Comunicato stampa di Vittorio Agnoletto
Vicenza, Agnoletto in visita dai No Dal Molin commenta il no del consiglio di stato al referendum
«UN GOLPE CON CUI SI CANCELLA LA DEMOCRAZIA E UN DIRITTO COSTITUZIONALE DEI CITTADINI»
Vicenza, 1 ottobre 2008 - «Siamo di fronte a un golpe con cui si cancella la democrazia – dichiara Vittorio Agnoletto, eurodeputato Prc/Sinistra Unitaria Europea, commentando il no del Consiglio di Stato al referendum sull’ampliamento della base Usa, proprio da Vicenza, dove si trova con una delegazione di eurodeputati su invito del presidio No Dal Molin -. Il Consiglio di Stato rinuncia a svolgere il suo ruolo d’istituzione autonoma dall’esecutivo e si appiattisce sulla linea del governo. E anzi, ha fatto sue nelle motivazioni esattamente le stesse dichiarazioni rilasciate in questi giorni da Berlusconi e La Russa contro il referendum, che tra l’altro avrebbe certamente dato ragione a chi si oppone all’ampliamento della base». Alle 17 di oggi Agnoletto avrà un incontro con il prefetto di Vicenza per «denunciare le indebite ingerenze del governo in quella che doveva essere una ordinaria consultazione popolare». «Ci troviamo di fronte a un vero e proprio atto di regime – prosegue il deputato europeo - con il quale si cancella un diritto previsto dalla Costituzione che garantisce alla popolazione di esprimere liberamente la propria opinione. Risulta inoltre estremamente sospetto che da qualche giorno coloro che sono a favore della base avessero sospeso i loro banchetti nelle strade di Vicenza, mostrandosi sicuri rispetto alla decisione del Consiglio di Stato contro la consultazione popolare. Ricordo infine che consultazioni di questo tipo sono esplicitamente previste anche dall’Unione Europea».
Con l'assemblea di Sabato e Domenica 8 e 9 Dicembre, abbiamo iniziato un importante cammino per unire la sinistra e gli ecologisti e dare forza alle ragioni del cambiamento nel nostro paese. Un cambiamento che parte, come dicono i colori dell'arcobaleno che abbiamo scelto come comune segno grafico, dalla condivisione della necessità di porre la Pace come elemento caratterizzante e guida della nostra sfida, per un mondo e un futuro senza guerra. La lotta per la Pace è prima di tutto anche lotta per il disarmo, proprio in un momento in cui a livello planetario riprende un'assurda e pericolosa corsa al riarmo, di cui è protagonista purtroppo anche l'Europa, attraverso il progetto di scudo missilistico. Per questa ragione abbiamo scelto di impegnarci tutti nella raccolta di firme a sostegno della campagna per un Italia libera da armi nucleari, lanciata dalle associazioni pacifiste. Per questa ragione sentiamo la lotta della popolazione di Vicenza contro la nuova base Usa come una nostra lotta. Crediamo che si debba dare modo ai cittadini di Vicenza di poter decidere attraverso una consultazione democratica del loro futuro. Crediamo che sia necessario che questo Governo si impegni per una moratoria, come già chiesto in una lettera dai quattro ministri della sinistra e l'arcobaleno, e che venga al più presto convocata la conferenza sulle servitù militari. Come sempre accaduto nelle precedenti occasioni, riteniamo necessario che sia garantita la possibilità per tutti i cittadini che vorranno di poter raggiungere la città di Vicenza. Abbiamo partecipato alle manifestazioni dei mesi scorsi, parteciperemo a quella del 15 Dicembre prossimo, dove insieme ai vicentini ci saranno anche i movimenti europei che si battono contro le istallazioni di nuove basi e dello scudo missilistico, per un'Europa e un'Italia di pace.
