mercoledì, 22 luglio 2009, ore 16:20

Comunicato Stampa

Bruno, Dallorto, Nacini: adottare una variante di salvaguardia per impedire il parcheggio dell’Acquasola.

I Consiglieri comunali Bruno (Sinistra Europea - PRC), Luca Dallorto (Verdi) e Arcadio Nacini (Sinistra Libertà) chiedono alla Sindaco di Genova Marta Vincenzi di proporre in tempi brevissimi al Consiglio Comunale l’adozione di una variante di salvaguardia per la zona del Parco dell’Acquasola per impedire la realizzazione del parcheggio e consentire il mantenimento e la riqualificazione dell’attuale parco. I Consiglieri ribadiscono la contraddizione tra la costruzione di un parcheggio sotto un parco in centro città con le linee programmatiche approvate dal Consiglio Comunale di Genova che vuole scoraggiare l’ingresso delle auto nel centro città e intende valorizzare e ampliare le aree verdi.

Disitnti Saluti
Antonio Bruno

carloge

mercoledì, 09 luglio 2008, ore 17:24

 

Comunicato stampa

 

 

NON MODIFICHIAMO IL PAESAGGIO PER IL GOLF

 

Si ritorna alla carica con il Golf dell’Acquasanta ma con una novità; non un campo da 18 buche bensì uno da 27.

 

“Ci siamo sempre opposti a questo progetto nelle varie sedi dove lo stesso è stato presentato non perché contrari al tipo di attività sportiva, ma perché inadatto al territorio dove sarà insediato”

 

Cristina Morelli, Presidente Regionale dei Verdi e Andrea Brignolo, Commissario Provinciale dei Verdi, contestano aspramente il progetto del campo da golf per il rischio ambientale che ne deriva.

 

“Il nostro territorio non si presta alla realizzazione di campi da golf. Il rischio che questo tipo di interventi può causare è una mutazione territoriale come già avvenuto nel Comune di Cogoleto - Fraz. Lerca dove l’intervento ha profondamente modificato l’aspetto geomorfologico della zona in oggetto”

Riteniamo che in una situazione territoriale di grande pregio ma fragilissima e già pesantemente compromessa, quale la liguria, il paesaggio rimanga un bene assoluto ed immodificabile.

 

Il golf dell’Acquasanta presenta numerose criticità quali:

 

·        Una graduale scomparsa delle aree a pascolo ed una sensibile diminuzione dei boschi circostanti

·        La chiusura di una zona molto frequentata dai genovesi sia per la tradizionale scampagnata domenicale sui piani di Prà, sia per la presenza di palestre di roccia amate dagli escursionisti.

·        L’approvvigionamento idrico, che sarà cospicuo soprattutto nei mesi estivi, influirà sulla penuria d’acqua che ciclicamente colpisce la nostra città

·        La viabilità inciderà negativamente sulla zona di Voltri già pesantemente toccata da questo aspetto

 

Ma a chi giova tutto cio?

 

“Riteniamo che gli unici a trarre beneficio da questo intervento siano quegli immobiliaristi che prevedono di ricavare un ingente utile dalla vendita degli alloggi destinati all’area. Il business non è certo il gioco del golf; anche perché, dal momento che ad Arenzano e Cogoleto esistono già dei campi, riteniamo che il territorio sia ampiamente coperto da questi servizi e gli amanti di questo sport possono trovare numerose alternative nel giro di pochi chilometri.”

