giovedì, 29 maggio 2008, ore 15:24

Genova, 29/05/08

Il Gruppo Consiliare Sinistra Europea - Partito della Rifondazione Comunista,
appresa la notizia apparsa sul SECOLO XIX di oggi dell’ennesimo episodio di razzismo verificatosi a Sestri, dove svastiche e scritte xenofobe sono apparse in varie zone del quartiere, in particolare contro un esercizio commerciale gestito da immigrati e attorno alla lapide di un partigiano sestrese, esprime la più ferma condanna per l’accaduto. Alla  luce del preoccupante aumento di fatti analoghi avvenuti a Genova negli ultimi mesi, chiede all’ ANPI, alle associazioni degli immigrati e a tutti i gruppi democratici la costruzione di momenti di mobilitazione cittadina per la difesa di quei valori di convivenza e di legalità che hanno sempre contraddistinto la nostra città.

I Consiglieri
Antonio Bruno - Arcadio Nacini - Nicolò Scialfa
carloge

martedì, 27 maggio 2008, ore 07:42

Genova, 22 Maggio 2008
Care amiche e cari amici, durante il mese di luglio, presumibilmente il giorno 21 o 22 luglio, ci sarà la sentenza del processo Bolzaneto. I pubblici ministeri hanno chiesto la condanna di 46 tra funzionari ed agenti delle forze di Polizia, dei Carabinieri, del corpo delle Guardie Carcerarie, medici ed infermieri, accusati delle violenze commesse ai danni degli arrestati e dei fermati, da venerdì 20 alla domenica 22 luglio 2001, nella caserma di Genova Bolzaneto. Non essendo previsto nel nostro ordinamento uno specifico reato di tortura, la Procura della Repubblica ha chiesto la condanna per i reati di abuso d'ufficio, lesioni, percosse, ingiurie, violenza privata, abuso di autorità contro gli arrestati, minacce, falso, omissione di referto, favoreggiamento personale, per un totale di Settantasei anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione. Nessuno degli imputati passerà un solo giorno in carcere in quanto la maggior parte dei reati saranno prescritti nel 2009. Otterremo comunque un risultato, seppur minimo, se il Tribunale condannerà i responsabili e disporrà il risarcimento delle parti civili per i danni subiti, sia quelli fisici che quelli morali. In occasione della sentenza il Comitato verità e giustizia per Genova sta organizzando iniziative ed ospitalità per tutti quelli che verranno a Genova. Abbiamo avuto la disponibilità del Sindaco di Genova, signora Marta Vincenzi, ad ospitare a spese del Comune le parti civili che si recheranno a Genova per la sentenza e, per questo, abbiamo bisogno di sapere chi di voi verrà a Genova. Attraverso il tuo indirizzo mail ed il nostro sito, ti contatteremo per informarti delle iniziative che il nostro comitato sta preparando in vista della sentenza e per fornirti ogni altra informazione necessaria.
Cari saluti,
Enrica Bartesaghi
Presidente del comitato verità e giustizia per Genova
http://www.veritagiustizia.it
info@veritagiustizia.it
carloge

lunedì, 26 maggio 2008, ore 15:30

La vicenda giudiziaria che coinvolge in questi giorni Genova (ed anche Savona) ci lascia stupiti ed indignati.
Nell'attesa di conoscere attentamente tutti i filoni dell'inchiesta, Legambiente esprime un sentito appoggio alla magistratura e chiede di far al più presto piena luce sulla vicenda, anche per chiarire in maniera precisa le responsabilità delle persone coinvolte.
Non possiamo però esimerci dal dare un giudizio politico sulla vicenda, e cioè che quello che è emerso rischia di allontanare ancora di più i cittadini dalle istituzioni.
Siamo ben lontani da quell'etica della politica - per dirla con parole nostre una vera e propria ecologia della politica - che secondo noi deve contraddistinguere l'amministratore serio e attento al bene della propria città e del proprio territorio.
Per questo che ci auguriamo che chi è in grado ancora di farlo dia, in queste stesse ore, una spinta decisiva al rinnovamento della politica, con decisioni di forte discontinuità col passato.
Il nodo, oltre che quello che concerne l'etica della politica è anche quello della capacità di governo del territorio. Troppo spesso sono soggetti "altri" rispetto agli enti istituzionali preposti coloro che governano "realmente" il territorio. Bisogna tornare alla centralità della decisione e dell'indirizzo pubblico in un quadro di regole condivise sulle quali il privato può giustamente operare.
Legambiente termina affermando che seguirà giorno per giorno l'evolversi della vicenda, non escludendo che, se ve ne saranno le condizioni (che per la nostra associazione sono relative a competenze direttamente rapportabili alla questione ambientale) l'associazione stessa si possa costituire parte civile nei procedimenti in corso.

