venerdì, 20 novembre 2009, ore 11:25

Lorenzo Guadagnucci intervista Alex Zanotelli sulle responsabilità degli amministratori toscani  altracittainforma

carloge

giovedì, 19 novembre 2009, ore 10:15

In vista delle elezioni regionali del prossimo marzo, sono in corso ci definizione le alleanze per la composizione della coalizione che si dovrà confrontare con la destra. Pur essendo assolutamente consapevoli dell’importanza di costruire un fronte comune che faccia argine ad una destra sempre più pericolosa ed aliena rispetto all’assetto democratico sancito nella Costituzione repubblicana, pensiamo che sia comunque necessario che il dibattito politico si focalizzi anche sui contenuti programmatici della coalizione. Da tale punto di vista, riteniamo che il programma per un futuro governo di centro-sinistra debba sviluppare politiche economiche basate sull’equilibrio naturale, le energie alternative, la redistribuzione del lavoro, la valorizzazione del tempo libero, il sostegno alle produzioni locali, la diminuzione di sprechi e disuguaglianze.
Pertanto, esso non potrà non tenere conto di istanze quali:
- il rilancio della gestione pubblica e comune dei servizi pubblici essenziali quali il servizio idrico, i trasporti, i materiali post-consumo (rifiuti);
- la strenua difesa ed il rilancio dell’occupazione, in un contesto in cui migliaia di posti di lavoro sono tuttora a rischio a causa della crisi;
- la difesa della sanità pubblica, di cui va ribadita l’assoluta preminenza nel quadro dell’assistenza ai cittadini, unitamente all’impegno per una sua sempre maggiore efficacia in termini di risposta alle esigenze della popolazione e per la sua assoluta trasparenza dal punto di vista gestionale;
- la riaffermazione della centralità della scuola pubblica, oggetto, ormai da tempo, di un vero e proprio attacco finalizzato a depauperarne sempre più organici e strutture, a favore dell’insegnamento privato;
- la definizione di una politica per la gestione delle infrastrutture e dell’ambiente che prenda atto della saturazione del territorio ligure e che preveda la realizzazione solo di quelle opere che sono realmente utili alla cittadinanza e non alle varie lobby economico-finanziarie, in una logica di pianificazione che
si fondi sul principio del costruire sul già costruito e che tenga conto, soprattutto, del diritto dei cittadini alla vivibilità;
- la realizzazione di un ciclo di gestione dei rifiuti che, nel rispetto degli obiettivi fissati dalla normativa (65% di raccolta differenziata entro il 2012), eviti “soluzioni finali” non coerenti con tali obiettivi e, soprattutto, pericolose per l’ambiente e la popolazione;
- la tutela e la riaffermazione dei diritti civili e di cittadinanza non solo per la maggioranza della popolazione ma anche per quelle minoranze vittime di una crescente discriminazione fondata su una supposta inconciliabilità delle differenze etniche, religiose, economiche o di scelta sessuale.

Lanciamo, pertanto, questo appello rivolgendoci a tutti coloro che auspicano, per la Liguria, un futuro migliore rispetto al presente, nella speranza che la grave crisi economica, sociale ed ambientale in atto possa tradursi nell’occasione da cogliere per iniziare a costruire un modello di società più equo, più sostenibile, più solidale.

Inviare le firme a genova@forumsinistraeuropea.it
carloge

mercoledì, 14 ottobre 2009, ore 06:57

Urbanistica e territorio

Manifesto appello per la messa in sicurezza del territorio, la rottamazione edilizia, un'edilizia sostenibile
Radicali italiani, Wwf, Fai, Legambiente, Inu

