martedì, 30 dicembre 2008, ore 17:34

A CAPODANNO VIENI ALL' ACQUASOLA, VIENI A BRINDARE CON NOI

E' stato un annata entusiasmante per tutti noi del Comitato per la difesa del Parco dell'Acquasola, tante speranze e tanti successi ci permettono di chiudere questo 2008 brindando gioiosi e molto speranzosi che l'inizio del 2009 ci porti notizie belle.
E cosi' noi brinderemo e invitiamo tutti i cittadini che ci hanno sostenuto e gli altri comitati genovesi a venire al parco e bere con noi dalle 22.30 ( all'altezza del cancello davanti al laghetto ).
Copritevi bene e portate qualcosa di caldo da condividere.

il comitato acquasola PARCO non parcheggio
 
Se tutto va bene il 2009 sara' l'anno in cui potremo finalmente occuparci di rimettere in sesto il parco.
Abbiamo molte idee in proposito.
- Innanzitutto stiamo pensando a una soluzione a basso impatto per riportare la luce al parco ( i lampioni sono spenti da tempo e i cavi sono stati lasciati marcire. L' idea è di installare piccoli pannelli solari che montati sui pali della luce possano garantire l'energia necessaria a costo zero, un po' come in varie regioni si fa gia' coi semafori e altre apparecchiature pubbliche.
- Pensiamo poi alla progettazione di un'oasi faunistica, non a ripristinare vecchie esperienze nate da una cultura antica del rapporto con gli animali tenuti in cattività, ma un'area free per gli animali che possano trovare ricovero e cibo adatto, ma che siano comunque liberi, sarebbe la soluzione per tutti quegli animali allevati in casa e poi abbandonati da qualche parte che potrebbero trovare un habitat adatto a loro e sopratutto sicuro dove poter vivere in pace con gli uomini.
- Ci vorremmo creare anche un percorso botanico un luogo dove le scuole potrebbero venire a coltivare terreni seminando e vedendo crescere le essenze, i fiori e le piante locali, per imparare a conoscerle e ad amarle.
- Abbiamo in mente anche di riattivare la pista ciclistica per i bambini al centro del parco , ci sono alcune associazioni di ciclisti che potrebbero garantire il loro appoggio e sfruttando il vecchio deposito di biciclette al centro della vecchia pista si potrebbe fare al parco un punto di appoggio per le biciclette in affitto e per una proposta di giro ciclistico del centro cittadino in collegamento con le istituzioni e le associazioni delle guide turistiche.
- Non dovrebbe mancare come in tutti i parchi che si rispettano uno spazio pic nic, un luogo dove chi vuole fare un fuoco o portare un barbecue lo possa fare in tutta tranquillità e nel rispetto delle norme di sicurezza e cosi' il parco potrebbe diventare anche sede per feste e iniziative culturali e gastronomiche.
- Infine il sottosuolo. Si sa il sottosuolo di Genova come quello di tutta Italia è una fonte perenne di insegnamenti, di storia, di avventura, di meraviglie. Nel sottosuolo del parco abbondano cunicoli e spazi sotterranei e anche in questo caso con l'aiuto della associazione degli speleologi urbani si potrebbe programmare una intensa attività per le scuole, i cittadini, i turisti.
 
Insomma molte idee, molti progetti che attendono di essere approntati con il concorso delle istituzioni nel 2009.
Nel frattempo.......
Venite a capodanno dalle 22.30 all'Acquasola saremo felici di brindare con voi.
carloge

domenica, 28 dicembre 2008, ore 14:11



Solidarietà al popolo palestinese:
Fermate i bombardamenti su Gaza!

Mentre il mondo festeggia il Natale e attende l’arrivo del nuovo anno, Gaza è sotto le bombe. Un attacco potente, disastroso e assassino, un attacco che ha massacrato almeno 270 persone e ne ha lasciate ferite circa 700, persone che rimarranno in molto casi mutilate o invalide a vita.

