raggiungere, gli strumenti da utilizzare e le risorse da mobilitare.
In merito ad essa noi affermiamo che l'uso parsimonioso delle risorse non riproducibili, come il suolo, debba essere il riferimento strategico da adottare per la definizione di una politica territoriale che individui come prioritarie:
. la rottamazione degli immobili privi di qualità, non antisimici e ubicati in aree non idonee;
. la messa in sicurezza del territorio e l'implementazione di efficaci \
forme di monitoraggio e gestione dei rischi che contraddistinguono strutturalmente il nostro paese;
. il rafforzamento delle forme di tutela delle aree e dei beni finalizzate
alla conservazione dell'ambiente, dell'ecosistema e delle sue componenti primarie, del paesaggio e del patrimonio storico-artistico;
. l'efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente.

Il nostro benessere dipende anche dalla qualità dell'edilizia e dell'organizzazione urbana e territoriale che sappia tutelare con rigore ciò che resta dell'integrità e della bellezza del paesaggio. Solo in questa prospettiva riteniamo che i nuovi interventi edilizi ammessi dalla legislazione statale e regionale possano costituire un'opzione percorribile e tale da arricchire il Paese e non solo alcuni proprietari d'immobili. Invece, l'impostazione proposta dall'Intesa Stato-Regioni del 1° aprile 2009 sul cosiddetto "Piano Casa" e la conseguente legislazione regionale da essa discesa si rivela:

. pericolosa, perché non dà priorità alla messa in sicurezza del patrimonio edilizio e del territorio;
. insostenibile, perché continua a promuovere un mdtìello di benessere
legato alla quantità delle risorse consumate e non alla"*riqualificazione delle dotazioni e del patrimonio esistenti;
. iniqua, perché non prevede meccanismi idonei a intercettare quote dei
vantaggi privati, connessi alla deregolamentazione edilizia e urbanistica da destinare all'attuazione di azioni di recupero e riqualificazione delle città e del territorio;
. inadeguata rispetto all'emergenza abitativa, perché incentiva l'aumento
ulteriore di vani, già potenzialmente sufficienti alle esigenze abitative, senza favorirne la loro locazione residenziale. È dunque necessario chiedere l'accantonamento delle misure del cosiddetto Piano Casa in favore di programmi di intervento coordinati di risanamento, manutenzione e gestione del territorio e del patrimonio abitativo, di tutela del paesaggio e della biodiversità.

Ci appelliamo a tutte le forze politiche affinché sia avviato un confronto serrato in tutte le sedi istituzionali chiamate in causa (il Parlamento, il Governo, le Regioni e gli enti locali), per la definizione di una rinnovata agenda per il governo del territorio.

In questo contesto eventuali misure di sostegno all'edilizia devono essere corrette rispetto a quanto stabilito dall'Intesa Stato-Regioni del 1 aprile 2009 e dalle successive norme regionali, al fine di:

. incentivare il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio
favorendo la rottamazione (con eventuale "spostamento") degli edifici pericolosi che sorgono in zone a rischio o privi di qualità, riconoscendo priorità di intervento alle aree ad elevato rischio idrogeologico;
. subordinare ogni incentivo al miglioramento di almeno due classi di
efficienza energetica rispetto all'immobile modificato o rottamato, all'osservanza delle norme antisismiche e alla predisposizione del fascicolo di fabbricato;
. proteggere l'integrità delle aree agricole stabilendo che gli interventi
edilizi su fabbricati rurali, ove ammessi, siano strettamente funzionali alla conduzione del fondo agricolo e solo se accompagnate da apposite misure di massima tutela del territorio;
. legare il prelievo degli introiti derivanti dagli oneri di
urbanizzazione comunali al loro utilizzo in investimenti pubblici in aree verdi, infrastrutture di trasporto pubblico, aree pedonali e piste ciclabili, escludendo l'utilizzo del gettito per la spesa corrente così come qualsiasi detrazione o riduzione per interventi ammessi dalle norme straordinarie di sostegno all'edilizia;
. procedere ad una revisione dell'ICI e dell'IRPEF al fine di favorire
l'uso parsimonioso del suolo, la riqualificazione energetica e la locazione residenziale degli immobili;
. rafforzare la capacità operativa dei soggetti preposti alla
pianificazione paesaggistica ed urbanistica, alla tutela del patrimonio culturale e naturale e al contrasto degli abusi invece che privilegiare misure straordinarie non coordinate ed estemporanee di sostegno all'edilizia.
carloge

martedì, 13 ottobre 2009, ore 07:44

dal CORRIERE MERCANTILE
13-10-2009
 
LEGAMBIENTE: Mentre il dibattito politico continua, l'associazione rilancia la proposta all'amministrazione comunale «Prima corso Italia poi il nuovo Lido» Meglio approvare il disegno di riqualificazione complessiva che il progetto contestato
 
