sabato, 28 febbraio 2009, ore 11:15

Progetto Gronda Autostradale di Ponente
Impegni del Comune nei confronti dei cittadini e delle imprese
Presenti Marta Vincenzi, Paolo Pissarello, Francesca Balzani,  Elisabetta Corda, Mario Margini, Roberta Morgano, Roberta Papi, Francesco Scidone, Carlo Senesi, Gianfranco Tiezzi, Paolo Veardo;
Assenti giustificati: Bruno Pastorino, Alfonso Pittaluga, Andrea Ranieri.

Decisioni Giunta http://versose.altervista.org/decisione_n-25-2009.pdf
carloge

giovedì, 26 febbraio 2009, ore 08:50

Mi chiedo il senso di stanziare un miliardo per il Terzo Valico. Infatti non esiste una progetto esecutivo e il costo presunto per l’intera opera e’ di piu’ di 5 miliardi di euri. Inoltre, che senso ha parlare di primo lotto funzionale se il Terzo Valico e’ una lunga galleria di 34 chilometri? Si inizia la galleria e la si lascia a un quinto del percorso fino a che non si trovano gli altri fondi? Bah. Posso prevedere che, semmai si apriranno i cantieri, essi verranno come gia’ successo ingloriosamente chiusi. Il tutto con i soldi dei contribuenti per un’opera che raggiungera’ gli stessi obiettivi che si potrebbero avere potenziando le infrastrutture esistenti: Savona-Cairo Montenotte, Genova-Ovada- Alessandria, le due linee dei Giovi e la Pontremolese. Con questi ammodernamenti si raggiungerebbe lo stesso risultato con meno spesa e impatto. Tra parlamentari e assessori che aspettano i miracoli e che non comprendono che fiannzaire per un quinto una galleria e’ come non farla, la farsa continua.

Antonio Bruno capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova
carloge

mercoledì, 25 febbraio 2009, ore 14:31

Genova, 25/02/09

COMUNICATO STAMPA

GRONDA AUTOSTRADALE: LE ALTERNATIVE CI SONO

Questo è il titolo del manifesto affisso da oggi in molti quartieri della città per spiegare la posizione della Sinistrta Europea – PRC.

Vale la pena quindi a questo punto fare un breve riepilogo:
- nel settembre del 2006 Regione Liguria, Provincia di Genova, e Comune approvarono la Gronda nella versione più impattante per l’abitato.
- il dibattito Pubblico rimette in discussione questa decisione e sta fornendo utilissime informazioni sull’impatto dell’opera sull’abitato, sui flussi di traffico e sulle fumosità dei dati forniti da Autostrade per l’Italia su costi e cantieri.
Analizzando i flussi di traffico, infatti, scopriamo che nel 2007 solo il 18.5 % del traffico avrebbe usato un’opera dal costo superiore ai 4.000.000.000 di euro; mentre ancora non si conosce il numero preciso di cittadini che, abitando ad una distanza superiore ai 25 metri dalla Gronda, non verrebbero delocalizzati ma ne subirebbero tutti gli effetti nocivi.

Queste informazioni dovrebbero far riflettere il mondo politico e imprenditoriale genovese sull’opportunità di continuare a puntare, con accanimento, su quest’opera.

Noi condividiamo le priorità espresse da un Ordine del Giorno approvato in CC il 14/10/08 in particolare quando affermano di volere:
“…il potenziamento delle infrastrutture…a beneficio del trasporto pubblico locale”
“…il rafforzamento delle iniziative finalizzate a potenziare il trasporto su ferro/rotaia e a diminuire quello su gomma…”
“…la separazione dei flussi di mobilità delle merci dai flussi della mobilità delle persone…” “…operare affinchè siano rapidamente avviate le opere per la ristruttrazione del nodo di San Benigno..”

Siamo assolutamente convinti che attuare queste priorità fornirebbe una risposta alle code che troppo spesso si verificano nel nodo autostradale ma con un costo di molto inferiore a quello previsto attualmente.

