venerdì, 20 novembre 2009, ore 11:25

Lorenzo Guadagnucci intervista Alex Zanotelli sulle responsabilità degli amministratori toscani  altracittainforma

carloge

sabato, 24 ottobre 2009, ore 08:37

Delibera ripubblicizzazione acqua Puglia

Verbale ATO - Seduta del Comitato esecutivo 13/10/2009

Comunicato stampa

Ripubblicizzazione dell’acquedotto Pugliese: un importante risultato dei Movimenti per l’Acqua!

Mentre il Governo, attraverso l’art.15 del D.L. 135/09, vuole mettere definitivamente l’acqua nelle mani del mercato, un importantissimo segnale di controtendenza arriva dalla Regione Puglia, che, nella giornata di martedì 20 ottobre, con una delibera di Giunta Regionale, ha sancito l’avvio della ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese, definendo l’acqua un “bene comune e un diritto umano universale” e il servizio idrico come servizio di interesse regionale privo di rilevanza economica” e nel contempo
decidendo di impugnare presso la Corte Costituzionale il provvedimento legislativo in quanto lesivo delle prerogative assegnate dalla Costituzione alle Regioni. Grazie alle mobilitazioni messe in campo dal Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” e dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, la Regione si è inoltre impegnata ad approvare a breve una legge regionale che sancisca la trasformazione dell’Acquedotto Pugliese da S.p.A. ad ente di diritto pubblico, definendo così la totale fuoriuscita dell’acqua dalle leggi del mercato. Consideriamo questa delibera un risultato straordinario, frutto di anni di lavoro dei movimenti per l’acqua, che hanno saputo costruire una forte resistenza popolare alla privatizzazione dell’acqua, attraverso l’esperienza di centinaia di comitati territoriali, la costituzione del Coordinamento degli Enti Locali per la Ripubblicizzazione dei Servizi Idrici, in sintonia con le proposte contenute nella legge nazionale d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, che ha raccolto oltre 400.000 firme di cui 30.000 solo in Puglia, giacente in Parlamento dal 2007. Certamente siamo di fronte ad un primo passo importante, cui dovrà seguire entro la fine dell’anno la prima azione concreta da parte della Giunta Regionale attraverso la presentazione di un testo di legge. Per questo ci riteniamo sin da subito mobilitati perchè la strada intrapresa prosegua nella direzione indicata.
Proprio in queste settimane, infatti, il Forum Italiano dei Movimenti ha lanciato la Campagna nazionale “Salva l’acqua” (www.acquabenecomune.org) che mira a mobilitare la società civile, cittadini ed Enti Locali contro la mercificazione dell’acqua imposta dal Governo con l’ Art. 15 del D.l. 135/09 e i principi contenuti nella delibera approvata stanno a dimostrare che la ripubblicizzazione dei servizi idrici è una strada percorribile qui ed ora. Alle diverse forze politiche regionali e nazionali, vogliamo da subito far sapere che, per quanto riguarda i movimenti per l acqua, indietro non si torna. L’acqua è un diritto umano essenziale alla vita. Sottrarla alle leggi del mercato significa difendere la vita di tutte e tutti. Restituirla ad una gestione pubblica e partecipata dalle comunità locali significa ricostruire la democrazia.
COMITATO PUGLIESE “ACQUA BENE COMUNE” FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
COMITATO PUGLIESE ACQUA BENE COMUNE
segreteriacomitatopugliese@gmail.com
carloge

domenica, 26 aprile 2009, ore 18:30

SULLA FUSIONE IRIDE-ENIA

Ai segretari e coordinatori nazionali PRC- Rifondazione, IdV, PdCI, Verdi, Sinistra democratica Sinistra libertà.
Ai Consiglieri Comunali dei partiti IDV – PdCI di Genova e Torino