L'ufficio di Presidenza regionale di Legambiente

Genova 25 Maggio 2008
carloge

lunedì, 26 maggio 2008, ore 14:32

Genova 29 maggio 2008
dalle ore 16.30 alle ore 19.00
Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi
Via Garibaldi 9

Proposte per un’iniziativa politica

intervengono:

- EMISSIONI NOCIVE SALUTE: dr. Valerio Gennaro ( DIRETTIVO NAZIONALE MEDICI PER L’AMBIENTE)

- INFRASTRUTTURE: Stefano Lenzi ( WWF)

- URBANISTICA PARTECIPAZIONE: prof. Fabio Pittamiglio (DOCENTE DI SOCIOLOGIA URBANA UNIVERSITÀ DI GENOVA)

- QUESTIONI SICURITARIE: prof. Salvatore Palidda (FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE UNIVERSITÀ DI GENOVA)

- BENI COMUNI: Andrea Agostini (AMBIENTALISTA)

- rappresentanti delle istituzioni locali

Intergruppo Arcobaleno
GRUPPO CONSILIARE SE-PRC
GRUPPO CONSILIARE PDCI
GRUPPO CONSILIARE VERDI

carloge

domenica, 25 maggio 2008, ore 16:33

Manifestazione nazionale, 7 giugno Milano

LOgo "In marcia per il clima"Il clima sulla terra sta cambiando, ma tardano decisioni condivise ed efficaci della politica per contrastare questa emergenza planetaria. Spetta dunque a noi sollecitarle e soprattutto operare una conversione di civiltà che fermi la febbre del Pianeta.

Possiamo farlo ripensando il modo di produrre energia, di consumarla per muoverci, abitare, lavorare senza dilapidare le risorse comuni quali l'acqua, l'aria, la vita sulla Terra.

Ci mettiamo in "Marcia per il Clima" organizzando a Milano il 7 giugno una grande manifestazione nazionale promossa da un'ampia alleanza delle associazioni italiane.

La direttiva europea così detta del 20-20-20 (20% riduzione di emissioni di CO2, 20% incremento efficienza energetica, 20% incremento utilizzo fonti rinnovabili), insieme alle multe per i ritardi su Kyoto, disegna uno scenario che pone l'Italia di fronte ad una grande scelta, dello stesso spessore di quella che più di 10 anni fa fu fatta entrando nella moneta unica europea.

Oggi l'Italia rischia di essere collocata dagli stessi partner europei in una situazione marginale per quanto riguarda i processi di innovazione di processo e di prodotto, imposti dalla crisi energetica e dalla necessità di ridurre le emissioni di CO2. La marginalizzazione dell'Italia, se dovesse avvenire, metterebbe in moto effetti economici, sociali e culturali che non possiamo sottovalutare e che hanno a che fare direttamente con la coesione sociale del Paese e con le prospettive del suo sviluppo. A perdere non sarebbe solo la qualità ambientale ma tutto il sistema Paese.

Al mattino Piazze tematiche, spettacoli, mostre, concerti, incontri pubblici per fermare tutti insieme la febbre del pianeta. Dalle ore 15 corteo.

Programma della giornata

La manifestazione

Appuntamento alle 15,00 in piazza San Babila. Un festoso corteo a piedi e in bici accompagnato dalla CONTRABBANDA si snoderà lungo corso Venezia e arriverà ai Giardini Montanelli di Porta Venezia.

Le piazze tematiche

In Corso Venezia, chiuso al traffico dai Bastioni di Porta Venezia ai Giardini Montanelli, e nei Giardini Pubblici, saranno allestiti gazebo, divisi in 5 aree tematiche, dove i cittadini potranno informarsi sulle cause e gli effetti del cambiamento climatico e sulle alternative di produzione e consumo rispettose dell'ambiente, nonché sugli effetti che il cambiamento climatico ha nel mondo.

Le aree tematiche, illustreranno concretamente alcune delle conseguenze negative dell'attuale modello di sviluppo e le proposte concrete per cambiarlo.