I nostri TG nazionali parlano di rappresaglia contro Hamas e i missili che partono dalla Striscia contro Israele. La realtà viene distorta per l’ennesima volta: l’attacco era programmato e organizzato da mesi e Israele non aspettava altro che una scusa per poter attaccare. L’obbiettivo? Mettere la popolazione di Gaza contro il governo democraticamente eletto di Hamas, prima affamandola e privandola di ogni genere di prima necessità, cure mediche comprese, impedendo in questo modo di far entrare gli approvvigionamenti, compreso il carburante indispensabile per far funzionare i generatori degli ospedali (dopo che la principale centrale elettrica è stata distrutta da precedenti bombardamenti israeliani) e poi portando avanti un vero e proprio massacro con l’intento di far rivoltare gli abitanti della Striscia contro il Governo. Infine questa aggressione è parte integrante di una campagna elettorale in cui tutti i principali candidati cercano di lucrare voti mostrando la propria “fermezza” nei confronti di Hamas.
Israele non intende fermarsi: dopo il massacro di oggi ha detto che i bombardamenti continueranno. La Striscia è chiusa, i giornalisti non possono entrare. I palestinesi sono rinchiusi e sottoposti ad un tiro al bersaglio che non lascia vie di scampo.
Il silenzio è complice!

Lunedi 29 dicembre alle 17.00
presidio davanti alla Prefettura di Genova
per chiedere l’immediato cessate il fuoco ed esprimere la nostra solidarietà al popolo palestinese di Gaza, vittima del massacro e dell’assedio israeliano

aderiscono:
Associazione Zaatar, Giuristi Democratici, API, European Campaign end the siege on Gaza , GEP, abspp , Infopal , ADPI, Comunità Palestinese di Lombardia, associazione Juthur, Gaza Vivrà, Centro studi europei Ibn Sina - Torino, movimento per il Bene Comune, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Critica, Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Genova
carloge

venerdì, 26 dicembre 2008, ore 17:28

Alla Sindaco di Genova

oggetto: interpellanza

Il Sottoscritto Consigliere,

premesso che la presenza di un ufficio postale nel quartiere genovese del Cep è stata attesa per oltre 20 anni e ha di fatto evitato, a moltissimi anziani, di doversi far accompagnare da amici o parenti fino a Voltri o a Palmaro per le normali operazioni postali o per ritirare la propria pensione;

Considerato che nel tempo, il servizio si è sempre fatto più carente con la presenza, sempre più frequentemente, di un solo operatore, tanto che il 16 gennaio 2008 veniva inviata una lettera sia alla Direzione nazionale che alle sedi regionali di Poste Italiane con la quale si segnalava il disservizio ormai cronico e si chiedevano garanzie sul futuro del servizio stesso;

Tenuto conto che dopo una rapina (la prima in tanti anni….) alle 7.45, in tarda mattinata venivano affissi all’ingresso dell’ufficio postale cartelli che comunicavano sia la cessazione del servizio che il trasferimento, del servizio in altri uffici causa atti criminosi…;

Sottolineato come la sospetta tempestivita’ della decisione della cessata attivita’ appare ai piu’ comeuna decisione assunta da tempo;

Considerato inoltre che i quartieri collinari devono essere forniti di servizi, sia per andare incontro alla viviblita’ che per limitare l’inquinamento dovuto all’uso di auto private al di fuori del quartiere;

Interpella la S.V. per conoscere le iniziative che Ella intenda intraprendere per scongiurare questo ulteriore atto di privazione delquartiere Cep.

Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea-Prc
carloge

venerdì, 26 dicembre 2008, ore 17:21

Corriere mercantile
24.12.08

Tursi, Rifondazione lascia la maggioranza dopo il si al bilancio

Rifondazione Comunista dice addio (con distinguo) alla maggioranza che a Tursi sostiene la giunta Vincenzi. Ad annunciare la”svolta” e’ il segretario della federazione genovese di Rc, Paolo Scarabelli, assieme a Marco Veruggio e Sergio Triglia, responsabili dei settori economia e lavoro ed enti locali della federazione ed esponenti della maggioranza “ferrariana” del partito. “Abbiamo discusso con tutto il partito, io sono andato in tutti i circoli e tutti i circoli meno uno (quello di Pra), ci hanno dato mandato di uscire dal governo della citta’ - spiega Scarabelli - Questa indicazione si e’ poi tradotta in una decisione presa dal comitato politico federale il 18 dicembre scorso con una maggioranza del 75%”. La decisione e’ stata comunicata ieri alla sindaco, Marta Vincenzi, con una lettera aperta nella quale Scarabelli sottolinea che “Rifondazione comunista non e’ piu’, da tempo, nell’esecutivo di governo della citta’”, dopo il “divorzio” fra il partito e l’assessore comunale al Patrimonio Bruno Pastorino e poi indica “lavoro, ambiente, politiche sulla sicurezza e infine anche la cosiddetta questione morale.” come i temi su cui soprattutto si e’registrata la distanza fra Rc e il resto della maggioranza. “In questo momento e’ difficile per il nostro partito scorgere cose veramente di sinistra fatte dal governo della citta”” - scrive il segretario di Rc - Ne traiamo le conseguenze considerando chiusa la nostra esperienza di sostegno a tale governo.” L’annuncio arriv il giorno dopo l’approvazione in consiglio comunale del bilancio di previsione 2009 varato anche con il si di Se-Rc che si e’ vista approvare fra l’altro un emendamento che integra di 1milione di euro i soldi per i servizi alla persona. E dopo che nelle settimane scorse tutti i rappresentanti di Rc nei municipi hanno approvato il bilancio. “Sappiamo che in questo momento c’e’ una contraddizione - spiega Scarabelli - Il punto e’ che la Vincenzi non ha rispetto il suo programma. Adesso ripartiremo da un percorso di ascolto dei consiglieri comunali” che non sono iscritti a Rc. “L’indicazione del partito e’quella di uscire dalla maggioranza” aggiunge Veruggio. Maquesto non vale per i municipi, dove Rc ha un presidente e due assessori, oltre a diversi consiglieri. “I municipi decideranno autonomamente con i circoli, perche’ noi riteniamo che si debba valorizzare la loro autonomia” spiega Scarabelli. Quindi via con le critiche alla giunta Vincenzi, sotto accusa le politiche sociali. “A leggere le dichiarazioni del Sindaco sembra che il problema principale siano i lavoratori - osserva Veruggio - I lavoratori di Carmagnani e Superba, del Carlo Felice, delle aziende partecipate. Il Sindaco aveva detto di voler avviare entro fine anno la dismissione di Carmagnani e Superba.: noi non siamo affatto d’accordo. Era stato fatto un accordo per delocalizzare in porto le due aziende e va rispettato. Poi - aggiunge - c’e’ il bilancio che riduce molte voci di spesa. E’ vero che ci sono i tagli del Governo Berlusconi, ma i tagli ci sono da 15 anni e la parte politica del Sindaco non ha fatto nessuna azione incisiva nei confronti delgoverno. “E poi - aggiunge Scarabelli - e’ un bilancio “virtuale” perche’ sono stati iscritti tutti i rimborsi dell’Ici che ancora non ci sono”. Nelmirinoci sono poi le scelte non condivise su terzo valico e gronda, ziende partecipate e fusione tra Iride ed Enia “gli impegni non rispettati sulla partecipazione” e la questione morale. “La Vincenzi e’ uscita con dignita’ politica dall vicenda di “mensopoli” - osserva Scarabelli - ma quella ferita non e’ ancora chiusa. E quanto sta accadendo in altre citta’ fa dire a Ferrero che dovremmo uscire da tutte le maggioranze di centro sinsitra.” A Genova pero’ lascelta di lasciare la maggioranza riguarda solo il Comune e non Provincia e Regione. “Come federazione siamo titolati a decidere sul Comune” spiega Veruggio. “In Provincia c’e'un confronto aperto con la maggioranza e con il presidente - aggiunge Scarabelli - e la stessa cosa avviene in Regione. In Comune io sono stato invitato una sola volta dal Sindco e non siamo mai stati coinvolti nelle scelte, quindi non vogliamo piu’ essere corresponsabili.”
a.c.
carloge
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martedì, 23 dicembre 2008, ore 14:57