LA Sinistra e L'arcobaleno
PRC-PDCI-SD- Verdi
”Oggi sappiamo che ci aspettano anni durissimi, di sfaldamento sociale, di caduta, e di veleni, in cui il futuro dovremo strapparcelo a morsi. Per questo, a Genova, dovremo ritornare in tanti. Per ricominciare. Senza più illusioni. Sapendo di dover contare solo su noi stessi.” (Marco Revelli, 16 novembre 2007)
Da Genova a Vicenza: diritto di manifestare libertà di movimento La manifestazione del 17 novembre a Genova è stato uno straordinario momento di mobilitazione. In tantissimi abbiamo partecipato per affermare con forza i nostri diritti, primo fra tutti quello di manifestare, dimostrando quanto sia ancora vivo e praticabile lo spazio di autonomia dei movimenti aperto con forza nel luglio del 2001. E' proprio questa autonomia che con le richieste di condanna a secoli di carcere si vuole colpire, a Genova come nel resto dell'Italia, riscrivendo la storia del 2001 e cercando di intimorire chi oggi lotta per trasformare la società che ci circonda. Le politiche securitarie e di guerra, la precarizzazione delle nostre vite, l'attacco ai nostri diritti, il saccheggio dei territori cui assistiamo oggi , rappresentano la stessa arroganza del potere al quale ci siamo opposti nel 2001, quale che sia il governo in carica, senza soluzioni di continuità. I territori sono luoghi da “devastare e saccheggiare” in nome degli interessi e del profitto di poche lobby, da Vicenza alla Val di Susa fino a Genova: inceneritore, gronda, terzo valico, parcheggi che nascono come funghi, etc, etc, Riteniamo necessario dare continuità alla manifestazione del 17 novembre contribuendo alla riuscita degli appuntamenti che nei prossimi mesi si opporranno ai progetti di guerra di queste lobby guerrafondaie e devastatrici. Il primo di questi appuntamenti è la manifestazione del 15 dicembre contro la costruzione della base militare USA a Vicenza. Con la scelta di approvarne i lavori di allargamento, il governo Prodi ha scelto con chiarezza da che parte stare: il governo condivide un progetto che è strategico nella logica di riorganizzazione della guerra statunitense. Lo ha fatto, imponendolo a un territorio che non lo voleva, calpestando la volontà di una comunità intera, colpendo ambiente e territorio e mettendo a rischio la sicurezza di chi a Vicenza vive, per permettere la costruzione della maggior base aerea europea. Nello spazio della democrazia istituzionale vediamo rappresentate solo le istanze di questo o quel gruppo di potere, sempre sulla pelle dei cittadini; nell'autonomia dei movimenti è possibile concretamente ostacolare ed impedire questo progetto, senza ambiguità e compatibilità da sostenere. Il 15 dicembre a Vicenza contrasteremo le politiche di guerra e di morte cui questo governo è asservito, difenderemo il territorio e i beni comuni, praticheremo democrazia reale. Lo faremo ripartendo da Genova e lo faremo chiedendo l'organizzazione di treni speciali a prezzo politico, invadendo, se necessario le stazioni per affermare il diritto a manifestare e lo faremo a fianco del movimento No Dal Molin. A Vicenza porteremo il peso e l'orgoglio delle nostre lotte contro la criminalizzazione del movimento, contro il saccheggio dei beni comuni, contro la distruzione del territorio e della qualità della vita. Da Vicenza torneremo decisi a portarle avanti impegnandoci in prima persona, senza deleghe nè sconti per nessuno, mettendo in campo la nostra autonomia.....
MARTEDI’ 11 DICEMBRE, ore 21.00, Magazzini dell’Abbondanza, Via del Molo (sala da confermare) ASSEMBLEA CITTADINA: “Da Genova a Vicenza: No alle politiche che saccheggiano i nostri territori, No alle guerre che devastano il pianeta!” Parteciperanno fra glia ltri: - CINZIA BOTTENE (NO DAL MOLIN) - LELE RIZZO (NO TAV) - DON ANDREA GALLO (COMUNITA’ DI S. BENEDETTO)
SABATO 15 DICEMBRE: TUTTI A VICENZA!!!
Appuntamento ore 8.00 Stazione Genova Principe
X info www.dirittinrete.org – www.sanbenedetto.org
X adesioni: nodalmolin@dirittinrete.org – lastoriasiamonoi@sanbenedetto.org
Prime adesioni: Don Andrea Gallo, Simona Pittaluga, Norma Bertullacelli, Paolo Arado, Marco Scanavini, Paolo Languasco, Domenico Chionetti, Irene Cipolla, Piero Sarolli, Matteo Jade, Luca Oddone, Fabio Scaltritti, Ottavia Brunetti, Pierugo Bertolino, Milena Zappon, Marco Gandino, Sergio Ciuccio, Maurizio Campagna, Fabrizio De Meo.
“E’ venuto il momento di dire che chi sta dall´altra parte se ne stia dall´altra parte, che se ne stia ai margini delle cose con cui non ha niente a che fare. Avere il coraggio della propria diversità e combattere, perché, se rinunciamo alla nostra diversità, queste acque scure che si stanno agitando intorno a noi, ci si chiudono sulla testa. Questo sarebbe davvero terribile, per noi e per i tanti che, più di noi, hanno bisogno.” (Marco Revelli, 28 novembre 2007)