  • Aria – dedicata alla mobilità sostenibile, alla lotta all'inquinamento, alla difesa della salute
  • Terra – dedicata all'agricoltura biologica e di filiera corta, alla difesa della biodiversità, alla preservazione del patrimonio ambientale e culturale, alla sovranità alimentare, a chi si oppone al distruzione del territorio, al consumo del suolo, agli OGM
  • Acqua – dedicata alla difesa dell'acqua come diritto dell'uomo e bene comune, al risparmio idrico, alle emergenze e ai conflitti per le risorse, alla solidarietà internazionale
  • Fuoco – dedicata all'efficienza energetica, alle fonti rinnovabili, all'abitare sostenibile, alle lotte contro il nucleare, le centrali a carbone e gli inceneritori, alla gestione efficiente dei rifiuti (riduzione, riciclo, riuso)

La musica

Fin dalla mattina sarà attivo un sound system alimentato ad energia solare.

Dalle 17 al tramonto DJ SUN SET con Frankie Hi Nrg, Dub Sync di Madaski e Bunna, Dj Filo, Vito War

 

Promossa da: Legambiente, Acli, Acli Ambiente – Anni Verdi, Adoc - Associazione per la Difesa e l'Orientamento dei Consumatori, AIAB - Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica, Altreconomia, Ambiente e Lavoro, Amici della Terra, Arci, Arci Servizio Civile, Arcicaccia/CSAA, Arciragazzi, Associazione Ong Italiane, Auser, Banca Popolare Etica, CGIL - Conferederazione Generale Italiana del Lavoro, CIA - Confederazione Italiana Agricoltori, CICMA - Comitato Italiano Contratto Mondiale sull'Acqua, CISL - Confederazione Italiana Sindacati dei Lavoratori, CittadinanzAttiva, Civitas, Coldiretti, Comitato Italiano Sovranità Alimentare, Contratto Mondiale per l’Energia, CTM - Altromercato, CTS - Centro Turistico Studentesco e Giovanile, Ecologia e Lavoro, FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano, Fairtrade, Federazione nazionale Pro Natura, Federconsumatori, Federparchi, FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta, FOCSIV - Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario, Forum Ambientalista, Forum Terzo Settore, Greenpeace, LAV - Lega Anti Vivisezione, Lega Consumatori, Lega Pesca, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, LIPU - Lega Italiana Protezione Uccelli, Lunaria, MCE - Movimento di Cooperazione Educativa, MDC - Movimento difesa del Cittadino, Medici per l'Ambiente, Movimento Consumatori, Slow Food Italia, Tavola della Pace, Terre di mezzo, UIL - Unione Italiana del Lavoro, UISP - Unione Italiana Sport per Tutti, Umanisti per l'ambiente, Unione degli Studenti, VAS - Verdi Ambiente e società, WWF

Per adesioni e informazioni:

06/86268304, marcia.clima@legambiente.eu

carloge

sabato, 24 maggio 2008, ore 14:54

Sulla nomina di De Gennaro ai vertici dei servizi segreti, Agnoletto: non ho parole , realtà supera fantasia
Milano 23 maggio 2008 - non ho parole, la realtà supera la peggiore delle fantasie: il responsabile dell'ordine pubblico al G8 di genova, colui verso ilquale i magistrati del capoluogo ligure hanno chiesto di poter indagare nel quadro del processo per i gravi fatti della scuola Diaz, e nominato ai vertici dei servizi dai quali dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini. Con questa nomina, il governo Berlusconi rivendica fino in fondo la piena paternita politica delle violenze commesse da settori delle forze dell ordine nelle drammatiche giornate del G8. Ed anzi indica il "modello genovese" come la strategia da seguire nella gestione dell'ordine pubblico dei prossimi cinque anni. Chiunque nel prossimo futuro pensi di esprimere il proprio dissenso e avvisato.
 
Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8 di Genova
carloge

venerdì, 23 maggio 2008, ore 17:46

Sfatiamo alcuni dei luoghi comuni sull'energia nucleare.
 