 

 

Info

Angelo Iebole
Ufficio Stampa Gruppo Verdi Regione Liguria

a.iebole@gmail.com

carloge

martedì, 20 maggio 2008, ore 16:15

WWF LIGURIA

Note ed Osservazioni al Progetto “Golf e attrezzature per il tempo libero” in località Acquasanta

Elementi a carattere generale
- Il progetto incide nel distretto di Trasformazione n° 4 su un area di circa 220 Ha di terreno. Dallla stesura del primo progetto negli anni 90, si è passati da un campo da golf a 18 buche su una SUA di 135 Ha ad uno a 27 buche. Un incremento di quasi una buca all’anno!!
- Il golf da solo non rende; considerando anche la vicinanza con i Golf di Arenzano, Cogoleto, Albisola è necessario implementarlo con “ elementi aggiuntivi (vedi per le infrastrutture gli svincoli di uscita con distributori alberghi o altro) nel nostro caso la nuova edificazione ed attività ricettive connesse.
- Dopo decenni (e praticamente in deroga alla legge di salvaguardia) si ritornerebbe a costruire in collina. precedente pericoloso.
Dalla relazione ( punto 2 pag 5) si evince che:
Ancora una volta la salvaguardia ecologica ed ambientale, il risanamento di aree naturali degradate trovano compimento nel progetto proposto.
L'area non necessita di nessun intervento risanatore in quanto gia attualmente risulta ampiamente equilibrata e preme ricordare che il degrado in natura non esiste, ma è l'uomo che lo procura.

Aspetti vegetazionali
Le varie relazioni vegetazionali analizzano correttamente lo stato di fatto parlando anche di rinaturalizzazioni, ma tale operazione dovrebbe portare ad una graduale scomparsa dei pascoli e delle radure e non ad un loro allargamento per la realizzazione dell'impianto. Considerevole sarebbe la riduzione del complesso boschivo aumentando considerevolmente le porzioni di territorio

Interferenza con gli habitat naturali / corridoi ecologici.
Presenza nelle vicinanze di un Sito di Importanza Comunitaria codice IT1331501 denominazione Praglia-Pracaban-Monte Leco-Punta Martin.
Trattasi di un Sito eterogeneo con accostamenti fra aree prevalentemente aperte (praterie e zone scarsamente vegetate) e aree boschive con presenza di Habitat naturali e seminaturali (All. I) e Habitat di specie.

Elementi di criticità esterni al sito (interferenza con l'impianto golfistico)
Incremento del carico antropico ed espansione dell’edificato (prevalentemente abitativo) soprattutto sui lati Sud, Est e Ovest.
La Direttiva 92/43/CEE nota come Direttiva Habitat richiede che vengano sottoposti a Valutazione di Incidenza, secondo quanto richiesto dall’Allegato G, i piani e/o progetti non connessi alla gestione del sito e che possono avere incidenza negativa possibile (a maggior ragione se probabile o certa) “sui” siti individuati dalla medesima.
E’ da evidenziare l’utilizzo della parola “sui” e non “nei” relativamente al campo di estensione della Valutazione di incidenza, poiché in materia di tutela ambientale è ormai noto che anche opere distanti da un sito, possono avere effetti negativi su di esso.
Si ritiene necessario osservare che le normative vigenti prevedono la salvaguardia degli Habitat naturali e degli habitat di specie dal degrado, nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state individuate, emarginando la possibilità di interventi così rilevanti di impatto sulle biocenosi.
A tal proposito visto che
. la Regione Liguria ha la responsabilità, di adottare “le opportune misure per evitare il degrado degli Habitat naturali e degli habitat di specie, nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state individuate”;
. sono state attivate dalla Commissione Europea varie procedure di infrazione a carico dei Paesi membri, compresa l’Italia per la mancata salvaguardia dei SIC e ZPS, alcune già conclusasi con la pronuncia della Corte di Giustizia sfavorevole allo Stato Membro che non ha attuato, secondo l’art.10 del Trattato, la conservazione cautelativa di quei valori naturalistici per i quali erano stati individuati i siti;
. L’attuazione della Direttiva 92/43/CEE, conformemente alla sua natura giuridica impone obblighi di risultato, ed in particolare impone di:
a)
1 contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonchè della flora e della fauna selvatiche;
2 assicurare uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario;
b) Lo stato di conservazione soddisfacente va valutato in riferimento allo stato iniziale, cioè al momento della trasmissione delle informazioni sul sito fornite nei formulari standard per l’inclusione nella rete Natura 2000.
In particolare per quanto riguarda un habitat naturale, esso si considera in uno stato di conservazione soddisfacente quando:
1) la sua area di ripartizione naturale e le superfici che comprende sono stabili o in estensione;
2) la struttura e le funzioni specifiche necessarie al suo mantenimento a lungo termine esistono e possono continuare a esistere in un futuro prevedibile;

