sabato, 24 ottobre 2009, ore 07:53

Ordine del giorno

Il Consiglio Comunale di Genova

Premesso che

-La proposta n.70 del 29.9.09 è costituita da: proposta di delibera vera e propria, nuovo protocollo di intesa tra Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova,Autorità Portuale di Genova, Anas spa, Autostrade per l’Italia spa, Ministero delle Infrastrutture, relazione generale sul progetto e linee guida del costituendo osservatorio;
-Nel protocollo attuale non sono ricomprese la viabilità di scorrimento di Lungomare Canepa ed il tunnel subportuale in sostituzione della sopraelevata, ma tali opere vann0o ribadite quale anello di integrazione con la rete cittadina;
-allo stesso modo il sistema di accesso tra città-porto e rete autostradale in presenza di grandi trasformazioni cittadine quali la Valpolcevera, Erzelli, ampliamento del porto di Voltri e di Sampierdarena, và considerato ed attuato come elemento essenziale della mobilità delle merci e delle persone;
-al momento della redazione del progetto vanno previsti circuiti alternativi di mobilità cittadina per sopperire a situazioni di criticità della città, peraltro gia presenti e destinarti ad aggravarsi non appena inizieranno i lavori, realizzando l’opera seguendo priorità organizzative e fasi funzionali attente alla vita della città;
-quanto alla locazione dei materiali di scavo l’utilizzo dell’area della sponda destra del Polcevera (area ex Ilva in corrispondenza della banchina portuale di Cornigliano) deve essere tale da non sottrarre ad altre destinazioni portuali o industriali per tutta la durata dei lavori;

impegna il Sindaco e la Giunta

-affinchè promuova presso i soggetti firmatari una redazione del progetto preliminare coerente con i punti sopra indicati;
-a riferire in Consiglio Comunale sullo stato di avanzamento del progetto e delle sue sostanziali caratteristiche;
-ad affiancare al previsto osservatorio un tavolo tecnico composto dai responsabili degli uffici preposti alla mobilità e alle infrastrutture di tutti gli enti pubblici coinvolti Autorità portuale compresa, così da interloquire costantemente con Aspi, Anas e Ministero delle Infrastrutture.

Angela Burlando

(approvato con 44 voti favorevoli)
carloge

mercoledì, 21 ottobre 2009, ore 09:44

MOZIONE

premesso che che le “Linee Programmatiche” della Sindaco prevedono di trasferire progressivamente il traffico su gomma al traffico su rete ferroviaria, condizione imprescindibile del rilancio economico e della sostenibilità ambientale della città;

preso atto della Delibera del Consiglio Comunale del 17 aprile n° 31/2008 che approva il Protocollo d’intesa, sottoscritto il 5 maggio 2008, in ordine alla realizzazione e gestione dello hub di Alessandria e i relativi interventi sulla viabilità d’accesso;

tenuto conto che a breve sarà indetta la gara d’appalto per la realizzazione del Nodo Ferroviario, a seguito dell’approvazione da parte del CIPE del Progetto definitivo (pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n° 221 del 22/09/2006) e dell’aggiornamento di Progetto del Contratto di Programma 2007-2011 tra Ministero delle Infrastrutture e RFI, approvato dal CIPE nella seduta del 31/01/2008 TABELLA A Opera in Corso;

tenuto conto dell’inizio dei lavori per l’ampliamento di Lungomare Canepa, a seguito del Provvedimento di Perfezionata Intesa rilasciato dal Provveditorato alle Opere Pubbliche Lombardia-Liguria in data 20/12/2007 prot. N° 8940 e successivamente dell’approvazione da parte dell’ANAS del Progetto per le prime opere migliorative con interventi di riqualificazione della viabilità di Lungomare Canepa del 05/05/2008 prot. N° CGE-0002777-i;

tenuto conto dell’approvazione, con deliberazione del Consiglio Comunale in data 09/09/2008, del Programma integrato di interventi per la riqualificazione urbana di Cornigliano predisposto dalla “Società per Cornigliano S.p.A.” e della prima fase attuativa degli interventi stessi, comprensivi della cosiddetta “strada a mare”;

tenuto conto dell’Intesa quadro del 9 gennaio 2003 relativa alla componente stradale del nodo stradale e autostradale tra Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova e Autorità Portuale;

Considerato che si è concluso il dibattito pubblico sulla Gronda di Ponente (Genova, 1° febbraio - 30 aprile 2009), il primo caso in Italia di débat public relativo a una grande opera infrastrutturale, dando corso all’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale nella seduta del 14 ottobre 2008;

Considerato che dal Dibattito Pubblico è emersa la condivisione nell’affrontare la congestione del traffico autostradale e urbano a Genova sia da parte di quegli attori che sostengono la necessità della gronda, sia di quegli attori che argomentano circa l’utilità di alcune opere – spesso alternative alla Gronda di Ponente – ritenute necessarie e sufficienti a risolvere i problemi della mobilità urbana e autostradale.