ROMA. La tragedia di Messina è solo l'ultimo degli eventi luttuosi che dimostrano quanto siano devastanti le conseguenze di una cattiva gestione del territorio, dell'assenza di un'efficace azione di sua tutela e delle gravissime carenze della politica urbanistica ed edilizia degli ultimi sessant'annj. Di fronte a ciò è indispensabile avviare una nuova politica nazionale per il governo del territorio che individui gli obiettivi da raggiungere, gli strumenti da utilizzare e le risorse da mobilitare.
In merito ad essa noi affermiamo che l'uso parsimonioso delle risorse non riproducibili, come il suolo, debba essere il riferimento strategico da adottare per la definizione di una politica territoriale che individui come prioritarie:
. la rottamazione degli immobili privi di qualità, non antisimici e ubicati in aree non idonee;
. la messa in sicurezza del territorio e l'implementazione di efficaci \
forme di monitoraggio e gestione dei rischi che contraddistinguono strutturalmente il nostro paese;
. il rafforzamento delle forme di tutela delle aree e dei beni finalizzate
alla conservazione dell'ambiente, dell'ecosistema e delle sue componenti primarie, del paesaggio e del patrimonio storico-artistico;
. l'efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente.

Il nostro benessere dipende anche dalla qualità dell'edilizia e dell'organizzazione urbana e territoriale che sappia tutelare con rigore ciò che resta dell'integrità e della bellezza del paesaggio. Solo in questa prospettiva riteniamo che i nuovi interventi edilizi ammessi dalla legislazione statale e regionale possano costituire un'opzione percorribile e tale da arricchire il Paese e non solo alcuni proprietari d'immobili. Invece, l'impostazione proposta dall'Intesa Stato-Regioni del 1° aprile 2009 sul cosiddetto "Piano Casa" e la conseguente legislazione regionale da essa discesa si rivela:

. pericolosa, perché non dà priorità alla messa in sicurezza del patrimonio edilizio e del territorio;
. insostenibile, perché continua a promuovere un mdtìello di benessere
legato alla quantità delle risorse consumate e non alla"*riqualificazione delle dotazioni e del patrimonio esistenti;
. iniqua, perché non prevede meccanismi idonei a intercettare quote dei
vantaggi privati, connessi alla deregolamentazione edilizia e urbanistica da destinare all'attuazione di azioni di recupero e riqualificazione delle città e del territorio;
. inadeguata rispetto all'emergenza abitativa, perché incentiva l'aumento
ulteriore di vani, già potenzialmente sufficienti alle esigenze abitative, senza favorirne la loro locazione residenziale. È dunque necessario chiedere l'accantonamento delle misure del cosiddetto Piano Casa in favore di programmi di intervento coordinati di risanamento, manutenzione e gestione del territorio e del patrimonio abitativo, di tutela del paesaggio e della biodiversità.

Ci appelliamo a tutte le forze politiche affinché sia avviato un confronto serrato in tutte le sedi istituzionali chiamate in causa (il Parlamento, il Governo, le Regioni e gli enti locali), per la definizione di una rinnovata agenda per il governo del territorio.

In questo contesto eventuali misure di sostegno all'edilizia devono essere corrette rispetto a quanto stabilito dall'Intesa Stato-Regioni del 1 aprile 2009 e dalle successive norme regionali, al fine di:

. incentivare il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio
favorendo la rottamazione (con eventuale "spostamento") degli edifici pericolosi che sorgono in zone a rischio o privi di qualità, riconoscendo priorità di intervento alle aree ad elevato rischio idrogeologico;
. subordinare ogni incentivo al miglioramento di almeno due classi di
efficienza energetica rispetto all'immobile modificato o rottamato, all'osservanza delle norme antisismiche e alla predisposizione del fascicolo di fabbricato;
. proteggere l'integrità delle aree agricole stabilendo che gli interventi
edilizi su fabbricati rurali, ove ammessi, siano strettamente funzionali alla conduzione del fondo agricolo e solo se accompagnate da apposite misure di massima tutela del territorio;
. legare il prelievo degli introiti derivanti dagli oneri di
urbanizzazione comunali al loro utilizzo in investimenti pubblici in aree verdi, infrastrutture di trasporto pubblico, aree pedonali e piste ciclabili, escludendo l'utilizzo del gettito per la spesa corrente così come qualsiasi detrazione o riduzione per interventi ammessi dalle norme straordinarie di sostegno all'edilizia;
. procedere ad una revisione dell'ICI e dell'IRPEF al fine di favorire
l'uso parsimonioso del suolo, la riqualificazione energetica e la locazione residenziale degli immobili;
. rafforzare la capacità operativa dei soggetti preposti alla
pianificazione paesaggistica ed urbanistica, alla tutela del patrimonio culturale e naturale e al contrasto degli abusi invece che privilegiare misure straordinarie non coordinate ed estemporanee di sostegno all'edilizia.
carloge