Ordine del giono approvato da Consiglio Comunale Genova su servizi sociali

Odg 90
Il Consiglio Comunale di Genova ritenendo sbagliata la manovra finanziaria 2009/11 del governo che penalizza le condizioni materiali (salario) dei lavoratori, dei pensionati e delle classi povere; ritenendo inaccettabili i tagli ai Comuni; ritenendo la “carta acquisti” (social card) misura di valore totalmente inadeguato rispetto al carovita (1 euro al giorno circa); vista la situazione di recessione generale e la grave crisi che si e’ abbattuta sulle famiglie e le coppie (mutui ecc.); ritenendo opportuno valorizzare le qualita’ professionali degli operatori impegnati nei servizi alla persona; tenuto conto che i bisogni sociali e le nuove poverta’ aumentano e che non sono coperte integralmente dagli stanziamenti previsti; considerata la necessita’ di garantire l’applicazione del contratto di lavoro dei lavoratori della cooperazione sociale; impegna il Sindaco e la Giunta a realizzare un grande piano di sviluppo sociale per perseguire i seguenti obiettivi:
1. integrazione e sostegno a favore dei diversamente abili (trasporti sociali, barriere architettoniche, inserimenti lavorativi ed educativi);
2. sostegno alle politiche socio sanitarie a favore di anziani;
3. inclusione e mantenimento a favore di progetti sul disagio sociale nelle e per le periferie della citta’;
4. sostegno per i diritti delle persone immigrate per una piena responsabilita’ di cittadinanza (mediatori culturali, servizi e sportelli informativi per immigrati, tutela sanitaria, progetti culturali, case dei popoli ecc.);
5. servizi educativi alla prima infanzia;
6. promozione di progetti decentrati (Municipi) a favore dell’infanzia e adolescenza potenziando gli obiettivi della legge 285/97;
7. potenziamento delle strutture e dei luoghi di protezione delle donne violentate e delle reti sociali a favore delle ragazze madri;
8. sostegno alle persone indigenti iniziando dalla casa
Antonio Bruno (Sinistra europea - Prc)

Odg su facolta’ dei comuni di affidare i servizi pubblici in house
odg 180
Il consiglio Comunale, premesso che
- la legge 6 agosto 2008, n.133 di conversione del Dl 25 giugno 2008, n 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” contiene una disposizione finalizzata al riordino della materia dei servizi pubblici locali, che all’articolo 23 bis, comprime in maniera molto significativa lo spazio di autonomia degli enti locali in materia di gestione dei servizi pubblici locali in quanto detta una disciplina stringente che quasi impone - come obbligo - la messa a gara dei servizi.
- in particolare la gestione a favore di imprenditori e societa’ individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, infatti, viene espressamente definita come modalita’ “ordinaria” di gestione dei SPL.
- al contrario il medesimo articolo qualifica espressamente il modello in house quale ipotesi residuale e derogatoria delle altre due ipotesi contemplate dalla norma (ossia la gara e la societa’ mista) da quella dell’autonomia degli enti locali e della correlativa liberta’ di autoproduzione dei servizi di interesse generale.
Sottolineato come sia, invece, opportuno garantire l’autonomia discrezionale degli enti locali in ordine all’organizzazione e alla produzione di servizi di interesse economico generale;
chiede al Parlamento e al Governo Italiano le opportune risoluzioni atte a garantire l’autonomia discrezionale degli enti locali in ordine all’organizzazione e alla produzione di servizi di interesse economico generale.
Antonio Bruno (Sinistra Europea - PRC)

Odg su aumento oneri urbanizzazione
Odg 159
Visto i documenti previsionali e programmatici 2009-2010
Il Consiglio Comunale,
- considerata la situazione di crescente fabbisogno di risorse in cui si trovano gli enti locali chiamati a fronteggiare un crescente disagio sociale;
- rilevato che gli oneri di urbanizzazione introitati annualmente dal comune di Genova sono sensibilmente inferiori rispetto a quelli di competenza di altre citta’;
- considerato in particolare che per ciascun metro quadrato di costruzione il Comune di Milano introita 263 euro, quello di Torino 148,4 euro, quello di Firenze 167,49 euro, quello di Savona 134,88 euro, mentre il nostro Comune solo 131 euro;
- rilevato che la determinazione dell’incidenza degli oneri di urbanizzazione e’ stabilita da una legge dalla regione;
- considerato che gli oneri di urbanizzazione sono dovuti da costruttori che realizzano grandi margini di guadagno;
impegna il Sindaco e la Giunta
- a chiedere alla Regione Liguria una revisione della normativa sugli oneri di urbanizzazione che consenta al Comune di Genova di aumentare il loro importo
- a valutare un aumento degli oneri a carico di costruttori su abitazioni di lusso
Antonio Bruno (Sinistra europea - Prc)

