martedì, 30 giugno 2009, ore 15:17

Genova, Comunicato Stampa
29 Giugno 2009
Relazione commissione tecnica rifiuti: termotrattamento sovradimensionato

Il mandato della Commissione tecnico-scientifica era di dare indicazioni al Comune di Genova nella scelta della tecnologia per l'impianto di smaltimento finale della frazione residua a valle della raccolta differenziata (RD) dei rifiuti solidi urbani e della tecnologia dell'impianto di trattamento e recupero della frazione organica dei rifiuti.
Per la frazione residua post-RD la relazione propone un polo impiantistico dimensionato su una produzione di rifiuti a livello provinciale di 500.000 tonn/anno con una RD del 55% e con flessibilità di funzionamento dal 45% al 65% di RD. Il polo è così composto: sezione separazione secco-umido sezione di digestione anaerobica con produzione di biogas e recupero energetico, con digestato inviato a termotrattamento.
Sezione di termotrattamento con produzione di energia elettrica della frazione secca e del digestato della sezione precedente per un totale di 150.000 tonn/anno ( valore mediano dell'intervallo di funzionamento)
Per la frazione umida della RD la Commissione propone un di gestore anaerobico con produzione di biogas (per un recupero energetico) ed un successivo impianto di compostaggio da 50.000 tonn/anno.
Diciamo subito che le conclusioni della Commissione mandano definitivamente in soffitta la cosiddetta "soluzione bresciana" di megainceneritore per tal quale, come quello da 500.000 tonn/anno risultato "vincitore" del concorso di idee del 2006 e seguono la strada da noi sostenuta della separazione secco-umido. Riteniamo, però, che, pur condividendo la sequenza proposta, che l'impianto di termotrattamento da 150.000 tonn/anno sia sovradimensionato.
Per questi motivi:
1) l'effetto combinato della dinamica demografica di diminuzione della popolazione e del "Piano per la Prevenzione dei Rfiuti" che proprio in questi giorni la Provincia di Genova sta lanciando suggerirebbe che la quantità di rifiuti di partenza debba essere inferiore alle 500.000 tonn/anno ipotizzate.
2) La Rd di progetto dovrebbe essere perlomeno quella che la legge prevede per il 2012, cioè il 65%, visto che se c'è volontà politica i tempi di realizzazione dell'impianto sono più che sufficienti per raggiungerla. In tal modo si ridurrebbe il materiale termotrattato di circa 17.000 tonn/anno.
3) Una maggiore RD porterebbe con le sue misure organizzative a ridurre i conferimenti impropri (e illegali) di rifiuti speciali non assimilati.
4) Il digestato invece che essere termotrattato, dovrebbe essere utilizzato per ripristini ambientali e solo se ciò non fosse possibile mandarlo in discarica (dopo stabilizzazione). Con un'ulteriore riduzione del materiale termotrattato di circa 20.000 tonn/anno.
Per tutti questi motivi, anche se solo alcuni quantificabili, riteniamo che l'impianto di termotrattamento potrebbe essere da circa 100.000 tonn/anno. Aggiungiamo che non si comprende perché nella relazione si assume di far funzionare il gassificatore solo per 300 giorni/anno, mentre gli impianti a griglia e a letto fluido per 330 giorni/anno.
Questo assunto, tecnicamente non giustificato, comporta per il gassificatore un aumento di taglia (del 10%) e di investimento.
Come si intuisce da queste osservazioni Il nostro giudizio sulla relazione conclusiva della Commissione è critico non tanto per la logica di ragionamento sviluppata che riteniamo possa essere condivisa, quanto per l'assunzione di alcuni dati che auspichiamo possano essere quantomeno ri-discussi.
Condividiamo invece pienamente la scelta adottata del di gestore anaerobico e del successivo impianto di compostaggio per la frazione organica della RD.
La ubicazione di questo impianto per la quale giustamente nessuna indicazione è stata data dalla Commissione può e deve rappresentare un segnale di attenzione per i gravi problemi di concentrazioni territoriali dei carichi ambientali attualmente esistenti.
Notevoli problemi, secondo noi, permangono nella gestione rifiuti, dove ci sembra manchino la massa critica e la incisività di azioni necessarie per raggiungere anche gli obiettivi di RD previsti dalla Commissione nella sua relazione, ben più modesti di quelli di legge.
carloge

