sabato, 28 giugno 2008, ore 18:47

Iniziativa a cura dell'Assessorato alla Città Sostenibile
Sabato 28 e domenica 29 giugno, a partire dalle 10, al Mercatino dei Sapori a Palazzo Ducale in piazza Matteotti, saranno distribuite bottiglie in vetro Acqua di S.Giorgio. Per avere questa bottiglia omaggio, ogni cittadino deve portare allo stand dedicato 10 bottiglie o flaconi di plastica schiacciati, che saranno raccolti e inviati al riciclo. Acqua di San Giorgio - genovese pura è il marchio con cui Comune di Genova e Iride promuovono l'acqua potabile distribuita dagli acquedotti. L'evento vuole valorizzare l'ottima qualità dell'acqua di San Giorgio, che proviene in gran parte da invasi e fonti dell'entroterra e, per la sua purezza viene distribuita in città senza particolari trattamenti di depurazione, oltre alle disinfezioni di legge. L'acqua, oltre a essere di buon sapore, è anche un prodotto sicuro sottoposto quotidianamente ad accurati controlli igienico sanitari, per garantire la salubrità, e con un costo competitivo rispetto alle acque confezionate. Il nostro paese è tra i maggiori consumatori di acqua in bottiglia al mondo. Ogni italiano consuma in media 210 litri di acqua minerale equivalenti a 140 bottiglie da 1,5 litri. Un'abitudine cara per portafoglio e ambiente. La distribuzione è promossa da Comune di Genova, Iride e Mediterranea delle Acque, società che gestisce in particolare gli acquedotti genovesi

carloge

venerdì, 27 giugno 2008, ore 07:07

Il Movimento politico per la Sinistra, costituito da oltre trenta associazioni e movimenti nazionali e locali tra cui l’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra, la Rete Femminista di Sinistra Europea, il Nodo Ambientalista, Socialismo XXI e Uniti a Sinistra, ha scelto Piero Di Siena e Bianca Pomeranzi come propri portavoce nazionali. Il Movimento, che si costituisce sulla base di un rinnovato patto tra associazioni e movimenti successivamente alla disfatta della Sinistra l’Arcobaleno nelle elezioni di aprile, le cui linee sono state tracciate in un documento presentato all’assemblea tenuta domenica 22 giugno a Roma al Piccolo Eliseo, ribadisce la volontà di contribuire alla costruzione di una nuova forza della sinistra italiana. Invita le diverse forze della sinistra, interessate a questo obiettivo, a dare vita a un’azione per radicare nel territorio e nei posti di lavoro una presenza unitaria con l’intento di superare le lacerazioni e le divisioni che la sconfitta sta provocando nei partiti della sinistra. Si tratta inoltre di promuovere un’iniziativa politica che concorra a costruire l’opposizione sociale e politica alla destra al governo e, per la sinistra, di influire sull’agenda parlamentare dei prossimi anni nelle condizioni che si sono determinate dopo il voto. Ci si propone, perciò, di dare vita a una vera e propria campagna di massa e di mobilitazione dell’opinione pubblica – attraverso il ricorso combinato di iniziative referendarie e leggi di iniziativa popolare - attorno a temi rilevanti relativi ai problemi sociali, ai diritti civili, e a scelte strategiche per lo sviluppo e l’ambiente, quali il superamento della legge sul mercato del lavoro, la reintroduzione di misure per contrastare il carovita, una petizione contro il ricorso al nucleare. L’impegno che ci si propone è quello di uscire fuori dal recinto del 3 per cento in cui l’elettorato ha relegato la sinistra del nostro paese, per ripartire dalla società italiana nel suo complesso e dalle sue contraddizioni. A nulla servirebbe, infatti, un chiarimento politico che rimanesse chiuso in quest’ambito e non partisse dai luoghi e dai problemi dai quali è possibile costruire una forza popolare e di massa.
Fonte: Liberazione 25.6.08
carloge
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categoria : politica

giovedì, 26 giugno 2008, ore 15:40

Comunicato stampa

Genova, Consigliere Comunale di Forza Italia incita all’illecito edilizio. E la Destra non si dissocia