Considerato inoltre che durante il Dibattito Pubblico sono emerse differenti valutazioni tra
chi considera la Gronda come opera necessaria al sistema autostradale, necessaria per lo sviluppo dell’economia genovese
chi considera altresì la Gronda una soluzione sbagliata a un problema (la congestione) sino ad ora non governato

Considerato inoltre che tutti gli attori convergono nel ritenere prioritario il potenziamento del trasporto
ferroviario per le merci e per le persone e del trasporto pubblico, in particolare della metropolitana.

Considerato che tutti gli attori intervenuti convergono sulla necessità dei seguenti interventi:

- interventi ferroviari (ferrovia metropolitana Nervi-Voltri e prolungamento della metropolitana da Certosa a Pontedecimo; sistemazione del nodo ferroviario ivi compresi i collegamenti tra la bretella di Voltri e le linee di Valico, sia in direzione Genova che in direzione Milano, collegamento tra i moli portuali e le linee esistenti, politica tariffaria e normativa che favorisca il trasporto via ferro; il finanziamento della sopraelevata portuale);

- interventi stradali: strada a mare Cornigliano – Lungomare Canepa da collegare al casello di Cornigliano;
completamento della strada di sponda destra del Polcevera e suo collegamento con la nuova strada a mare;
sistemazione del nodo di san Benigno.

Sottolineato come durante lo svolgimento del dibattito sia stata avanzata dall’Istituto Nazionale di
Urbanistica (Inu) della Liguria la cosiddetta “ipotesi incrementale“ suggerendo di aspettare l’implementazione degli interventi stradali e ferroviari condivisi per verificare l’impatto sulla mobilità e valutare la necessità di ulteriori interventi stradali.

Considerati gli impatti importanti dovuti dalla costruzione della gronda su il rischio amianto, la gestione dei cantieri, lo smaltimento dello smarino, l’inquinamento atmosferico, l’inquinamento acustico, l’inquinamento idrico, l’impatto sulle aree di pregio naturalistico, l’impatto sulle abitazioni;

Considerato inoltre il rischio sociale di creare una zona che ospita più di un terzo degli abitanti della città, in cui si concentrino problematiche socio-economiche (rischio ghettizzazione);

Considerato perciò molto positivo lo svolgimento del Dibattito Pubblico, perché non è stato un rituale preordinato, ma ha prodotto un’imprevista ridefinizione dei temi sul tappeto e, in particolare perché, per la prima volta da quando (anni ’80) si è iniziato a discutere di bretella o gronda autostradale, è stato possibile discutere pubblicamente sull’opportunità dell’Opera, scoprendo che la nuova autostrada non era universalmente considerata come un rimedio alla congestione del nodo genovese e pertanto ponendo al centro della discussione non solo il “come” ma anche il “se”, superando il mandato iniziale alla Commissione che riguardava esclusivamente la discussione sulle cinque alternative di attraversamento della Val Polcevera (pag. 9);

Tenuto conto che sull’ipotesi della nuova autostrada si è aperta una discussione sia sugli effetti sul traffico e sulla mobilità, sia sul rapporto tra costi e benefici e che nel corso del non si è arrivati ad alcuna conclusione definitiva (pagina 83), ma, come sottolinea la Commissione, le riflessioni sviluppate hanno confermato che la Gronda non è il rimedio, ma uno dei possibili rimedi;

Tenuto conto che Autostrade per l’Italia (ASPI) ha presentato una proposta conclusiva di tracciato che ricalca grandemente il tracciato 2, coinvolgendo piu’ di un centinaio di famiglie e decine di attività produttive, con un forte impatto ambientale;

Tenuto altresì conto che a tutt’oggi non è stata prodotta una attenta analisi costi – benefici e in particolare una motivazione dettagliata dei costi dell’intervento;

Il Consiglio Comunale

Ritiene non motivata dalle risultanze del dibattito pubblico e non condivisibile la proposta avanzata da ASD Ritiene non motivata e non condivisibile la proposta di ASPI;

IMPEGNA LA SINDACO E LA GIUNTA

A perseguire nel suo programma di interventi, coerente con le Linee Programmatiche del Sindaco approvate dal Consiglio Comunale, per:il potenziamento delle infrastrutture di interesse metropolitano a beneficio del Trasporto Pubblico Locale;
una politica della mobilità che privilegi il trasporto pubblico;
il rafforzamento delle iniziative finalizzate a potenziare il trasporto su ferro/rotaia e a diminuire quello su gomma;
la separazione dei flussi di mobilità delle merci dai flussi delle mobilità delle persone al fine di coniugare la competitività delle attività produttive genovesi e in particolare del Porto con il benessere e la vivibilità della città;
ad operare affinché siano rapidamente avviate le opere per la ristrutturazione del Nodo di San Benigno
a garantire e tutelare i residenti e le attività economiche interessati dagli interventi infrastrutturali attraverso un adeguato stanziamento di risorse e l’individuazione di aree idonee alla riallocazione;

Ad aggiornare il protocollo di intesa tra Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova, Anas Spa del 27 febbraio 2006 per la realizzazione del nodo stradale e autostradale di Genova, in modo che sia data attuazione agli interventi unanimemente condivisi e sopra elencati, posticipando a una successiva valutazione dell’impatto di tali opere sulla mobilità qualunque ipotesi di bypass autostradale.