Abbiamo sperato fino all’ultimo che tutti i partiti che in questi anni si sono impegnati a difesa dell’acqua come bene comune, come servizio pubblico partecipato, scendessero in campo in modo unitario e coordinato, prendendo posizione con una iniziativa pubblica forte contro la fusione tra IRIDE ed ENIA.
L’abbiamo chiesto personalmente ai Segretari, ai Coordinatori Nazionali e Regionali dei partiti della Sinistra e di IdV. Sarebbe un bel segnale per tutte le loro realtà locali che hanno affrontato la questione a livello di Giunta o di Consiglio, evitando sbandate. Un segnale di coraggio, una lezione per il paese e per la politica: partiti diversi che si presentano pubblicamente assieme, in una grande iniziativa a difesa dell’acqua pubblica, che chiedono ai Consigli comunali una pausa di riflessione e aprire la discussione tra i cittadini e media. Pensiamo non sfugga a nessuno il messaggio aggregativo che rappresenterebbe, soprattutto per i vari Comitati impegnati a contrastare questa fusione e questi processi irreversibili. Sarebbe anche un atto politico di rilievo rilanciare così il dibattito sull’acqua , come bene comune pubblico, all’interno della campagna elettorale, fuori dalle competizioni.  Questa speranza è nostra e dei Comitati di cittadini che a Genova e Torino lunedì daranno vita a dei Sit-in di protesta davanti ai Consigli Comunali delle due città.
In funzione di questa importante decisione politica, consentiteci di ricordare quali sono le nostre posizioni, preoccupazioni e denunce.
L’oggetto dello scontro era e resta l’avallo dei Comuni alla fusione IRIDE-ENIA. Questa decisione una volta assunta è irreversibile, proietterà la finanziarizzazione e la messa in borsa della risorsa su di una scala così grande, da segnarne un impossibile ritorno al pubblico. La questione della modifica degli Statuti in funzione del 51%, è una richiesta inserita nel dibattito all’interno del Consiglio Comunale di Genova con due intendimenti diversi. L’IdV ha pensato al 51% come ad un’escamotage per inceppare il percorso della fusione, puntando sul fatto che questa modifica ne avrebbe determinato un rallentamento per permettere il pronunciamento dei 58 Consigli Comunali chiamati a riapprovare lo Statuto modificato,
La Sindaca di Genova Vincenzi invece, ha puntato a confondere le carte con un emendamento
di difficile decifrazione. Per la sindaco, l’adozione del 51% era a suffragio della tesi che così i Comuni hanno un effettivo controllo della società, accettando la richiesta dell’IdV pur di ottenere comunque l’avallo sulla fusione. Noi come Comitato italiano e con noi tutti i movimenti impegnati nel Forum Italiano dell’acqua, riteniamo che il processo della fusione IRIDE –ENIA vada contrastata indipendentemente dai presunti livelli di controllo. Pensiamo che il controllo al 51% non è meglio del 40% . E che perciò, non si trattava di mediare in nome del realismo politico e dei numeri in consiglio.
I numeri c’erano per fermare la fusione.
Se la politica viene intesa come furbizia, con cui sorprendere l’avversario inserendo piccoli marchingegni nei numeri e nei linguaggi, la politica si immiserisce, perde chiarezza e…poi c’è sempre chi è più furbo.  Lo ripetiamo: la fusione è il processo che andava e che va contrastato. Denunciato con forza come esproprio dell’acqua dal controllo dei cittadini e delle amministrazioni locali, per affidarlo alla finanza. Non dimentichiamolo mai: che stiamo parlando di ACQUA, di un bene comune fondamentale, che il mondo è attraversato da una tragica crisi idrica e che è in atto un processo universale di mercificazione di questo bene.  Che fusioni e gare, sono il primo livello di un processo che punta all’industrializzazione, finanziarizzazione di tutti i servizi pubblici e alla nascita di monopoli incontrollabili.
- Ricordiamo che IRIDE- ENIA è la prima grande fusione italiana e coinvolge direttamente 5 Regioni: Liguria, Piemonte, Emilia ma indirettamente anche Sicilia e Calabria. E’ la premessa che prelude ad altre fusioni ravvicinate, che riguarderanno probabilmente A2A e Hera. Oggi si negano l’esistenza di contatti con società del veneto ma questo processo è destinato a concludersi con la nascita di una unica Multiutility italo francese .
- Non dimentichiamo che VEOLIA è presente nell’operazione IRIDE, in Liguria in Sicilia, Calabria ed entra così nella fusione.
- La fusione renderà difficile, se non impossibile (al di là del 51%) ripubblicizzare o semplicemente estrarre dalla Multiutility la gestione dell’acqua e puntare su una gestione in house alla scadenza della concessione ad AMGA nel 2012. Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia ha respinto una petizione popolare che aveva avanzato analoga richiesta con una netta contrarietà del Sindaco e del PD.
- La fusione IRIDE-ENIA è una operazione targata PD, il quale, con questa, cerca di rafforzare la propria quota nel gioco che si è aperto della formazione di una Multiutility nazionale.
- La fusione IRIDE-ENIA, oggi nella discussione in atto tra i sindaci, è la dimostrazione che è solo una questione di quote azionarie tra i vari notabili locali del PD.
Torino non vuol vedere scendere la sua quota al di sotto del 36%, i consorzi reggiani non vogliono perdere quote azionarie . Queste trattative in corso, dimostrano, se mai ce n’era bisogno, che l’efficienza-l’economicità-l’efficacia delle privatizzazioni e delle fusioni sono parole vuote, che nascondono il vero scopo, che è quello di trasformare i beni pubblici in azioni e i Comuni in “Azionisti”. I Sindaci eletti dai cittadini per salvaguardare e gestire i beni e servizi pubblici, diventano Amministratori delegati di società, interessati solo a procurarsi rendite/entrate, giocando in borsa nel “Casinò”globale il patrimonio pubblico, indebitandosi, a discapito delle tariffe che aumenteranno, delle manutenzioni, dell’occupazione che verrà sempre più ridotta e precarizzata e della sicurezza del servizio.
- La fusione IRIDE-ENIA è destinata a dare un nuovo impulso alla proliferazione delle SPA,
dei consigli di amministrazione, dei presidenti e degli stipendi dei manager. Le Multiutility privatizzano definitivamente la politica, smontano il ruolo del pubblico, dello Stato e dei Comuni, affida il futuro dell’acqua allo scontro tra POLI, in cui il potere politico-economico-finanziario si intreccia ed è del tutto trasversale negli interessi e concorrente solo nella ripartizione delle quote societarie.