Durante i lavori della Commissione Urbanistica del Consiglio Comunale di Genova il consigliere di Forza Italia Giuseppe Cecconi ha dichiarato che consiglia di violare le normative edilizie, iniziando i lavori senza chiedere i necessari permessi. ( “Parlo per esperienza. Quando qualcuno viene da me a raccomandarsi per sollecitare questa o quella pratica della commissione edilizia io gli dico che se vuoi bloccare i lavori devi chiedere il permesso. Fai i lavori e poi non credere niente. E’ l’unico modo per andare avanti. Perche’ al momento in cui chiedo un permesso si blocca tutto……...”, Giuseppe Cecconi nella seduta del 25 giugno 2008). Questa dichiarazione ha sollecitato l’indignata risposta di alcuni esponenti della sinistra, mentre nessun distinguo si e’ levato tra i banchi della minoranza di Destra. Ritengo che incitare all’illegalita’ in un luogo pubblico e significativo come il Consiglio Comunale sia grave e diseducativo nei confronti della cittadinanza. Sono rimasto particolarmente sorpreso dal silenzio della Destra su questo argomento e non vorrei che si tenesse un atteggiamento di sostanziale impunita’ per alcuni tipi di reati, proprio mentre il Parlamento conferma una particolare ferocia verso quelli commessi dagli strati della popolazione piu’ poveri.

Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea – PRC Comune Genova
Genova, 25.06.2008
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categoria : politica, genova

mercoledì, 25 giugno 2008, ore 07:00

Un breve resoconto sul viaggio di un gruppo di giuristi in Palestina, di Dario Rossi

Dal 3 all’11 Giugno 2008, una delegazione composta da avvocati e magistrati, organizzata dai Giuristi Democratici in collaborazione con la campagna Freedom Now promossa dall’Arci Toscana (volta alla liberazione di tutti i detenuti minori palestinesi), si è recata in Palestina per uno studio sulle condizioni dei palestinesi minorenni detenuti nelle carceri israeliane.

Il 6 Giugno la delegazione ha partecipato alla terza conferenza internazionale di Bil’in Terza Conferenza Annuale (4-6 giugno) organizzata dal Comitato popolare e
di resistenza nonviolenta di Bil’in, vicino Ramallah, a cui hanno preso
parte la Vice Presidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini contro il Muro di separazione, che ha separato la popolazione dalle terre coltivabili. La manifestazione si svolge tutti i Venerdì, è tradizionalmente pacifica; gli abitanti hanno anche vinto un ricorso alla Corte Suprema israeliana che ha dichiarato l’illegittimità del tracciato del Muro, che deve essere rimosso, ma la sentenza non è stata eseguita così la popolazione continua la sua protesta. Quando il nostro corteo ha raggiunto la rete di separazione, i soldati hanno senza preavviso ed in assenza di provocazioni, hanno sparato una raffica di lacrimogeni ad altezza d’uomo, uno dei quali ha colpito il magistrato Giulio Toscano a pochi centimetri dall’occhio.

La nostra delegazione ha incontrato gli avvocati della sezione palestinese di Defence For Children International nelle loro sedi di Ramallah, Hebron e Betlemme, il Ministro per i detenuti palestinesi, oltre a altre associazioni, sia israeliane che palestinesi (Hamoked, Ichad, Al Haq, l’Hebron Riabilitiation Center, l’associazione Free Marwan Barghouti,), che si occupano a vario titolo delle discriminazioni perpetrate dallo stato di Israele ai danni della popolazione palestinese nei territori occupati. Importanti anche gli incontri con ex detenuti minorenni, che hanno testimoniato gli abusi e le violenze subite nelle carceri israeliane.