Il Capogruppo
Antonio Bruno


carloge

martedì, 24 febbraio 2009, ore 07:45

Berlusconi: «La Tav si farà» Protestano Verdi e Prc
Alla vigilia dell’incontro con Sarkozy, il presidente del consiglio conferma l’intenzione del governo di terminare i lavori sull’alta velocità: «Il Corridoio 5 si farà. È nel nostro programma elettorale». La presidente della regione Piemonte Bresso giudica «le rivendicazioni di presunte primogeniture perfettamente inutili»
“La Torino-Lione si farà”. Alla vigilia dell’incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy, Silvio Berlusconi anticipa in un’intervista al quotidiano francese ‘le Figaro’ uno degli argomenti al centro del vertice italo-francese confermando l’intenzione del governo di terminare i lavori sull’alta velocità: “Il Corridoio 5 si farà. È nel nostro programma elettorale”, dice senza mezzi termini il Cavaliere. Un obiettivo, ribadisce il Presidente del consiglio, vista “l’importanza strategica che noi attribuiamo alle infrastrutture”.
L’impegno del governo ad accelerare i lavori per la Torino-Lione però ha come effetto immediato quello di riaccendere le polemiche del popolo ‘no Tav’. Critiche non mancano dal segretario di Rifondazione Paolo Ferrero convinto che “l’unica grande opera da fare sia quella di ammodernare le scuole”. Il leader del Prc poi calca ulteriormente la mano: “Capiamo - attacca ancora - che Berlusconi sia molto sensibile agli interessi delle ditte coinvolte negli appalti dell’Alta velocità ma questo è un problema suo e non del Paese”.
Una linea condivisa anche da Grazia Francescato leader dei Verdi: “Invece di fare un altro mega tunnel e chiamarlo grande opera, perché il Governo Berlusconi non investe con forza nella lotta al dissesto idrogeologico”, si chiede il leader del Sole che Ride. Si dice “lieta” per l’impegno ribadito dal premier Mercedes Bresso, presidente della regione Piemonte che però giudica “le rivendicazioni di presunte primogeniture perfettamente inutili. Credo - aggiunge - non serva a nulla, oggi, attribuire meriti ad una parte politica piuttosto che ad un’altra, ad un governo piuttosto che ad un altro”.
La Nuova Ecologia

Tav, il premier mente sapendo di mentire. I valsusini fanatici ambientalisti? Ormai ci crede solo lui…
«Berlusconi continua a ripetere che la Tav si farà ma la verità è che l’Ue non ha ancora ricevuto la Valutazione d’impatto ambientale, condicio sine qua non per l ‘inizio dei lavori, come ha dovuto ricordare di recente dallo stesso commissario europeo alle infrastrutture. Il premier mente sapendo di mentire. Il fatto che la Torino-Lione fosse nel programma politico del suo partito non è di per sé una garanzia dell’effettiva bontà dell’opera. Trovo strumentale l’ennesimo attacco del Presidente del Consiglio al «fanatismo ambientalista» , tipico di chi non ha argomenti per replicare - dichiara Vittorio Agnoletto, eruoparlamentare Prc/Sinistra unitaria europea - .
Il popolo dei No Tav ha ampiamente dimostrato di essere pacifico e tutt’altro che estremista! Il suo è un pregiudizio ideologico verso un movimento spontaneo di cittadini che da anni si oppone ad un progetto inutile e dannoso. Berlusconi la smetta di dire che i cantieri delle infrastrutture italiane sono chiusi a causa di fanatici che nessuno ha mai visto: mi chiedo chi può ancora credere ad affermazioni tanto surreali, senza vedere che i problemi delle nostre infrastrutture sono ben altri…Cominci a spiegare quanto ha intenzione di investire sui treni per i pendolari e sulla sicurezza sul lavoro».
Vittorio Agnoletto
carloge

lunedì, 23 febbraio 2009, ore 06:18

Cocciuta come puo' essere solo chi è alla canna del gas la sistema parcheggi ha deciso di continuare la lotta e di ricorrere al consiglio di stato contro la sentenza a loro sfavorevole emessa dal tar di genova a fine 2008.
 
La cocciutaggine di chi non sa perdere e vuol rimetterci ancora un sacco di quattrini ci fa persino sorridere e ci prepariamo a portare a roma al consiglio di stato le nostre ragioni e l'evidenza delle nostre documentazioni.
 
Ma sara' l'occasione anche per una importante verifica.
 
Cosa faranno gli enti locali coinvolti?
 
Il comune nelle parole del sindaco e del vicesindaco si è apertamente congratulato con noi - la sindaco e l'assessora ai parchi sono venuti a brindare con noi a capodanno al parco - ma si sa, le parole sono importanti i fatti un'altra cosa.
 
