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mercoledì, 25 ottobre 2006

Report dell'Assemblea del Movimento per la pace e contro la guerra del 21-22 ottobre, a cura del Tavolo fiorentino per l'assemblea nazionale.

L'ASSEMBLEA NAZIONALE DEI MOVIMENTI PER LA PACE E CONTRO LA GUERRA tenutasi il 21-22 ottobre a Firenze ha chiuso i suoi lavori dopo due giorni intensissimi che hanno visto la partecipazione di oltre 200 persone e che sono stati resi vivi e appassionati da 102 interventi. L'assemblea ha dibattuto sui vari temi che sono all'ordine del giorno del Movimento, assumendo alla fine decisioni condivise che rappresentano un importante contributo per l'azione futura. C'è stata un'ampia discussione sulla Palestina, con spunti e accenti diversi che hanno comunque tutti sottolineato la "centralità" della soluzione del conflitto israelo-palestinese e l'urgenza di un'iniziativa per "salvare la Palestina" e i palestinesi di fronte all'intensificarsi delle politiche aggressive israeliane. in particolare sono stati sottolineati i temi dell'urgenza della fine dell'occupazione militare israeliana dei territori palestinese; dell'applicazione delle risoluzioni dell'Onu; del rispetto del diritto internazionale e del parere della Corte de l'Aia, con il conseguente abbattimento del muro dell'apartheid; della cancellazione dell'accordo militare tra Italia e Israele; dello sblocco dei fondi italiani ed europei destinati al governo dell'Autorità palestinese. A proposito dell'Afghanistan l'assemblea si è pronunciata unanimemente e risolutamente per il ritiro delle truppe italiane. La discussione si è incentrata su tempi, modalità di mobilitazione e di creazione delle condizioni per coinvolgere la maggioranza del paese.
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Fin dal primo giorno l'assemblea ha approvato il seguente appello per la liberazione di Gabriele Torsello: I PACIFISTI ITALIANI AI RAPITORI DI TORSELLO :"LIBERATELO, E' CONTRO LA GUERRA E L'OCCUPAZIONE DELL'AFGHANISTAN" L'assemblea nazionale dei movimenti per la pace e contro la guerra in corso a Firenze rivolge un appello ai sequestratori di Gabriele Torsello affinchè lo rilascino libero ed incolume.Gabriele è uno di noi, è parte cioè di quella grande maggioranza del popolo italiano che non vuole nè la guerra nè l'occupazione dell'Afghanistan.La sua eventuale uccisione colpirebbe il movimento per la pace e verrebbe usato come pretesto per proseguire l'inaccettabile missione militare italiana in quel Paese.Ribadiamo la nostra solidarietà al popolo afghano ed in particolare alle troppe vittime civili di questa assurda e atroce guerra.Chiediamo al Governo e al Parlamento italiano di rivedere la decisione di proseguire la partecipazione italiana alla missione ISAF della NATO, predisponendo il ritiro immediato delle nostre truppe dall'Afghanistan.