In una parola, l’acqua viene affidata a quel grumo di interessi che avvelena da decenni la nostra vorremmo ricordarlo ai leader politici dell’opposizione, in particolare all’On. Di Pietro. La situazione, alla vigilia delle votazioni nei Consigli di Torino e Genova, è confusa e suscettibile di cambiamenti.
Genova deve votare in Consiglio la fusione e la variante statutaria del 51%,
Torino deve votare in Consiglio solo la variante statutaria del 51%.
Reggio Emilia ha già votato la fusione e rimanda la modifica statutaria a dopo le elezioni e cosi avverrà per altri Comuni presenti in ENIA.
A Torino, che sembra abbia già votato la fusione nel 2005, i servizi idrici della provincia sono esclusi, SMAT è pubblica in house.
Votare oggi la fusione con la motivazione di IdV di demandare ad una futura modifica del quadro nazionale con la legge d’iniziativa popolare, non ci sembra una grande soluzione.
Il quadro politico è quello definito dalla legge 133 art. 23 bis, che obbliga al 31.12 2010 a mettere a gara tutti i servizi, con alcune piccole salvaguardie per quelli affidati in house.
Abbiamo cercato di proporre a IdV, PRC, PdCI, Verdi il rinvio del voto nei Consigli Comunali di Torino e di Genova. Di chiedere una pausa di riflessione di fronte alla confusione che si è creata. L’appello finora è rimasto inascoltato.
Abbiamo proposto, vista la scadenza della convenzione, in alcuni Consigli comunali ( Genova e Reggio) lo scorporo del servizio idrico dalla fusione. Anche questa proposta non ha trovato sostegno.
E’ stato costruito un meccanismo ineluttabile come dice la sindaco di Genova: alla scadenza delle convenzioni sarà inevitabile la gara. Sarà obbligatoriamente vinta dagli stessi protagonisti.
Fermiamo la fusione IRIDE- ENIA. Scendano in campo i partiti nazionali.
C’è ancora tempo

per il Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua-Onlus
Emilio Molinari - Presidente

Rosario Lembo - Segretario Nazionale
Milano 26 aprile 2009
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mercoledì, 22 aprile 2009, ore 16:35

Comunicato stampa

IRIDE-ENIA: QUESTO MATRIMONIO NON S’HA DA FARE!
E PER QUELLI CHE … BASTA IL 51%, SORPRESA: NON C’E’ NEPPURE QUELLO!


Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ribadisce la propria netta contrarieta’ alla fusione Iride-Enia. Se tale operazione andasse in porto, ci troveremmo di fronte ad un ulteriore accelerazione dei processi di privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici nel nostro Paese.
Il servizio idrico di Genova e del Nord Emilia verrebbe consegnato a Veolia, proprio quando questa multinazionale viene mandata via da Parigi e il futuro della stessa SMAT di Torino entrerebbe in un’inevitabile orbita privatrizzatrice; gli altri servizi pubblici verrebbero definitivamente messi sul mercato e finanziarizzati; l’estensione territoriale della nuova societa’ produrrebbe un’ancor piu’ marcata perdita di ruolo dei Consigli Comunali rispetto a decisioni sempre piu’ sequestrate dal CdA del nuovo colosso finanziario. Il dibattito in questi ultimi giorni si e’ concentrato su quelli che dovrebbero essere alcuni “paletti” per ridurre il danno di questa inaccettabile scelta, in particolare il mantenimento del 51% della proprieta’ pubblica. Mentre i piu’ discettavano e si intrattenevano su questo tema, non ci si e’ preoccupati di vedere bene cosa recita il famoso emendamento allo Statuto che viene proposto al voto nei Consigli comunali di Torino e Genova. In realta’ , quella modifica non garantisce neanche il mantenimento del 51% nelle mani degli Enti Locali. Infatti, il testo dice che “il capitale sociale della Societa’ deve essere detenuto in maniera rilevante e comunque non inferiore al 51% da enti pubblici locali o da consorzi costituiti ai sensi dell’art. 31 D.Lgs. n. 267/2000 o da consorzi o societa’ di capitali di cui gli enti pubblici locali o i consorzi costituiti ai sensi dell’art. 31 D.Lgs. 267/2000 detengono almeno l’80% del capitale sociale”. Come si puo’ vedere da una lettura un po’ attenta, il 51% puo’ essere raggiunto anche tramite societa’ di capitali di cui gli Enti Locali o Consorzi detengano almeno l’80% del capitale sociale: si puo’ cioe’, anche dopo questa modifica, scendere tranquillamente nei fatti al di sotto del 51% posseduto dagli Enti Locali. Ci interessa poi sottolineare altri due punti, anche questi assolutamente ignorati dalla discussione di questi giorni. Il primo e’ che si sta preparando un “vulnus” istituzionale che chiunque tenga in considerazione le regole e la correttezza dei percorsi istituzionali non puo’ ignorare. Si vuole concludere tutto con la riunione dei CdA di Iride ed Enia all’inizio della prossima settimana: cosi’ facendo non si faranno votare i Consigli Comunali emiliani che hanno approvato uno Statuto differente. Ne’ si puo’ dire che basta una decisione delle Giunte al loro posto e che si i Consigli Comunali si pronunceranno piu’ avanti: come si fa a sostenere che una Giunta oggi prende un impegno per un Consiglio comunale che potrebbe avere all’epoca una composizione diversa da quella di oggi e non rispondente a quella dell’attuale Giunta visto che in diversi di quei Comuni si votera’ all’inizio di giugno? Il secondo punto e’ che a fine giugno scade la concessione per una parte del servizio idrico nell’area genovese, il che significa, come a Parigi, che potrebbe essere avviato un primo processo di ripubblicizzazione dello stesso. Dare il via libera alla fusione significa, invece, aver gia’ deciso che continua e si rafforza la privatizzazione dell’acqua, anche dove, come in questo caso, ci sono condizioni piu’ favorevoli che in altri contesti per la ripubblicizzazione.
Per tutti questi motivi ribadiamo con forza che la fusione Iride-Enia va comunque fermata e invitiamo i consiglieri comunali di Genova e Torino a votare NO a questa decisione.

FORUM ITALIANO MOVIMENTI PER L’ACQUA
carloge

venerdì, 17 aprile 2009, ore 15:06

Giovedì 23 aprile p.v. alle ore 17 a Palazzo Tursi nella Sala di Rappresentanza del Consiglio Comunale di Genova il Movimento Difesa del Cittadino MDC e Legambiente Liguria organizzano un incontro sulla «Privatizzazione e Ripubblicizzazione dei Servizi Pubblici Locali». Si tratta di fare una riflessione sui beni comuni locali quali Acqua, GAS, Trasporti Pubblici, ecc… cercando, se possibile, di non farsi condizionare dalle urgenze di decisioni immediate di natura politico-amministrativa.