sabato, 06 giugno 2009, ore 07:21

Car* tutt*,

in queste settimane ho già avuto occasione sia di illustrarvi le ragioni per le quali chiedo il vostro voto, sia di informarvi su cosa ho fatto in questi cinque anni al Parlamento europeo.
Oggi, a poche ore dal voto, posso solo ricordarvi che…Se credete nelle battaglie per i diritti che ho cercato di condurre nella maniera più coerente possibile; se pensate che valga la pena che questo nostro impegno continui, e che sia necessaria la nostra voce in Europa...Sappiate che, in tal caso, il solo voto utile è quello alla lista che ha scelto di presentarmi come candidato indipendente, nonché come capolista, al nord ovest e al sud: Rifondazione/Comunisti italiani.
Vi invito quindi a fare una croce su quel simbolo e a scrivere di fianco: "AGNOLETTO".
Tutti coloro che saranno eletti in questa lista continueranno a stare nel gruppo del GUE al Parlamento europeo: il solo che si è sempre opposto “senza se e senza ma” alla direttiva Bolkestein, a quella sui rimpatri, al testo sull’orario di lavoro…
In questa difficile campagna elettorale ho ricevuto il sostegno di tante persone: colgo l’occasione per ringraziarvi una ad una. Spero di meritare il vostro supporto e di continuare a essere, nel mio piccolo, anche la vostra voce, in Europa.
Ce la possiamo fare ma serve l’impegno di tutt*, occorre raccogliere fino all’ultimo voto.
Provate anche voi a convincere gli ultimi indecisi, potete trovare tutto il materiale necessario sul mio sito www.vittorioagnoletto.it.
Buon voto!

Grazie
Con affetto
Vittorio
carloge

domenica, 01 febbraio 2009, ore 17:55

Non si può vietare il conflitto
Dopo alcune settimane di campagna politica e mediatica contro un presunto “eccesso di manifestazioni nelle nostre città” e sui rischi per il cosiddetto “ordine pubblico” delle stesse, il ministro Maroni ha emesso una Direttiva in merito alle “manifestazioni nei centri urbani e nelle aree sensibili”. Con la scusa della salvaguardia del “diritto alla mobilità” e per “evitare diseconomie”, il ministro suggerisce ai Prefetti di “stabilire regole … per: sottrarre alcune aree alle manifestazioni; prevedere, ove necessario, forme di garanzia per gli eventuali danni; prevedere altre indicazioni per lo svolgimento delle manifestazioni”. Obiettivo politico della Direttiva è quello di limitare il diritto a manifestare il proprio dissenso, sottraendolo alla vista degli “operosi” cittadini, allo shopping del sabato (il vicesindaco milanese DeCorato ha lamentato che le manifestazioni dei primi di gennaio erano dannose per i saldi!!!), ai centri cittadini. Una limitazione che esplicitamente richiama le manifestazioni nelle quali cittadini di fede musulmana hanno scelto di pregare nelle pubbliche piazze, considerando questa scelta “provocatoria” nei confronti di luoghi “a forte caratterizzazione simbolica per motivi sociali, culturali, religiosi…”. Con questa direttiva i lavoratori non potranno portare la loro protesta sotto le sedi confindustriali o ministeriali; gli studenti non dovranno avvicinarsi a provveditorati o sedi universitarie; cittadini immigrati di fedi diverse non potranno manifestare vicino alle chiese; e tutte/i dovremo manifestare in periferia e lontano da luoghi visibili e “simbolici”. E poi potrà manifestare solamente chi avrà un conto in banca che permette una “fidejussione” per garantire eventuali danni! Noi non ci stiamo. Riteniamo il diritto politico di manifestare il proprio pensiero e il proprio dissenso una base fondamentale di qualsiasi società democratica; riteniamo il conflitto una necessità per la sviluppo sociale e politico, non un “fastidio” o un pericolo da cui difendersi. Non faremo un passo indietro nella nostra volontà di presentarci nei centri delle nostre città; non smetteremo di “disturbare” un “ordine pubblico” garantito da migliaia di militari nelle strade, da espulsioni di migranti, da chiusure di spazi sociali autogestiti, dall’impossibilità del dissenso. Chiediamo a tutti i democratici di alzare la voce. Quando è limitata la libertà di manifestazione di qualcuno, quando alcuni soggetti sono considerati “pericolosi”, la libertà di tutte/i è a rischio. Non facciamola passare sotto silenzio!