Dall’inizio della seconda Intifada nel Settembre 2000, sono stati arrestati più di 7000 minori ed attualmente ve ne sono oltre 300 tuttora detenuti nelle carceri israeliane. Uno degli Ordini Militari israeliani che disciplinano ogni aspetto della vita nei Territori Occupati, stabilisce che i palestinesi diventano maggiorenni a 16 anni di età, in spregio alla convenzione internazionale sui Diritti dei Fanciulli, ratificata anche da Israele, ed al fatto che viceversa gli israeliani, risiedano essi in Israele o nelle colonie dei Territori, raggiungono la maggiore età a 18 anni.

Per i minori palestinesi non esistono norme di procedura speciali, né un codice penale minorile, né speciali centri di detenzione, né personale specializzato nel trattamento dei minori. L’arresto, l’interrogatorio, il processo, la detenzione dei minori non si differenziano per nulla rispetto ai maggiorenni; l’unica differenza consiste nella misura della pena, ma  incredibilmente l’età dell’imputato è valutata con riferimento al momento della  condanna, e non della commissione del reato.

I minori vengono tenuti nelle stesse celle in promiscuità con gli adulti.

Tutte le carceri per palestinesi sono site nel territorio israeliano, così come i Tribunali Militari, in violazione della IV Convenzione di Ginevra (ratificata da Israele), che vieta la deportazione della popolazione residente nel territorio occupato all’interno dello stato occupante.

La nostra delegazione ha assistito ad alcuni processi celebrati nel carcere militare di OFFER. I minori vengono portati in udienza a gruppi di due, con mani e piedi incatenati; durante l’udienza gli vengono tolte solo le manette ai polsi. Il processo si svolge davanti ad una corte marziale composta solo da militari, e si svolge tutto in lingua ebraica, con l’ausilio di un interprete che traduce solo una parte ridotta di quanto viene detto in udienza.  Le udienze durano circa 10 minuti per ogni imputato, e vengono continuamente introdotti altri imputati, che si avvicendano velocemente.

All’udienza possono assistere i parenti degli imputati, ma è loro vietato avvicinarsi ai detenuti. Una guardia li fa sistematicamente sedere nei posti più lontani, in ultima fila.

Gli avvocati palestinesi devono conoscere la  lingua  ebraica, ed richiedere alle autorità il permesso per entrare in territorio israeliano per incontrare i clienti e partecipare ai processi; altrettanto devono fare i parenti dei detenuti; per ottenere un permesso ci vogliono spesso parecchi mesi, e spesso viene negato. Ai parenti di età compresa tra i 16 ed i 35 anni, è vietato ogni visita ai detenuti.

Ai genitori arrestati, in occasione delle visite di figli molto piccoli, è vietato anche l’abbraccio con i figli.

I detenuti della Striscia di Gaza stanno ancora peggio, in quanto da più di un anno, è preclusa la visita di congiunti.

Nelle carceri le condizioni igienico-sanitarie sono disastrose, è negato l’accesso a trattamenti sanitari adeguati così come del tutto inadeguata è la possibilità per i minori detenuti di proseguire gli studi e godere di una qualsivoglia istruzione (una media di due ore la settimana di lezione, quando ci sono, senza alcuna distinzione per classi e per età).

Il  50% delle  condanne nei confronti dei minori è relativa al lancio di sassi, punito con pene fino a 10 anni di reclusione e che costituisce di per sé un crimine anche qualora questi sassi non colpiscano né persone nei veicoli ma siano semplicemente indirizzati verso “infrastrutture” di sicurezza, come ad esempio il muro di separazione, Per i reati per i quali è prevista una pena massima inferiore a 10 anni, non è prevista nemmeno la necessità dell’assistenza di un difensore.

 Alcuni testimoni:

Abbiamo incontrato un ragazzo di 14 anni, prelevato da uomini in borghese presso la propria abitazione alle 4 di notte, spruzzato con il gas sulla faccia, colpito più volte anche quando era in terra, e durante gli interrogatori, costretto a firmare una confessione in ebraico, lingua a lui sconosciuta (come la gran parte degli  arrestati); è stato condannato a 4 mesi e mezzo di reclusione per aver lanciato un sasso nella direzione del muro, senza neppure colpirlo. Durante la detenzione gli è stato consentito di vedere i genitori solo per due volte.