Approvare prima il disegno di riqualificazione complessiva di corso Italia e occuparsi solo dopo dei progetti per singoli stabilimenti balneari, Lido compreso. E' la proposta rilanciata Legambiente, mentre a Tursi segna il passo l'iter per l'approvazione della nuova variante urbanistica propedeutica al progetto di trasformzio-ne del Lido, dopo che l'Italia dei Valori - che aveva già bocciato la prima versione - ha confermato le sue perplessità anche sulla seconda variante. E siccome fra le obiezioni mosse dalla capogruppo dell'Idv, Marylin Fusco, una riguarda proprio la relazione fra il progetto del Lido e le linee guida per la riqualificazione del litorale di levante, presentate poco più di una settimana fa da Urban Lab, Andrea Agostini, di Legambiente, parte di qui. «Una proposta che noi avevamo fatto subito all'amministrazione comunale, quando era stata presentata la variante per il Lido - ricorda Agostini - era proprio quella di non iniziare a discutere di un singolo progetto per un solo "pezzo" di corso Italia, ma di predisporre, prima, un piano complessivo per la riqualificazione di tutto corso Italia, che riguardasse il litorale e quindi le spiagge e gli stabilimenti balneari, ma anche la viabilità e l'arredo urbano. Adesso l'amministrazione ha presentato le linee guida per la riqualificazione del litorale di levante e, quindi - rilancia Agostini - noi chiediamo che, prima di tutto, si lavori su queste, accantonando, almeno per ora, il progetto del Lido». Progetto che Legambiente, così come Italia Nostra, hanno per altro duramente criticato anche per la scelta di Tursi di permettere la costruzione di abitazioni a pochi metri dal mare. «Su un piano per la riqualificazione complessiva di corso Italia e di tutto il litorale di levante si possono trovare condivisioni ampie - osserva Agostini - e allora partiamo da quello su cui siamo o possiamo essere tutti d'accordo. L'amministrazione approfondisca le idee guida presentate da Urban Lab e le trasformi in un vero strumento di pianificazione urbanistica. Una volta che questo sarà stato approvato ci si potrà occupare dei singoli progetti e, quindi, anche di quello del Lido, che dovrà essere coerente con gli indirizzi generali».
[a.c]
carloge

domenica, 06 settembre 2009, ore 11:47

La vicenda che si è dipanata all’Acquasola è una storia di intelligenza e di cuore che un gruppo di cittadini hanno interpretato dando una testimonianza di amore, di concordia, di gratuità che ha dato voce corpo alle speranze di un mondo migliore, di una città più bella, di una socialità che vive nel confronto fra persone portatrici di valori e di idee diversissime, che hanno trovato anno dopo anno una sintesi e una concordia che è e rimane la principale prerogativa e il maggior lascito. È anche la storia di un gruppo di istituzioni e di una casta politica che non è stata capace di cogliere l’opportunità.Tutto il peggio è presente: la corruzione, gli interessi privati, il conflitto di interessi, l’incapacità di interpretare il ruolo politico e istituzionale in maniera autonoma, senza soggiacere agli interessi privati, l’incapacità di innovare. Di questa omologante pratica portano la responsabilità politica principale Vincenzi, Repetto,Burlando che non hanno saputo-voluto cogliere la spinta innovativa che veniva dal basso trincerandosi dietr oatti dovuti e cavilli burocratici, in difesa diuna casta burocratica che ha asservito la propria intelligenza, il proprio cuore, la propria professionalità al dio denaro scrivendo insieme ai politici che li hanno nominati una storia molto brutta da raccontare. Ma dagli interessi del Partito del Cemento non sono indenni,nè inmaggioranza né opposizione; salvo sparute presenze istituzionali–a cui no nsmetteremo di essere grati – la maggior parte dei politici si sono mossi in maniera cementosamente bipartisan e così alcune delle istituzioni che dovrebbero presiedere alla salvaguardia del bene pubblico. Si confrontano in questa storia due mondi, due modi opposti di vedere le cose. Ognuno dà ciò che ha, è inutile recriminare, accusare, inveire. Noi abbiamo messo tutto noi stessi e il nostro cuore e di questo diamo testimonianza. Non miriamo a carriera,potere, soldi (anzi ce li mettiamo),vogliamo solo testimoniare che i nostri sogni non sono in vendita, che è possibile costruire comunità nelle differenze e in pace. Come finirà? Comunque bene, se la sentenza sarà favorevole abbiamo ideee, programmi da sviluppare,se ci sarà avversa continueremo a spargere semi e a raccontare e a testimoniare di un modo d’essere e di vivere che ci rende – nonostante le arrabbiature – felici.