I Consiglieri Comunali

Antonio Bruno
Arcadio Nacini
Bruno Delpino
Luca Dallorto
carloge

giovedì, 15 ottobre 2009, ore 09:56

GRONDA: PROTOCOLLO D’INTESA

Osservazioni alle proposte di cui allo schema di deliberazione del Comune di Genova

Dopo avere partecipato attivamente al Dibattito pubblico sulla c.d. Gronda di Ponente, redigendo una proposta progettuale alternativa rispetto a quelle presentate da Autostrade per l’Italia (ASPI), riteniamo utile svolgere alcune considerazioni in merito al nuovo schema di Protocollo di Intesa proposto dalla Amministrazione comunale di Genova per la realizzazione del Nodo stradale e autostradale di Genova, in sostituzione del vigente accordo del 27 febbraio 2006.
1.Il protocollo dovrebbe definire una strategia generale di lungo periodo per l’assetto della mobilità che interessa l’area metropolitana di Genova, in cui i soggetti aderenti si riconoscano. Solo i lavori dureranno 8 anni. I fattori di crisi sono noti: il traffico passante, la componente merci del porto, il rapporto con le direttrici di inoltro, l’uso metropolitano dell’autostrada, i livelli di servizio sempre critici, i costi interni della congestione, i costi scaricati sull’ambiente, le condizioni di traffico in cui versano i punti di accesso alla rete autostradale in città. Gli obiettivi andrebbero chiariti su di una programmazione di lungo periodo e alla luce degli evidenziati fattori di crisi, per definire una soluzione che, riguardando una cerniera importantissime per le comunicazioni del Paese, sia risolutiva dei problemi che inducono oggi a rivedere continuamente gli schemi di accordo già sottoscritti. Il protocollo in questione non sembra evidenziare con chiarezza gli obiettivi che si intendono perseguire, mentre la soluzione di tracciato, che avrebbe dovuto essere proposta da ANAS, più che dalla concessionaria ASPI, offre risultati che stentano a dare risposte convincenti alle esigenze di un nuovo assetto della mobilità metropolitana.
2.Nello schema progettuale della nuova rete, non si percepisce più l’esito, l’importanza e la priorità realizzativa di opere stradali importanti, progettate, appaltate in parte, giudicate dagli enti istituzionali e dal dibattito pubblico fortemente collaborative alla rete autostradale e da integrare con la stessa quali la viabilità di scorrimento di lungomare Canepa e la sua proiezione su Cornigliano/aeroporto/A10 e il Tunnel sub portuale in sostituzione della sopraelevata, anello di integrazione con la rete autostradale. Tali opere spariscono dal quadro programmatico senza sostituzione, quasi che il loro significato non sia da correlare al riassetto della rete di autostrade e non possa collaborare a risolvere squilibri e congestioni.
3.Il nuovo disegno non prevede alcuna modifica al sistema di accessi fra città, porto e rete autostradale. Mentre la città si trasforma e sposta i baricentri della domanda di mobilità anche per effetto dei nuovi insediamenti ( Val Polcevera, Erzelli, ampliamento porto di Sampierdarena, ampliamento porto di Voltri,), il numero e la collocazione delle stazioni di accesso alla rete è la stessa degli anni 60. Una riflessione più attenta su questo aspetto della rete autostradale consentirebbe di dare altre risposte per consentire nuovi accessi alla rete dalla città vasta, atteso il condiviso mutamento dello scenario di domanda. L’autostrada è, dati alla mano, sempre più al servizio della mobilità metropolitana. Questo richiederebbe attenzione, atteso che la viabilità urbana, per l’assetto urbanistico di Genova, non potrà dare altre risposte a sviluppi di domanda consistenti.
4.Vista l’elevata domanda sulla rete ed i critici livelli ordinari di servizio, sarebbe opportuno che la bretella consentisse circuiti alternativi di mobilità. Il disegno non permette di apprezzare questo risultato, mentre l’obbiettivo- garantire che le nuove opere stradali consentano vie alternative- sembra chiaro e condiviso da tutti.
5.Il progetto Gronda definisce potenziamenti e ristrutturazione di due corridoi: quello ovest, da A26 ad A7, e quello storico della A7 fra Ge Ovest e Bolzaneto. Il primo con la Gronda Voltri- Bolzaneto, il secondo con l’asta verticale della A7 il cui tratto urbano viene portato a 7 corsie, 4 in discesa( le due carreggiate esistenti) e 3 in salita ( nuova carreggiata). La capacità di traffico del corridoio verticale risulterà certamente adeguata per i collegamenti Sampierdarena /nord A7/ est A12, ma sembra risultare critico l’imbocco del ponte Morandi che, rimanendo ineludibilmente a due corsie per senso di marcia, dovrà recepire i traffici da nord A7 aumentati in capacità, oltre quelli da Ge Ovest, anche per effetto del Nodo San Benigno.
L’imbocco del Morandi si troverà così, salvo contrarie dimostrazioni, in condizioni da rappresentare un costante tappo per la fluidità della circolazione, incidendo, come avviene già ora, sulla stessa capacità di accesso da S. Benigno. La scelta di potenziare la tratta urbana della A7 sulla dorsale montuosa in sponda sinistra del Polcevera, inoltre, apre interrogativi anche per la stabilità dei versanti ed il tessuto urbano che attraversa. Ci si chiede allora, come già si è cercato di chiedere con la proposta formulata in sede di Dibattito pubblico, se non fosse meglio approfondire la variante della A7 in sponda destra del Polcevera, costituita da un primo tronco della Gronda, raccordata con Cornigliano, al fine di disporre di un’alternativa fattibile, cantierabile come primo lotto funzionale ed in grado di dirottare traffico sulla Gronda in previsione della limitazione del transito del traffico merci sulla A10.
Detta contingentazione, peraltro, andrà meglio precisata: per quali categorie di mezzi (inferiori alle 3,5 t., alle 7,5t.)? per quali fasce orarie? con quali modalità? visto che si tratta sempre di rete nazionale.