Dalla carta bionaturalistica della Regione Liguria si evince la presenza di Cerambyx cerdo, Iris pseudacorus, Oxychilus gardini, Campanula medium, Euphorbia spinosa, Anemone trifolia, etc....

che l’intervento proposto si colloca lungo corridoi ecologici composti da prateriee/o arbustate, boschi di alto fusto invecchiati e/o di conifere, boschi di alto fusto invecchiati misti, torrenti e corsi d'acqua con buffer boschivo, boschi irregolari e/o cedui.

Tale intervento per le valenze nauralistiche sopracitate comporterebbe un grave danno agli habitat e specie vegetali ed animali presenti in relazione alla rarefazione e perdita di habitat.
Immissione di contaminanti nei cicli bio geo chimici
La manutenzione dei tappeti erbosi dei green richiede l'utilizzo di fertilizzanti e diserbanti ed un massiccio uso di concimi chimici. Oltre alla necessità di drenare depurare ed isolare le acque provenienti dal prato resta la preoccupazione su "trattamenti con sostanze chimiche qualitativamente che quantitativamente non compatibili con la tutela delle falde idriche e dell'ambiente in generale" (note geologiche del dott. Giampiero Filippi)

Aspetti geomorfologici geologici
L'area soggetta allo SUA incide quasi completamente sul bacino del torrente Leiro, noto dalle cronache cittadine autunnali. Le gravi problematiche di questo corso d'acqua riguardano gli aspetti idrogeologici e la forte urbanizzazione nel fondovalle. Dalla lettura delle "Ricerche in materia di protezione civile relative al bacino idrografico del torrente Leiro (Regione Liguria SeIVizio Difesa del Suolo- Uff.Protezione Civile) emanato ai tempi del primo progetto emergono elementi di rilevanza tale da non permettere interventi di così vasta portata senza un approfondito studio generale della vallata. Riteniamo pertanto inopportuna ogni ulteriore urbanizzazione gravante su zone a "rischio" ed ogni intervento sui torrenti del territorio comunale, concepito dal solo punta di vista idraulico, senza prima tenere conto delle direttive di riassesto.

Idoneità del sito
Un primo aspetto da esaminare è il rapporto tra qualsiasi struttura realizzativa e la realtà del contesto socio-economico e naturale del sito, senza alcuna çhiusura preconcetta. Limitandoci qui agli aspetti ambientali in senso stretto, il primo elemento che emerge dalla cartografia è il seguente: il versante interessato dallo SUA presenta una acclività più frequente compresa tra il 50 e il 20%, due ristrette aree con pendenze tra il 20 e 10%, zone con oltre il 50% ed un pianoro di circa 9 ha (destinato a campo scuola) con pendenza inferiore al 10%. Ora, nell'immaginario comune un campo da golf si sviluppa su dolci declivi in un verde acceso di un paesaggio scozzese o irlandese. Il green (l'area del campo da gioco in cui sta la buca) non deve avere una pendenza superiore al 3% (anche se si tratta di soli 1.2 ettari) ed il faiIWay (striscia di terreno inerbita che collega il tee al green, con lunghezza variabile e larghezza di 30-50 metri) deve avere pendenze non superiori all'8-10% (e qui si tratta di ottenere circa 15 ettari di terreno con tali caratteristiche)
I nostri progenitori, terrazzando gli aspri monti di Liguria, ci hanno insegnato che nulla è impossibile; ma questo è davvero un luogo così "adatto" ad una simile destinazione? Nella relazione generale, al riguardo, non si menzionano minimamente i movimenti di terra necessari (per una così vasta modificazione morfologica del territorio sarebbe stata opportuna anche in fase di presentazione del progetto) e l'impatto dei muri di contenimento (necessariamente di cemento, visti l'entità dell'intervento e il basso angolo di riposo del materiale disponibili in situ). Nel contempo nella Relazione Geologica di Fattibilità ( dati riferiti al primo progetto) si fa riferimento alla scarsa potenza della copertura del substrato, maggiore invece nei tratti meno acclivi (senza, però, una valutazione più precisa). In generale la limitata pedogenesi, tipica dei terreni magnesiferi (serpentiniti), fa ritenere scarsa la disponibilità di terreno sciolto (fatta eccezione delle zone di accumulo poco acclivi).