Ad Hebron abbiamo incontrato i bambini di una famiglia, composta da sei fratelli, tutti minorenni, la più piccola dei quali di soli 4 anni, i cui genitori da oltre tre anni sono entrambi trattenuti in detenzione amministrativa (detenzione che viene disposta per motivi di “sicurezza” per la durata massima di sei mesi prorogabili per un numero indefinito di volte e senza necessità di contestare all’imputato alcuna incriminazione). Questi sei fratellini vivono soli con la nonna materna, e hanno visto i genitori pochissime volte. Vivono con un sussidio dell’ANP di 300 euro mensili, ed hanno smesso di andare a scuola. Israele ha  offerto alla sola madre la possibilità di riacquistare la libertà  a condizione che accetti di trasferirsi per sempre in Giordania.

Il quadro offerto alla delegazione di giuristi è estremamente angosciante.

La politica di Israele è volta a stroncare le nuove generazioni di palestinesi, procedendo ad arresti di massa di bambini dai 13 anni in su, trattenuti anche a più riprese per anni nelle carceri israeliane, privi di istruzione e di adeguate cure, destinati a crescere in carceri in cattive condizioni fisiche, di salute e culturali, e, molto probabilmente,  marchiati per sempre da un desiderio di vendetta nei confronti degli israeliani.

“You welcome”, ci ripetevano in continuazione questi ragazzi, mentre ci raccontavano le loro storie; col nodo in gola, a volte, era difficile fare delle domande.
carloge

mercoledì, 25 giugno 2008, ore 06:45

Il 28 giugno 2008 a Bologna si terrà il quindicesimo Pride nazionale che celebrerà l’orgoglio lesbico, gay, transgender e bisessuale. Il Bologna Pride unirà alla festosa celebrazione della ricchezza e della bellezza delle umane diversità una forte rivendicazione politica di diritti e riforme, che finora per lo stato italiano sono rimasti lettera morta. La comunita' SAN BENEDETTO AL PORTO sta organizzando per quella data un pulman conmeeting point da Genova PIAZZA DELLA VITTORIA (lato caravelle) ORE 10 partenza/rientro da Bologna previsto ORE 21 costo A/R 15 euro per prenotazioni e info 3393641575 Domenico 010.2471940 S. Benedetto oppure scrivete a info@sbenedetto.net

Il 23 giugno/ /a San Benedetto al Porto, si è svolta la /Prima nazionale/ del documentario *"Due volte genitori"*, toccante testimonianza in cui alcuni genitori si raccontano. Come si reagisce alla notizia che tuo figlio è gay o lesbica? Un film di 90 minuti centrato sul percorso che alcuni genitori sono riusciti a fare, da una parte ri-conoscendo il proprio filgio/a, dall'altra ri-nascendo come genitore. Un film toccante, emozionante, *intelligente*, che mostra come in Italia la tematica della sessualità sia ancora un tabù, e l'orientamento sessuale un tema che viene strumentalizzato pesantemente dalla Chiesa e dai politici. "Due volte genitori" è un documentario che *va assolutamente visto!* Il film documentario è stato girato da Claudio Cipelletti, con la collaborazione di Lucia Bonuccelli e Francesco Pivetta, in collaborazione con AGEDO, Associazione di genitori, parenti e amici di omosessuali Il film è stato presentato alla conferenza internazionale “/Family matters, sostenere le famiglie per prevenire la violenza contro giovani gay e lesbiche”/, a Firenze il 21 giugno Nel corso del prossimo anno scolastico, verrà distribuito nelle scuole della Toscana.