Poichè la soluzione investe la mobilità di corridoio, vi dovrebbero essere valutazioni a supporto dei provvedimenti da adottare affinchè la mobilità pesante non si travasi, per la tratta fra Ge Voltri e Cornigliano, sulla viabilità ordinaria, con effetti immaginabili per il traffico, per l’ambiente urbano costiero sull’Aurelia, per la tenuta dei servizi di pubblico trasporto. Su questi aspetti dovrebbe rispondere in particolare ANAS, alla luce delle sue competenze, poichè gli effetti negativi si scaricheranno esclusivamente sulla viabilità ordinaria del ponente di Genova.
6.Non viene dato di conoscere quali saranno gli effetti del contingentamento su A10 per l’accessibilità di veicoli pesanti alla stazione di Pegli A10 che ha dirette connessioni con Multedo e le aree portuali di cui è stata programmata la riconversione. Anche l’accessibilità ai cantieri di Sestri dovrebbe essere garantita attraverso la più vicina stazione autostradale.
7.La soluzione del contingentamento del traffico merci sulla A10 per la tratta ricompresa fra i terminal portuali sembra penalizzare i movimenti fra il bacino portuale di Sampierdarena e l’inoltro sulla A26, quelli fra il bacino di Voltri e la A7, anche perchè non viene prevista l’interconnessione diretta fra bretella e A7 in direzione nord.
8.Quanto sopra pone l’ineludibile priorità della realizzazione della viabilità di scorrimento portuale fra Sampierdarena e Cornigliano , prima ancora delle altre indicate nella proposta. Di questa priorità, tuttavia, non si tratta nell’intesa, che anzi non richiama neppure dette opere.
9.L’Autorità Portuale dovrebbe seriamente preoccuparsi che nel contesto del nuovo schema di rete non sia previsto alcun collegamento diretto fra Cornigliano e la Gronda, connessione che potrebbe creare un circuito di salvaguardia per la mobilità portuale senza soggiacere a vincoli di transito per il traffico pesante sulla A10 e senza che il traffico generato dai futuri sviluppi portuali del bacino di Sampierdarena/Cornigliano sia obbligatoriamente instradato attraverso le inadeguabili careggiate del ponte Morandi, le cui malandate condizioni statiche di ieri sembrano miracolosamente guarite e pronte a nuovi aumenti di traffico.
10.Per quanto riguarda l’intervento, indicato come prioritario, per rendere complanari le due carreggiate della A10 fra Pra e Palmaro, le giuste esigenze degli abitanti sono principalmente determinate dal rumore del traffico merci. Se questo dovesse essere eliminato per quella tratta, potrebbe obiettare ASPI quando si dovesse passare alla realizzazione, l’intervento perderebbe molto delle sue motivazioni. Inoltre, se non si vuole rimanere alle pure enunciazioni di principio ed in considerazione delle note resistenze che in tutti questi anni sono stati opposti da Autostrade, dovrà pure spiegarsi come garantire la capacità della A10 per tutta la durata dei lavori.
11.Il disegno generale della rete che deriva dal progetto Gronda ed adeguamenti, non prevede priorità realizzative e fasi funzionali, ad eccezione delle opere già indicate. Gli effetti sul traffico delle opere ipotizzate non potranno essere colti se non ad ultimazione di tutti gli interventi previsti. Questo aspetto dovrebbe sicuramente essere migliorato in considerazione dei tempi, 8/10 anni, necessari per l’esecuzione dell’intero programma.
12.Nessuna traccia di soluzione, nel quadro programmatico che si delinea, riguardo al declassamento delle tratte urbane della A10 e della A7, neppure in prospettive ventennale a scadenza della concessione.
13.Il protocollo d’intesa, anche al fine di accelerare la fase approvativa, dovrebbe chiarire l’itinerario procedurale di approvazione del progetto ai vari livelli di definizione e di competenza, anche per i profili di impatto ambientale.
14.Per quanto concerne l’allocazione dei materiali di scavo, sembra molto carente la configurazione del programma degli interventi sia per i materiali scavati con talpa che per quelli da scavare con metodi tradizionali. Andrebbe infatti configurata la catena logistica per le due tipologie e quindi per la cantierizzazione delle opere. Si tratta infatti di quantità considerevoli, milioni di mc, di cui deve essere chiaro non solo l’allocamento finale ma la catena delle operazioni consistenti nello scavo, carico su gomma o nastro, deposito/i temporanei, trattamenti, ricarichi, allocamenti finali. La ricerca dei siti di conferimento non prevede alcuna soluzione extra Genova/Porto. Dovrebbe poi preoccupare l’ipotesi di vincolare un’area molto estesa alla foce del Polcevera per creare un centro di accumulo degli inerti che andranno smaltiti e sistemati progressivamente in una catena di tempi diversi e forse non omogenei con quelli di scavo, con risultati di saturazione degli accumuli in un area molto urbanizzata. Risulta invece la sussistenza di domanda di inerti per riempimenti di opere stradali nel contesto nord ovest italiano che potrebbero sinergicamente coadiuvare il progetto. Vista la dimensione dell’opera ed i costi da affrontare per lo smaltimento degli inerti sarebbe da valutare se un impiego delle ferrovie con adeguate tecnologie non potrebbe collaborare a ridurre la camionabilità del trasporto e ridurre gli impegni portuali. Questo riporta al piano logistico della sistemazione degli inerti che è indispensabile almeno nelle sue linee essenziali.
15.Riguardo al parziale riempimento del canale di calma dell’aeroporto, a supporto fra l’altro della capacità e della sicurezza della pista, il progetto meriterebbe un progetto coordinato, anche di tipo trasportistico, che indichi come arrivarci e come sistemare il materiale, anche a tutela dell’ambiente, salvaguardando un canale di navigazione protetto dal mare aperto.
16.Per quanto riguarda infine l’istituzione di un Osservatorio, da insediare per tutta la durata della progettazione e attuazione delle opere, si pone il problema della natura, tecnica o politica, di tale organismo. La configurazione mista, Osservatorio presieduto dal Sindaco, ne mantiene una natura ibrida, incapace di suggerire alle amministrazioni aderenti all’intesa le azioni da intraprendere nei confronti di ASPI.