Aspetti climatici
Per l'approvigionamento idrico, con riferimento ai periodi siccitosi, si ventila la possibilità di un prelievo dal torrente Acquasanta, congiuntamente all'utilizzo della riserva idrica dei piccoli invasi che si andranno a creare lungo i bacini dell'area; l'estate secca è un carattere determinante la zona climatica in esame (è nota la periodica penuria d'acqua di tutto il genovesato), è quindi necessaria una precisa valutazione del fabbisogno irriguo per il mantenimento dei tappeti erbosi; anche su questo punto sorge il dubbio sull'idoneità del sito: ulteriori prelievi dai torrenti (tutti in secca nei mesi estivi) portano ad un aggravio dello stato di salute del bacino del Leira, già troppo sfruttato ed occupato dall'industria della carta.
Nel periodo invernale questo problema non sussiste, ma (idoneità del sito!) bisognerà tenere conto di un altro fattore: la forza del vento che soffia dalle vallate settentrionali su una dorsale notoriamente fredda; questo problema è di più facile soluzione: basta una piccola modifica al regolamento ed utilizzare palline un po' più pesanti (oppure lasciare tutto invariato ed aggiungere un'interessante difficoltà al gioco!).

Studio della Protezione Civile
Lo studio citato sul bacino del T. Leiro mette in evidenza, già dalla osservazione delle carte tematiche, il diffuso degrado sotto il profilo geomorfologico, idraulico ed idrogeologico oltre che agro-forestale del territorio, sottoposto ad intense modificazioni e sfruttamento. L'azione erosiva delle acque incanalate, l'erosione generalizzata dei pianori disboscati o scarsamente protetti della sommità sono aspetti immediatamente osservabili in sopralluogo. In particolare nell'area interessata dal progetto sono localizzati movimenti franosi di modesta entità ma con il rischio di "una molteplice diffusione con conseguenze dirette sul bacino idrografico. tali da minacciare catastrofi naturali" (Ricerca Prot. Civ.). In prossimità di case Suia è segnalata una paleofrana (e questa potrebbe essere una spiegazione della morfologia più dolce di questo tratto di versante), apparentemente stabile; non altrettanto la presunta zona di distacco (la scarpata sotto il pianoro attualmente adibito a campo di addestramento cani) che presenta una diffusa erosione in atto
il SUA in oggetto altera ulteriormente il territorio, già sottoposto ad un dissesto generalizzato a causa del secolare sfruttamento agricolo-forestale e per l'impatto del metanodotto (SNAM) che lo attraversa.
Nella parte conclusiva dello studio della Protezione Civile vengono specificati gli interventi di bonifica, di tipo agro-forestale e di consolidamento dei versanti, necessari: l'obiettivo dovrebbe essere l'aumento della superfice boscata ed il miglioramento di quella esistente: il primo punto è sicuramente opposto all'intervento previsto dal progetto