Enrica Bartesaghi, comitato Verità e Giustizia per Genova

-----------

Direttiva del Ministro per le manifestazioni nei centri urbani e nelle aree sensibili
1. Premessa Si susseguono quotidianamente, nelle città, iniziative e manifestazioni pubbliche con cortei che percorrono i centri storici per dare voce e forma organizzata a dissensi e proteste o comunque per rappresentare e richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni su problemi e proposte. Il diritto costituzionalmente garantito di riunirsi e manifestare liberamente in luogo pubblico costituisce espressione fondamentale della vita democratica e come tale va preservato e tutelato. L’esercizio di tale diritto deve tuttavia svolgersi nel rispetto di altri diritti costituzionalmente garantiti e delle norme che disciplinano l’ordinato svolgimento della convivenza civile. La frequenza di manifestazioni determina non di rado, nella complessa realtà dei centri urbani di maggiori dimensioni, criticità nell’ordinato svolgersi della vita cittadina tali da limitare, condizionandoli, i più comuni diritti dei cittadini come ad esempio il diritto allo studio, il diritto al lavoro e il diritto alla mobilità. E’ necessario quindi intervenire sulla disciplina esistente, adeguandola alle nuove esigenze. La necessità di un tale intervento è ancor più evidente in ragione del fatto che le iniziative si ripetono e si concentrano, per ricercare la massima visibilità, nelle maggiori città, luoghi privilegiati della rappresentanza istituzionale e politica. In ogni caso è importante che la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza siano sempre resi compatibili con il diritto di riunione e con la libertà di manifestazione del pensiero
2. Centri urbani La necessità di individuare percorsi e di prevedere altre indicazioni finalizzate alla regolamentazione delle manifestazioni, nasce anche dall’esigenza di evitare diseconomie e, ove sussistano forme di garanzia per assicurare la mobilità territoriale, di non vanificarne gli effetti. Ad esempio, laddove normativa ed accordi hanno reso effettive “le fasce di garanzia” del trasporto pubblico (senza per questo ledere l’altrettanto fondamentale diritto di sciopero) una manifestazione che si svolga in quegli stessi orari garantiti potrebbe causare, anche involontariamente, il blocco del traffico cittadino e ledere il diritto alla libera circolazione. L’adozione di nuovi criteri nella regolamentazione di percorsi delle manifestazioni può costituire un equilibrato punto di approdo nel contemperamento dei diversi diritti da tutelare. In tal senso, l’esclusione di aree nevralgiche per la mobilità territoriale o di luoghi d’arte (si pensi ad esempio ai siti riconosciuti dall’UNESCO patrimonio dell’umanità), o ancora delle aree “particolarmente protette” sotto il profilo dell’inquinamento acustico, come gli ospedali, potrebbe rappresentare la scelta più confacente alla risoluzione delle problematiche descritte. Ulteriore elemento da considerare è il patrimonio urbano, pubblico e privato, per la cui tutela potranno prevedersi forme di garanzia a carico dei promotori e degli organizzatori.