Ci vogliono far credere che vi siano solo benefici dalla produzione energetica da fonte nucleare.
Che questa sia una fonte rinnovabile e che quello di "nuova generazione" non avrà problemi di approvvigionamento di Uranio. Una fonte sicura, pulita, che aiuta a diminuire il surriscaldamento del pianeta e che sia economica rispetto ad altre fonti.
Sfatiamo alcuni di queste posizioni, che rendono ideologico l'approccio pro nucleare, affermando, senza paura di poter essere smentiti, che l' Uranio esiste in natura in quantità finite e non può essere considerata fonte rinnovabile e che il suo esaurimento, al ritmo produttivo attuale, è stimato in 70 anni. Tantomeno si può affermare che la produzione da fonte nucleare sia "sicura". Sicurezza intrinseca non significa aumentare i livelli e punti di controllo in un reattore ma avere reattori in grado di spegnersi automaticamente in caso di perdita del liquido refrigerante. Non ci risulta che la ricerca sviluppata dal consorzio Genration IV, cui partecipa anche l'Italia attraverso Euratom, abbia portato a risultati accettabili sulla sicurezza intrinseca. Il problema irrisolto delle scorie radioattive non lo rende certo "pulito" e se è vero che non produce emissioni clima alteranti, agli attuali tempi di realizzazione non potrà certo concorrere a ridurre il surriscaldamento del pianeta in atto.
I dubbi sull'economicità dell'investimento nucleare e sul basso costo d'acquisto dell'elettricità prodotta sono tangibili rispetto all'unico nuovo reattore da 1600 MW in costruzione attualmente in Finlandia. Questo ha già due anni di ritardo rispetto alla consegna prevista, slitatta dal 2009 al 2011, e il costo della centrale è lievitato in pochi anni dai due ai tre miliardi di euro, più o meno quattro volte il costo di una centrale a gas metano a ciclo combinato di pari potenza. Come conseguenza i costi del chilowattora prodotti lieviteranno anch'essi. Una ricerca del Massachusset Institute of Technology (nel rapporto "The future of nuclear power") rileva che il costo del chilowattora nucleare sia superiore del 30% rispetto a quello prodotto dal gas.
Grazie al referendum del 1987 siamo usciti dalle incertezze che il nucleare portava con se, oggi, con le proposte del neo Ministro Scajola rischiamo di fare un lungo passo indietro.
Ma quali popolazioni saranno disponibili ad ospitare centrali atomiche e siti di stoccaggio dei materiali radioattivi sui propri territori? Voi sareste disponibili?
 
Stefano Sarti
Presidente Legambiente Liguria
 
Santo Grammatico
Coordinatore Generale Legambiente Liguria
carloge

mercoledì, 21 maggio 2008, ore 06:44

GENOVA, DAL 21 AL 25 MAGGIO 2008

DIRITTI DI PROPRIETA' INTELLETTUALE E DIRITTO ALLO SVILUPPO
CAMPAGNA "SENZA PATENTE - PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI DIRITTI"


Un camper itinerante ci accompagnerà per tutta la settimana nelle piazze della città

MERCOLEDI' 21 MAGGIO 2008
Ore 9.00 - 17.00 Animazione presso la Piazza Biblioteca Universitaria, Via Balbi 3 (GE)

GIOVEDI' 22 MAGGIO 2008
Museo di Sant'Agostino, Piazza Sarzano 35R, Genova
Seminario "Diritti di Proprietà Intellettuale e Saperi Tradizionali: I Semi della Terra"
Ore 9.00
Modera: Alberto Zoratti, FAIR
Introduce Marina Dondero, Assessore all'Agricoltura della Provincia di Genova
Ø Gianni Tamino, Campagna "Senza Patente"
Ø Video Campagna "Senza Patente" - Diritti di Proprietà Intellettuale e Diritto allo Sviluppo
Ø Massimo Angelini, Consorzio della Quarantina, "Varietà locali e riproduzione delle sementi: i diritti delle comunità rurali"
Ø Zidalia Alves de Magalhaes, "L'esperienza della Rete del Sabor Natural del Sertao, Brasile"
Ø Alessandro Triantafyllidis, AIAB Liguria, "Varietà di conservazione e agricoltura biologica"
Ore 13: BUFFET

"Acqua Bene Comune, Diritto di Tutti"

Inizio ore 14.30
Modera: Alberto Zoratti, FAIR
Ø Video "L'acqua che non c'è" (Italia 2002), di Alessandra Speciale
Ø Cinzia Thomareizis della Comunità di Sant'Angelo di Milano, "La carovana per l'acqua in America Centrale"
Ø Elisabete Oliveira Costa e Rachele Nucci, Coordinamento di IRPAA - Brasile, "La gestione delle risorse idriche nel Sertao di Sao Francisco"
Ø Maurizio Gubbiotti, Legambiente, "Cambiamenti climatici, una nuova emergenza"

