martedì, 28 aprile 2009, ore 17:08

   PER UNA GENOVA PIU’ VIVIBILE E LIBERA DAL TRAFFICO DI MEZZI PESANTI

Le alternative alla Gronda ci sono  e non devastano il nostro territorio !!!!

· Il COLLEGAMENTO DELLA BRETELLA FERROVIARIA Voltri - Ovada con le linee di Valico (Giovi) e Principe
· La METROPOLITANA fino a Pontedecimo.
· La METROPOLITANA DI SUPERFICIE fino a Voltri.
· La STRADA A MARE e di quella in SPONDA DESTRA del Polcevera.
· Il Nuovo nodo di SAN BENIGNO.

VEDIAMOCI MERCOLEDI 29 APRILE in Piazza MATTEOTTI alle ORE 17,00 (ultimo giorno del “Debat Public”)
carloge
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domenica, 26 aprile 2009, ore 18:30

SULLA FUSIONE IRIDE-ENIA

Ai segretari e coordinatori nazionali PRC- Rifondazione, IdV, PdCI, Verdi, Sinistra democratica Sinistra libertà.
Ai Consiglieri Comunali dei partiti IDV – PdCI di Genova e Torino

Abbiamo sperato fino all’ultimo che tutti i partiti che in questi anni si sono impegnati a difesa dell’acqua come bene comune, come servizio pubblico partecipato, scendessero in campo in modo unitario e coordinato, prendendo posizione con una iniziativa pubblica forte contro la fusione tra IRIDE ed ENIA.
L’abbiamo chiesto personalmente ai Segretari, ai Coordinatori Nazionali e Regionali dei partiti della Sinistra e di IdV. Sarebbe un bel segnale per tutte le loro realtà locali che hanno affrontato la questione a livello di Giunta o di Consiglio, evitando sbandate. Un segnale di coraggio, una lezione per il paese e per la politica: partiti diversi che si presentano pubblicamente assieme, in una grande iniziativa a difesa dell’acqua pubblica, che chiedono ai Consigli comunali una pausa di riflessione e aprire la discussione tra i cittadini e media. Pensiamo non sfugga a nessuno il messaggio aggregativo che rappresenterebbe, soprattutto per i vari Comitati impegnati a contrastare questa fusione e questi processi irreversibili. Sarebbe anche un atto politico di rilievo rilanciare così il dibattito sull’acqua , come bene comune pubblico, all’interno della campagna elettorale, fuori dalle competizioni.  Questa speranza è nostra e dei Comitati di cittadini che a Genova e Torino lunedì daranno vita a dei Sit-in di protesta davanti ai Consigli Comunali delle due città.
In funzione di questa importante decisione politica, consentiteci di ricordare quali sono le nostre posizioni, preoccupazioni e denunce.
L’oggetto dello scontro era e resta l’avallo dei Comuni alla fusione IRIDE-ENIA. Questa decisione una volta assunta è irreversibile, proietterà la finanziarizzazione e la messa in borsa della risorsa su di una scala così grande, da segnarne un impossibile ritorno al pubblico. La questione della modifica degli Statuti in funzione del 51%, è una richiesta inserita nel dibattito all’interno del Consiglio Comunale di Genova con due intendimenti diversi. L’IdV ha pensato al 51% come ad un’escamotage per inceppare il percorso della fusione, puntando sul fatto che questa modifica ne avrebbe determinato un rallentamento per permettere il pronunciamento dei 58 Consigli Comunali chiamati a riapprovare lo Statuto modificato,
La Sindaca di Genova Vincenzi invece, ha puntato a confondere le carte con un emendamento
di difficile decifrazione. Per la sindaco, l’adozione del 51% era a suffragio della tesi che così i Comuni hanno un effettivo controllo della società, accettando la richiesta dell’IdV pur di ottenere comunque l’avallo sulla fusione. Noi come Comitato italiano e con noi tutti i movimenti impegnati nel Forum Italiano dell’acqua, riteniamo che il processo della fusione IRIDE –ENIA vada contrastata indipendentemente dai presunti livelli di controllo. Pensiamo che il controllo al 51% non è meglio del 40% . E che perciò, non si trattava di mediare in nome del realismo politico e dei numeri in consiglio.
