Giovedì 23 aprile p.v. alle ore 17 a Palazzo Tursi nella Sala di Rappresentanza del Consiglio Comunale di Genova il Movimento Difesa del Cittadino MDC e Legambiente Liguria organizzano un incontro sulla «Privatizzazione e Ripubblicizzazione dei Servizi Pubblici Locali». Si tratta di fare una riflessione sui beni comuni locali quali Acqua, GAS, Trasporti Pubblici, ecc… cercando, se possibile, di non farsi condizionare dalle urgenze di decisioni immediate di natura politico-amministrativa.
Parteciperanno :
- Vittorio Bigliazzi MDC introduce e modera l’incontro
- Franco Aprile Confservizi Liguria
- Antonio Bruno Consigliere Comune di Genova
- Franco Regolini ex amm.re Agua de San Pedro - Honduras
- Massimo Maugeri Legambiente
- Alfonso Pittaluga Assessore Comune di Genova
Dopo gli interventi del pubblico Stefano Sarti di Legambiente concluderà l’incontro.
Per informazioni :
Movimento Difesa del Cittadino MDC Liguria 010/3623036
genova@mdc.it
Legambiente Liguria 010/319168 Via Caffa 3/5 sc. B – 16129 GENOVA
info@legambienteliguria.org

La Carovana che dal 8 al 22 novembre 2008 ha attraversato Nicaragua, Guatemala, Honduras e El Salvador è uno strumento di solidarietà e di sostegno alle mobilitazioni messe in atto dalle comunità dell’America Centrale impegnate, spesso a rischio della vita, nella difesa delle proprie risorse idriche dai processi di privatizzazione e di mercificazione della loro gestione. E’ stata un’occasione d’incontro per i rappresentanti di movimenti italiani ed europei e per gli eletti di enti locali, impegnati a difesa dell’acqua, per costruire una rete e posizioni comuni in preparazione al Forum Sociale Mondiale di Belem, Amazzonia, che si è tenuto nel gennaio 2009 e al Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua di Istanbul dal 16 al 22 marzo 2009. Il Coordinamento centro americano, promotore dell’iniziativa, ha organizzato incontri con le comunità locali impegnate a difesa dell’acqua per conoscere i processi in atto nei paesi attraversati, confronti con esponenti del governo di ogni paese ed eventi pubblici organizzati dai movimenti locali. Allo scopo di dare visibilità e sostegno alle mobilitazioni in atto da parte di comunità locali escluse dall’accesso all’acqua, rafforzare il ruolo dei Movimenti sociali locali per la difesa dell’acqua e creare sinergie e collaborazione coi movimenti italiani ed europei e con le istituzioni impegnate nei percorsi di cooperazione decentrata e per sollecitare la costruzione di un governo pubblico e partecipato delle risorse idriche. Il 5° Forum Mondiale dell’Acqua (World Water Forum), la più grande manifestazione relativa al- l’acqua, si tiene a Istanbul, Turchia, dal 16 al 22 marzo, al ?ne di inserire la crisi idrica mondiale nell’agenda internazionale. Il Forum, che ha cadenza triennale, riunisce esponenti di tutti i campi per trovare soluzioni sostenibili alle s?de idriche mondiali. Con oltre 3.000 organizzazioni partecipanti e oltre 10.000 convegnisti. Attraverso gli interventi di alcuni relatori, partecipanti al Forum, verrà riportato a livello locale il dibattito internazionale di Istanbul e della Carovana dell’acqua in Centro America.
Abbiamo fatto il punto al seminario di ieri. L'idea era di vedere se era possibile ripercorrere la strada di Parigi che, allo scadere delle concessioni, ha deciso di affidare a una societa' interamente pubblica la gestione dell'acqua nella capitale francese purtroppo e' uscito un quadro diverso. Se e' vero che il 31 dicembre 2008 scade l'affidamento del servizio pubblico dei servizi idrici integrati dell'ato della provincia di Genova a Mediterranea delle Acque,societa' quotata in borsa del gruppo Iride, per quanto riguarda la citta' di Genova e'stata assentita la concessione del demanio acquedottistico comunale ad Amga e quindi poi a Mediterranea delle Acque (dopo la fusione con AEM Torino in Iride) per 30 anni, a partire dal 29 maggio 1995 (delibera 87 consiglio comunale di Genova quando un ben piu' giovane Antonio Bruno, voto' contro ma non impedi' il misfatto). Paolo Regolini potra' essere piu' preciso, anzi lo invito a scrivere una nota esplicativa piu' precisa della mia. Mi pare pero' chiaro che non si tratta "solamente" di "pagare" gli investimenti che non si sono ancora ammortizzati nel subentro della concessione scaduta( Mediterranea delle Acque sostiene che si dovrebbero pagare 80 milioni di euro, ma io non mi fiderei..) ma anche rilevare tutta l'azienda che ha un affidamento fino al 2025. Certo Paolo Regolini sara' piu' preciso,ma mi pare di aver capito che l'operazione AMGA- Mediterranea Acque - Iride e' stata ben congegnata con un intricato sistema di scatole cinesi che solo una legislazione nazionale adeguata potrebbe dipanare.