Dibattito e Conclusioni

VENERDI' 23 MAGGIO 2008
Ore 12.00, Marcia della Pace, Busalla
"Diritto all'Acqua: Testimonianza dal Brasile"

SABATO 24 MAGGIO 2008
Ore 16.00, Porto antico, Genova
Spettacolo "Teatro in piazza: Diritto alla salute"

DOMENICA 25 MAGGIO 2008
Dalle ore 9.00 alle ore 17.00
Animazione presso Porto antico, Genova

In collaborazione con:
COSPE
Via San Luca 15/7
Genova 16124
Tel/fax 0102469570
www.cospe.it
skipe cospe genova
carloge

martedì, 20 maggio 2008, ore 19:39

L’Associazione “Genova con l'Africa” e il  “Circolo Culturale N. Sopranzi – il Ponentino”, organizzano l’incontro

“Africa-Italia: speranze di persone, vite da immigrati”


intervengono:
padre Mauro Armanino
missionario in Liberia e Costa d’Avorio
avv. Alessandra Ballerini
esperta in diritto dell’immigrazione

VENERDI’ 23 MAGGIO ORE 21.00
Salone Cooperativa Omnibus
Via Martiri della Libertà, 27 Genova Pegli

Per informazioni:
www.genovafrica.blogspot.com -
E-Mail: genovafrica@gmail.com
carloge

martedì, 20 maggio 2008, ore 16:15

WWF LIGURIA

Note ed Osservazioni al Progetto “Golf e attrezzature per il tempo libero” in località Acquasanta

Elementi a carattere generale
- Il progetto incide nel distretto di Trasformazione n° 4 su un area di circa 220 Ha di terreno. Dallla stesura del primo progetto negli anni 90, si è passati da un campo da golf a 18 buche su una SUA di 135 Ha ad uno a 27 buche. Un incremento di quasi una buca all’anno!!
- Il golf da solo non rende; considerando anche la vicinanza con i Golf di Arenzano, Cogoleto, Albisola è necessario implementarlo con “ elementi aggiuntivi (vedi per le infrastrutture gli svincoli di uscita con distributori alberghi o altro) nel nostro caso la nuova edificazione ed attività ricettive connesse.
- Dopo decenni (e praticamente in deroga alla legge di salvaguardia) si ritornerebbe a costruire in collina. precedente pericoloso.
Dalla relazione ( punto 2 pag 5) si evince che:
Ancora una volta la salvaguardia ecologica ed ambientale, il risanamento di aree naturali degradate trovano compimento nel progetto proposto.
L'area non necessita di nessun intervento risanatore in quanto gia attualmente risulta ampiamente equilibrata e preme ricordare che il degrado in natura non esiste, ma è l'uomo che lo procura.

Aspetti vegetazionali
Le varie relazioni vegetazionali analizzano correttamente lo stato di fatto parlando anche di rinaturalizzazioni, ma tale operazione dovrebbe portare ad una graduale scomparsa dei pascoli e delle radure e non ad un loro allargamento per la realizzazione dell'impianto. Considerevole sarebbe la riduzione del complesso boschivo aumentando considerevolmente le porzioni di territorio

Interferenza con gli habitat naturali / corridoi ecologici.
Presenza nelle vicinanze di un Sito di Importanza Comunitaria codice IT1331501 denominazione Praglia-Pracaban-Monte Leco-Punta Martin.
Trattasi di un Sito eterogeneo con accostamenti fra aree prevalentemente aperte (praterie e zone scarsamente vegetate) e aree boschive con presenza di Habitat naturali e seminaturali (All. I) e Habitat di specie.