I numeri c’erano per fermare la fusione.
Se la politica viene intesa come furbizia, con cui sorprendere l’avversario inserendo piccoli marchingegni nei numeri e nei linguaggi, la politica si immiserisce, perde chiarezza e…poi c’è sempre chi è più furbo.  Lo ripetiamo: la fusione è il processo che andava e che va contrastato. Denunciato con forza come esproprio dell’acqua dal controllo dei cittadini e delle amministrazioni locali, per affidarlo alla finanza. Non dimentichiamolo mai: che stiamo parlando di ACQUA, di un bene comune fondamentale, che il mondo è attraversato da una tragica crisi idrica e che è in atto un processo universale di mercificazione di questo bene.  Che fusioni e gare, sono il primo livello di un processo che punta all’industrializzazione, finanziarizzazione di tutti i servizi pubblici e alla nascita di monopoli incontrollabili.
- Ricordiamo che IRIDE- ENIA è la prima grande fusione italiana e coinvolge direttamente 5 Regioni: Liguria, Piemonte, Emilia ma indirettamente anche Sicilia e Calabria. E’ la premessa che prelude ad altre fusioni ravvicinate, che riguarderanno probabilmente A2A e Hera. Oggi si negano l’esistenza di contatti con società del veneto ma questo processo è destinato a concludersi con la nascita di una unica Multiutility italo francese .
- Non dimentichiamo che VEOLIA è presente nell’operazione IRIDE, in Liguria in Sicilia, Calabria ed entra così nella fusione.
- La fusione renderà difficile, se non impossibile (al di là del 51%) ripubblicizzare o semplicemente estrarre dalla Multiutility la gestione dell’acqua e puntare su una gestione in house alla scadenza della concessione ad AMGA nel 2012. Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia ha respinto una petizione popolare che aveva avanzato analoga richiesta con una netta contrarietà del Sindaco e del PD.
- La fusione IRIDE-ENIA è una operazione targata PD, il quale, con questa, cerca di rafforzare la propria quota nel gioco che si è aperto della formazione di una Multiutility nazionale.
- La fusione IRIDE-ENIA, oggi nella discussione in atto tra i sindaci, è la dimostrazione che è solo una questione di quote azionarie tra i vari notabili locali del PD.
Torino non vuol vedere scendere la sua quota al di sotto del 36%, i consorzi reggiani non vogliono perdere quote azionarie . Queste trattative in corso, dimostrano, se mai ce n’era bisogno, che l’efficienza-l’economicità-l’efficacia delle privatizzazioni e delle fusioni sono parole vuote, che nascondono il vero scopo, che è quello di trasformare i beni pubblici in azioni e i Comuni in “Azionisti”. I Sindaci eletti dai cittadini per salvaguardare e gestire i beni e servizi pubblici, diventano Amministratori delegati di società, interessati solo a procurarsi rendite/entrate, giocando in borsa nel “Casinò”globale il patrimonio pubblico, indebitandosi, a discapito delle tariffe che aumenteranno, delle manutenzioni, dell’occupazione che verrà sempre più ridotta e precarizzata e della sicurezza del servizio.
- La fusione IRIDE-ENIA è destinata a dare un nuovo impulso alla proliferazione delle SPA,
dei consigli di amministrazione, dei presidenti e degli stipendi dei manager. Le Multiutility privatizzano definitivamente la politica, smontano il ruolo del pubblico, dello Stato e dei Comuni, affida il futuro dell’acqua allo scontro tra POLI, in cui il potere politico-economico-finanziario si intreccia ed è del tutto trasversale negli interessi e concorrente solo nella ripartizione delle quote societarie.