3. Aree sensibili L’art. 17 della Costituzione riconosce ai cittadini il diritto di riunione, purché sia pacifico e senza armi. Per le riunioni in luogo pubblico è previsto l’obbligo di preavviso alle autorità che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica. Coerente alla norma costituzionale è il disposto dell’art. 18 del TULPS che sancisce l’obbligo, in capo ai promotori, di preavviso al Questore almeno tre giorni prima. Il quarto comma prevede che il Questore possa, in caso di omesso avviso o per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, impedire che la riunione abbia luogo o prescrivere modalità di tempo e di luogo della riunione. Analoga previsione è contenuta nell’articolo 26 dello stesso TULPS per quel che concerne le funzioni, le cerimonie, le pratiche religiose e le processioni ecclesiastiche o civili: il Questore può, per ragioni di ordine pubblico o di sanità pubblica, vietarle o prescrivere l’osservanza di determinate modalità, dandone avviso ai promotori almeno ventiquattro ore prima. L’articolo 30 del regolamento di esecuzione del TULPS prevede inoltre che, in tali casi, possa essere richiesto il consenso scritto dell’Autorità competente, per percorrere determinate aree pubbliche. Il Questore può di volta in volta valutare discrezionalmente la conformità della manifestazione alle esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, in ragione di considerazioni fattuali, di tempo e di luogo. In particolare, tale valutazione troverà applicazione con riferimento alle aree nelle quali siano collocati obiettivi critici in relazione ai quali sarà opportuno disporre le necessarie limitazioni all’accesso.
4. Direttiva In relazione a tanto, si rende opportuna la definizione di criteri che orientino le decisione dei competenti Prefetti e Questori, ferme restando le valutazioni necessarie in relazione a casi specifici. Fra questi criteri si evidenzia la necessità di limitare l’accesso ad alcune aree particolarmente sensibili, specialmente quando la manifestazione coinvolga un numero di partecipanti elevato. Tali aree sensibili saranno individuate in zone a forte caratterizzazione simbolica per motivi sociali, culturali o religiosi (ad esempio cattedrali, basiliche o altri importanti luoghi di culto) o che siano caratterizzate – anche in condizioni normali – da un notevole afflusso di persone o nelle aree nelle quali siano collocati obiettivi critici. Tali limiti potranno operare specialmente quando ci siano state precedenti manifestazioni, con stesso oggetto e organizzazione, che abbiano turbato l’ordine e la sicurezza pubblica. Ai sensi dell’articolo 1, della Legge n. 121, del 1° aprile 1981, si emana la presente direttiva generale per le pubbliche manifestazioni, con l’invito ai Prefetti a stabilire regole – d’intesa con i Sindaci – e sentito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, per:
1. sottrarre alcune aree alle manifestazioni;
2. prevedere, ove necessario, forme di garanzia per gli eventuali danni;
3. prevedere altre indicazioni per lo svolgimento delle manifestazioni. Tali determinazioni (da condividere il più possibile con le forze politiche e sociali) troveranno forma in un apposito provvedimento del Prefetto, inizialmente anche in forma sperimentale.