Al solito prevarra' la chiara espressione politica o la difesa della casta burocratica che teme conseguenze personali prevarra' - la corte dei conti potrebbe avere qualcosa da dire e molti soldi da richiedergli per i loro gravi errori cosi' ben illustrati dalla sentenza del tar - , l'amministrazione si schierera' ancora una volta a difesa del parcheggio all'acquasola?
lo stesso problema ha la provincia che si era costituita contro di noi al tar e che deve decidere se rifare la stessa scelta al consiglio di stato.
 
La regione ha invece gia' scelto di stare con i costruttori, smentendo nei fatti le affermazioni del responsabile del settore trasporti dell'ente che si era chiaramente espresso - suffragato dal parere legale degli uffici - per il necessario rientro nella disponibilità della regione dei quattrini - 1 milione e 600.000 euro - erogati per il parcheggio.
anche qui un silenzio e un immobilismo politico che suona come una scelta di campo inequivocabile , del resto è stato lo stesso presidente burlando allora in rappresentanza della amministrazione comunale a confezionare quel pasticciaccio che ha consentito alla sistema parcheggi di poter pretendere di costruire un parcheggio in un'area storica e di pregio e su quei fatti antichi pende un secondo ricorso al tar ligure presentato da un gruppo di privati contro la delibera viziata da fatti corruttivi gia' passati in sentenza definitiva.
 
Anche in questo caso il tribunale fara' chiarezza e la corte dei conti avra' molto da lavorare per recuperare quattrini allo stato.
 
Comitato Acquasola
carloge

domenica, 22 febbraio 2009, ore 07:49

Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti
Mercoledì 25 febbraio dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di Genova, 352° ora in silenzio per la pace. Incollo il volantino che verrà distribuito

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Il Parlamento ha approvato senza obiezioni e con voto plebiscitario un aumento di spesa del 38 percento nei finanziamenti alla guerra in Afghanistan. (Enrico Piovesana- Peacereporter 19/02/2009) Mercoledì sera il Senato ha approvato all'unanimità il decreto legge (n.209 del 30 dicembre 2008) che rifinanzia tutte le missioni militari italiane all'estero. La Camera dei Deputati l'aveva approvato lo scorso 21 gennaio con due soli voti contrari e quattro astenuti. Per la partecipazione italiana alla missione Nato in Afghanistan (Isaf) sono stati stanziati oltre 242 milioni di euro per i prossimi sei mesi, ovvero circa 40 milioni al mese - nel 2008 la missione era costata 29 milioni al mese. 2.500 parà della Folgore. L'incremento dei costi è dovuto al consistente aumento di truppe e mezzi mandati al fronte dal governo su richiesta degli Stati Uniti - senza contare l'invio di rinforzi temporanei per le elezioni presidenziali di agosto. Nei prossimi mesi, con l'arrivo di 2.500 paracadutisti della 'Folgore' (in sostituzione degli alpini della 'Julia') e di altri elicotteri da guerra (con relativi equipaggi), il contingente italiano supererà quota 3.000. I costi saliranno ulteriormente quando diventerà effettiva la già annunciata rimozione delle ultime limitazioni che impedisce ai nostri soldati di condurre operazioni offensive e ai nostri Tornado di sganciare di bom «L’emendamento anti immigrati: una norma stolta prima ancora che perversa» ( Gino Strada www.emergency.it) A oggi, in Italia, una legge vieta al personale sanitario di denunciare gli immigrati conosciuti per ragioni di cura, anche se la loro presenza in Italia non fosse regolare. Un emendamento approvato al Senato intende sopprimere questa norma. Si metterebbero così gli individui nella condizione di scegliere fra l’accesso alle cure e il rischio di una denuncia; si spingerebbe parte della popolazione presente in Italia nella clandestinità sanitaria, con grandi rischi per sé e per la collettività. Si vuole affidare ai singoli medici la scelta se garantire lo stesso diritto alla cura a tutti gli individui, nel miglior interesse del paziente e nel rispetto del segreto professionale, oppure se esercitare la facoltà di denunciare i loro pazienti irregolari. Secondo tutti i medici che ho conosciuto e apprezzato, l’unico modo giusto e civile per fare medicina è garantire a tutti la miglior assistenza possibile, senza distinzione alcuna riguardo a colore della pelle, sesso, convinzioni politiche, religiose o culturali, nazionalità o status giuridico. (…..). Anche di fronte all’inciviltà sollecitata da una norma stolta prima ancora che perversa, sono certo che i medici italiani agiranno nel rispetto del giuramento di Ippocrate, nel rispetto della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Nel rispetto, soprattutto, di chiunque si rivolga a loro avendo bisogno di un medico.
VIVIAMO IN UN PAESE CHE NON TROVA IL DENARO PER SCUOLE E PENSIONI, MA LO TROVA PER FARE LA GUERRA AD UN POPOLO CHE NON CI HA MAI AGGREDITO NE’ MINACCIATO VIVIAMO IN UN PAESE CHE NEGA LE CURE MEDICHE AD UNA PARTE DELLE PERSONE PRESENTI SUL SUO TERRITORIO VIVIAMO IN UN PAESE DOVE GOVERNO E PARLAMENTO VIOLANO LA COSTITUZIONE