carloge
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categoria : politica, pace e diritti

venerdì, 20 giugno 2008, ore 06:39

Genova, 20 giugno 2008
*Lettera al Presidente del Consiglio, signor Silvio Berlusconi*
Gentile Presidente, si ricorda del mese di luglio del 2001, quando da poco eletto presidente del consiglio, si trovò a gestire il G8 a Genova, deciso dalla precedente maggioranza di centro-sinistra? Si ricorderà sicuramente dei limoni (finti) da far appiccicare agli alberi privi di frutti (meschini), del giusto divieto di esporre aglio e mutande nei vicoli di Genova per dare al mondo una degna immagine del nostro paese. Di quelle decine di migliaia di manifestanti "rompicoglioni" (mi scusi il termine), che avevano deciso di manifestare contro il G8 riempiendo le strade e le piazze di Genova. Forse non ricorderà tutto, lei era impegnato nel faticoso compito di padrone di casa con ospiti illustri ma, in quei giorni di luglio del 2001, fu ucciso un manifestante, Carlo Giuliani, centinaia di manifestanti furono feriti, umiliati e torturati, nelle piazze, alla scuola Diaz, nelle caserme di Forte San Giuliano e Bolzaneto. Ora le scrivo per chiederle un favore. In questi giorni il nostro Parlamento sta per approvare una norma che bloccherebbe una serie di processi riguardanti fatti avvenuti prima del 30 giugno 2002.Sappiamo bene che questa norma è stata pensata principalmente per sollevare lei dal faticoso incarico di presentarsi davanti ai Giudici per un fastidioso procedimento a suo carico. Come la capisco, anche a me viene sempre il magone quando devo andare a testimoniare in Tribunale, finora per fortuna ho dovuto farlo solo due volte, come parte civile nei processi Diaz e Bolzaneto. Caro Presidente, deve sapere che, tra i processi interessati vi sono i processi relativi ai fatti di Genova del luglio 2001, la norma in questione bloccherebbe due procedimenti arrivati ormai alla vigilia della sentenza di primo grado. Nel primo, riguardante i maltrattamenti e le torture inflitte a centinaia di detenuti italiani e stranieri nella caserma di polizia di Bolzaneto, sono imputati 44 appartenenti alle forze dell'ordine: secondo il calendario fissato dal Tribunale di Genova, la sentenza è prevista entro la fine di luglio. Nel secondo processo sono imputati 29 funzionari e dirigenti di polizia per i pestaggi, le falsificazioni, gli arresti arbitrari di 93 persone (fra le quali 78 di nazionalità straniera) all'interno della scuola Diaz: la sentenza è attesa per il mese di novembre. So bene che lei non vorrebbe mai e poi mai che questi ed altri processi, quale quello per i fatti di Napoli (marzo del 2001), che vedono imputati numerosi appartenenti alle forze di polizia, siano bloccati per un anno e destinati alla prescrizione; lo so perché conosco il rispetto che lei porta alle Forze di Polizia e quindi il suo desiderio che questi processi giungano al più presto al loro termine, per condannare i colpevoli degli abusi e restituire a tutti gli altri onesti agenti la stima di tutti gli italiani. Quindi le chiedo: faccia pure approvare la norma che le eviterà il fastidio di un processo a suo carico, nessuno avrà nulla da obiettare, la cosiddetta opposizione non si opporrà, così come non si è opposta (da maggioranza) alla promozione degli imputati nei processi Diaz e Bolzaneto, così come non ha approvato (da maggioranza) la commissione d'inchiesta su Genova, ma faccia in modo che questo non blocchi i processi Diaz e Bolzaneto. Perché, vede, in questi processi sono coinvolte centinaia di parti civili straniere, che potrebbero boicottare di nuovo la splendida immagine dell'Italia all'estero, e non so quante migliaia di limoni di plastica saranno necessari per abbellire il nostro Bel Paese e togliergli la puzza di marcio che da Napoli si sta diffondendo, rapidamente, fino a Genova. Passando per ROMA e per il nostro Parlamento.
Enrica Bartesaghi
Presidente Comitato Verità e Giustizia per Genova

carloge
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categoria : politica, genova, repressione, g8