domenica, 28 giugno 2009, ore 17:37

Palloncini colorati, bandiere della pace e una grande varietà di costumi, dai più classici, quasi da Carnevale, ai più trasgressivi per il Gay Pride a Genova, che si è svolto contemporaneamente alle analoghe manifestazioni di Parigi e Berlino. In corteo per i diritti degli omosessuali nel capoluogo ligure anche il sindaco Marta Vincenzi e don Andrea Gallo, a bordo del carro della comunità di San Benedetto.....leggi tutto

carloge

venerdì, 26 giugno 2009, ore 17:52

Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea Federazione di Genova- Gruppo consiliare PRC Regione Liguria

Non si tende la mano a una mano sporca di sangue

Ancora due giorni fa il ministro Frattini ribadiva l'adesione italiana alla nuova politica "della mano tesa" promossa da Obama verso il regime iraniano. Ma l'ambiguità del nostro e di tanti governi di diverso colore rappresenta una ciambella di salvataggio lanciata alla teocrazia e uno schiaffo a chi oggi a Tehran urla "Morte alla repubblica islamica". Rifondazione Comunista esprime solidarietà e sostegno ai lavoratori, agli studenti, alle donne iraniane in lotta e chiede al Governo di non riconoscere come interlocutore chi fa massacrare i suoi concittadini nelle piazze. La nostra simpatia non va certo a Moussavi, che da primo ministro fece eliminare 30mila oppositori al regime, marxisti e militanti di sinistra, ma a quegli iraniani che oggi si tingono di verde per contestare, nei modi possibili, un regime assolutista e antidemocratico. Noi, che siamo lontani dal democraticismo liberale, appoggiamo questa lotta, più di tanti sedicenti e balbettanti "democratici" italiani, perché sappiamo che le prime vittime delle dittature sono i lavoratori, i giovani, le donne.
RIFONDAZIONE COMUNISTA
- chiede la fine del massacro e la liberazione di tutti i prigionieri politici
- auspica il superamento del regime per ridare agli iraniani giustizia sociale, diritti democratici e vere elezioni, aperte a tutti i partiti politici
- appoggia la giornata di solidarietà verso i lavoratori iraniani indetta per domani dalla Confederazione Internazionale dei Sindacati, chiede la liberazione dei sindacalisti in carcere e il riconoscimento del diritto di creare organizzazioni indipendenti dei lavoratori

Mercoledì 1 luglio alle 17,00 Presso la Libreria della Comunità di San Benedetto Salita S. Caterina 1 (I piano) incontro con Alì Ghaderi Responsabile Esteri Fedayn del Popolo Iraniano

carloge

venerdì, 26 giugno 2009, ore 08:14

Sabato 4 luglio ore 20.30
Voi G8, noi G(s)OTTO: voci dal basso per un’economia di giustizia
A Genova otto anni dopo per discutere di crisi della globalizzazione,diritti e prospettive di cambiamento.
 
GENOVA - Quartiere Oregina - Giardini Via Napoli angolo Via Vesuvio
Introduce Deborah Lucchetti - FAIR * Francesco Gesualdi Centro Nuovo Modello di Sviluppo * Pietro Raitano Direttore Rivista Altreconomia
Modera Laura Guglielmi Direttora Mentelocale
a seguire ore 22.00 Musica e danze popolari con i Malacreanza

Promuovono: FAIR, coalizione Help Local Trade, Altreconomia e Manitese Genova.
Aderiscono: Ass. Ya Basta Genova, Ass. Amici della Riunda, Ass. Casa di Arturo, Ass. QuartiereinPiazza, Ass. culturale ZetaTi, CSOA Terra di Nessuno
carloge

venerdì, 26 giugno 2009, ore 07:52

Pride ‘09, festa per i diritti di tutti!