Commento su voto positivo a bilancio comune di Genova
Il bilancio presentato dalla Giunta Vincenzi e’ tutto teso a garantire il piu’ possibile i servizi sociali. Il governo ha tagliato l’entrato dell’ICI sulla prima casa e nello stesso temp o ha rimborsato solo la meta’ del gettito, assicurando che coprira’ la quaota restante. Ma non c’e’ certezza e c’e ‘il forte rischio di ulteriori tagli. inoltre il Governo ha impedito con la legge finanziaria che gli enti locali potessero decidere una tassa di scopo che potrebbe essere usata come una patrimoniale per cercare di aumentare i fordi dell’intervento pubblico. Nonostante questo non solo si cerca i mantenere la stessa cifra per i servizi alla persona dell’anno scorso ne l bilancio preventivo (75 milioni di euro), ma un nostro emendamento a destinato un ulteriore milione di euro alla spesa sociale. Gli ordini del giorno da noi proposti e approvati chiedono di coinvolgere la regione liguria nel tentativo di aumentare durante l’anno la spesa sociale per arrivare almeno alla cifra usata questo anno nel bilancio assestato (81 milioni di euro) Il Consiglio Comunale su nostra sollecitazione ha deciso di garantire i livelli occupazionali e i contratti nell’area delle cooperative sociali (oggi in grande sofferenza). E’ per questo che abbiamo votato a favore.
Antonio Bruno capogruppo Sinistra Europea - Prc
carloge

lunedì, 22 dicembre 2008, ore 07:37

E' totalmente condivisibile e coerente con i pronunciamenti fatti che il dibattito sulla gronda di ponente assuma un carattere pubblico, partecipato e di massima trasparenza. Tutti devono essere ascoltati e tutti i punti di vista saranno vagliati e soppesati. A nostro giudizio due sono i punti decisivi che segnano la linea tra una coraggiosa scelta di apertura alla cittadinanza e una politica di marketing sponsorizzata dalla azienda privata di turno.
Innanzitutto la questione dei dati. E' del tutto evidente che una ipotesi cosi' importante e cosi' gravosa per il suo impatto ambientale e per i suoi costi economici debba essere attentamente valutata e soppesata alla ricerca delle soluzioni migliori col minor impatto possibile e il minor costo. In questo senso la presentazione dei dati sulle entrate e uscite dai caselli autostradali e le provenienze e sui punti di arrivo dei flussi di traffico sono essenziali. Legambiente chiede che nel corso del Debat Public sulla gronda siano messi a disposizione tutti i dati disponibili, ad iniziare di quelli in possesso dalla Società Autostrade. Infatti discutere di una infrastruttura della portata della gronda di ponente non ha alcun valore scientifico, meno che meno partecipato, in mancanza di quei dati e della loro analisi, servirebbe solo a finanziare ancora una volta con danaro pubblico in eccesso (come ha ben documentato il sole24 ore pochi giorni or sono per il supertreno veloce comparando i costi italiani a quelli di altre nazioni europee) chi le grandi opere le costruisce, non rispondendo minimamente alla reale domanda di mobilità delle persone e delle merci. E dunque sulla trasparenza e sul confronto sui dati noi pensiamo di misurare la credibilità della Amministrazione e la correttezza degli imprenditori interessati. Niente di piu', niente di meno di cio' che avviene da molti anni in Francia e in Inghilterra dove queste procedure sono state rese legge (e sottolineiamo da governi di destra).
La seconda questione che poniamo è quella del doveroso rispetto della legge.
Infatti nel decreto legislativo 4 del 2008 sta scritto che la VAS - Valutazione Ambientale Strategica - deve essere prevista per tutte le varianti che ricomprendono le opere previste negli allegati ( tra cui la nostra Gronda ). Ma leggendo un poco piu' in basso si puo' leggere anche che il ricorso alla Vas per le infrastrutture non ha limiti ( che si parli di 100 km o dieci metri bisogna farla ) e quindi la Vas deve essere prevista come da legge dello stato. Leggendo la legge si evince anche che nella procedura della Valutazione Ambientale Strategica è prevista anche l'opzione zero (che vuol dire tenere in considerazione lo stato attuale delle cose come elemento comparativo rispetto alle altre opzioni, e che questa comparazione può anche portare alla fine alla decisione di non realizzazione dell'opera).
Legambiente, nel ritenere uno squisito diritto democratico l'inserimento di questa opzione tra quelle dibattute nel Debat Public (è evidente che questo prescinde da una valutazione nel merito delle scelte da fare, noi di Legambiente non siamo necessariamente per l'opzione zero, vogliamo però discutere di tutte le opzioni) chiede che la nostra Sindaco e l'Assessore comunale facciano altrettanto.
Quindi è necessario che negli atti amministrativi che fondano il prossimo dibattito pubblico questo vincolo giuridico sia recuperato , esplicitato e votato nelle sedi istituzionali opportune onde evitare di impantanarsi in ricorsi e beghe che in questo momento siamo tutti concordi nel voler evitare.
Ecco i nodi in fin dei conti non sono tanti. Cerchiamo di scioglierli.
 