giovedì, 19 giugno 2008, ore 12:43

Il Comitato Verità e Giustizia per i fatti del G8 di Genova promuove per il giorno 20 Giugno 2008 un presidio dalle ore 10,30 alle ore 11,30 davanti al Tribunale di Genova, Piazza Portoria 1, per protestare contro la proposta di legge che dispone la sospensione dei processi per tutti i fatti commessi anteriormente al Giugno 2002.
Tale proposta, qualora fosse definitivamente approvata dal Parlamento, garantirà di fatto l'impunità a tutti quegli appartenenti alle Forze dell'Ordine, imputati nei processi per i fatti della scuola Diaz e della Caserma di Bolzaneto, ove si verificò una sanguinosa repressione dei manifestanti la sospensione di fatto delle garanzie costituzionali.
Il provvedimento proposto dal Governo è manifestamente incostituzionale e comporta una lesione gravissima del principio basilare su cui è fondato il nostro stato democratico che è l'eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.
La distinzione tra processi "utili" ed "inutili" è esplicitamente finalizzata, per espressa ammissione di esponenti della maggioranza parlamentare, a tutelare imputati eccellenti, tra cui in primis l'attuale presidente del Consiglio Berlusconi, rispetto all'azione penale esercitata nei loro confronti che è obbligatoria ai sensi dell'art. 112 Costituzione.
E' nostro dovere opporci a questo ennessimo attacco alla Costituzione Repubblicana, laica ed antifascista, e chiedere con forza che i processi contro i responsabili dei gravissimi reati commessi durante il G8 vengano portati a termine.
Comitato Verità e Giustizia, 
Associazione Giuristi Democratici Genova
carloge
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categoria : politica, genova, g8

martedì, 17 giugno 2008, ore 16:27

Qui sotto c'è un testo che proponiamo a tutti di copiare (ed eventualmente modificare, integrare etc.) e sottoscrivere col proprio nome e cognome e di inviare al presidente della repubblica, attraverso il sito della presidenza della repubblica, a questo link https://servizi.quirinale.it/webmail/ E' importante esercitare il massimo delle pressioni affinché questo scempio non sia compiuto.
Grazie a tutti
Comitato Verità e Giustizia per Genova

On. Presidente Giorgio Napolitano,
il Parlamento sta per approvare una norma che bloccherebbe una serie di processi riguardanti fatti avvenuti prima del 30 giugno 2002. Fra questi vi sono i processi relativi ai fatti di Genova del luglio 2001, quando le garanzie costituzionali furono ripetutamente calpestate, come ormai accertato sul piano storico. La norma in questione bloccherebbe due procedimenti arrivati ormai alla vigilia della sentenza di primo grado. Nel primo, riguardante i maltrattamenti inflitti a decine di detenuti italiani e stranieri nella caserma di polizia di Bolzaneto, sono imputati 45 appartenenti alle forze dell'ordine: Secondo il calendario fissato dal Tribunale di Genova, la sentenza è prevista entro la fine di luglio. Nel secondo processo sono imputati 29 funzionari e dirigenti di polizia per i pestaggi, le falsificazioni, gli arresti arbitrari di 93 persone (fra le quali 75 di nazionalità straniera) all'interno della scuola Diaz: la sentenza è attesa per il mese di novembre. Centinaia di vittime dirette dei soprusi e tutti i cittadini democratici - io fra questi - guardano al tribunale di Genova con una sincera aspirazione alla giustizia. Bloccando i processi alla vigilia della sentenza, la fiducia mia e di tutti i cittadini nella legalità costituzionale sarebbe irrimediabilmente compromessa. A Genova lo stato di diritto fu sospeso e furono compiuti abusi inconcepibili per un Paese democratico: è inaccettabile - e pericoloso - che si impedisca alla giustizia di fare il suo corso. Per questo Le chiedo di intervenire, con tutti gli strumenti a sua disposizione, affinché nel nostro Paese non si compia un simile arbitrio.
Cordialmente, un cittadino democratico,
Nome e Cognome
carloge
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martedì, 17 giugno 2008, ore 15:31

Comunicato stampa di Vittorio Agnoletto
 
AGNOLETTO, «IL 25 APRILE NAPOLITANO MI DISSE: "CONDIVIDO LA VOSTRA SETE DI VERITÀ MA NON POSSO FARE NULLA". OGGI INVECE POTREBBE FARE MOLTO».