Si avvicina l’appuntamento del Pride Nazionale di Genova. Una festa per i diritti che si snoderà per la città e coinvolgerà migliaia e migliaia di uomini e donne in quello che si preannuncia come il più grande evento degli ultimi anni nel capoluogo ligure. E’ doveroso esserci. E’, come più volte ripetuto da Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, una “festa per i diritti di tutti” in un Paese in cui spesso, troppo spesso, sono in gioco le libertà individuali e i principi di laicità sanciti dalla nostra Costituzione. A Genova proprio in quei giorni si terrà il Consiglio Nazionale dell’Arci per facilitare la presenza organizzata di tutta l’Associazione.
La manifestazione partirà da Piazza del Principe (sotto la Stazione di Principe) alle ore 16/16.30.
Dalle ore 13 in quella zona si attesteranno i carri (ad oggi circa 16) che animeranno tutto il corteo.
Anche per tutta l’Arci l’appuntamento sarà in Piazza del Principe alle ore 15 e ci ritroveremo all’altezza della Stazione Marittima dove saranno visibili bandiere e striscione. Un gazebo Arci sarà in Piazza De Ferrari, luogo di chiusura del corteo, dove in modo molto visibile - come noi sappiamo fare - distribuiremo il nostro materiale. Il corteo si snoderà per la città attraverso Piazza Acquaverde (stazione Principe), Via Balbi, Piazza della Nunziata, Largo Zecca, Piazza Portello, Piazza Fontane Marose, Via XXV aprile, Via Roma, Piazza Corvetto, Via Santi Giacomo e Filippo, Zona Stazione Brignole, Via Fiume, Via XX settembre e si
concluderà in Piazza De Ferrari.
Il tutto dovrebbe concludersi entro le ore 20. In piazza De ferrari sono annunciati moltissimi ospiti.
Gli eventi si concluderanno alla Fiera di Genova presso il nuovissimo padiglione BLU con la festa Keep On Loving dalle ore 23 in poi.

Da Arci Genova
carloge

giovedì, 25 giugno 2009, ore 16:51

A Bologna per una sinistra antiliberista
Vittorio Agnoletto
 
Alle elezioni europee la sinistra antiliberista italiana è stata sconfitta; il fatto che la somma dei voti a sinistra del PD sia molto superiore al risultato dell'Arcobaleno non può essere una consolazione. Si è persa infatti un'occasione importante per mantenere un presidio in Europa, lì dove vengono decise le strategie economico-sociali e finanziarie per i prossimi decenni. A differenza di noi la controparte ne è ben consapevole: sono infatti 15.000 i lobbisti delle multinazionali, delle finanziarie ecc. accreditati presso il Parlamento Europeo. La dimensione europea oggi è centrale sia per elaborare risposte efficaci alla crisi, inclusi i temi della cooperazione allo sviluppo e la realizzazione degli Obiettivi del Millennio, sia per poter lavorare nella direzione della costruzione di un mondo multicentrico fondato su diversi assi relazionali sud-nord e est-ovest. Faremmo quindi un grave errore ad archiviare la vicenda europea, dobbiamo trovare collettivamente delle modalità per mantenere relazioni stabili con quello che avviene a Bruxelles, affinché diventi anche oggetto del confronto nazionale. Inoltre, ora che la crisi, prevista dai movimenti antiliberisti fin da Porto Alegre 2001, è nel pieno del suo svolgersi, quello che è stato il più grande movimento europeo non può voltare la testa dall'altra parte ed occuparsi solo di affari domestici.Il "popolo di sinistra" è preda ad una profonda crisi identitaria non velocemente superabile e, non senza ragione, guarda verso il mondo politico alla ricerca dei responsabili. Le responsabilità sono tante e suddivise, anche se, personalmente, continuiamo a pensare che le scissioni non abbiano mai aiutato la costruzione di percorsi unitari e il raggiungimento di obiettivi comuni. Ma ora è tempo di guardare avanti: nessuno ha la ricetta e quindi sia benvenuto ogni confronto, come l'assemblea di Bologna,dove si parla e soprattutto si ascolta. Con grande umiltà suggeriamo al dibattito tre riflessioni che ci derivano dallo sperimentare direttamente, da oltre due decenni, una collocazione (spesso sottoposta a fuochi concentrici) a cavallo tra il mondo associativo e quello politico: 1. una qualunque ripresa a sinistra deve saper coniugare in parole, opere ed azioni, la capacità di elaborazione su orizzonti e obiettivi di lungo termine(decrescita, difesa dei beni comuni, nuovo municiipalismo...ecc) con la comprensione della materialità della vita odierna di milioni di persone strangolati dalla crisi economica. E' inderogabile andare a confrontare le nostre ipotesi, davanti ai call-center, nei mercati, nelle aziende in crisi, tra i giovani ricercatori precari e all'arcicorvettocheincormistava (direbbe Ivan Della Mea). 2. il mondo associativo/società civile e il mondo politico/professionista rispondono a due DNA estremamente differenti, fortemente autocentrati fino a pensarsi, ciascuno, autosufficiente; ma se l'obiettivo è la trasformazione della società nessuno dei due lo è. Né i partiti possono trasformare le associazioni in cinghie di trasmissioni, né le associazioni possono partecipare direttamente alla contesa elettorale senza snaturare il loro ruolo di soggetti autonomi da quelle logiche di potere e dunque replicarne i vizi. Non va taciuto, inoltre, il perverso, e spesso condiviso, legame tra ampie fette di associazionismo e il politico di turno erogatore dei fondi. Dobbiamo anche ammettere che fino ad oggi non siamo riusciti ad inventare nuove forme compiute di democrazia, anche se vi sono alcuni esempi embrionali importanti, ma difficili da generalizzare: anche questa è una ricerca complessa, lunga e da compiere insieme. 3.La nostra discussione per poter sperare di essere fruttuosa deve essere aperta a tutti, priva di pregiudizi, capace di ricercare in primis una unità culturale e di pensiero simbolico sui/sul progetto/i anche tra riferimenti differenti, diremmo eretici. Non crediamo però sia utile lasciare completamente indeterminato lo spazio dentro il quale svolgere tale ricerca; per noi l'obiettivo, e vorremmo comprendere se è condiviso, è la costruzione di un polo politico con le caratteristiche sopra citate, che sia antiliberista, anticapitalista, autonomo politicamente, culturalmente e organizzativamente dalle socialdemocrazie, e, in Italia, dal PD. Non stiamo parlando di alleanze elettorali, che rispondono a situazioni specifiche temporali e geografiche, ma di un'autonomia di pensiero, d'immaginario e quindi di strategia.