Giancarlo BONIFAI già Assessore Lavori Pubblici - Comune di Genova

Ing. Alessandro SINAGRA già Responsabile Mobilità e Trasporti - Comune di Genova e Regione Liguria
carloge
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giovedì, 15 ottobre 2009, ore 09:53

Commissione TERRITORIO Comune di Genova

Giovedi 15 Ottobre 2009

“OSSERVAZIONI ALLA PROPOSTA N. 70 IN DATA 29/09/2009 DI SCHEMA DEL NUOVO PROTOCOLLO D’INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL NODO STRADALE E AUTOSTRADALE DI GENOVA”

Studiare il movimento sul territorio di persone e cose implica strategie di ricerca che riguardano economia, urbanistica, sociologia, logistica, salute dei cittadini, ecc.
È necessario dunque parlare non solo di viabilità e di traffico limitandosi a considerare la singola infrastruttura, ma collocare il problema in un’ottica complessiva che studi tutte le forme di pianificazione, uso del territorio e nel nostro caso di mobilità.
Il Dibattito Pubblico, aveva fatto capire, anche grazie alla spinta di Associazioni e Comitati, come fosse fondamentale che tutti i soggetti interessati si sedessero allo stesso tavolo, non solo per firmare protocolli ma per pianificare in modo coerente lo sviluppo del il territorio.
Attraverso il tavolo tecnico era emersa da più parti la necessità che gli Uffici comunali assumessero una posizione centrale nella programmazione, cosa che non si è verificata, e attraverso lo strumento del PUM coordinassero e pianificassero gli interventi anche in previsione della revisione del Piano Urbanistico Comunale.
Partendo da questi concetti-base, che già più volte abbiamo espresso durante le fasi del Dibattito pubblico ed in altre sedi argomentato nei dettagli anche tecnici, la proposta per lo schema del “Nuovo protocollo d’intesa tra Regione Liguria, la Provincia di Genova, Il Comune di Genova, Autorità portuale di Genova, Anas s.p.a., Autostrade per l’Italia s.p.a. e il ministero delle realizzazione del nodo stradale e autostradale di Genova” appare contraddittoria nelle affermazioni e nei contenuti denotando una completa mancanza, appunto, di una pianificazione urbanistica e della mobilità.
Le scriventi Associazioni non sono contrarie alle opere in generale, ma sono favorevoli a quelle che, inserite in una pianificazione complessiva a cui venga applicata in modo serio la VAS, risultino trasparenti in relazione allo loro gestione a partire dagli studi preliminari per finire alla fase di cantierizzazione.
A tutt’oggi resta ancora sconosciuto ad esempio lo Studio di Impatto Ambientale che ASPI cita, come fatto, già dai primi documenti presentati e che dovrebbe essere reso pubblico.
La mancata pianificazione ha prodotto di fatto sconcertanti sovrapposizioni di progetti in contrasto fra loro. Ne sono due esempi l’area di stoccaggio dello smarino amiantifero (prodotto degli scavi in galleria delle opere stradali ed autostradali previste dal citato Schema di Protocollo n.70) alla foce del Polcevera e lo stadio di calcio previsto nell’area ex Colisa di Campi, che interferiscono, entrambi, a vario livello, con proposte già presentate nel corso di uno continuo schizofrenico tentativo, da parte della Amm.ne comunale, di dare un nuovo volto urbanistico alla Città. Sovrapposizioni che vengono ignorate sia nel testo del protocollo d’ intesa che nella proposta preliminare di Autostrade con il conseguente effetto di trasferire di fatto a futuri contenziosi la risoluzione dei problemi.
Allo stesso modo appare grave come sotto l’indicazione di nodo stradale ed autostradale di Genova compaia il Tunnel di Rapallo - Santa Margherita Ligure o la viabilità nella vallata dell’Entella, chiaramente non facenti parte del nodo genovese, mentre non vengano menzionate la strada a mare o la sopraelevata portuale, ampiamente in territorio comunale, il cui ruolo riteniamo sia fondamentale nel superamento dei problemi di traffico per i quali invece si indica come unica soluzione la costruzione della Gronda.
Infatti, coerentemente con quanto proposto durante il Dibattito Pubblico (“Ipotesi incrementale” pag. 51 Relazione Finale Commissione Bobbio), riteniamo, che la “strada a mare” (compresa la sopraelevata portuale) di Cornigliano, opportunamente connessa con l’attuale A10, sia destinata a migliorare sensibilmente la situazione del traffico. Pertanto sarebbe piu’ saggio, come si dice sempre nella relazione citata, porre questa opera come prioritaria e, una volta in funzione, verificarne l’effetto sul traffico generale prima di procedere all’apertura degli altri cantieri in particolare quelli della Gronda.
Inoltre, in riferimento al nodo di san Benigno, sul quale incidono vari progetti, è necessario che si aprano adeguati tavoli istituzionali di discussione che, attraverso anche la partecipazione dei Cittadini, considerino l’intervento all’interno di una pianificazione più ampia di tutte le mobilità, in primis quella ferroviaria.
Per questo motivo le Associazioni richiedenti l’ audizione in oggetto chiedono con forza la continuazione sotto nuova forma di strumenti partecipativi e tecnici (da non confondere con gli Osservatori) dove le Associazioni, ed i cittadini possano non solo essere informati ma partecipare fattivamente agli atti amministrativi.
Nonostante il dibattito e le conclusioni della Commissione, per il bene collettivo le Associazioni si attendono dagli Enti, che sottoscriveranno il protocollo, l’impegno di una fattiva, costruttiva e continuativa collaborazione tra di essi nel rispetto dei principi di partecipazione dei cittadini.