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Al termine dei lavori è stato condiviso il seguente documento sulla Finanziaria sul quale è importante avviare iniziative di informazione ovunque possibile: Finanziaria, disarmiamola!!!! L'assemblea nazionale dei movimenti per la pace e contro la guerra di Firenze ha preso atto che: La spesa militare con il progetto di legge Finanziaria 2007 - comprensiva di Bilancio della Difesa, fondo missioni all'estero e fondi ed esso collegati, fondi per i caccia Efa e per le fregate Fremm - raggiunge la cifra record di 21.364 milioni di euro. Di fronte a tagli pesanti alle spese sociali (scuola, università, sanità etc), la reintroduzione dei ticket sul pronto soccorso ed altre prestazioni ospedaliere, l'aumento delle spese militari del 13,7% appare ancora di più inaccettabile. Così come sarebbe inaccettabile il tentativo di creare un automatismo nell' approvazione delle missioni militari all'estero attraverso la costituzione del fondo apposito nelle legge finanziaria con l'unico obiettivo concreto di bypassare la discussione parlamentare sulle singole missioni. L'assemblea si impegna ad intensificare le iniziative per il disarmo, per la smilitarizzazione, per la riconversione ad uso civile delle basi militari e dell'industria bellica e per la riduzione delle spese militari. Questa assemblea chiede al Parlamento chiamato ad approvare la legge finanziaria: a) di stralciare dal testo il fondo sulle missioni militari all'estero; b) di tagliare le spese militari dando un segno di reale controtendenza rispetto al governo Berlusconi c) di utilizzare tali fondi reperiti dal taglio delle spese militari per aumentare la spesa sociale e quella alla cooperazione allo sviluppo nonché al finanziamento di corpi civili di pace e di interposizione nonviolenta nei luoghi del conflitto. (cooperazione e corpi civili che non possono in alcun modo essere concepiti come complementari a missioni e logiche militari) Chiede inoltre alle reti di movimento e alle forze sociali di far vivere questi punti nelle loro mobilitazioni a cominciare dalla manifestazione "Stop Precarietà" del 4 novembre.
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L'assemblea ha infine condiviso i seguenti impegni: - adesione alla manifestazione del 2 dicembre a Vicenza, contro la totale militarizzazione dell'aeroporto Dal Molin, come APPUNTAMENTO NAZIONALE UNITARIO, che rappresenta un'occasione di rilancio di una campagna PER LA CHIUSURA DELLE BASI MILITARI E PER IL DISARMO; - convocazione per sabato 16 dicembre a Roma di un'Assemblea Nazionale partecipata e larga per IL RITIRO DELLE TRUPPE DALL'AFGHANISTAN, in cui coinvolgere tutte le reti, le associazioni, i comitati locali, gli esponenti del pacifismo e le organizzazioni disponibili, quale prima tappa di una mobilitazione unitaria e condivisa. Per l'organizzazione di quest' appuntamento verrà predisposto un apposito gruppo di lavoro aperto a tutti i contributi. La redazione del report è a completa cura del Tavolo fiorentino per l' assemblea nazionale. CONTRIBUTI APPROVATI PER ACCLAMAZIONE APPELLO PER SALVARE LA VITA DELL'AVV. BEHIC ASCI, DI GULCAN GORUROGLU E DI SEVCI SAYMAZ, SCIOPERANTI DELLA FAME CONTRO L'ISOLAMENTO CARCERARIO IN TURCHIA!! Invitiamo tutte le forze politiche e sociali democratiche, le organizzazioni sindacali, gli Enti Locali, i Parlamentari di Camera, Senato ed Europa, il Governo Italiano ed in particolare i Ministri della Giustizia e degli Esteri, le Associazioni che si battono per i Diritti Umani ad esercitare in questi giorni la massima pressione politica sul Governo Turco, sul Ministro della Giustizia Turco, affinché accetti, dopo sei anni di lotte e scioperi della fame, l'invito al dialogo