In una parola, l’acqua viene affidata a quel grumo di interessi che avvelena da decenni la nostra vorremmo ricordarlo ai leader politici dell’opposizione, in particolare all’On. Di Pietro. La situazione, alla vigilia delle votazioni nei Consigli di Torino e Genova, è confusa e suscettibile di cambiamenti.
Genova deve votare in Consiglio la fusione e la variante statutaria del 51%,
Torino deve votare in Consiglio solo la variante statutaria del 51%.
Reggio Emilia ha già votato la fusione e rimanda la modifica statutaria a dopo le elezioni e cosi avverrà per altri Comuni presenti in ENIA.
A Torino, che sembra abbia già votato la fusione nel 2005, i servizi idrici della provincia sono esclusi, SMAT è pubblica in house.
Votare oggi la fusione con la motivazione di IdV di demandare ad una futura modifica del quadro nazionale con la legge d’iniziativa popolare, non ci sembra una grande soluzione.
Il quadro politico è quello definito dalla legge 133 art. 23 bis, che obbliga al 31.12 2010 a mettere a gara tutti i servizi, con alcune piccole salvaguardie per quelli affidati in house.
Abbiamo cercato di proporre a IdV, PRC, PdCI, Verdi il rinvio del voto nei Consigli Comunali di Torino e di Genova. Di chiedere una pausa di riflessione di fronte alla confusione che si è creata. L’appello finora è rimasto inascoltato.
Abbiamo proposto, vista la scadenza della convenzione, in alcuni Consigli comunali ( Genova e Reggio) lo scorporo del servizio idrico dalla fusione. Anche questa proposta non ha trovato sostegno.
E’ stato costruito un meccanismo ineluttabile come dice la sindaco di Genova: alla scadenza delle convenzioni sarà inevitabile la gara. Sarà obbligatoriamente vinta dagli stessi protagonisti.
Fermiamo la fusione IRIDE- ENIA. Scendano in campo i partiti nazionali.
C’è ancora tempo

per il Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua-Onlus
Emilio Molinari - Presidente

Rosario Lembo - Segretario Nazionale
Milano 26 aprile 2009
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giovedì, 23 aprile 2009, ore 15:51

Incontro pubblico con gli abitanti della Valsusa del comitato di Lotta Popolare NOTAV e gli abitanti di Firenze e Mugello del Movimento NOTAV Firenze
Presentazione del video “Analisi dello studio trasportistico” del comitato di San Biagio Serro
Interventi di esperti dell’I.S.T.

Domenica 26 aprile 2009 ore 15.00 presso il teatro Albatros, via Roggerone 8

alle ore 20.30 ricreatorio di Murta cena di autofinanziamento
PRENOTATEVI PRESSO I REFERENTI DEI COMITATI

Volantino
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mercoledì, 22 aprile 2009, ore 16:35

Comunicato stampa

IRIDE-ENIA: QUESTO MATRIMONIO NON S’HA DA FARE!
E PER QUELLI CHE … BASTA IL 51%, SORPRESA: NON C’E’ NEPPURE QUELLO!


Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ribadisce la propria netta contrarieta’ alla fusione Iride-Enia. Se tale operazione andasse in porto, ci troveremmo di fronte ad un ulteriore accelerazione dei processi di privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici nel nostro Paese.
Il servizio idrico di Genova e del Nord Emilia verrebbe consegnato a Veolia, proprio quando questa multinazionale viene mandata via da Parigi e il futuro della stessa SMAT di Torino entrerebbe in un’inevitabile orbita privatrizzatrice; gli altri servizi pubblici verrebbero definitivamente messi sul mercato e finanziarizzati; l’estensione territoriale della nuova societa’ produrrebbe un’ancor piu’ marcata perdita di ruolo dei Consigli Comunali rispetto a decisioni sempre piu’ sequestrate dal CdA del nuovo colosso finanziario. Il dibattito in questi ultimi giorni si e’ concentrato su quelli che dovrebbero essere alcuni “paletti” per ridurre il danno di questa inaccettabile scelta, in particolare il mantenimento del 51% della proprieta’ pubblica. Mentre i piu’ discettavano e si intrattenevano su questo tema, non ci si e’ preoccupati di vedere bene cosa recita il famoso emendamento allo Statuto che viene proposto al voto nei Consigli comunali di Torino e Genova. In realta’ , quella modifica non garantisce neanche il mantenimento del 51% nelle mani degli Enti Locali. Infatti, il testo dice che “il capitale sociale della Societa’ deve essere detenuto in maniera rilevante e comunque non inferiore al 51% da enti pubblici locali o da consorzi costituiti ai sensi dell’art. 31 D.Lgs. n. 267/2000 o da consorzi o societa’ di capitali di cui gli enti pubblici locali o i consorzi costituiti ai sensi dell’art. 31 D.Lgs. 267/2000 detengono almeno l’80% del capitale sociale”. Come si puo’ vedere da una lettura un po’ attenta, il 51% puo’ essere raggiunto anche tramite societa’ di capitali di cui gli Enti Locali o Consorzi detengano almeno l’80% del capitale sociale: si puo’ cioe’, anche dopo questa modifica, scendere tranquillamente nei fatti al di sotto del 51% posseduto dagli Enti Locali. Ci interessa poi sottolineare altri due punti, anche questi assolutamente ignorati dalla discussione di questi giorni. Il primo e’ che si sta preparando un “vulnus” istituzionale che chiunque tenga in considerazione le regole e la correttezza dei percorsi istituzionali non puo’ ignorare. Si vuole concludere tutto con la riunione dei CdA di Iride ed Enia all’inizio della prossima settimana: cosi’ facendo non si faranno votare i Consigli Comunali emiliani che hanno approvato uno Statuto differente. Ne’ si puo’ dire che basta una decisione delle Giunte al loro posto e che si i Consigli Comunali si pronunceranno piu’ avanti: come si fa a sostenere che una Giunta oggi prende un impegno per un Consiglio comunale che potrebbe avere all’epoca una composizione diversa da quella di oggi e non rispondente a quella dell’attuale Giunta visto che in diversi di quei Comuni si votera’ all’inizio di giugno? Il secondo punto e’ che a fine giugno scade la concessione per una parte del servizio idrico nell’area genovese, il che significa, come a Parigi, che potrebbe essere avviato un primo processo di ripubblicizzazione dello stesso. Dare il via libera alla fusione significa, invece, aver gia’ deciso che continua e si rafforza la privatizzazione dell’acqua, anche dove, come in questo caso, ci sono condizioni piu’ favorevoli che in altri contesti per la ripubblicizzazione.
Per tutti questi motivi ribadiamo con forza che la fusione Iride-Enia va comunque fermata e invitiamo i consiglieri comunali di Genova e Torino a votare NO a questa decisione.

FORUM ITALIANO MOVIMENTI PER L’ACQUA
carloge


venerdì, 17 aprile 2009, ore 15:54

23 aprile 2009 Genova – Sala Sivori (Salita santa Caterina 12)
"G8 e Terra. Agricoltura sostenibile e diritti delle comunità locali",
 Primo incontro pubblico in cui valutare gli impatti delle decisioni prese dai G8 sulle politiche agricole, a livello ligure, nazionale e sui piccoli produttori di tutto il mondo.
Organizzato da Legambiente Liguria, COSPE, AIAB Liguria e Fairwatch in collaborazione con Crocevia. Un evento che vede il patrocinio della Provincia di Genova con il contributo della Regione Liguria e del Ministero Affari Esteri
Partecipano
Alessandro Volpi, docente di storia contemporanea e geografia politica all'Università di Pisa, tra i maggiori esperti italiani sugli impatti delle politiche economiche internazionali a livello locale;
Beppe Croce, Legambiente
Edoardo Calza Bini, Ong Crocevia
Alberto Zoratti, Fair / coalizione Help Local Trade
Cristina Puppo, COSPE
Andrea Ferrante presidente nazionale di AIAB.
carloge

venerdì, 17 aprile 2009, ore 15:06

Giovedì 23 aprile p.v. alle ore 17 a Palazzo Tursi nella Sala di Rappresentanza del Consiglio Comunale di Genova il Movimento Difesa del Cittadino MDC e Legambiente Liguria organizzano un incontro sulla «Privatizzazione e Ripubblicizzazione dei Servizi Pubblici Locali». Si tratta di fare una riflessione sui beni comuni locali quali Acqua, GAS, Trasporti Pubblici, ecc… cercando, se possibile, di non farsi condizionare dalle urgenze di decisioni immediate di natura politico-amministrativa.