Elementi di criticità esterni al sito (interferenza con l'impianto golfistico)
Incremento del carico antropico ed espansione dell’edificato (prevalentemente abitativo) soprattutto sui lati Sud, Est e Ovest.
La Direttiva 92/43/CEE nota come Direttiva Habitat richiede che vengano sottoposti a Valutazione di Incidenza, secondo quanto richiesto dall’Allegato G, i piani e/o progetti non connessi alla gestione del sito e che possono avere incidenza negativa possibile (a maggior ragione se probabile o certa) “sui” siti individuati dalla medesima.
E’ da evidenziare l’utilizzo della parola “sui” e non “nei” relativamente al campo di estensione della Valutazione di incidenza, poiché in materia di tutela ambientale è ormai noto che anche opere distanti da un sito, possono avere effetti negativi su di esso.
Si ritiene necessario osservare che le normative vigenti prevedono la salvaguardia degli Habitat naturali e degli habitat di specie dal degrado, nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state individuate, emarginando la possibilità di interventi così rilevanti di impatto sulle biocenosi.
A tal proposito visto che
. la Regione Liguria ha la responsabilità, di adottare “le opportune misure per evitare il degrado degli Habitat naturali e degli habitat di specie, nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state individuate”;
. sono state attivate dalla Commissione Europea varie procedure di infrazione a carico dei Paesi membri, compresa l’Italia per la mancata salvaguardia dei SIC e ZPS, alcune già conclusasi con la pronuncia della Corte di Giustizia sfavorevole allo Stato Membro che non ha attuato, secondo l’art.10 del Trattato, la conservazione cautelativa di quei valori naturalistici per i quali erano stati individuati i siti;
. L’attuazione della Direttiva 92/43/CEE, conformemente alla sua natura giuridica impone obblighi di risultato, ed in particolare impone di:
a)
1 contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonchè della flora e della fauna selvatiche;
2 assicurare uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario;
b) Lo stato di conservazione soddisfacente va valutato in riferimento allo stato iniziale, cioè al momento della trasmissione delle informazioni sul sito fornite nei formulari standard per l’inclusione nella rete Natura 2000.
In particolare per quanto riguarda un habitat naturale, esso si considera in uno stato di conservazione soddisfacente quando:
1) la sua area di ripartizione naturale e le superfici che comprende sono stabili o in estensione;
2) la struttura e le funzioni specifiche necessarie al suo mantenimento a lungo termine esistono e possono continuare a esistere in un futuro prevedibile;

Dalla carta bionaturalistica della Regione Liguria si evince la presenza di Cerambyx cerdo, Iris pseudacorus, Oxychilus gardini, Campanula medium, Euphorbia spinosa, Anemone trifolia, etc....

che l’intervento proposto si colloca lungo corridoi ecologici composti da prateriee/o arbustate, boschi di alto fusto invecchiati e/o di conifere, boschi di alto fusto invecchiati misti, torrenti e corsi d'acqua con buffer boschivo, boschi irregolari e/o cedui.

Tale intervento per le valenze nauralistiche sopracitate comporterebbe un grave danno agli habitat e specie vegetali ed animali presenti in relazione alla rarefazione e perdita di habitat.
Immissione di contaminanti nei cicli bio geo chimici
La manutenzione dei tappeti erbosi dei green richiede l'utilizzo di fertilizzanti e diserbanti ed un massiccio uso di concimi chimici. Oltre alla necessità di drenare depurare ed isolare le acque provenienti dal prato resta la preoccupazione su "trattamenti con sostanze chimiche qualitativamente che quantitativamente non compatibili con la tutela delle falde idriche e dell'ambiente in generale" (note geologiche del dott. Giampiero Filippi)

Aspetti geomorfologici geologici
L'area soggetta allo SUA incide quasi completamente sul bacino del torrente Leiro, noto dalle cronache cittadine autunnali. Le gravi problematiche di questo corso d'acqua riguardano gli aspetti idrogeologici e la forte urbanizzazione nel fondovalle. Dalla lettura delle "Ricerche in materia di protezione civile relative al bacino idrografico del torrente Leiro (Regione Liguria SeIVizio Difesa del Suolo- Uff.Protezione Civile) emanato ai tempi del primo progetto emergono elementi di rilevanza tale da non permettere interventi di così vasta portata senza un approfondito studio generale della vallata. Riteniamo pertanto inopportuna ogni ulteriore urbanizzazione gravante su zone a "rischio" ed ogni intervento sui torrenti del territorio comunale, concepito dal solo punta di vista idraulico, senza prima tenere conto delle direttive di riassesto.