con gli Avvocati, i Giuristi, i rappresentanti dei detenuti politici in merito alla drammatica questione dell'isolamento carcerario in Turchia. Questo urgente e pressante appello, che proviene dal Simposio Internazionale contro l'Isolamento Carcerario, tenutosi il 14-15 ott. in Istanbul , a cui abbiamo partecipato e aderito, ha lo scopo di salvare la vita dell'Avvocato Behic Asci, di Gulcan Goruroglu e di Sevci Saymaz in sciopero della fame da 190 giorni, che, per interrompere la loro drammatica protesta, chiedono esclusivamente l'avvio di una seria trattativa sulle condizioni dei detenuti e sull'isolamento carcerario. Dopo sei anni di lotte e di scioperi della fame in Turchia durante i quali sono già morte 122 persone, nella più completa indifferenza del Governo Turco ed anche dell'opinione pubblica internazionale, oggi è possibile fermare questa spirale di sofferenza e di morte, è possibile una svolta! Sia per la maggiore attenzione dell'Europa sulle libertà democratiche in Turchia in relazione al suo ingresso nella U.E., sia per la solidarietà e la mobilitazione di importanti settori della società turca (avvocati, giuristi, sindacalisti) cresciuta in questi mesi intorno allo sciopero della fame dell 'Avv. Behic Asci, da sempre difensore dei diritti umani e dei detenuti politici, mobilitazione che le Autorità Turche non possono più ignorare, è possibile oggi cambiare ed avviare il superamento dell'isolamento carcerario. Solo negli ultimi sei anni migliaia e migliaia di detenuti politici, ma anche comuni, sono stati tenuti in isolamento in apposite celle denominate F- type. Di fronte alla diffusione della forma di lotta dello sciopero della fame, lo Stato Turco ha alimentato a forza centinaia di detenuti con la conseguenza che oggi almeno 600 persone, di cui una parte ancora in carcere, hanno contratto la sindrome Wernicke-Korsakoff, con perdita di memoria e difficoltà nell'uso degli arti. L'isolamento carcerario rappresenta una moderna forma di tortura fisica e psicologica che mira alla distruzione della persona, privandola del vitale elemento della socialità, e costituisce una gravissima violazione dei diritti dell'uomo, con pesanti e permanenti conseguenze sulla salute e l' equilibrio mentale (malattie, disturbi, suicidi, autolesionismo). I diritti fondamentali della persona non hanno confini, dire basta all' isolamento carcerario dipende anche da noi! Salviamo la vita all'Avv. Behic Asci ed alle altre due donne in sciopero della fame!!
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Generale, l'uomo fa di tutto Può volare e può uccidere Ma ha un difetto: Può pensare. (Bertolt Brecht) SOLIDARIETÀ con l'obiettore di coscienza statunitense AGUSTÍN AGUAYO con tutti i militari che resistono contro la guerra Secondo il Pentagono, circa 40.000 militari in oltre 700 basi militari usa sparse in tutto il mondo hanno disertato le forze armate usa dal 2000 - ma fonti pacifiste indicano che il numero reale è più alto. Piuttosto che andare a combattere nelle guerre immorali in Iraq e Afghanistan, queste donne e uomini hanno scelto una vita di esilio o di clandestinità, con il rischio di arresto e di processo davanti a una corte marziale, con la possibilità di anni di carcere duro. Le pene previste includono "la radiazione con disonore" e fino a 5 anni di carcere, mentre in tempi di guerra i disertori potrebbero ricevere addirittura la pena di morte. Augustín Aguayo, un obiettore di coscienza attualmente incarcerato in una prigione militare della base statunitense a Mannheim in Germania, è il primo soldato usa di stanza in Germania a rifiutare pubblicamente di tornare con la sua brigata in Iraq. Immigrato messicano con cittadinanza usa, 34 anni e padre di 2 figlie gemelle