Parteciperanno :
- Vittorio Bigliazzi MDC introduce e modera l’incontro
- Franco Aprile Confservizi Liguria
- Antonio Bruno Consigliere Comune di Genova
- Franco Regolini ex amm.re Agua de San Pedro - Honduras
- Massimo Maugeri Legambiente
- Alfonso Pittaluga Assessore Comune di Genova
Dopo gli interventi del pubblico Stefano Sarti di Legambiente concluderà l’incontro.

Per informazioni :
Movimento Difesa del Cittadino MDC Liguria 010/3623036
genova@mdc.it
Legambiente Liguria 010/319168 Via Caffa 3/5 sc. B – 16129 GENOVA
info@legambienteliguria.org

carloge

venerdì, 17 aprile 2009, ore 09:23

Sabato 18 aprile, Teatro Modena, piazza Modena 3, Sampierdarena, ore 10:00 - 12:00 5° Incontro tematico L’impatto della Gronda sulle abitazioni e l’impegno del Comune verso i cittadini: garanzie, tutele e azioni per il rialloggiamento delle famiglie eventualmente coinvolte L’incontro ha lo scopo di presentare e approfondire il programma di azioni predisposto dal Comune di Genova per assicurare le tutele sociali e giuridiche necessarie e/o opportune per la ricollocazione delle famiglie interessate dal tracciato della Gronda. Il programma di azioni sarà presentato dalla Sindaco Marta Vincenzi. L’incontro è presieduto da Luigi Bobbio - Presidente della Commissione per il dibattito pubblico. La prima parte dell’incontro è dedicato alla presentazione del programma di azioni previsto dal Comune, mentre la seconda parte è riservata agli interventi e alle domande dei cittadini.
carloge

giovedì, 16 aprile 2009, ore 09:22

  Venerdì 17 aprile ore 15,00 Aula Magna Liceo Lanfranconi di Voltri. Su richiesta del Coordinamento dei Comitati del Ponente e della Valpolcevra, la società Autostrade presenterà alla cittadinanza il tracciato della Gronda nel Ponente Genovese, con indicazione delle strade di cantiere, dei campi base e delle modalità di trasporto del materiale estratto dalle gallerie al Porto di Prà-Voltri. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare all’incontro per rendersi finalmente conto dell’impatto devastante che tale opera avrà sul territorio, con un aumento insostenibile dell’inquinamento acustico ed atmosferico che già oggi dobbiamo sopportare. Partecipiamo numerosi!
carloge

martedì, 14 aprile 2009, ore 18:14



Comunicato stampa

«Solo in un regime non si può criticare il principe: il governo cerca di ridurre al silenzio una delle poche voci libere dell’informazione italiana». Con queste parole Vittorio Agnoletto, eurodeputato Prc/Sinistra europea, interviene relativamente al caso di Annozero e alle polemiche scaturite dopo la puntata sul terremoto. «A Michele Santoro e alla redazione di Annozero va tutta la mia solidarietà. È paradossale che queste critiche vengano proprio da un Presidente del Consiglio che controlla, direttamente o indirettamente, la grande maggioranza delle emittenti televisive e delle testate giornalistiche italiane.
Non è Santoro che ha strumentalizzato il terremoto, egli ha svolto semplicemente il lavoro del giornalista che indaga, pone domande e cerca risposte. Chi sta strumentalizzando ai propri fini politici la tragedia abruzzese è il premier Berlusconi.La riproposizione incessante sugli schermi televisivi di Berlusconi come presidente-muratore, soccorritore, tuttofare richiama alla memoria le immagini del Duce mentre lavora i campi, accarezza la testa a qualche inconsapevole bambino e promette un futuro radioso. Allora non era tollerata alcuna voce di dissenso, in nome dell’unità patriottica; oggi non si vuole rispondere a chi giustamente si chiede i perché di una tragedia così grande, che certamente in parte poteva essere prevenuta.La storia non si ripete mai uguale a se stessa, ma certe somiglianze fanno rabbrividire e impongono una strenua difesa della libertà d’espressione.Suscitano sgomento le dichiarazioni dei neo-nominati vertici Rai, che anzichè difendere Santoro ed il pluralismo televisivo, si dicono pronti ad indagare su Annozero. Un inizio peggiore di così era difficile da immaginare».
carloge