Parteciperanno :
- Vittorio Bigliazzi MDC introduce e modera l’incontro
- Franco Aprile Confservizi Liguria
- Antonio Bruno Consigliere Comune di Genova
- Franco Regolini ex amm.re Agua de San Pedro - Honduras
- Massimo Maugeri Legambiente
- Alfonso Pittaluga Assessore Comune di Genova
Dopo gli interventi del pubblico Stefano Sarti di Legambiente concluderà l’incontro.

Per informazioni :
Movimento Difesa del Cittadino MDC Liguria 010/3623036
genova@mdc.it
Legambiente Liguria 010/319168 Via Caffa 3/5 sc. B – 16129 GENOVA
info@legambienteliguria.org

carloge

sabato, 04 aprile 2009, ore 18:52

Difendere i servizi pubblici e i lavoratori del settore, rilanciare l’intervento pubblico

Giovedì 9 aprile Ore 16,30 Salone di Rappresentanza Palazzo Tursi Via Garibaldi 9
Proiezione del video Agua mi sangre Le guerre dell’acqua sono già una realtà.
Voci, resistenze ed alternative al foro mondiale dell’acqua. di Jaro Colajacomo

Antonio Bruno - consigliere comunale Genova
Andrea Agostini - Legambiente
Antonio Lupo - Comitato per l’acqua pubblica
Francesco Truscia - Segreteria FILCEM CGIL Genova
Renato Di Nicola - Forum italiano movimenti per l’acqua
Matteo Gaddi - Responsabile Dip.to Nord Italia PRC-SE
Vittorio Agnoletto - Parlamentare Europeo
carloge

venerdì, 27 marzo 2009, ore 18:06

COMUNICATO STAMPA

Nozze Iride-Enìa: conti fatti senza l’oste

Apprendo dalla stampa che il CdA di Iride ha approvato tutti gli elementi della fusione Iride – Enia. I Consigli Comunali di Genova e Torino dovranno approvare il progetto prima dell’assemblea degli azionisti fissata per il 28/04. Per quanto riguarda Genova ci sembra che i conti siano stati fatti senza tener conto del dibattito in corso nel centro sinistra del Comune. Infatti, SE-PRC e IDV, durante le commissioni consiliari, hanno espresso forti contrarietà. È evidente che, stando così le cose, i numeri per approvare la delibera in CC non ci sono. I motivi per cui Se - PRC non è d’accordo sono legati all’esperienza concreta e non basati su pregiudizi ideologici. Il processo di privatizzazione in questi anni delle municipalizzate di acqua e energia ha significato:
-aumento dei costi del servizio ( +14% l’acqua)
-diminuzione dell’occupazione ( occupazione IRIDE dai 1060 dipendenti del 2007 ai 945 di oggi)
-politiche aziendali totalmente orientate al profitto a discapito spesso dell’efficienza energetica e del benessere dei fruitori
-mancanza di controllo da parte dei Consigli Comunali e quindi della cittadinanza
A fronte di questi dati appare evidente che aumentare la dimensione delle multiutilities e la conseguente politica di privatizzazione e quotazione in borsa non potrà che aggravare i problemi di cui sopra.
Confermo pertanto la nostra opposizione alla fusione e chiedo alle forze del Centro Sinistra di ritornare sui loro passi

Il Capogruppo SE – PRC
Antonio Bruno
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martedì, 17 marzo 2009, ore 18:10


