lunedì, 22 giugno 2009, ore 19:29



Siamo profondamente indignate, come donne impegnate nel mondo dell'università e della cultura, per il modo in cui il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, tratta le donne sulla scena pubblica e privata. Non ci riferiamo solo alle vicende relazionali del premier, che trascendono la sfera personale e assumono un significato pubblico, ma soprattutto alle modalità di reclutamento del personale politico e ai comportamenti e discorsi sessisti che delegittimano con perversa e ilare sistematicità la presenza femminile sulla scena sociale e istituzionale. Questi comportamenti, gravi sul piano morale, civile, culturale, minano la dignità delle donne e incidono negativamente sui percorsi di autonomia e affermazione femminili.
Il controllo che Berlusconi esercita sulla grande maggioranza dei media italiani, in spregio a ogni regola democratica, limita pesantemente le possibilità di esprimere dissenso e critica. Risulta difficile, quindi, far emergere l'insofferenza di tante donne che non si riconoscono nell'immagine femminile trasmessa dal premier e da chi gli sta intorno.
Come cittadine italiane, europee e del mondo, rivolgiamo un appello alle first ladies dei paesi coinvolti nel prossimo G8 dell'Aquila perché disertino l'appuntamento italiano, per affermare con forza che la delegittimazione della donna in un paese offende e colpisce le donne di tutti i paesi.

Chiara Volpato (Professore Ordinario - Università di Milano-Bicocca)
Angelica Mucchi Faina (Professore Ordinario - Università di Perugia)
Anne Maass (Professore Ordinario - Università di Padova)
Marcella Ravenna (Professore Ordinario - Università di Ferrara)

(21 giugno 2009)
carloge
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Commenti
#1    25 Giugno 2009 - 17:17
 