ANDREA AGOSTINI
Legambiente Genova
carloge

venerdì, 24 luglio 2009, ore 15:02

E’ difficile continuare a credere nella giustizia e nella autonomia delle istituzioni dai poteri forti.Il Comitato Acquasola constata con grande amarezza come ancora una volta il partito del cemento capitanato da Claudio Burlando e da Marta Vincenzi ha vinto la sua ennesima battaglia contro il Bene Pubblico e l’Ambiente.Un gruppo di politici imbelli che non riescono neanche a suscitare il rispetto dei propri funzionari si nascondono dietro capziosi legulei pieni di paura per il loro potere e i loro portafogli e tradiscono sistematicamente il mandato ricevuto dai loro elettori. Ma cascano molto male, noi non intendiamo arrenderci. La nostra lotta per il Parco dell’ Acquasola e per la difesa dei beni comuni andra’ avanti. Denunceremo la subalternità di questa politica, di questa maggioranza ai poteri forti. E continueremo a batterci contro il Partito del Cemento e i suoi servi sciocchi.
Per cominciare invitiamo i cittadini genovesi domani sabato 25 luglio alle ore 17 a partecipare al funerale dell’albero che si celebrerà a De Ferrari davanti alla Regione. Porgeremo l’estremo saluto al cadavere certi che i suoi semi germoglieranno a primavera, giusto giusto per mandare a casa questa maggioranza pavida e cementizia. Parchi non parcheggi. Piazze non cementificazioni.

Il Comitato Acquasola

carloge

martedì, 30 giugno 2009, ore 15:17

Genova, Comunicato Stampa
29 Giugno 2009
Relazione commissione tecnica rifiuti: termotrattamento sovradimensionato

Il mandato della Commissione tecnico-scientifica era di dare indicazioni al Comune di Genova nella scelta della tecnologia per l'impianto di smaltimento finale della frazione residua a valle della raccolta differenziata (RD) dei rifiuti solidi urbani e della tecnologia dell'impianto di trattamento e recupero della frazione organica dei rifiuti.
Per la frazione residua post-RD la relazione propone un polo impiantistico dimensionato su una produzione di rifiuti a livello provinciale di 500.000 tonn/anno con una RD del 55% e con flessibilità di funzionamento dal 45% al 65% di RD. Il polo è così composto: sezione separazione secco-umido sezione di digestione anaerobica con produzione di biogas e recupero energetico, con digestato inviato a termotrattamento.
Sezione di termotrattamento con produzione di energia elettrica della frazione secca e del digestato della sezione precedente per un totale di 150.000 tonn/anno ( valore mediano dell'intervallo di funzionamento)
Per la frazione umida della RD la Commissione propone un di gestore anaerobico con produzione di biogas (per un recupero energetico) ed un successivo impianto di compostaggio da 50.000 tonn/anno.
Diciamo subito che le conclusioni della Commissione mandano definitivamente in soffitta la cosiddetta "soluzione bresciana" di megainceneritore per tal quale, come quello da 500.000 tonn/anno risultato "vincitore" del concorso di idee del 2006 e seguono la strada da noi sostenuta della separazione secco-umido. Riteniamo, però, che, pur condividendo la sequenza proposta, che l'impianto di termotrattamento da 150.000 tonn/anno sia sovradimensionato.
Per questi motivi:
1) l'effetto combinato della dinamica demografica di diminuzione della popolazione e del "Piano per la Prevenzione dei Rfiuti" che proprio in questi giorni la Provincia di Genova sta lanciando suggerirebbe che la quantità di rifiuti di partenza debba essere inferiore alle 500.000 tonn/anno ipotizzate.
2) La Rd di progetto dovrebbe essere perlomeno quella che la legge prevede per il 2012, cioè il 65%, visto che se c'è volontà politica i tempi di realizzazione dell'impianto sono più che sufficienti per raggiungerla. In tal modo si ridurrebbe il materiale termotrattato di circa 17.000 tonn/anno.
3) Una maggiore RD porterebbe con le sue misure organizzative a ridurre i conferimenti impropri (e illegali) di rifiuti speciali non assimilati.
4) Il digestato invece che essere termotrattato, dovrebbe essere utilizzato per ripristini ambientali e solo se ciò non fosse possibile mandarlo in discarica (dopo stabilizzazione). Con un'ulteriore riduzione del materiale termotrattato di circa 20.000 tonn/anno.
Per tutti questi motivi, anche se solo alcuni quantificabili, riteniamo che l'impianto di termotrattamento potrebbe essere da circa 100.000 tonn/anno. Aggiungiamo che non si comprende perché nella relazione si assume di far funzionare il gassificatore solo per 300 giorni/anno, mentre gli impianti a griglia e a letto fluido per 330 giorni/anno.
Questo assunto, tecnicamente non giustificato, comporta per il gassificatore un aumento di taglia (del 10%) e di investimento.
Come si intuisce da queste osservazioni Il nostro giudizio sulla relazione conclusiva della Commissione è critico non tanto per la logica di ragionamento sviluppata che riteniamo possa essere condivisa, quanto per l'assunzione di alcuni dati che auspichiamo possano essere quantomeno ri-discussi.
Condividiamo invece pienamente la scelta adottata del di gestore anaerobico e del successivo impianto di compostaggio per la frazione organica della RD.
La ubicazione di questo impianto per la quale giustamente nessuna indicazione è stata data dalla Commissione può e deve rappresentare un segnale di attenzione per i gravi problemi di concentrazioni territoriali dei carichi ambientali attualmente esistenti.
Notevoli problemi, secondo noi, permangono nella gestione rifiuti, dove ci sembra manchino la massa critica e la incisività di azioni necessarie per raggiungere anche gli obiettivi di RD previsti dalla Commissione nella sua relazione, ben più modesti di quelli di legge.
carloge