 IL MINISTRO
Roma, 26 gennaio 2009

carloge

venerdì, 12 dicembre 2008, ore 18:58

Spettabile signora Sindaco,

mi rivolgo a Lei in merito al cantiere per la costruzione di box interrati nel parco della villa Rosa di Pegli (forse ricorderà la lunga vicenda!)per chiederle garanzia, non già e non tanto,perchè ogni permesso dovuto dal Comune di Genova alla ditta appaltatrice al fine dell'avvio dei lavori sia conforme alle norme vigenti (nessuno oserebbe pensare altrimenti!) ma,soprattutto,perchè i documenti che regoleranno l'iter dei lavori,ne permetteranno lo svolgimento in orario di attività didattica,ne definiranno modalità e limiti,vengano portati a conoscenza dell'Istituzione scolastica PRIMA DELL'AVVIO DEI LAVORI STESSI(come espresso da Deliberazione del Consiglio di Circolo del 16/09/08 e come più volte richiesto dal Dirigente scolastico a nome del Collegio dei Docenti e delle famiglie degli iscritti).
La conoscenza di detti atti consentirà a tutti noi,insegnanti e genitori delle scuole elementare e materna site all'interno del parco della Villa Rosa,di trovare le strategie organizzative migliori per continuare ad assicurare il massimo del benessere quotidiano ai 500 piccoli "abitanti del parco"; in altre parole ognuno di noi è pronto ad assumersi le proprie precise responsabilità.....e Lei, Signora Sindaco, è pronta?

Distinti saluti

Rita Lavaggi
insegnante nella scuola dell'infanzia Ada Negri

carloge

sabato, 07 giugno 2008, ore 08:17

IL MISFATTO E' COMPIUTO!!!
Il Tar RIGETTA il ricorso contro la costruzione dei box nel parco della villa Rosa-Lomellini senza alcun serio approfondimento del MERITO ma, sostanzialmente; perchè TARDIVAMENTE depositato (?????) I box si faranno-come voleva la vecchia amministrazione,come era nei progetti del sindaco Pericu,come piaceva e tuttora piace all'ufficio posteggi del comune-in spregio alla sicurezza di 500 bambini delle scuole ed al senso civico di tanti cittadini.
VERGOGNA!
Il Comitato non si arrende e chiede alla Sindaco Vincenzi di intervenire, di dimostrare quella volontà più volte espressa di SALVARE IL PARCO DI VILLA ROSA, a dimostrazione della discontinuità con la precedente gestione politica della città tutta impegnata a FAVORIRE GLI INTERESSI PRIVATI A SCAPITO DEL BENE COMUNE.

carloge

giovedì, 08 maggio 2008, ore 15:31

Ecc.mo Sommo Pontefice Benedetto XVI,

e p.c.
al Sindaco di Genova Marta Vincenzi
al Sindaco di Savona Federico Berruti

Apprendiamo da notizie di stampa che in occasione del suo prossimo viaggio a Genova ed in Liguria è previsto uno stanziamento per l'evento di circa UN MILIONE E MEZZO di euro. Riteniamo tale cifra del tutto verosimile, perchè sicuramente una Sua presenza nella nostra regione è un evento raro ed eccezionale, ed eccezionali saranno le misure che dovranno essere prese per regolare e gestire l'enorme afflusso di persone che vorranno presenziare all'evento, nonché per garantire la Sua sicurezza.
Premesso che siamo comunque onorati per la Sua scelta di essere vicino e portare il suo messaggio ai fedeli della nostra regione, riteniamo che le occasioni per i fedeli di ascoltarla di persona o tramite altri mezzi di comunicazione non manchino, mentre, come risaputo, sono sempre più scarne le risorse da destinare ai servizi pubblici essenziali, i cui oneri ricadono in tutto o in gran parte sui bilanci degli enti locali.
Si assiste ad una progressiva erosione dei servizi offerti al cittadino, a partire da quelli essenziali, quali per esempio gli asili, gli interventi a favore dell'assistenza alle fasce deboli della popolazione, agli anziani, gli alloggi per i meno abbienti, e quanto altro può ben immaginare, tanto più in questo momento di difficile congiuntura economica, che non risparmia nessuno, privati ed istituzioni.
Riteniamo pertanto che potrebbe essere di grande aiuto per la nostra regione e per le municipalità della Liguria una Sua decisione di soprassedere alla visita, e contestualmente chiedesse alle nostre amministrazioni di vincolare le risorse (già stanziate) destinate alla organizzazione dell'evento, ai servizi sociali di primaria importanza. Crediamo che una scelta del genere, sicuramente coraggiosa, sia perfettamente compatibile con la funzione da Lei esercitata e con il messaggio evangelico, sempre dalla parte degli umili, dei bisognosi, degli ultimi, e che coloro che ne trarranno beneficio Le saranno grati in modo duraturo.
Certi che il nostro appello non cadrà nel vuoto, le inviamo questa nostra umile preghiera.