di 11 anni, Aguayo si era arruolato nel 2002, dopo l¹11 settembre e con la promessa che i suoi prestiti universitari sarebbero stati ripagati dall'Esercito, ma a causa delle sue esperienze negative nelle forze armate ha chiesto il riconoscimento dello status di obiettore di coscienza nel 2004. Ancora in attesa dell'esito legale della sua richiesta, è stato inviato a Tikrit in Iraq dove ha fatto un anno di servizio militare come ausiliare medico di combattimento. Mentre era in Iraq, la sua richiesta è stata respinta dalle autorità militari e Aguayo ha fatto formale appello. Nel 2005 Aguayo è tornato con la sua brigata in Germania e nell'agosto 2006 il suo appello è stato respinto e gli è stato ordinato di prepararsi per essere rispedito con la sua brigata in Iraq. Nello stesso tempo gli è stato comunicato che - secondo la Legge "Stop-Loss" voluta dal Presidente Bush che permette l'estensione arbitraria del servizio militare attivo dei soldati in Iraq invece di essere congedato dall¹Esercito nel gennaio 2007 secondo i termini del contratto di arruolamento, Aguayo dovrebbe rimanere in servizio attivo almeno fino al settembre 2007 Quindi dopo più di 2 anni e mezzo di battaglie legali per ottenere il riconoscimento come obiettore di coscienza, il 1 settembre 2006 Aguayo non si è presentato alla partenza della sua brigata per l'Iraq. La mattina dopo si è costituito alla polizia militare, pronto per i suoi ideali ad affrontare la corte marziale e il carcere. Ma il comandante militare ha ordinato il suo immediato invio in Iraq, anche in manette se necessario. La polizia militare a quel punto l'ha portato a casa con le istruzioni di fargli prendere le sue cose per partire per l'Iraq. Mentre i poliziotti aspettavano con sua moglie in salotto, Aguayo è saltato da una finestra della camera da letto ed è fuggito dalla base e poi è riuscito a tornare in maniera clandestina negli USA. Il 26 settembre Aguayo si è di nuovo costituito alle autorità militari, questa volta in California, ed è stato arrestato, ammanettato e rispedito in Germania, al carcere della base usa a Mannheim. Adesso Aguayo rischia fino a 5 anni di galera ma se viene accolto il suo ricorso civile davanti ad una corte federale a Washington a novembre, allora potrebbe finalmente ottenere la sua liberazione. Agustín Aguayo è un esempio per tutti noi! Cosa si può fare per aiutare Augustín Aguayo? Inviare messaggi di solidarietà! <aguayodefense@aol.com Poi, se possibile, inviare un aiuto materiale: l¹Esercito ha tolto la paga e i benefici famigliari, inclusa l¹assicurazionesanitaria, per Aguayo e la sua famiglia. Inoltre ci sono tante spese legalida affrontare. Un Fondo per la Difesa di Agustín Aguayo è stato creato dadiverse organizzazioni (p.e. Military Counseling Network, Center for Conscience and War e American Voices Abroad, una rete di attivisti statunitensi contro la guerra residenti in 8 paesi europei e Libano). Per sostenere la famiglia Aguayo: www.AguayoDefense.org Per messaggi di solidarietà a Agustín Aguayo: <aguayodefense@aol.com oppure presso Helga Aguayo, 36838 57th Street East, Palmdale, California 93552 Per informazioni su American Voices Abroad (AVA): www.avaworld.org a cura degli Statunitensi contro la guerra (Firenze) <comiraqusa@yahoo.it N.B. Agustín proviene da una famiglia povera di immigrati messicani in California. Sua moglie e sue figlie gemelle di 11 anni stanno passando un periodo molto difficile, e non solo in termini economici. Bisogna inviare messaggi formali di solidarietà ma anche informali di solidarietà umana e di amicizia (anche in spagnolo, sua moglie Helga è nicaraguense) all'indirizzo <aguayodefense@aol.com. Come diceva Che Guevara: "la solidarietà è la tenerezza fra i popoli."