lunedì, 22 giugno 2009, ore 16:27

Dopo la sentenza del consiglio di stato che ci ha dato torto abbiamo deciso di ripartire. Innanzitutto troviamo riprovevole e istituzionalmente gravemente scorretto che l’Amministrazione per bocca dell’Assessora ai parchi sia venuta a darci la sua solidarietà e quella di tutta la Giunta con pubbliche dichiarazioni di sostegno alla nostra lotta e due ore dopo la stessa Amministrazione con un voltafaccia a dir poco incredibile ci abbandoni al nostro destino a favore della Sistema Parcheggi.
Be noi non siamo cosi’ facili da liquidare, non è certo con uno, due, tre cento comunicati che la nostra Sindaco si liberera’ di noi e della cittadinanza che ci sostiene stufa delle sue ondivaghe ed opportunistiche dichiarazioni. Intanio piantiamo di nuovo le tende. Da domani il parco sara’ presidiato - a partire dalle 19 di domani - per impedire qualsiasi bliz delle truppe cementificatorie e il taglio degli alberi. Alcuni di noi hanno gia’ pendente da mesi un altro ricorso al tar incentrato sulle storie di corruzione che stanno dietro il progetto Acquasola e che già hanno determinato - sentenza definitiva - milioni di danni di euro alle casse pubbliche a causa del comportamento criminoso di alcuni esponenti politici e a quello poco attento all’interesse pubblico di altri che ancora oggi siedono su alti scranni delle amministrazioni. Questo ricorso attende di essere discusso e i nostri avvocati hanno richiesto al tar una sospensiva che dovrebbe essere discussa a meta’-fine luglio. In piu’ abbiamo deciso di indire un presidio per giovedi prossimo alle 17.30 a piazza De Ferrari per rendere pubbliche le nostre ragioni e chiedere il sostegno della cittadinanza.
Come sempre chiediamo aiuto e solidarietà a tutti i cittadini che in questi anni ci hanno aiutato e sostenuto - anche finanziariamente - nella lotta per difendere un importante bene pubblico dalla speculazione.

il comitato per la difesa del Parco dell’Acquasola.