Idoneità del sito
Un primo aspetto da esaminare è il rapporto tra qualsiasi struttura realizzativa e la realtà del contesto socio-economico e naturale del sito, senza alcuna çhiusura preconcetta. Limitandoci qui agli aspetti ambientali in senso stretto, il primo elemento che emerge dalla cartografia è il seguente: il versante interessato dallo SUA presenta una acclività più frequente compresa tra il 50 e il 20%, due ristrette aree con pendenze tra il 20 e 10%, zone con oltre il 50% ed un pianoro di circa 9 ha (destinato a campo scuola) con pendenza inferiore al 10%. Ora, nell'immaginario comune un campo da golf si sviluppa su dolci declivi in un verde acceso di un paesaggio scozzese o irlandese. Il green (l'area del campo da gioco in cui sta la buca) non deve avere una pendenza superiore al 3% (anche se si tratta di soli 1.2 ettari) ed il faiIWay (striscia di terreno inerbita che collega il tee al green, con lunghezza variabile e larghezza di 30-50 metri) deve avere pendenze non superiori all'8-10% (e qui si tratta di ottenere circa 15 ettari di terreno con tali caratteristiche)
I nostri progenitori, terrazzando gli aspri monti di Liguria, ci hanno insegnato che nulla è impossibile; ma questo è davvero un luogo così "adatto" ad una simile destinazione? Nella relazione generale, al riguardo, non si menzionano minimamente i movimenti di terra necessari (per una così vasta modificazione morfologica del territorio sarebbe stata opportuna anche in fase di presentazione del progetto) e l'impatto dei muri di contenimento (necessariamente di cemento, visti l'entità dell'intervento e il basso angolo di riposo del materiale disponibili in situ). Nel contempo nella Relazione Geologica di Fattibilità ( dati riferiti al primo progetto) si fa riferimento alla scarsa potenza della copertura del substrato, maggiore invece nei tratti meno acclivi (senza, però, una valutazione più precisa). In generale la limitata pedogenesi, tipica dei terreni magnesiferi (serpentiniti), fa ritenere scarsa la disponibilità di terreno sciolto (fatta eccezione delle zone di accumulo poco acclivi).

Aspetti climatici
Per l'approvigionamento idrico, con riferimento ai periodi siccitosi, si ventila la possibilità di un prelievo dal torrente Acquasanta, congiuntamente all'utilizzo della riserva idrica dei piccoli invasi che si andranno a creare lungo i bacini dell'area; l'estate secca è un carattere determinante la zona climatica in esame (è nota la periodica penuria d'acqua di tutto il genovesato), è quindi necessaria una precisa valutazione del fabbisogno irriguo per il mantenimento dei tappeti erbosi; anche su questo punto sorge il dubbio sull'idoneità del sito: ulteriori prelievi dai torrenti (tutti in secca nei mesi estivi) portano ad un aggravio dello stato di salute del bacino del Leira, già troppo sfruttato ed occupato dall'industria della carta.
Nel periodo invernale questo problema non sussiste, ma (idoneità del sito!) bisognerà tenere conto di un altro fattore: la forza del vento che soffia dalle vallate settentrionali su una dorsale notoriamente fredda; questo problema è di più facile soluzione: basta una piccola modifica al regolamento ed utilizzare palline un po' più pesanti (oppure lasciare tutto invariato ed aggiungere un'interessante difficoltà al gioco!).

Studio della Protezione Civile
Lo studio citato sul bacino del T. Leiro mette in evidenza, già dalla osservazione delle carte tematiche, il diffuso degrado sotto il profilo geomorfologico, idraulico ed idrogeologico oltre che agro-forestale del territorio, sottoposto ad intense modificazioni e sfruttamento. L'azione erosiva delle acque incanalate, l'erosione generalizzata dei pianori disboscati o scarsamente protetti della sommità sono aspetti immediatamente osservabili in sopralluogo. In particolare nell'area interessata dal progetto sono localizzati movimenti franosi di modesta entità ma con il rischio di "una molteplice diffusione con conseguenze dirette sul bacino idrografico. tali da minacciare catastrofi naturali" (Ricerca Prot. Civ.). In prossimità di case Suia è segnalata una paleofrana (e questa potrebbe essere una spiegazione della morfologia più dolce di questo tratto di versante), apparentemente stabile; non altrettanto la presunta zona di distacco (la scarpata sotto il pianoro attualmente adibito a campo di addestramento cani) che presenta una diffusa erosione in atto
il SUA in oggetto altera ulteriormente il territorio, già sottoposto ad un dissesto generalizzato a causa del secolare sfruttamento agricolo-forestale e per l'impatto del metanodotto (SNAM) che lo attraversa.
Nella parte conclusiva dello studio della Protezione Civile vengono specificati gli interventi di bonifica, di tipo agro-forestale e di consolidamento dei versanti, necessari: l'obiettivo dovrebbe essere l'aumento della superfice boscata ed il miglioramento di quella esistente: il primo punto è sicuramente opposto all'intervento previsto dal progetto