Italia Nostra
Legambiente
Istituto Nazionale Urbanistica
carloge

martedì, 13 ottobre 2009, ore 09:29

E’ con grande stupore che prendiamo atto dell’assordante silenzio con il quale i partiti della sinistra, dichiaratisi fino ad oggi contrari al progetto, hanno “risposto” all’approvazione del protocollo d’intesa sulla gronda autostradale di ponente da parte delle Giunte provinciale e regionale. Un silenzio acquiescente al quale non vogliamo unirci, soprattutto in un momento come questo, in cui si vanno a definire le future alleanze di governo in vista delle elezioni regionali della prossima primavera. Per questo, ribadiamo il nostro deciso NO al megaprogetto infrastrutturale e, insieme ai comitati, chiediamo, in alternativa ad esso, un piano veramente efficace e sostenibile di interventi sulla mobilità delle persone e delle merci, così come si è venuto a evidenziare nel corso del dibattito pubblico svoltosi nei mesi scorsi, del cui esito pensiamo si debba assolutamente tenere conto (a meno che non si voglia prendere in giro la cittadinanza…).

Rita Lavaggi e Giuseppe Gonella
Forum Sinistra Europea

Caterina Roseo
Forum Ambientalista
carloge

venerdì, 09 ottobre 2009, ore 07:02

Comunicato stampa

Gronda: un macigno tra centro sinistra e territorio

L’Approvazione dello schema del nuovo protocollo di intesa tra Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova, Autorità Portuale, ANAS, Autostrade per l’Italia e Ministero delle Infrastrutture per la realizzazione del Nodo Stradale e Autostradale di Genova”, approvata all’unanimità dalla Giunta Vincenzi e’ un pesante macigno sui rapporti all’interno delle aree di sinistra in Regione Liguria. Esso si basa su affermazioni non corrispondenti al vero. In particolare, laddove si afferma che “il dibattito pubblico ha permesso di entrare nel merito dei problemi relativi al progetto di Gronda di Ponente e di porre interrogativi a cui il soggetto proponente (ASPI) ha risposto in modo positivo correggendo in modo significativo l’impostazione originaria e riducendo fortemente l’impatto dell’opera sull’ambiente e sugli abitanti.” Non riesco a comprendere cosa possa indurre la Giunta a una lettura cosi faziosa delle risultanze del dibattito pubblico. Infatti, nella relazione finale della Commissione del Dibattito Pubblico (Genova 1 febbraio – 30 aprile 2009) si afferma che “ si è scoperto è che la nuova autostrada non era universalmente considerata come un rimedio alla congestione del nodo genovese”(pagina 9). Anzi “Le riflessioni sviluppate attorno al problema della congestione del nodo di Genova hanno confermato che la Gronda non e il rimedio, ma uno dei possibili rimedi. Il merito dei sostenitori dell’“opzione zero” e stato quello di richiamare l’attenzione sullo sviluppo del trasporto su ferro e di opere stradali e di aver proposto politiche integrate per una mobilita “dolce”. Una parte di tali interventi e gia’ nell’agenda delle istituzioni, ma la richiesta di un piu deciso impulso in queste direzioni e emersa con forza nel corso del dibattito.” (pagina 83) E infine “Sull’ipotesi della nuova autostrada si e aperta una discussione sia sugli effetti sul traffico e sulla mobilita, sia sul rapporto tra costi e benefi ci. Nel corso del dibattito si e lavorato molto su tali aspetti con diversi contributi tecnici. Non si e arrivati ad alcuna conclusione definitiva,” (pagina 83).
Tutto questo e’ stato accantonato e la delibera si apre con l’affermazione ideologica che “la Gronda Autostradale di Ponente e’ una delle infrastrutture con alto valore strategico ai fini dello sviluppo della citta’ di Genova”.