Milano, 17 giugno 2008 - «A Genova – dichiara Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8 del 2001 -, durante la cerimonia ufficiale del 25 aprile avevo consegnato al Presidente della Repubblica i verbali delle requisitorie del Pubblico Ministero sulle torture di Bolzaneto. Napolitano in quell'occasione dichiarò di condividere la nostra richiesta di verità e giustizia pur ricordando, ovviamente, che non aveva alcun potere d'interferire con il lavoro della magistratura. Oggi, invece, il Presidente della Repubblica ha la possibilità di contribuire direttamente alla ricerca della verità e della giustizia confermando, con un atto concreto, quanto pubblicamente dichiarato il 25 aprile. Accolga l'appello del Comitato Verità e Giustizia di Genova, si rifiuti di firmare la legge sulla sospensione dei processi, impedisca che la verità sulle drammatiche giornate genovesi sia definitivamente archiviata. Sarebbe un atto coraggioso che riavvicinerebbe le istituzioni a molti cittadini e perfettamente in sintonia con i valori della Resistenza e della Costituzione che il Presidente difese con forza nel suo discorso, proprio a Genova, in occasione della Festa della Liberazione. Se i processi di Genova fossero sospesi, l'Italia, conosciuta in tutto il mondo come la Patria del diritto, si trasformerebbe nel regno dell'impunità. Un Paese sempre più lontano dall'Europa e sempre più vicino alla Colombia». Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8 di Genova, eurodeputato di Rifondazione comunista/Sinistra europea,

carloge
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categoria : politica, genova, g8

martedì, 17 giugno 2008, ore 15:28

COMITATO VERITA' E GIUSTIZIA PER GENOVA
www.veritagiustizia.it - info@veritagiustizia.it

comunicato stampa

SALTANO ANCHE I PROCESSI DEL G8? INTERVENGA NAPOLITANO

Sembra che il cosiddetto decreto salva Berlusconi, fra i suoi vari effetti collaterali, abbia la sospensione dei processi in corso contro agenti, funzionari e dirigenti delle forze dell'ordine per i fatti del G8 di Genova del 2001. Sarebbe una beffa, dopo sette anni di indagini e udienze, e un atroce atto di ingiustizia per le centinaia di vittime degli abusi compiuti nella caserma di Bolzaneto e nella scuola Diaz e per tutti i cittadini democratici. Sarebbe un atto così grave, che stentiamo a credere che possa davvero compiersi.
Com'è noto, i procedimenti giudiziari sono alla vigilia della sentenza di primo grado: quella per i maltrattamenti inflitti ai detenuti nella caserma di Bolzaneto, riguardante 45 agenti, è stata messa in calendario per il prossimo mese di luglio; quella per i pestaggi, le falsificazioni, gli arresti arbitrari alla scuola Diaz, riguardante 29 funzionari e dirigenti di polizia, è attesa per novembre.
Se davvero il parlamento decidesse di bloccare questi delicati processi, saremmo di fronte a un atto sostanzialmente eversivo: si impedirebbe alla magistratura di fare la sua parte (almeno in primo grado) in merito ad eventi che hanno segnato una gravissima caduta dello stato di diritto, gettando discredito sulle nostre forze dell'ordine e sull'intero ordinamento democratico italiano.
Si impedirebbe a centinaia di persone, vittime degli abusi nella caserma di Bolzaneto e nella scuola Diaz, di aspirare a un risarcimento morale attraverso la giustizia; si impedirebbe a tutti i cittadini di recuperare fiducia nella legalità costituzionale, che a Genova fu sospesa e che il parlamento si appresta ad accantonare.
Ci appelliamo al presidente della Repubblica, garante della Costituzione, affinché ci risparmi questo scempio.
Genova, 17 giugno 2008
Comitato Verità e Giustizia per Genova
carloge
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