FIRME (aggiungete la firma nei commenti, in fondo al post)

carloge

lunedì, 14 aprile 2008, ore 14:14

Questo non è un appello elettorale...

E' un documento nato all'interno del coordinamento della Sinistra l'Arcobaleno del Ponente e del Medio Ponente: non è un appello elettorale, ma un semplice sottolineare alcuni elementi che caratterizzano l'operare di chi partecipa a questa esperienza. è un documento nato in fretta, e sicuramente nell'elenco delle adesioni mancano molti che avrebbero voluto già essere presenti, ma il tempo è stato stringente, e comunque questo elenco non è chiuso e non ha un termine temporale...


L'emozione di poter davvero realizzare una Sinistra unita è stato ciò che ha permesso la nascita della Sinistra l'Arcobaleno nel Ponente e nel Medio Ponente di Genova. Le diverse anime che la costituiscono si sono ritrovate in un gruppo, nel quale noi tutti condividiamo la medesima aspirazione e volontà di costruire una Sinistra rinnovata. Questo progetto si è concretizzato in un coordinamento, che ha avuto inizio molto prima di questa campagna elettorale nella quale noi tutti abbiamo lavorato con spirito non di coalizione, ma per ritrovarci insieme in un unico soggetto politico. Queste elezioni sono solo un momento, non un banco di prova, del nostro cammino. In questo percorso noi andremo avanti anche contro gli eventuali interessi personali, di bottega o veti burocratici, perché crediamo che una Sinistra davvero unitaria, mettendo al centro l'ambiente e il lavoro, possa maggiormente difendere gli interessi dei lavoratori, dei giovani, dei pensionati, delle donne e di tutte quelle categorie sociali che rischiano ora di rimanere senza una rappresentanza politica.

Questo documento della Sinistra l'Arcobaleno del Ponente e del Medio Ponente è condiviso da: Paolo Arvati, Milena Battani, Andrea Baucia, Mauro Benzi, Filippo Bozzano, Antonio Bruno, Giacomo Casarino, Giorgio Colla, Bruno Delpino, Alessandro Evangelista, Rita Lavaggi, Maristella Mameli, Barbara Merloni, Rosario Mumolo, Nerio Parodi, Mauro Passalacqua, Mario Pesce, Francesco Quaglia, Cristina Quaglia, Giancarlo Russo, Bruno Sarti, Sergio Sassi, Enrico Steardo, Alessandro Tomaselli, Enrico Valli, Loris Viari...
carloge

sabato, 09 febbraio 2008, ore 08:01

“Sembra parlino della 194 ma ancora una volta gli uomini parlano tra loro usando il corpo femminile”.

Ancora si parla di legge 194. Ancora si parla di revisione, anzi, oggi persino di moratoria.
Tutte noi proviamo una strana impressione, legata ad un terribile vuoto di contenuti, alla surreale sensazione di un copione già scritto "a prescindere", una messinscena  che ogni tanto deve essere recitata.
Infatti, basta un po' di memoria storica per ricordarsi che da sempre, ad intervalli regolari, la legge 194 è stata oggetto di attacchi, improvvisi o a lungo preparati.
Un costo in laicità, che i nostri uomini al comando hanno sempre pagato  per continuare a governare impunemente, possibilmente senza le donne (però in nome delle donne, come è ovvio). Se non fosse che hanno le leve del potere in mano sembrerebbero quello che per certi aspetti sono, una parata di incoscienti che parla di cose che non conosce. Ma sono loro a decidere, sulla base dei loro interessi, non dei nostri, dei loro equilibri politici e scambi di favori; non i bambini, tanto meno le donne sono al centro del loro agire.   