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Libertà per Mumia Abu-Jamal, prigioniero politico nel braccio della morte in Pennyslvania L'Assemblea nazionale dei movimenti per la pace e contro la guerra, riunitasi a Firenze nei giorni 21-22 ottobre 2006, esprime tutta la sua solidarietà a Mumia Abu-Jamal, ex-Pantera nera, giornalista e attivista storico nella lotta per i diritti umani degli afro-americani e per la giustizia sociale negli Stati Uniti d'America. Mumia Abu-Jamal è nel braccio della morte nello stato di Pennsylvania da oltre 25 anni, un uomo innocente condannato a morte per un crimine che non ha mai commesso. Una immensa campagna di solidarietà internazionale è riuscita nell¹estate del 1995 a salvargli la vita a pochi giorni dalla sua esecuzione. Adesso, dopo oltre 10 anni, l¹appello di Mumia Abu-Jamal è ora in fase di ³procedura accelerata² davanti alla Corte d¹appello federale e lo Stato è determinato a portare fino in fondo la sua condanna a morte. Oggi con più di 2 milioni di prigionieri in carcere, gli U.S.A. hanno il più alto tasso di incarcerazione del mondo intero. Ci sono attualmente più di 4.000 persone nel braccio della morte negli U.S.A., in gran parte afro-americani, ispanici e altre minoranze etniche. Il caso di Mumia Abu-Jamal esemplifica questa tremenda oppressione razzista e classista del sistema giudiziario statunitense contro le classi popolari, gli immigrati, gli afro-americani, gli ispanici, i poveri e tutti gli oppressi, sistema giudiziario che poi storicamente ha sempre usato la pena di morte come una vera e propria forma di linciaggio legale. L¹Assemblea nazionale dei movimenti per la pace e contro la guerra, quindi, si associa ai milioni di persone in tutto il mondo che chiedono l'abolizione della pena di morte negli U.S.A. e nel resto del mondo e l¹immediata liberazione del compagno e fratello Mumia Abu-Jamal. approvato per acclamazione Firenze, 21 ottobre 2006 CONTRIBUTI scritti 1) OPPONIAMOCI ALLA VIOLENZA SULLE DONNE I DIRITTI DELLE DONNE SONO DIRITTI UMANI I CRIMINI DI GUERRA NON SONO FATTI IN NOSTRO NOME. Vorrei restituire, nei pochi minuti disponibili, la discussione e il confronto che hanno attraversato il seminario di Trieste del 6-7 ottobre u.s. su :"Violenza e Patriarcato"; una campagna europea contro la violenza sulle donne; negli workshops "violenza e guerre"; "violenza e povertà"; "violenza in famiglia";, "prostituzione" hanno agito tante soggettività di associazioni femminili e femministe. La violenza contro le donne, sia nei luoghi di conflitto e non, ci riguarda come movimenti per la pace e contro le guerre. Mi hanno coinvolta molto le pratiche femministe e femminili, il dialogo, la comunicazione, la sincerità che ci permettevano di avere una relazione e di sentire un tutt'uno con corpo e mente. Oggi la violenza, nei confronti delle donne, costituisce il crimine peggiore, in quanto lede i diritti della persona, la dignità, l'integrità, annullando l'identità personale. Nelle guerre le donne sono oggetto di stupro e nei tempi di "pace" vivono l'inferno tra le mura domestiche. La violenza è uno dei cardini sul quale si fonda il Patriarcato, si manifesta sotto diversi aspetti: violazione del diritto di autodeterminazione, violenza fisica e sessuale, sfruttamento, tratta delle donne e delle bambine, umiliazioni e discriminazioni nei luoghi di lavoro. Il 70-80% delle vittime nelle guerre contemporanee sono civili, gran parte donne e bambine\i. Nei campi profughi o nelle prigioni subiscono torture, abusi, stupri sistematici che annientano la mente e il corpo. Tante sono le forme di oppressione e di repressione dovute a ragioni politiche, etniche, religiose, economiche. I fondamentalismi,i nazionalismi, le nuove culture fasciste, hanno la pretesa di controllare il corpo femminile, di militarizzarlo per rendere le donne docili, asservite e complici del potere patriarcale. La guerra è la logica militarista di guardare il mondo: le donne, gli uomini, i bambini\e sono sacrificati in nome del dominio del più forte. Il Patriarcato impone la punizione,la vendetta, l'odio, il risentimento: queste sono le risposte ai conflitti e ai problemi sociali, invece di praticare la com-passione, condivisione, equità e libertà. Durante le guerre ci sono esempi di donne che si attivano, creano progetti, portano avanti l'istruzione per i propri figli. La scuola è vista come continuità della vita, una speranza di cambiamento. Hanno dato prova di vitalità, di resistenza agli eserciti occupanti, di cooperazione con donne occidentali delle ONG e dei movimenti pacifisti. Nonviolenza e femminismo si saldano strettamente, solo la nonviolenza è la strada da scegliere. C'è bisogno di "parola di donne" pacifiste e femministe, una parola pubblica non delegata ad altri o al privato-personale,ma assunzione di responsabilità per costruire una rete di donne animate da valori condivisi e che abbiano la pazienza e il coraggio di portare avanti un progetto politico. Proprio per questo fine, il 26 novembre è stata dichiarata giornata internazionale di protesta contro la violenza alle donne, si aprirà tra giorni la campagna europea. C'E' BISOGNO DI UN FILO COMUNE CHE POSSA UNIRE ESPERIENZE, PROGETTI, ELABORAZIONI TRA DONNE CHE VIVONO IN LUOGHI DI GUERRA E NON.
