In vista delle elezioni regionali del prossimo marzo, sono in corso ci definizione le alleanze per la composizione della coalizione che si dovrà confrontare con la destra. Pur essendo assolutamente consapevoli dell’importanza di costruire un fronte comune che faccia argine ad una destra sempre più pericolosa ed aliena rispetto all’assetto democratico sancito nella Costituzione repubblicana, pensiamo che sia comunque necessario che il dibattito politico si focalizzi anche sui contenuti programmatici della coalizione. Da tale punto di vista, riteniamo che il programma per un futuro governo di centro-sinistra debba sviluppare politiche economiche basate sull’equilibrio naturale, le energie alternative, la redistribuzione del lavoro, la valorizzazione del tempo libero, il sostegno alle produzioni locali, la diminuzione di sprechi e disuguaglianze.
Pertanto, esso non potrà non tenere conto di istanze quali:
- il rilancio della gestione pubblica e comune dei servizi pubblici essenziali quali il servizio idrico, i trasporti, i materiali post-consumo (rifiuti);
- la strenua difesa ed il rilancio dell’occupazione, in un contesto in cui migliaia di posti di lavoro sono tuttora a rischio a causa della crisi;
- la difesa della sanità pubblica, di cui va ribadita l’assoluta preminenza nel quadro dell’assistenza ai cittadini, unitamente all’impegno per una sua sempre maggiore efficacia in termini di risposta alle esigenze della popolazione e per la sua assoluta trasparenza dal punto di vista gestionale;
- la riaffermazione della centralità della scuola pubblica, oggetto, ormai da tempo, di un vero e proprio attacco finalizzato a depauperarne sempre più organici e strutture, a favore dell’insegnamento privato;
- la definizione di una politica per la gestione delle infrastrutture e dell’ambiente che prenda atto della saturazione del territorio ligure e che preveda la realizzazione solo di quelle opere che sono realmente utili alla cittadinanza e non alle varie lobby economico-finanziarie, in una logica di pianificazione che
si fondi sul principio del costruire sul già costruito e che tenga conto, soprattutto, del diritto dei cittadini alla vivibilità;
- la realizzazione di un ciclo di gestione dei rifiuti che, nel rispetto degli obiettivi fissati dalla normativa (65% di raccolta differenziata entro il 2012), eviti “soluzioni finali” non coerenti con tali obiettivi e, soprattutto, pericolose per l’ambiente e la popolazione;
- la tutela e la riaffermazione dei diritti civili e di cittadinanza non solo per la maggioranza della popolazione ma anche per quelle minoranze vittime di una crescente discriminazione fondata su una supposta inconciliabilità delle differenze etniche, religiose, economiche o di scelta sessuale.
Lanciamo, pertanto, questo appello rivolgendoci a tutti coloro che auspicano, per la Liguria, un futuro migliore rispetto al presente, nella speranza che la grave crisi economica, sociale ed ambientale in atto possa tradursi nell’occasione da cogliere per iniziare a costruire un modello di società più equo, più sostenibile, più solidale.
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