Domandina da 1 milione di euro, chi sono quelli che hanno i peggior scheletri nell’armadio?
Sono coloro che con il ditino alzato, fanno i moralisti a senso UNICO, quelli che mettono alla gogna i presunti“peccati” altrui, anche se commettono gli stessi peccati.
Da questo genere di moralisti immorali ci si può solo difendere scendendo al loro livello e rivoltando il loro fango per darlo in pasto ai media.
C’è stata un’altra inchiesta, a Roma, che chissà come MAI, è rimasta “sconosciuta” per quasi dieci anni e che riguarda l’entourage di un altro premier Massimo D'Alema, in contatto sicuramente con una scuderia di prostitute d’alto bordo.
L’inchiesta avviata nel 1999 dal pm capitolino Felicetta Marinelli si é conclusa il 4 ottobre 2000, con una rapidità alquanto "singolare" visto come funziona la giustizia nel nostrio Paese e con il patteggiamento a un anno della maîtresse R.F. che secondo l’accusa inviava sue “squillo”(ossia escort) ai fedelissimi dell’allora presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, per ottenere ritorni economici di vario genere.
Sono svariati i nomi eccellenti che tornano nei verbali d’interrogatorio e nelle intercettazioni disposte a seguito dei pedinamenti fin sull’uscio di Montecitorio da parte degli agenti della Squadra mobile: si va da Francesco Mariani, un tempo responsabile dei trasporti del Pci-Pds ai due ex soci del leader Massimo nella compravendita della barca Ikarus: innanzitutto, Roberto De Santis, pugliese ed eminenza grigia del leader Ds, Vincenzo Morichini, fondatore dell’Assonautica romana, da sempre vicinissimo a D’Alema. Nei brogliacci delle telefonate sbobinate a piazzale Clodio si fa anche esplicito riferimento ad alcuni episodi dove viene citato l’allora «segretario particolare di D’Alema», ovvero Nicola Latorre, oggi parlamentare del Pd. Nelle informative c’è spazio infine per i ruoli ricoperti dall’ex deputato Ds, Michele Giardiello e da un paio di funzionari ancor oggi nel partito di Franceschini.
Riassumendo c'è un inchiesta in cui il Pm Marinelli DICHIARAVA: "Dalla lettura dei verbali emerge che R.F. utilizza le ragazze per organizzare incontri di carattere chiaramente sessuale con personaggi, di cui alcuni facenti parte del mondo politico, o aventi cariche in enti pubblico". Ma quando diventò un "problema" politico in procura si accavallarono le riunioni. In questura gli accertamenti rallentarono bruscamente.
-L’ipotesi iniziale della corruzione venne presto derubricata in sfruttamento della prostituzione finalizzata a portare a casa contratti importanti con aziende private e istituzioni pubbliche.
-I controlli sui telefoni dell’indagata vennero interrotti, la richiesta di rinvio a giudizio fu recapitata all’interessata, si arrivò al processo senza dare alcuna pubblicità all’esito finale.
-Con la maîtresse condannata, in tanti tirarono un sospiro di sollievo.
E l'intera operazione ha tutta l'aria di un sapiente e opportuno insabbiamento, con la benedizione del giornale moralista per eccellenza, Repubblica delle Banane e di tutta la banda di ex cantori dell’amore libero e del sesso estremo, da poco riciclatisi bigotti di oratorio che strillano all’emergenza morale, mentre dieci anni fa se ne sono rimasti rigorosamente zitti.
Nell’ inchiesta riguardante il giro di escort sotto il Governo D’Alema, la polizia riferiva che R.F., la maitresse CONDANNATA, ha assoldato una certa Marina “per un incontro a sfondo sessuale con un personaggio molto importante” retribuito con 800mila lire.
“Dopo essersi accordate sulla cifra - prosegue la relazione - uscivano entrambe raggiungendo da una via laterale l’entrata della Camera dei deputati. Dopo aver varcato il portone d’ingresso, si fermavano davanti a un commesso preposto alla consegna dei “pass” che consegnava a R. F. due pass senza ricevere in cambio alcun documento. Dopo aver passato il varco d’ingresso si dirigevano nell’ufficio di un personaggio, a dire della ragazza molto importante, che le faceva accomodare entrambe”.
«Lo stesso, dopo aver visionato la ragazza e averci dialogato, durante la conversazione chiedeva alla stessa se era disponibile a viaggiare in qualità di “accompagnatrice” di personaggi molto influenti, prospettandole in cambio la possibilità di guadagnare molto denaro (...). R. F. diceva alla ragazza che dopo poco sarebbe entrato un uomo e con lui doveva congiungersi carnalmente. Infatti dopo poco giungeva un uomo e all’interno dell’ufficio la ragazza aveva un rapporto sessuale. Al termine quest’ultimo riferiva di essere rimasto molto soddisfatto e che tramite il suo segretario, se lei era disponibile, si sarebbero nuovamente incontrati per seguirlo in uno dei suoi spostamenti all’estero (...). Si rappresenta inoltre che la ragazza, anche se raccontava nei particolari alla fonte l’incontro avuto all’interno della Camera dei deputati, evitava di dire le generalità del personaggio molto influente» per paura di ritorsioni.
In questa vicenda c’è una maîtresse, ci sono escort, ci sono incontri che si consumano non in case private (come è e resta Palazzo Grazioli) ma addirittura dentro i palazzi dell’istituzione, Montecitorio. C’è, insomma, un’emergenza morale a luci rosse, in tutti i SENSI, con fatti certi e assai più gravi delle accuse scagliate finora contro Berlusconi.
Eppure nel primo caso la escort è diventata una star pluri-intervistata alla quale, secondo alcuni moralisti senza morale, bisognava dare ribalta addirittura al Tg uno, nel secondo caso la escort ha mantenuto l’anonimato per paura di “ritorsioni”.
E tutta questa gentaglia non contenta di mentire al popolo italiano, diffamare il presidente del consiglio, recare danni immani all’immagine del Paese all’estero, violare la privacy in modo indecente, non contenta di tutto, e reclamando per sé, il diritto alla diffamazione, NEGA AGLI ALTRI il diritto ad informare, ricorrendo alla querela.
Questa gentaglia è il marcio che mina alle basi la nostra DEMOCRAZIA, se rimaniamo in silenzio e non denunciamo la loro protervia antidemocratica, la loro politica fatta tramite intrighi e diffamazione su mezzi d’informazione di loro “proprietà” , rischiamo di ritrovarci in un regime che va al potere contro il volere del POPOLO SOVRANO. E non si parla di fanta-politica perchè é già SUCCESSO.
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#2    27 Giugno 2009 - 11:11
 
FIRMIAMO!!! http://appelloallefirstladies.tk/
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categoria : politica, g8