ACQUASOLA PARCO NON PARCHEGGIO
carloge

venerdì, 29 maggio 2009, ore 17:10

Domenica mattina alle 9.30 noi di Legambiente insieme con tanti cittadini saremo in corso Italia a Genova a presidiare la passeggiata a mare contro l'incombente pericolo di ulteriore cementificazione, speculazione, privatizzazione della nostra costa favorita dalla Amministrazione in supporto ai privati.
Non ne possiamo piu' di una Amministrazione che interviene solo a favore dei ricchi, che governa l'Urbanistica a colpi di varianti al Piano Regolatore, che si fa dettare le priorità dai privati e ci vende la ( da loro presunta ) riduzione del danno come una vittoria della sostenibilità.
Dare la possibilità ad un imprenditore senza una lira, che pare non abbia mai costruito nulla, di edificare appartamenti di lusso sul mare per i ricchissimi della città, permettere la costruzione di un nuovo albergo di super lusso ( sempre i ricchissimi ) quando nell'area ci sono gia' 5 alberghi, permettere l'ennesima fioritura di negozi e l'immancabile parcheggio per centinaia di posti in un'area di pregio e dià pesantemente intasata e' una idea dell'urbanistica contrattata vecchia come il cucco, senza una briciola di innovazione urbanistica e in perfetta continuità coi dieci anni di urbanistica cementizia della precedente Amministrazione e dei due anni della nuova.
Governare il territorio a base di varianti di destinazione d'uso che in corso Italia, come al Galliera, come all'Uliveto Murato, come a Cornigliano per l'ex ospizio del San Raffaele, a villa Quartara, come i 1200 posti macchina concessi in 500 metri in via Donato Somma o i quattro parcheggi per centinaia di posti macchina in via Caffaro, è una scelta chiara, si favoriscono i grandi gruppi economici, gli ammanicati, le aziende di riferimento, si ruba ( territorio ) ai poveri per regalarlo ( coi soldi dei poveri ) ai ricchi e ai ricchissimi.
Solo un anno fa la Sindaco Vincenzi ha preso il pubblico impegno, ribadito con voto per una variante di salvaguardia nel levante cittadino. Neanche l'ombra di questa variante è stata approntata e presentata, mentre i soliti noti continuano a costruire e a trasformare fienili in case ( parole del sindaco ), Solo 6 mesi fa è stato presentato un documento di indirizzo della giunta ( votato in consiglio comunale ) in cui si tratteggiavano le linee guida del nuovo Piano Regolatore, parole al vento, altro che linea blu invalicabile, al Lido decine di appartamenti sul mare con tanto di variante, al Galliera decine di appartamenti per la speculazione di sua Santità il Cardinale, e giu' varianti.
Di vincoli non se ne parla ( per i piu' forti, solo per i poveracci ), di ipotesi urbanistiche per la gestione del litorale genovese in coerenza coi programmi e con gli impegni non e' stata scritta neanche una riga, né qualcuno si è preoccupato di dire come l'Amministrazionme intende affrontare la prossima rivoluzione territoriale legata alla modifica , soppressione, nuova edificazione di tutti gli ospedali cittadini ( in tutti è prevista una " valorizzazione " a base speculativa e i poveracci si sa le case non le possono comperare ).
Di vincoli paesaggistici poi nemmeno parlarne, meno che meno di vincoli ambientali, quelli urbanistici di competenza comunale vengono sistematicamente calpestati.
Nel cassetto dell'Amministrazione giace da tempo immemore il regolamento comunale del verde, quello che potrebbe mettere un freno al taglio di centinaia e centinaia di alberi con il permesso dell'amministrazione o il suo non intervento.
Il regolamento edilizio comunale è un regolamento nato vecchio e in totale contraddizione con le norme urbanistiche regionali e provinciali, non parliamo di quelle europee, sbandierate a ogni piè sospinto dalla Sindaco,anche li, guai a chi lo tocca!!!
Siamo in presenza di urbanisti senza un minimo di cultura innovativa che proteggono i soliti interessi della finanza e del mattone con scuse giuridiche spesso inconsistenti e con il blocco burocratico di ogni regolamento che possa mettere freno alla voracità dei cementieri.
Urban Lab non fa nulla, provate a chiedere di mostrarvi il lavoro in corso, noi ci abbiamo provato e non ci è stata data alcuna risposta , provate a chiedere di partecipare e vi sara' detto di no ( come a noi ), Renzo Piano che sugli Erzelli nuova maniera si era espresso chiaramente contro è stato ben zitto subito dopo la sua ( unica ) esternazione, sul costruire solo sul costruito, sulla salvaguardia della linea blu ( da lui inventata e prontamente affossata dagli urbanisti del tappullo e della variante continua ) silenzio di tomba.
Ma come, gli intellettuali, gli urbanisti, gli uomini di cultura che insorgono per la prevista risistemazione della via Brigate Partigiane, quando si tratta di intervenire nel merito degli affari delle Coop, della Cassa di Risparmio, della Curia....TUTTI ZITTI!!!!!!.
Proprio per protestare contro questa politica urbanistica dei tapulli e delle varianti che l'Amministrazone porta avanti in perfetta continuità con la precedente e contro il silenzio vile e indecoroso degli intellettuali genovesi noi saremo in Corso Italia domenica dalle 9.30 davanti al Lido a urlare la nostra rabbia a raccogliere firme contro l'ennesimo "affare".La variante la vogliono votare il 3 giugno, chi vuole dire di no venga con noi.

 Andrea Agostini del Circolo Nuova Ecologia Legambiente Genova
carloge