Stefano Sarti Presidente Regionale Legambiente
Giovanni Spalla Presidente Comitato Scientifico Regionale Legambiente
Andrea Agostini Presidente Circolo Nuova Ecologia Legambiente
carloge

sabato, 20 dicembre 2008, ore 07:20

I prossimi mesi saranno molto importanti al fine di definire una strategia politica per la Liguria e Genova, in vista in particolare delle elezioni regionali del 2010. Come Forum per la Sinistra Europea Socialismo XXI – uno dei soggetti che nel 2007 presentò, alle elezioni amministrative, proprie candidature nell’ambito della lista PRC-Sinistra Europea, esprimendo un Consigliere comunale, Antonio Bruno, ed alcuni Consiglieri di Municipalità – riteniamo utile fornire il nostro contributo al dibattito in corso, al fine di pervenire ad un quadro più chiaro della situazione politica. È innegabile che le esperienze di governo del centro sinistra abbiano evidenziato in questi anni, come del resto nelle previsioni, non pochi problemi e contraddizioni. In particolare, il Partito Democratico, che esprime i livelli apicali di Regione, Provincia di Genova e Comune di Genova, si caratterizza da sempre per una concezione del progresso della regione e delle città ispirata allo sviluppo capitalistico concepito esclusivamente in termini di grandi opere infrastrutturali, cementificazione,privatizzazioni della “cosa pubblica”, pur se, in alcuni casi, temperato attraverso l’ambiguo concetto della sostenibilità ambientale e sociale. Va peraltro detto che l’aspettativa di operare per uno sviluppo meramente quantitativo della Regione frequentemente non lascia indifferenti le principali forze sindacali e anche settori consistenti della stessa sinistra politica. Noi, dal canto nostro, pensiamo che prefigurare, per il futuro, una Regione che sia una mera piattaforma logistica, collettore di milioni e milioni di container provenienti dal Sud del Mondo e da instradare verso il Nord Europa e gli USA, sia insostenibile dal punto di vista ambientale e territoriale, poco lungimirante sul piano occupazionale e sociale e, non ultimo aspetto, eticamente e politicamente inaccettabile poiché ignora la grave crisi “sistemica” che pone in evidente discussione l'attuale modello di mercato con i suoi paradigmi di sfruttamento e violenza nei confronti dei paesi del Sud del mondo. Per quanto riguarda, in particolare, l’operato della giunta Vincenzi nei quasi due anni trascorsi dal suo insediamento, riteniamo necessario che si apra una fase di verifica politica da portare a termine prima della fine di gennaio, al fine di definire le criticità ed avendo ben presente il fatto che la linea programmatica di fondo dichiarata a suo tempo dalla candidata sindaco era stata quella della “discontinuità” rispetto alla precedente amministrazione. I punti fondamentali su cui pensiamo si debba focalizzare maggiormente detta verifica sono i seguenti:
Ex-municipalizzate e privatizzazioni
Ciclo dei rifiuti Infrastrutture
Assetto del territorio ed edilizia
Riconversioni industriali Mobilità Diritti e cittadinanza
Spesa sociale
Questione morale
Si tratta di tematiche relativamente alle quali si evidenziano chiaramente qualche luce e non poche ombre che vanno comunque valutate in un quadro generale e non limitandosi, in maniera che apparirebbe meramente strumentale, solo ad alcuni aspetti. Analogamente e contestualmente, non si può prescindere da un esame dell’operato politico anche relativamente agli altri livelli delle amministrazioni locali, si pensi ad esempio al ruolo che svolge la Regione riguardo a questioni importantissime quali le infrastrutture, la gestione del territorio e la sanità. Come Forum per la Sinistra europea siamo, pertanto, assolutamente consapevoli di essere di fronte alla necessità di ripensare le alleanze locali, subordinando queste ultime a programmi precisi e reali dimostrazioni di rottura con i poteri forti; questo però non può significare automatici comportamenti in ogni dove, a volte con motivazioni poco coerenti. Siamo in un momento politico delicatissimo: terminato il “rigurgito” dell'esperienza del governo Prodi, si sta palesando tutta la politica della Destra di governo che riporta all'esigenza fondamentale di resistere, anche attraverso la continua ricerca di alleanze con i settori più avanzati della società civile, a politiche autoritarie e violente, micidiali per la gran parte dei cittadini italiani.
Genova, 18 dicembre 2008
Forum per la Sinistra Europea – Socialismo XXI Nodo di Genova