Antonio Bruno
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Paolo Regolini:
Antonio ha già detto l'essenziale e cioè che la cosa non è possibile: posso solo aggiungere alcuni dettagli che spiegano più approfonditamente il tutto ma che sono di fatto innecessari in quanto non modificano di una virgola il quadro né offrono appigli per incursioni corsare. Quando AMGA fu trasformata in SPA, il Comune (Socio di maggioranza e Titolare del Servizio idrico integrato) affidò alla nuova Società (come ovviamente era allora per legge suo diritto) la Concessione del Servizio stesso su Genova per 30 anni: tale diritto è tuttora vigente e fa capo a a Mediterranea Acque (solo cambio di nome) le cui azioni sono in capo a IRIDE (con maggioranza blindata), che a sua volta fa capo alla Finanziaria FSU, controllata anche essa a maggioranza dai Comuni di Genova e Torino L'ATO genovese -la cui Concessione è effettivamente in scadenza con la fine del corrente anno- fu assegnato in gestione a Mediterranea delle Acque ( non so se con una nuova "scatola" societaria e con qualche Partner di minoranza ma non importa molto), che lo gestisce direttamente, eccezion fatta per Genova: dove la "salvaguardia trentennale" ha imposto una sorta di "subconcessione" tra il Gestore dell'ATO e quello inamovibile della Città. Potrebbe apparire un po' incestuoso ma giuridicamente temo sia superblindato. Insomma, se Veolia vincesse la Gara per l'ATO genovese, potrebbe divertirsi nel Tigullio ma Genova resterebbe nelle mani di Med.Acque e sarebbe una bella passegiata. Come dire che fino al 2025 da questo ATO si terranno tuti saggiamente alla larga. Il Comune di Genova potrebbe riprenderne il controllo pubblicizzandolo? Tecnicamente sì ma a condizioni onerosisime e, comunque, non di imperio ma negoziando accordi assai improbabili. Per tutto quello che sta al di fuori di Genova, infatti, a concessione finita sarebbe sufficiente liquidare al Gestore uscente la quota di ammortamenti ancora pendente ma su Genova il discorso cambia. Qui occorrerebbe comprarsi la Società (Med. Acque) che vale un sacco di soldi in quanto Titolare di una Concessione per i prossimi 17 anni, ammesso e non concesso che i Soci di minoranza fossero disposti a vendere e che, soprattutto, lo fosse IRIDE che certo non ci pensa. E poi il Comune dovrebbe ovviamente reperire i fondi relativi, che è tutto dire. Proporre a IRIDE (ipotesi assessore Pittaluga) di comprarsi lei stessa il "flottante" (cioè la parte di Med.Acque in capo ai Soci di minoranza) mi pare un nonsense: non si capisce infatti perché, in momenti di scarsità di capitali e di credito al lumicino, IRIDE dovrebbe allocare risorse per comprarsi la totalità di una Società che controlla già in sicurezza, i cui Soci di minoranza sono dei tranquilli rentiers suoi preziosi alleati e dove può fare esattamente quello che le pare. E poi, cosa cambierebbe? Ci ritroveremmo Med.Acque tutta in mano di IRIDE, cioè di una SPA che non ci piace e di cui non possiamo fidarci. Che, oltretutto, pensa di sposarsi con ENIA, diluendo il controllo -già piccolo- che ne abbiamo e navigando in Borsa con regole ed obblighi non eludibili. Col "piccolo particolare" infine di Chiamparino che punta a scendere sotto il 51% per rendere la Società futura contendibile (dai Privati ovviamente) così facendone salire il"valore" per i Soci: insomma vendendo la primogenitura per un piatto di lenticchie (avvelenate). Certo nei Patti Parasociali è previsto che il controllo resti ai Soci pubblici nella misura non modificabile del 56%: ma sono appunto Patti Parasociali, cioè accordi PRIVATI tra Soci, opponibili in Giudizio se non rispettati(quindi carne per Avvocati e carta per trattative poco limpide) ma che altrettanto certamente non possono vincolare il sovrano comportamento dei singoli Soci in Assemblea e nel Consiglio di Amministrazione, le cui rispettive decisioni con le maggioranze previste dalo Statuto sono immediatamente operative e non modificabili. Insomma siamo belli che fottuti e l'unica cosa che possiamo fare è votare contro la fusione con ENIA per limitare il danno ed il rischio. Decisione presa da tutti i Consiglieri comunali di Rifondazione impegnati nei Consigli comunali che dovranno deliberare in merito e che avrebbe molto senso anche se, temo, peso non sufficiente. Sempre che qualcuno più furbo degli altri non riesca a rompere anche questo accordo minimo per quella maledetta voglia di farci del male da soli che sembra la cifra dominante nel Partito in questo momento. Speriamo bene, anche se le cose sono proprio messe molto male.
Paolo Regolini