carloge

sabato, 21 febbraio 2009, ore 08:20

IL SECOLO XIX
Data      20-02-2009
 
La Gronda di ponente e le opere urgenti
GIANCARLO BONIFAI
 
ARCANGELO Merella ben conosce i numeri che interessano il nodo autostradale genovese, con ciò intendendo Genova Ovest. Su questo nodo transita quotidianamente un traffico imponente, composto da mezzi leggeri e pesanti, proveniente da tutto il sistema (A 10, A 7, A12) diretto al centro di Genova ed al Porto di Sampier-darena. Non a caso, quindi, Merella sottolinea i transiti che interessano il casello di Genova Ovest più di quelli in entrata a Ventimiglia, spesso diretti alla A6 ed alla A26 prima di interessare il nostro capoluogo.
Se ciò è vero, può allora tentarsi una prima risposta ai numerosi quesiti con i quali si conclude il suo intervento, dopo avere risposto ad un'altra domanda: trattasi prevalentemente di traffico di attraversamento ponente /levante o di transiti di penetrazione urbana in direzione del porto di Sampierdarena e del centro città? La questione è cruciale per le scelte che dovranno essere compiute e per decidere quali siano le infrastrutture prioritarie e quali, tra queste, i lotti da cantie-rare per primi.
In questo senso, l'opzione zero per la Gronda di Ponente, non per il nodo autostradale di Genova, non è un'idea poi cosi peregrina. Ed infatti, solo se si trattasse prevalentemente di traffico di attraversamento, sarebbe evidente la priorità della Gronda di ponente, pur nelle diverse alternative che sono state proposte.
Il problema consisterebbe infatti nell'agevolare il traffico che interessa l'attuale A10 nella tratta ricompresa tra Vol-tri e Genova Ovest ma che non è per nulla diretto in città, dovendo proseguire in direzione nord o levante. Diversamente, ed è ciò che traspare dai dati esposti da Merella, e cioè se il problema da risolvere riguarda il traffico che insite sul nodo di San Benigno perchè diretto in città o al porto commerciale di Sampierdarena, più che della Gronda ci si dovrebbe subito occupare della direttrice Nord/Sud (Genova Bol-zaneto, sistema delle strade di sponda, collegamento con l'A12) e del nodo di San Benigno. I finanziamenti disponibili a seguito degli aumenti tariffari che i genovesi stanno pagando da anni, peraltro, riguardano l'intero nodo di Genova e non la sola Gronda di Ponente che, da sola, ne assorbirebbe la totalità ed oltre. Diversamente, la semplice costruzione di una terza corsia dell'Aio finirebbe soltanto per riversare ancora maggiori volumi di traffico su di un nodo che non è neppure in grado di smaltire gli attuali. Si tratta ora di capire se si intenda finalmente ragionare su questi temi, realizzando al più presto le opere davvero necessarie e indifferibili sotto un profilo trasportistico, o se si voglia invece agire comunque, anche a costo di impiegare oltre quattro miliardi di euro in un investimento di discutibile utilità.
 