carloge

venerdì, 19 dicembre 2008, ore 11:49

Appare immotivato e pretestuoso l’entusiasmo con cui i deputati della PDL Luigi Grillo e Sandro Biasotti; Maurizio Maresca (Consulente della sindaco di Genova), il Presidente della Confindustria di Genova Giovanni Calvini, il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e Claudio Scaiola Ministro dello sviluppo economico, hanno salutato il via libera del CIPE allo stanziamento di un miliardo di euro per il terzo valico.
Infatti il costo dell’intera opera, che non può essere portato avanti per lotti funzionali, è di almeno cinque miliardi e mezzo di euro.
Si tratta inoltre di un’opera dall’impatto ambientale elevatissimo e di una efficienza trasportistica discutibile.
Ci sorprende che l’onorevole Sandro Biasotti rivendichi la concessione senza alcuna gara trasparente al Consorzio COCIV; concessione aspramente criticata, dal punto di vista morale, dal magistrato Ferdinando Imposimato.
Noi speriamo che inizino i lavori per il rifacimento del nodo ferroviario di Genova e che non vengano sprecati i soldi per un opera dallo scarso rapporto costi e benefici.

Il Capogruppo Sinistra Europea PRC
Antonio Bruno
carloge

mercoledì, 17 dicembre 2008, ore 18:56

Gentile interlocutore,
come forse saprà, ho ricevuto dal Comune di Genova l’incarico di presiedere la Commissione per il Dibattito Pubblico sulla Gronda di Genova che è composta, oltre che dal sottoscritto, da Paola Pucci (Politecnico di Milano), Andrea Mariotto (Università Iuav di Venezia) e Jean-Michel Fourniau (Inrets, Parigi). Il dibattito verterà sulle soluzioni progettuali proposte da Autostrade per l’Italia, in particolare per quanto riguarda l’attraversamento della Val Polcevera per il quale sono stati presentati tre tracciati alternativi principali (alto, medio e basso). Lo scopo è quello di realizzare un confronto pubblico su tutti i possibili aspetti del progetto in una fase preliminare in cui è ancora possibile modificare anche in modo rilevante le soluzioni proposte o introdurre ipotesi alternative. La Commissione che presiedo non ha il compito di esprimersi sul progetto, né di valutare le alternative di tracciato, ma esclusivamente quello di garantire che il dibattito si svolga in modo corretto e approfondito ossia: • che l’informazione sia trasparente e completa; • che tutte le questioni rilevanti siano affrontate; • che tutte le posizioni presenti nella città possano esprimersi in condizione di parità, comprese quelle che propongono opzioni diverse da quelle contenute nel progetto iniziale; • che tra i partecipanti si realizzi un confronto basato su argomenti. Al termine del dibattito la Commissione redigerà un rapporto finale in cui non si pronuncerà sul merito del progetto, ma presenterà in modo obiettivo gli argomenti emersi nel corso del dibattito, in modo che il soggetto proponente (Autostrade per l’Italia) possa assumere le sue decisioni in modo avveduto. Il dibattito si svolgerà tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2009 secondo un calendario di incontri che sarà definito alla fine di gennaio. Ci saranno incontri di carattere generale e incontri su specifici temi. Allo scopo di coinvolgere in modo più capillare la popolazione, gli incontri saranno svolti anche nei quartieri più direttamente coinvolti. La prego di tenere sott’occhio il sito web del dibattito pubblico che sarà aperto entro metà gennaio presso http://urbancenter.comune.genova.it/ su cui pubblicheremo i documenti, le informazioni, le domande o gli interventi dei cittadini e le nostre risposte. Entro la stessa data, Autostrade