D'altra parte, e neppure questa è una novità, le nostre voci hanno poco spazio, molto meno di quello dato ai protagonisti di questa recita. In realtà sulla 194, così come sulla legge 40, le questioni pregnanti non sono mai quelle sollevate, ed è per questo che qualsiasi risposta nel merito è inutile,la posta in gioco è altra.

È’ il passaggio dal concetto di prevenzione a quello di dissuasione (quest'ultimo totalmente assente dalla lettera e dallo spirito della legge), la voluta confusione fra i due termini, a caratterizzare il dibattito odierno.
Se le obiezioni sollevate alla legge 194 fossero davvero di prevenzione, ottimizzazione, miglioramento, adattamento ai progressi della medicina, comprenderebbero, oltre a potenziamento e finanziamento per i consultori, anche un'attenzione agli articoli della legge, quelli nei quali si definiscono i modi e le condizioni dell'obiezione di coscienza in relazione alle responsabilità di applicazione della legge da parte delle strutture e direzioni sanitarie, e si impegnano le Regioni ad organizzare corsi di aggiornamento e di formazione su contraccezione, assistenza alla gravidanza e al parto, e "sull'uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione di gravidanza".

In altre parole: una regolamentazione del diritto all'obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche; un potenziamento delle tecniche che aumentano la possibilità di scelta, diminuiscono i tempi, semplificano le procedure, prima fra tutte la RU486; una forte campagna di prevenzione, di somministrazione, informazione sui contraccettivi, compresi quelli di emergenza; il potenziamento della rete dei consultori e il loro finanziamento; infine, ma non ultimo, una potente spinta a occuparsi seriamente dell'aiuto, a tutto campo, della donna che mette al mondo un figlio.
È necessario inoltre, che si promuovano nelle scuole dei corsi di educazione sessuale, che oltre all´informazione prevedano una parte dedicata all´educazione ai sentimenti e alle relazioni di genere, perché si diventa adulti responsabili nella consapevolezza della propria e dell´altrui dignità.

Gli attacchi alla legge in realtà convergono verso il vero nodo della 194: l´autodeterminazione della donna, vero punto indigeribile per chi avrebbe anche chiuso un occhio su tutto il resto.

Non piace che le donne facendolo emergere dal privato e dal clandestino, attraversino, con questo dramma, una struttura pubblica, che ciò avvenga dentro il servizio sanitario nazionale e che siano loro a decidere. La compresenza di questi tre fattori è la miscela micidiale che i cosiddetti difensori della vita non tollerano e ai quali la diminuzione degli aborti, il successo di una legge che vogliono a tutti i costi stravolgere, non interessa minimamente. 

Perché è il consenso materno che porta dal concepimento alla nascita di una persona, perché il processo del nascere non può prescindere dal corpo della donna che accoglie.

Per questo vogliamo difendere la legge 194 e chiediamo a tutte e a tutti di far sentire le nostre ragioni partendo dal sottoscrivere e dal far sottoscrivere questo appello .
-         Rete 194 di Genova  :
AIED Genova, ARCILesbica, Coordinamento Donne CGIL, Coordinamento Ligure Donne Latino-americane,  Donne di Unione a Sinistra,  Donne in quotazione, Forum Donne PRC di Genova e Provincia, Forum della Sinistra Europea, Gruppo Mafalda Sampierdarena , Laboratorio Politico di donne, Rivista Marea, Società Per Azioni Politiche di Donne, Usciamo dal Silenzio Genova....

Chiunque desideri siglarlo a livello personale o di organizzazione, può inviare una mail a
lauraguidetti@aliceposta.it
carloge