carloge

venerdì, 20 febbraio 2009, ore 19:45

Da Il Secolo XIX
No alla Gronda autostradale di Ponente, opera «inutile, costosa, devastante». È la posizione ufficiale annunciata stamattina dalla federazione genovese del Partito di Rifondazione Comunista, che ha anche spiegato di non avere in programma iniziative «clamorose» nei consigli comunale, provinciale e regionale, ma che «quando arriverà il momento di esprimersi con un voto, farà sentire la propria voce». In alternativa al progetto al centro del dibattito pubblico organizzato dal Comune di Genova, Rifondazione propone il potenziamento della rete ferroviaria, della metropolitana a cielo aperto, delle strade a mare e del nodo di San Benigno. «Il dibattito pubblico sta dando i primi risultati positivi - ha spiegato Antonio Bruno, capogruppo di Rifondazione al Comune di Genova - Senza, non si sarebbero infatti conosciuti i dati sulle abitazioni che verranno abbattute e quelli sui flussi di traffico che interessano il nodo di Genova». Dati che, secondo Bruno, evidenziano come «nel 2007, meno del 20 per cento del traffico avrebbe utilizzato la Gronda bassa, perché il traffico civile è diretto a Genova, e quello portuale ha una direttrice Nord-Sud», a differenza della Gronda, che «si sviluppa nell’asse Est-Ovest»....leggi tutto
carloge

venerdì, 20 febbraio 2009, ore 13:51



Comunicato stampa


Dal Dibattito Pubblico sulla Gronda Autostradale i primi dati importanti: flussi di traffico e impatto sui territori

Il Dibattito Pubblico sulla Gronda Autostradale di Ponente da’ i primi risultati positivi. Si inizia a conoscere nel dettaglio la mappa delle abitazioni e delle attivita’ produttive che verranno coinvolte e sono stati forniti i dati relativi al traffico che interessa il nodo di Genova. In particolare il flusso dei traffici mette in seria discussione l’importanza dell’opera. Analizzando la tabella exel (che alleghiamo) emerge che meno del 20 per cento del traffico nel 2007 avrebbe preso la Gronda bassa. Percentuali ancora inferiori per quanto riguarda le gronde piu’ alte. Questo era prevedibile se prendiamo coscienza che il traffico portuale ha una direttrice Nord – Sud, mentre la gronda si sviluppa nell’asse Est – Ovest e che il traffico civile e’ diretto a Genova, avendo una percentuale di attraversamento della citta’ molto esigua.
E’ opportuno che il Dibattito continui:
- che si conoscano le case che stanno oltre i 25 metri ma che a 30 – 40 – 50 metri subiranno il pesantissimo impatto di rumore ed inquinamento;
- che si analizzino le stime di sviluppo degli anni futuri alla luce dei vari protocolli di Kioto e Patti dei Sindaci (che prevedono una diminuzione consistente delle emissioni e quindi del trasporto privato);
- che si analizzi la situazione del nodo di Genova dopo aver fatto strada a mare e ferrovia metropolitana e spostato su di essere la maggior parte della mobilita’;
- che si conoscano nel dettaglio i costi e il rapporto costi – benefici.
A questo punto dovra’ intervenire la politica, anche in vista delle prossime elezioni regionali, per dire se la Gronda e’ una priorita’ o conviene concentrarsi su altre opere.

Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova
carloge

giovedì, 19 febbraio 2009, ore 15:01

Genova 18/2/2009 COMUNICATO STAMPA

DOSSIER STOP AL CARBONE 2009

DELLE 12 CENTRALI TERMOELETTRICHE IN ITALIA TRE SONO FUNZIONANTI IN LIGURIA
LEGAMBIENTE LIGURIA: "CHIUDERE LA CENTRALE ENEL SOTTO LA LANTERNA DI GENOVA"

"Stop al carbone 2009" è il titolo del dossier di Legambiente, pubblicato in occasione della Settimana Amica del clima, promossa dall'associazione ambientalista per sensibilizzare e informare i cittadini sui mutamenti climatici. Dal documento si evince che le tre centrali termoelettriche liguri, Genova, La Spezia e Vado Ligure, funzionanti ancora a carbone, emettono inquinanti superando i limiti consentiti. In particolare, per Genova si hanno 1.7 milioni di tonnellate di CO2 annui, per La Spezia 3.7 e Vado Ligure 3.8 a fronte dei limiti imposti dalla direttiva europea sulle emissioni (ETS - Emission Trading Scheme), rispettivamente, pari a 1.6, 3.4 e 3.3 milioni di tonn. di CO2.
Legambiente Liguria commenta i dati del dossier nazionale attraverso il Presidente Stefano Sarti: "Continuare ad investire sul carbone è una follia, chiediamo la dismissione per la centrale genovese dell'Enel sotto la Lanterna, la metanizzazione per la centrale spezzina, in parte ancora funzionante a carbone ed infine diciamo no, insieme alle Amministrazioni locali coinvolte, all'ampliamento della centrale Tirreno Power di Vado Ligure."
carloge