Per terminare due ultime considerazioni:

1. Autostrade per l’Italia si impegna ad erogare 30.000 euro alle famiglie residenti che ricadono nella fascia compresa tra 30 e 60 metri dalla nuova autostrada. Monetizzazione per l’inquinamento atmosferico e acustico che subiranno.
2. Viene dimenticato il campo nomadi dei Sinti che giacera’ sotto la Gronda a Bolzaneto. Purtroppo anche anche per Regione, Provincia e Comune i nomadi sono rifiuti da mettere sotto il tappeto.

Purtroppo se il centro sinistra perseguira’ questa strada ideologica e, in fondo anche un po’ razzista, i rapporti con il territorio avranno un collasso difficilmente
recuperabile.

Antonio Bruno
Capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova
carloge
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domenica, 12 luglio 2009, ore 17:26

Eppure il Dibattito Pubblico sulla Gronda di Ponente (Genova, 1° febbraio - 30 aprile 2009) oltre a essere il primo caso in Italia di débat public relativo a una grande opera infrastrutturale, ha avuto uno svolgimento molto positivo, perché non è stato un rituale preordinato, fatto solo per essere uno sfogatoio delle posizioni contrarie o un’ ampollosa discussione su limitate alternative di tracciato. Al contrario, per la prima volta dagli anni 80, quando si è iniziato a parlare di bretella o gronda autostradale, è stato possibile discutere pubblicamente sull’opportunità dell’Opera, scoprendo che “la nuova autostrada non era universalmente considerata come un rimedio alla congestione del nodo genovese e pertanto ponendo al centro della discussione non solo il “come” ma anche il “se”, superando il mandato iniziale alla Commissione che riguardava esclusivamente la discussione sulle cinque alternative di attraversamento della Val Polcevera” (pag. 9); Il Dibattito Pubblico ha consentito di smascherare l’artifizio retorico dei sostenitori della Gronda “senza se e senza ma”, che dipingono gli avversari come contestatori pregiudizialmente contrari al progresso. Al contrario, dal Dibattito Pubblico è emersa la condivisione nell’affrontare la congestione del traffico autostradale e urbano a Genova sia da parte di chi sostiene la necessità della gronda, sia di chi argomentano circa l’utilità di alcune opere – spesso alternative alla Gronda di Ponente – ritenute necessarie e sufficienti a risolvere i problemi della mobilità urbana e autostradale.
E inoltre, tutti gli attori intervenuti sono convenuti sulla necessità di molti interventi:
- ferroviari (ferrovia metropolitana Nervi-Voltri e prolungamento della metropolitana da Certosa a Pontedecimo; sistemazione del nodo ferroviario ivi compresi i collegamenti tra la bretella di Voltri e le linee di Valico, sia in direzione Genova che in direzione Milano, collegamento tra i moli portuali e le linee esistenti, politica tariffaria e normativa che favorisca il trasporto via ferro; il finanziamento della sopraelevata portuale);
- stradali: strada a mare Cornigliano – Lungomare Canepa da collegare al casello di Cornigliano; completamento della strada di sponda destra del Polcevera e suo collegamento con la nuova strada a mare; sistemazione del nodo di san Benigno.
Durante il Dibattito Pubblico l’Istituto Nazionale di Urbanistica della Liguria ha proposto la cosiddetta “ipotesi incrementale“, suggerendo di aspettare l’implementazione degli interventi stradali e ferroviari condivisi per verificare l’impatto sulla mobilità e valutare la necessità di ulteriori interventi stradali. Per la prima volta, sull’ipotesi della nuova autostrada si è aperta una discussione sia sugli effetti sul traffico e sulla mobilità, sia sul rapporto tra costi e benefici. Nel corso del dibattito non si è arrivati ad alcuna conclusione definitiva (pagina 83), ma, come sottolinea la Commissione, le riflessioni sviluppate hanno confermato che la Gronda non è il rimedio, ma uno dei possibili rimedi. A ben vedere, perche’, se si esce dalla propaganda e si mettono i piedi a terra nella concretezza, si capisce che i dati ci dicono che oggi la Gronda interesserebbe meno del 20 per cento del traffico che transita sull’attuale autostrada e la geografia ci suggerisce che mentre la Gronda va da est a ovest, il traffico portuale si sviluppa da Nord a Sud. Invece di fermarsi un attimo a riflettere, la Destra propone di andare avanti invocando un mirabolante “corridoio” Ventimiglia - Lubiana (ma c’e ‘gia’ la A26 con la bretella di Predosa verso le autostrade interessate), in Regione Liguria Destra e Centro Sinistra si votano gli ordini del giorno favorevoli e la Giunta Vincenzi il 28 maggio 2009 approva una delibera in cui approva il Preliminare di intesa con ANAS, Società Autostrade per le azioni di rialloggiamento delle famiglie interessate dalla realizzazione della “Gronda di Genova”, senza che dal Dibattito Pubblico sia emersa una parola definitva sulla sua reale utilità. E cosi’ si va avanti, senza sapere neanche il costo (4 - 5 miliardi di euro?) e dimenticandosi delle persone che vivono nel campo nomadi di Bolzaneto dal computo degli espropriandi. Per una citta’ capitale dei Diritti non c’e’ male.
Considero questo un epilogo sconfortante, che aggrava la percezione che la politica abbia il solo compito di convincere i sudditi ad accettare le scelte dei Poteri forti, economici e di casta. Forse c’e’ ancora tempo per cambiare.
Antonio Bruno capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova
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sabato, 30 maggio 2009, ore 15:05

