Forum Sinistra Europea Genova

Blog del sito della Sinistra Europea Genova

Chi sono

Blogger: carloge
Nome: Forum Sinistra Europea Genova

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
free music
mercoledì, 31 maggio 2006

Problemi ambientali del nuovo governo
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

Di problemi economici, finanziari, sociali, di occupazione, eccetera, il nuovo governo ne ha davanti un bel numero. Fra questi, alcuni riguardano “che ambiente farà” nei prossimi cinque anni e proverò ad indicarne alcuni. Difesa del suolo. Per motivi vari, che vanno dai mutamenti climatici alla mancanza di una politica e disciplina urbanistica, il suolo italiano è sempre più fragile. Ogni anno si verificano frane, alluvioni, crolli di edifici e di strade, perdita di raccolti, erosione delle spiagge. Politica di difesa del suolo significa da una parte spendere dei soldi, e tanti, per rimboschimento, per sgombrare il greto e l’alveo di torrenti e fiumi, in modo la lasciare libero corso alle acque di piena, e queste opere sono buone perché comportano un aumento dell’occupazione e permettono di evitare costi futuri. Politica di difesa del suolo significa, d’altra parte, emanare leggi e far rispettare le leggi esistenti che vietano di costruire edifici e strade nelle zone a rischio di frane e alluvioni, e qui i divieti sono meno graditi. Per quanto riguarda l’energia, da alcuni anni a questa parte i consumi italiani stanno aumentando nel settore dei trasporti, del riscaldamento e condizionamento dell’aria degli edifici, nei commerci e nell’industria, nelle telecomunicazioni; gran parte dei consumi energetici richiedono petrolio e gas naturale di importazione che vengono in parte trasformati in elettricità; una limitata frazione dell’elettricità viene dalle centrali idroelettriche azionate dal moto delle acque e quindi da una fonte energetica rinnovabile. L’aumento dei consumi energetici, secondo la tendenza attuale, comporta una crescente spesa per le importazioni di idrocarburi che vengono in gran parte da paesi politicamente instabili e che quindi costeranno di più; un crescente consumo di petrolio e gas naturale comporta un crescente inquinamento dell’aria, soprattutto ad opera dei “gas serra”, responsabili delle alterazioni climatiche.. Il nuovo governo dovrà prendere iniziative da cui dipenderà l’accelerazione o il rallentamento dei consumi energetici totali e la utilizzazione di fonti diverse da carbone, petrolio e gas naturale. Molti auspicano che una parte dei consumi di benzina sia sostituita con alcol etilico; finora per la sua produzione sono state proposte materie prime agricole come amidi di cereali, materie zuccherine, materie vinose invendute, operazioni che aiuterebbero investimenti e occupazione in agricoltura, di cui si discute da anni, senza fare passi concreti. Il 1 maggio scorso un articolo del New York Times ha indicato che ormai viene praticata su scala industriale, negli Stati Uniti e nel Canada, la produzione di alcol etilico carburante utilizzando come materie prime i prodotti ligno-cellulosici che si formano come residui di molte attività agricole e forestali e che quindi è possibile sostituire una parte dei prodotti petroliferi con carburanti di origine agricola, ”solare”, meno inquinanti di quelli derivati dal petrolio.. Quanto all’elettricità ritorna lo spettro dell’energia nucleare; già l’Enel partecipa finanziariamente alla costruzione di un nuovo reattore francese. Eppure molti ricordano l’insuccesso del reattore francese Superphenix (che funzionò con alterne vicende dal 1985 al 1997, poi definitivamente chiuso) alla cui costruzione aveva pure partecipato l’Enel. Che cosa farà il governo e come vorrà affrontare l’irrisolto problema delle scorie radioattive ? Non si tratta di scelte aziendali o tecnico-scientifiche, ma di investimenti e finanziamenti con pubblico denaro, i cui errori rischiano di sottrarre denaro ad altre necessità collettive come la scuola, la sanità, le pensioni E, sempre a proposito di elettricità, c’è davvero bisogno di nuove centrali ? Non sarà il caso, finalmente, di essere chiari sulle centrali eoliche, che alcuni vogliono e altri no ? E, a proposito di energia, una politica ambientale presuppone la esatta conoscenza dei fabbisogni e della effettiva utilità in relazione all’occupazione, al peso delle importazioni, alla capacità di esportare prodotti italiani, presuppone insomma, un “piano energetico” su cui basare gli investimenti e che risponda alla domanda: di quanta e di quale energia si prevede, nei prossimi cinque anni, la richiesta e per fare che cosa ?. Un terzo problema da affrontare riguarda lo smaltimento dei rifiuti; nessuno è d’accordo su niente. Chi contesta gli inceneritori, sia pure chiamati termovalorizzatori, richiede a gran voce una efficace raccolta differenziata e il riciclo di gran parte dei rifiuti; chi vuole costruire inceneritori sostiene che non si può riciclare al di là di un certo limite; chi vuole costruire discariche contesta il riciclo e gli inceneritori; ciascuna di queste proposte può nascondere speculazioni, frodi e anche attività criminali. C’è, infine, urgente bisogno di rimettere le mani nel controverso “testo unico” sull’ambiente, appena approvato dal governo uscente, che ha vanificato molte utili norme di difesa dell’aria, delle acque, del suolo. C’è insomma un bel daffare per un futuro ministro dell’ambiente coraggioso e lungimirante.
* Tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 16 aprile 2006
postato da: carloge alle ore 13:44 | link | commenti
categorie: economia ambiente

Commenti