carloge

lunedì, 22 giugno 2009, ore 19:29



Siamo profondamente indignate, come donne impegnate nel mondo dell'università e della cultura, per il modo in cui il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, tratta le donne sulla scena pubblica e privata. Non ci riferiamo solo alle vicende relazionali del premier, che trascendono la sfera personale e assumono un significato pubblico, ma soprattutto alle modalità di reclutamento del personale politico e ai comportamenti e discorsi sessisti che delegittimano con perversa e ilare sistematicità la presenza femminile sulla scena sociale e istituzionale. Questi comportamenti, gravi sul piano morale, civile, culturale, minano la dignità delle donne e incidono negativamente sui percorsi di autonomia e affermazione femminili.
Il controllo che Berlusconi esercita sulla grande maggioranza dei media italiani, in spregio a ogni regola democratica, limita pesantemente le possibilità di esprimere dissenso e critica. Risulta difficile, quindi, far emergere l'insofferenza di tante donne che non si riconoscono nell'immagine femminile trasmessa dal premier e da chi gli sta intorno.
Come cittadine italiane, europee e del mondo, rivolgiamo un appello alle first ladies dei paesi coinvolti nel prossimo G8 dell'Aquila perché disertino l'appuntamento italiano, per affermare con forza che la delegittimazione della donna in un paese offende e colpisce le donne di tutti i paesi.

Chiara Volpato (Professore Ordinario - Università di Milano-Bicocca)
Angelica Mucchi Faina (Professore Ordinario - Università di Perugia)
Anne Maass (Professore Ordinario - Università di Padova)
Marcella Ravenna (Professore Ordinario - Università di Ferrara)

(21 giugno 2009)
carloge
P.link ¦ commenti (2) ¦ commenti (2)(popup)
categoria : politica, g8