Firenze, 21.10.2006 Verdi Myriam 2) Consegnato in cartaceo alla presidenza il contributo di Fratesco de Lorenzo Lettera aperta per l'uscita dell'Italia dall'alleanza militare con Usa, Isreale e Nato 3) Mozione in cartaceo dell'associazione di Amicizia Italo-palestinese Onlus-Firenze con richiesta di invito da parte dei gruppi parlamentari di esponenti del governo palestinese e rifiuto del riconoscimento dell'evento di Milano "Sull'arte e vita d'Israele 1906-2006" 4) Mozione in cartaceo a firma Ottanetti e altri per un incontro con i parlamentari per emendamenti sulla finanziaria 5) DICHIARIAMO IL 4 NOVEMBRE "GIORNATA DELLE FORZE DISARMATE"
Il 4 novembre l'Italia ricorda la vittoria nella prima guerra mondiale l Quella guerra costò all'Italia circa 650 mila morti e 1 milione di feriti e mutilati,molti di più di quanti erano gli abitanti di Trento e Trieste, i territori "irredenti" ottenuti con la vittoria, che erano già stati concessi all'Italia dall'Austria in cambio della non belligeranza. l La festa del 4 novembre fu istituita dal fascismo per trasformare la vittoria militare in una esaltazione dell'esercito e delle virtù militari del nostro paese l Noi vogliamo particolarmente ricordare le vittime di quella carneficina (soprattutto contadini, pastori e operai);quella guerra spietata devastò l'Europa e ne distrusse la gioventù. l Noi crediamo che quella guerra fu un'inutile strage, come le guerre che la precedettero e quelle che la seguirono e quelle che, ancora oggi, offendono l'umanità. Non ce la sentiamo di festeggiare una vittoria che costò tanta sofferenza, per testimoniarlo invitiamo tutte/i le/i cittadine/i a trasformare questa giornata di lutto in FESTA DELLE FORZE DISARMATE per L'ABOLIZIONE DI TUTTE LE ARMI E DEGLI ESERCITI per IL DISARMO NUCLEARE per PORRE FINE ALLA CORSA AGLI ARMAMENTI per LA DISTRUZIONE DEGLI ARSENALI NUCLEARI per DIRE INSIEME: MAI PIU' GUERRE SU QUESTO PIANETA LA MATTINA, DALLE ORE 10.00, AL MERCATO E NEL QUARTIERE DI SANT'AMBROGIO, PORTIAMO SIMBOLI, COLORI, OGGETTI, VOLANTINI, MASCHERE, CANTI, GESTI DI PACE FESTEGGIAMO QUESTA GIORNATA CON GLI UNICI "FUNGHI" CHE CI PIACCIONO: PORCINI, PRATAIOLI, OVOLI, PENNENCIOLE... MAI PIU' FUNGHI ATOMICI CHE INVECE SEMBRANO TORNARE MINACCIOSI SULLE CITTA' DEGLI UOMINI (CI SPAVENTANO LE PAROLE DEL PRESIDENTE USA CHE, PROPRIO IN QUESTI GIRONI, NE PREVEDE L'USO CONTRO L'IRAN)
Giornata promossa da Fucina per la nonviolenza Partito Umanista Donne in nero Gruppo vialebombedaviano-comitato fermiamo la guerra

postato da: carloge alle ore 11:06 | link | commenti
categorie: pace e diritti

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