per l’Italia consegnerà la propria relazione in linguaggio non specialistico in cui presenterà e motiverà le proprie scelte, proponendo una propria valutazione comparativa dei tracciati. La fase preparatoria del dibattito pubblico che si apre ora e terminerà alla fine di gennaio è molto importante. In questo periodo cercheremo di stabilire contatti diretti con tutti i soggetti (istituzioni, associazioni, comitati, singoli cittadini) che desiderano avere chiarimenti e far conoscere i propri orientamenti. Ci interessano sia le osservazioni di carattere generale, sia quelle legate ad ambiti territoriali o tematici specifici. In questo lavoro saremo assistiti dai nostri collaboratori Stefano Bonabello, Laura Longoni, Monica Penco, Andrea Pillon, Gianfranco Pomatto e Fabio Sozzi. L’attività di ricognizione preliminare ci servirà per capire quali sono i nodi più importanti e i dubbi più diffusi (sul piano trasportistico, ambientale, urbanistico ecc.), in modo da mettere al centro del dibattito pubblico i temi che risulteranno più problematici. Vi invitiamo fin d’ora a segnalarci le vostre idee, le vostre preoccupazioni, le vostre domande o i vostri suggerimenti. Siamo impegnati a rispondere alle vostre e-mail in tempo reale (il nostro indirizzo è: commissionedibattitopubblico@comune.genova.it). Ciascuno di voi potrà presentare – anche durante lo svolgimento del dibattito – le proprie osservazioni scritte, in modo sintetico e in linguaggio non specialistico, che saranno pubblicate nel sito web sotto la denominazione “Quaderni degli attori”, con una comune veste grafica. Pregherei fin d’ora ciascuno di voi di riflettere sulla possibilità di usare questo strumento. La sede della Commissione si trova presso l’Ufficio Città Partecipata, del Comune di Genova, via di Mascherona 19, dove Eleonora Parlagreco, Luigi Macciò e Elisa Videtta saranno sempre pronti a interloquire con voi.
carloge

mercoledì, 17 dicembre 2008, ore 18:35

Nota informativa (in tempo reale) di Vittorio Agnoletto
«GRANDE VITTORIA AL PARLAMENTO EUROPEO: BLOCCATA LA DIRETTIVA SULL'ORARIO DI LAVORO»
Strasburgo, 17 dicembre 2008 - «Con una serie di voti a maggioranza qualificata, oltre 400 voti, il Parlamento Europeo ha approvato diversi emendamenti che modificano in profondità il testo proposto dalla Commissione Europea e dal Consiglio: è stata cancellata la possibilità di prorogare fino alle 65 ore l'orario di lavoro. Non solo é stata bocciata quindi l'estensione dell'opting-out (prolungamento dell'orario di lavoro anche con accordi individuali) ma questo dovrà essere cancellato, nelle nazioni dove é già attivo, entro 36 mesi. È stato riconosciuto come tempo di lavoro il tempo di guardia (ad esempio per il personale sanitario, i vigili del fuoco e tante altre categorie) in sintonia con quanto stabilito dalla Corte Europea e in contrasto con quanto chiesto dal Consiglio. Più in generale é stato bocciato il tentativo di distruggere gli accordi collettivi e quindi di portare un profondo attacco alle organizzazioni sindacali. Ora il testo così emendato sarà sottoposto alla discussione congiunta della Commissione, del Consiglio e del Parlamento rappresentato dal relatore (il cosiddetto "comitato di conciliazione"). In quella sede o Commissione Consiglio accetteranno un testo che tiene conto degli emendamenti votati dal Parlamento, oppure, in assenza di un accordo sarà destinata a decadere; anche in previsione della conclusione della legislatura».
Vittorio Agnoletto europarlamentare PRC/Sinistra Europea
carloge
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