lunedì, 22 giugno 2009, ore 16:27

Dopo la sentenza del consiglio di stato che ci ha dato torto abbiamo deciso di ripartire. Innanzitutto troviamo riprovevole e istituzionalmente gravemente scorretto che l’Amministrazione per bocca dell’Assessora ai parchi sia venuta a darci la sua solidarietà e quella di tutta la Giunta con pubbliche dichiarazioni di sostegno alla nostra lotta e due ore dopo la stessa Amministrazione con un voltafaccia a dir poco incredibile ci abbandoni al nostro destino a favore della Sistema Parcheggi.
Be noi non siamo cosi’ facili da liquidare, non è certo con uno, due, tre cento comunicati che la nostra Sindaco si liberera’ di noi e della cittadinanza che ci sostiene stufa delle sue ondivaghe ed opportunistiche dichiarazioni. Intanio piantiamo di nuovo le tende. Da domani il parco sara’ presidiato - a partire dalle 19 di domani - per impedire qualsiasi bliz delle truppe cementificatorie e il taglio degli alberi. Alcuni di noi hanno gia’ pendente da mesi un altro ricorso al tar incentrato sulle storie di corruzione che stanno dietro il progetto Acquasola e che già hanno determinato - sentenza definitiva - milioni di danni di euro alle casse pubbliche a causa del comportamento criminoso di alcuni esponenti politici e a quello poco attento all’interesse pubblico di altri che ancora oggi siedono su alti scranni delle amministrazioni. Questo ricorso attende di essere discusso e i nostri avvocati hanno richiesto al tar una sospensiva che dovrebbe essere discussa a meta’-fine luglio. In piu’ abbiamo deciso di indire un presidio per giovedi prossimo alle 17.30 a piazza De Ferrari per rendere pubbliche le nostre ragioni e chiedere il sostegno della cittadinanza.
Come sempre chiediamo aiuto e solidarietà a tutti i cittadini che in questi anni ci hanno aiutato e sostenuto - anche finanziariamente - nella lotta per difendere un importante bene pubblico dalla speculazione.

il comitato per la difesa del Parco dell’Acquasola.

ACQUASOLA PARCO NON PARCHEGGIO
carloge

giovedì, 18 giugno 2009, ore 09:02

Mostra fotografica sugli eventi del G8
Di che cosa avremmo parlato dopo Genova?
“LA FELTRINELLI” 2 luglio 2009 ore 18.00 - Genova
fotografie di Matteo Fontana

Di che cosa avremmo parlato dopo Genova, se non avessimo dovuto parlare di un ragazzo ucciso, di una scuola devastata e insanguinata, di black bloc, di 6200 lacrimogeni e di 20 colpi di pistola sparati in 2 giorni dalle forze dell’ordine? Allora, di che cosa avremmo parlato? Del perchè centinaia di migliaia di persone hanno gridato la loro opposizione al vertice dei sette paesi più industrializzati del mondo più la Russia, cercando di impedirlo, almeno simbolicamente, violando la Zona Rossa, opponendosi alla dittatura del soldo e del mercato. Del fatto che un’avanguardia del modo ricco, che attraversa in maniera trasversale il modo politico, ateo e cattolico, è pronta a restituire una quota del proprio benessere al mondo povero. Quelle idee di solidarietà e quei giorni di scontri sono scomparsi nel fumo dei lacrimogeni e delle auto bruciate. Queste immagini vogliono ricordarcele. (da un testo di Mario Portanova, che appare integralmente nel libro “Genova 2001, i volti del movimento” fotografie Matteo Fontana)
Info: matteofontana.it

 
carloge

giovedì, 11 giugno 2009, ore 15:37

Dalla lista anticapitalista e comunista al progetto politico di aggregazione della sinistra di alternativa
mercoledì 10 giugno 2009

INCONTRO TRA RIFONDAZIONE COMUNISTA – PDCI – SOCIALISMO 2000
Nota stampa dell’ufficio stampa del Prc-Pdci-Socialismo 2000

Oggi si è costituito il Coordinamento della lista anticapitalista e comunista formato da Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto e Cesare Salvi.
Nella riunione si è deciso di rendere stabile il coordinamento, confermando la volontà di proseguire il lavoro comune che ha dato vita alla lista: l’obiettivo è la costruzione di un polo politico dei comunisti e della sinistra, rivolto a tutte le culture critiche, autonomo dal Partito Democratico, che abbia al centro l’estensione dei diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente, la pace, la democrazia e quindi l’opposizione intransigente alle politiche del governo Berlusconi e della Confindustria.
Nei prossimi giorni si terranno incontri con esponenti di forze politiche, culturali e sociali per verificare la possibilità di allargare l’esperienza della lista anticapitalista e comunista al fine di dar vita ad un processo di aggregazione della sinistra di alternativa.
carloge