Eliminazione realtà produttive esistenti

La realizzazione del campo da golf prevede l'eliminazione di alcune realtà abitative ed agricole connesse. Nella relazione generale si presenta questo luogo come pressochè disabitato, evidenziando come sia improbabile un recupero alternativo (al progetto) di un "vissuto rurale". Questo corrisponde, senza mezzi termini, al falso: in particolare la zona di case Suia è una splendida conca coltivata. con campi sfalciati e una campagna curata come è sempre più difficile trovare. Dei sei agglomerati di case presenti entro il confine interessato dallo SUA, soltanto uno risulta essere abbandonato (sotto Bric Pessua). Tutte le altre zone (comprese le case nella vicinanza di C. Suia che sono abitate periodicamente) risultano in buono stato (anche se talvolta si denotano situazioni di instabilità dovute all'eccessiva densità di animali al pascolo). Da questo quadro,si percepisce la vitalità di questo luogo, interessante e rara controtendenza rispetto alle problematiche annesse all'abbandono della campagna. Qui non si hanno realtà produttive ricche, soltanto un hobby o l'appagamento di un fabbisogno agricolo familiare: ed è proprio per questo che risulta così semplice spazzare via tutto, allontanando sempre più gli abitanti dalle campagne con facili promesse.

Sottrazione del territorio all'uso sociale
Non ci è dato sapere se il campo da golf sarà recintato o meno, ma la realizzazione di "contentini" quali l'area scout e l'area addestramento cani
fanno supporre una chiusura privatistica in contrasto con la vocazione escursionistica-naturalistica di tutta la zona. Qui infatti termina un sentiero di collegamento con l'Alta Via dei Monti Liguri e con la palestra dì roccia della Baiarda, utilizzata fin dagli albori dell'alpinismo ligustico. I "piani di prà" costituiscono, inoltre, una tradizionale meta delle scampagnate domenicali fuori porta.
Con ogni probabilità il campo da golf risulterà essere una struttura chiusa ed autosufficiente, sarà assolutamente indipendente dalle aree sottostanti come l'abitato di Aquasanta: il fondovalle non sarà, cioè, minimamente coinvolto nell'indotto, come mostra la direttrice della nuova viabilità principale che collegherà il golf con la città (vedi carla viabilità pagina seguente).

Pregiudiziali negative extra ambientali
La volontà di imporre il golf come disciplina di massa si scontra nettamente con la cultura sportiva del nostro Paese. Nascono, dunque, dubbi sulla potenzialità di successo di tale disegno. Le strutture residenziali e di soggiorno annesse al campo sono chiara espressione, oltre che di un tornaconto economico, della volontà di rivolgersi ad un pubblico diverso da quello residente. E' evidente, infatti, il contrasto con la realtà sociale (e di classe) dei qurtieri popolari del CEP, da sempre abbandonati al degrado ambientale ed umano e che necessitano di ben altri interventi, come attività sociali ed educative che coinvolgano il più alto numero di persone possibile. il golf è uno sport individuale (non socializzante) ed è necessariamente elitario. Alla chiusura della scuola i genitori porteranno i propri bambini al "golf' così come li accompagnano in palestra a giocare a basket oppure al campo da pallone?

Distruzione e modifica di architettura rurale
La costruzione dei nuovi gruppi edilizi ricettivo residenziali comporterà l'abbattimento di abitazioni e cascine che oltre a costituire nel loro complesso un insieme paesaggistico di alto valore rappresentano esempi di un'architettura rurale senza dubbio pregevole.
Questi edifici nel contesto agricolo naturale in cui sono collocati, qualificano ulteriormente un paesaggio di per se già molto bello. Alcuni di essi presentano ancora l'originaria copertura in pietre locali, i calcescisti, caratteristici per la tendenza a rompersi il lastre sottili ( ciappe) caratterizzando il paesaggio rurale come tipicamente ligure e per questo meritevole di conservazione.
Il PTCP infatti all'art. 49 nel regime di Mantenimento (MA)negli insediamenti sparsi (IS) nel quale ricadrebbero le nuove edificazioni riconosce l'esistenza di un equilibrato rapporto tra l'insediamento e l'ambiente naturale ed agricolo.
Le nuove realizzazioni romperebbero questo equilibrio, sia dal punto di vista architettonico che ambientale sostituendo tra l'altro un territorio agricolo naturale con uno completamente artificiale.
Mancano le definizioni dei tipi edilizi acui avvalersi per il recupero. Occuparsene solo ed esclusivamente in fase di realizzazione ci appare tardivo.