La Carovana che dal 8 al 22 novembre 2008 ha attraversato Nicaragua, Guatemala, Honduras e El Salvador è uno strumento di solidarietà e di sostegno alle mobilitazioni messe in atto dalle comunità dell’America Centrale impegnate, spesso a rischio della vita, nella difesa delle proprie risorse idriche dai processi di privatizzazione e di mercificazione della loro gestione. E’ stata un’occasione d’incontro per i rappresentanti di movimenti italiani ed europei e per gli eletti di enti locali, impegnati a difesa dell’acqua, per costruire una rete e posizioni comuni in preparazione al Forum Sociale Mondiale di Belem, Amazzonia, che si è tenuto nel gennaio 2009 e al Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua di Istanbul dal 16 al 22 marzo 2009. Il Coordinamento centro americano, promotore dell’iniziativa, ha organizzato incontri con le comunità locali impegnate a difesa dell’acqua per conoscere i processi in atto nei paesi attraversati, confronti con esponenti del governo di ogni paese ed eventi pubblici organizzati dai movimenti locali. Allo scopo di dare visibilità e sostegno alle mobilitazioni in atto da parte di comunità locali escluse dall’accesso all’acqua, rafforzare il ruolo dei Movimenti sociali locali per la difesa dell’acqua e creare sinergie e collaborazione coi movimenti italiani ed europei e con le istituzioni impegnate nei percorsi di cooperazione decentrata e per sollecitare la costruzione di un governo pubblico e partecipato delle risorse idriche. Il 5° Forum Mondiale dell’Acqua (World Water Forum), la più grande manifestazione relativa al- l’acqua, si tiene a Istanbul, Turchia, dal 16 al 22 marzo, al ?ne di inserire la crisi idrica mondiale nell’agenda internazionale. Il Forum, che ha cadenza triennale, riunisce esponenti di tutti i campi per trovare soluzioni sostenibili alle s?de idriche mondiali. Con oltre 3.000 organizzazioni partecipanti e oltre 10.000 convegnisti. Attraverso gli interventi di alcuni relatori, partecipanti al Forum, verrà riportato a livello locale il dibattito internazionale di Istanbul e della Carovana dell’acqua in Centro America.

Programma.pdf

carloge

lunedì, 08 dicembre 2008, ore 16:42

Antonio Bruno:

Abbiamo fatto il punto al seminario di ieri. L'idea era di vedere se era possibile ripercorrere la strada di Parigi che, allo scadere delle concessioni, ha deciso di affidare a una societa' interamente pubblica la gestione dell'acqua nella capitale francese purtroppo e' uscito un quadro diverso. Se e' vero che il 31 dicembre 2008 scade l'affidamento del servizio pubblico dei servizi idrici integrati dell'ato della provincia di Genova a Mediterranea delle Acque,societa' quotata in borsa del gruppo Iride, per quanto riguarda la citta' di Genova e'stata assentita la concessione del demanio acquedottistico comunale ad Amga e quindi poi a Mediterranea delle Acque (dopo la fusione con AEM Torino in Iride) per 30 anni, a partire dal 29 maggio 1995 (delibera 87 consiglio comunale di Genova quando un ben piu' giovane Antonio Bruno, voto' contro ma non impedi' il misfatto). Paolo Regolini potra' essere piu' preciso, anzi lo invito a scrivere una nota esplicativa piu' precisa della mia. Mi pare pero' chiaro che non si tratta "solamente" di "pagare" gli investimenti che non si sono ancora ammortizzati nel subentro della concessione scaduta( Mediterranea delle Acque sostiene che si dovrebbero pagare 80 milioni di euro, ma io non mi fiderei..) ma anche rilevare tutta l'azienda che ha un affidamento fino al 2025. Certo Paolo Regolini sara' piu' preciso,ma mi pare di aver capito che l'operazione AMGA- Mediterranea Acque - Iride e' stata ben congegnata con un intricato sistema di scatole cinesi che solo una legislazione nazionale adeguata potrebbe dipanare.
Antonio Bruno

*****

Paolo Regolini:

Antonio ha già detto l'essenziale e cioè che la cosa non è possibile: posso solo aggiungere alcuni dettagli che spiegano più approfonditamente il tutto ma che sono di fatto innecessari in quanto non modificano di una virgola il quadro né offrono appigli per incursioni corsare. Quando AMGA fu trasformata in SPA, il Comune (Socio di maggioranza e Titolare del Servizio idrico integrato) affidò alla nuova Società (come ovviamente era allora per legge suo diritto) la Concessione del Servizio stesso su Genova per 30 anni: tale diritto è tuttora vigente e fa capo a a Mediterranea Acque (solo cambio di nome) le cui azioni sono in capo a IRIDE (con maggioranza blindata), che a sua volta fa capo alla Finanziaria FSU, controllata anche essa a maggioranza dai Comuni di Genova e Torino L'ATO genovese -la cui Concessione è effettivamente in scadenza con la fine del corrente anno- fu assegnato in gestione a Mediterranea delle Acque ( non so se con una nuova "scatola" societaria e con qualche Partner di minoranza ma non importa molto), che lo gestisce direttamente, eccezion fatta per Genova: dove la "salvaguardia trentennale" ha imposto una sorta di "subconcessione" tra il Gestore dell'ATO e quello inamovibile della Città. Potrebbe apparire un po' incestuoso ma giuridicamente temo sia superblindato. Insomma, se Veolia vincesse la Gara per l'ATO genovese, potrebbe divertirsi nel Tigullio ma Genova resterebbe nelle mani di Med.Acque e sarebbe una bella passegiata. Come dire che fino al 2025 da questo ATO si terranno tuti saggiamente alla larga. Il Comune di Genova potrebbe riprenderne il controllo pubblicizzandolo? Tecnicamente sì ma a condizioni onerosisime e, comunque, non di imperio ma negoziando accordi assai improbabili. Per tutto quello che sta al di fuori di Genova, infatti, a concessione finita sarebbe sufficiente liquidare al Gestore uscente la quota di ammortamenti ancora pendente ma su Genova il discorso cambia. Qui occorrerebbe comprarsi la Società (Med. Acque) che vale un sacco di soldi in quanto Titolare di una Concessione per i prossimi 17 anni, ammesso e non concesso che i Soci di minoranza fossero disposti a vendere e che, soprattutto, lo fosse IRIDE che certo non ci pensa. E poi il Comune dovrebbe ovviamente reperire i fondi relativi, che è tutto dire. Proporre a IRIDE (ipotesi assessore Pittaluga) di comprarsi lei stessa il "flottante" (cioè la parte di Med.Acque in capo ai Soci di minoranza) mi pare un nonsense: non si capisce infatti perché, in momenti di scarsità di capitali e di credito al lumicino, IRIDE dovrebbe allocare risorse per comprarsi la totalità di una Società che controlla già in sicurezza, i cui Soci di minoranza sono dei tranquilli rentiers suoi preziosi alleati e dove può fare esattamente quello che le pare. E poi, cosa cambierebbe? Ci ritroveremmo Med.Acque tutta in mano di IRIDE, cioè di una SPA che non ci piace e di cui non possiamo fidarci. Che, oltretutto, pensa di sposarsi con ENIA, diluendo il controllo -già piccolo- che ne abbiamo e navigando in Borsa con regole ed obblighi non eludibili. Col "piccolo particolare" infine di Chiamparino che punta a scendere sotto il 51% per rendere la Società futura contendibile (dai Privati ovviamente) così facendone salire il"valore" per i Soci: insomma vendendo la primogenitura per un piatto di lenticchie (avvelenate). Certo nei Patti Parasociali è previsto che il controllo resti ai Soci pubblici nella misura non modificabile del 56%: ma sono appunto Patti Parasociali, cioè accordi PRIVATI tra Soci, opponibili in Giudizio se non rispettati(quindi carne per Avvocati e carta per trattative poco limpide) ma che altrettanto certamente non possono vincolare il sovrano comportamento dei singoli Soci in Assemblea e nel Consiglio di Amministrazione, le cui rispettive decisioni con le maggioranze previste dalo Statuto sono immediatamente operative e non modificabili. Insomma siamo belli che fottuti e l'unica cosa che possiamo fare è votare contro la fusione con ENIA per limitare il danno ed il rischio. Decisione presa da tutti i Consiglieri comunali di Rifondazione impegnati nei Consigli comunali che dovranno deliberare in merito e che avrebbe molto senso anche se, temo, peso non sufficiente. Sempre che qualcuno più furbo degli altri non riesca a rompere anche questo accordo minimo per quella maledetta voglia di farci del male da soli che sembra la cifra dominante nel Partito in questo momento. Speriamo bene, anche se le cose sono proprio messe molto male.
Paolo Regolini

carloge

venerdì, 28 novembre 2008, ore 07:44

Giovedì 4 dicembre 2008
ore 17.00 c/o Sala Giunta Nuova Palazzo Tursi via Garibaldi 9
Seminario su  ripubblicizzazione dell’acqua a Genova
Saranno presenti
Ing. CARLO SENESI
Assessore Politiche Energetiche Ciclo Dei Rifiuti Ciclo Delle Acque Ambiente
Prof. ALFONSO PITTALUGA
Assessore Ai Tempi Della Città Associazioni Dei Consumatori
Avv. VIRIGLIO dello Studio Cavallo Perrin
ANTONIO BRUNO
Capogruppo Prc - Se Comune di Genova
carloge