Comunicato stampa

“Il Consiglio Comunale ” - prosegue Antonio Bruno “deve rifiutare la proposta di Autostrade per l’Italia, accogliendo le proposte emerse e sintetizzate nella proposta finale del dibattito pubblico” “La Sindaco di Genova Marta Vincenzi e le forze politiche tutte scelgano tra i risultati della Commissione del Dibattito Pubblico e le proposte di Autostrade per l’Italia (ASPI), accantonando la gronda autostradale di Genova e si concentrino sulle opere stradali (nodo di San Benigno, strada a mare, strade di sponda in ValPolcevera, nodo ferroviario con la metropolitanizzazione della linea ferroviaria costiera” - e’ la proposta del capogruppo PRC - SE Antonio Bruno, durante la Commissione Consiliare del Comune di Genova. “Mentre ASPI continua a considerare essenziale la Gronda Autostradale, invece la Commissione del Dibattito Pubblico sottolinea che “Non e’ possibile dare una prova definitiva dell’utilita’ e della convenienza di una grande opera pubblica”. Di fronte a una prevedibile resistenza popolare ‘ possibile che il centro sinistra si svincoli dall’abbraccio mortale dei poteri forti”, conclude Antonio Bruno.

Antonio Bruno capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova

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martedì, 26 maggio 2009, ore 14:32

Sabato 30 Maggio 2009 ore 17:30
Salone della SOMS “La Filarmonica” (g.c.)
Via San Quirico 74, Genova- San Quirico

Rita Lavaggi
candidata al Parlamento Europeo per la lista Comunista-Sinistra Europea incontra il Coordinamento dei Comitati No Gronda Ponente-Valpolcevera

Nell’ambito dell’incontro proiezione di video e immagini:
- Genova, vivere con l’Autostrada
- La devastazione nei territori vittima delle Grandi Opere
- La Tav nel Mugello

Presentazione dello studio trasportistico a cura dei Comitati No-Gronda
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martedì, 26 maggio 2009, ore 14:30

Comunicato stampa

Se venerdi 28 maggio la Sindaco Marta Vincenzi arrivera’ in Consiglio Comunale aderendo alla proposta di Autostrade per l’Italia (che pare abbia scelto il tracciato 2 con qualche modifica) sarebbe chiaro che il Dibattito Pubblico di questi mesi non e’ servito a nulla. Sono quasi certo che cosi’ non sara’, anche perche’ una persona intelligente che ha seguito con attenzione i lavori della Commissione guidata dal dottor Bobbio non puo’ non essersi accorta che, “sulla gronda esistono dubbi non privi di argomenti” (pagina 83), perche’ il dibattito non e’ “stato un rituale preordinato, ma ha prodotto un’imprevista ridefinizione dei temi sul tappeto.” … e “la questione dell’opportunità della Gronda è diventata rapidamente uno dei nodi centrali del dibattito su cui si sono svolti approfondimenti tecnici e a cui è stato dedicato uno specifico laboratorio….. ” e questo perche’ “è improbabile che un dibattito pubblico possa vertere esclusivamente sul “come” e non anche sul “se”. (pagina 9). La popolazione ha diritto di sapere perche’ bisogna spendere 4 miliardi di euro per un’opera che oggi drenerebbe il 18 per cento del traffico autostradale e domani, forse il 20 - 25 per cento. E perche’ bisogna continuare a spendere tutti questi soldi invece di investirli in ferrovie, tranvia, e nel rifacimento del nodo di San Benigno? E’ questa la proposta che facciamo: accantoniamo un’opera controversa (la gronda) e concentriamoci sugli interventi stradali e ferroviari che tutti condividiamo.

Antonio Bruno
Capogruppo Sinistra Europea - Prc Comune Genova
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