Infrastrutture
Anche sotto l’aspetto della viabilità sarà necessario modificare, adeguare se non creare nuove infrastrutture di collegamento al sito. Tutta la nuova mobilità non potra che ricadere sul casello di voltri aggiungendo al quartiere una nuova servitù che andrà a peggiorare pesantemente la situazione.
Considerando che, come enunciato nelle premesse del progetto, si vogliono attirare persone anche dal bacino europeo, nelle giornate di gara è prevedibile che giungano nel sito parecchie migliaia di persone che avranno bisogno di arrivare e sostare.
Ogni progetto dovrebbe avere annesso dunque un piano della mobilità che esplichi come si intendono far muovere le persone e le cose, come farle arrivare e sostare e non semplicemente dicendo che le strade verranno adeguate.
I sistemi di semaforizzazione a transito alternato non possono essere proposti senza considerare le conseguenze sulla viabilità nelle strade adiacenti.
Necessario anche che vengano previste soluzioni alternative di mobilità. La vicinanza con Acquasanta e la sua stazione dove passa la linea per Ovada deve poter prevedere collegamenti alla stessa.
Genova non manca di esempi sulla difficoltà di raggiungere quartieri e attività poste sulle colline. Questo deve ancora una volta far riflettere sulla scarsa idoneità dell’area in questione.

Impianti fognari e depurazione acque
Il previsto nuovo insediamento collinare andra’ ad incidere sulla rete fognaria del ponente cittadino che non pare in condizioni di accollarsi l’onere senza nuovi e costosi adeguamenti, altresi’ appare importante la determinazione ( e il costo ) dello smaltimento delle acque di irrigazione e degli antiparassitari contenuti in particolare per il necessario adeguamento tecnico del depuratore di Voltri

Impatto Energetico
Appare significativo l’impatto energetico – a saldo negativo – legato alla costruzione , alla vivibilita’, alla frequentazione, alla raggiungibilità – con mezzi privati – del sito .

Servizi alle persone
Appare problematico l’adeguamento necessario dei servizi alle persone – assistenza, sanita’, scuole, asili, centri di aggregazione – in previsione del nuovo afflusso di popolazione anche in riferimento al previsto insediamento di altre migliaia di persone residenti nel quartiere degli erzelli sempre gravitante sulle stesse strutture – si parla di altre 1500 abitazioni per residenti piu’ case per gli studenti e servizi all’università e alle industrie che si dovrebbero insediare

Andrea Agostini
Pesidente Circolo Nuova Ecologia

Andrea Bignone
Italia Nostra Sezione di Genova

Marco Piombo
Presidente Regionale WWF
carloge

giovedì, 08 maggio 2008, ore 11:16

Genova, 08/05/08


COMUNICATO STAMPA

GOLF ALL’ACQUASANTA: RIPARTE IL PARTITO DEL MATTONE

E’ in corso la conferenza dei servizi per la definizione dell'accordo di programma relativo all'approvazione di un campo da golf a 27 buche, attrezzature di servizio, strutture ricettivo - residenziali e di un parco pubblico, in località acquasanta al quale ribadisco la mia contrarietà per i seguenti motivi:
.
- l’ edificazione collinare, connessa alla costruzione del campo che non sarebbe altrimenti consentita.

- la consistente modifica orografica e i conseguenti ingenti spostamenti di terra per adeguare la morfologia del terreno alle esigenze dei giocatori e cioè trasformare una collina tipicamente ligure in una adatta al green fatta di pendii più lievi.

- il consumo di acqua: secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente si parla di un consumo medio di 10.000 mc per anno per ettaro, ossia 200.000 mc per irrigare 20 ettari, dato sostanzialmente confermato dal Senato francese. Inutile ricordare che l’acqua sarà attinta dalle stesse riserve che sono utilizzate per i fabbisogni cittadini.

- L’uso massiccio di pesticidi col rischio di inquinamento delle falde acquifere che si immettono nell’acquedotto cittadino.

Il Capogruppo SE – PRC
Antonio Bruno


carloge