Eliminazione realtà produttive esistenti

La realizzazione del campo da golf prevede l'eliminazione di alcune realtà abitative ed agricole connesse. Nella relazione generale si presenta questo luogo come pressochè disabitato, evidenziando come sia improbabile un recupero alternativo (al progetto) di un "vissuto rurale". Questo corrisponde, senza mezzi termini, al falso: in particolare la zona di case Suia è una splendida conca coltivata. con campi sfalciati e una campagna curata come è sempre più difficile trovare. Dei sei agglomerati di case presenti entro il confine interessato dallo SUA, soltanto uno risulta essere abbandonato (sotto Bric Pessua). Tutte le altre zone (comprese le case nella vicinanza di C. Suia che sono abitate periodicamente) risultano in buono stato (anche se talvolta si denotano situazioni di instabilità dovute all'eccessiva densità di animali al pascolo). Da questo quadro,si percepisce la vitalità di questo luogo, interessante e rara controtendenza rispetto alle problematiche annesse all'abbandono della campagna. Qui non si hanno realtà produttive ricche, soltanto un hobby o l'appagamento di un fabbisogno agricolo familiare: ed è proprio per questo che risulta così semplice spazzare via tutto, allontanando sempre più gli abitanti dalle campagne con facili promesse.

Sottrazione del territorio all'uso sociale
Non ci è dato sapere se il campo da golf sarà recintato o meno, ma la realizzazione di "contentini" quali l'area scout e l'area addestramento cani
fanno supporre una chiusura privatistica in contrasto con la vocazione escursionistica-naturalistica di tutta la zona. Qui infatti termina un sentiero di collegamento con l'Alta Via dei Monti Liguri e con la palestra dì roccia della Baiarda, utilizzata fin dagli albori dell'alpinismo ligustico. I "piani di prà" costituiscono, inoltre, una tradizionale meta delle scampagnate domenicali fuori porta.
Con ogni probabilità il campo da golf risulterà essere una struttura chiusa ed autosufficiente, sarà assolutamente indipendente dalle aree sottostanti come l'abitato di Aquasanta: il fondovalle non sarà, cioè, minimamente coinvolto nell'indotto, come mostra la direttrice della nuova viabilità principale che collegherà il golf con la città (vedi carla viabilità pagina seguente).

Pregiudiziali negative extra ambientali
La volontà di imporre il golf come disciplina di massa si scontra nettamente con la cultura sportiva del nostro Paese. Nascono, dunque, dubbi sulla potenzialità di successo di tale disegno. Le strutture residenziali e di soggiorno annesse al campo sono chiara espressione, oltre che di un tornaconto economico, della volontà di rivolgersi ad un pubblico diverso da quello residente. E' evidente, infatti, il contrasto con la realtà sociale (e di classe) dei qurtieri popolari del CEP, da sempre abbandonati al degrado ambientale ed umano e che necessitano di ben altri interventi, come attività sociali ed educative che coinvolgano il più alto numero di persone possibile. il golf è uno sport individuale (non socializzante) ed è necessariamente elitario. Alla chiusura della scuola i genitori porteranno i propri bambini al "golf' così come li accompagnano in palestra a giocare a basket oppure al campo da pallone?

Distruzione e modifica di architettura rurale
La costruzione dei nuovi gruppi edilizi ricettivo residenziali comporterà l'abbattimento di abitazioni e cascine che oltre a costituire nel loro complesso un insieme paesaggistico di alto valore rappresentano esempi di un'architettura rurale senza dubbio pregevole.
Questi edifici nel contesto agricolo naturale in cui sono collocati, qualificano ulteriormente un paesaggio di per se già molto bello. Alcuni di essi presentano ancora l'originaria copertura in pietre locali, i calcescisti, caratteristici per la tendenza a rompersi il lastre sottili ( ciappe) caratterizzando il paesaggio rurale come tipicamente ligure e per questo meritevole di conservazione.
Il PTCP infatti all'art. 49 nel regime di Mantenimento (MA)negli insediamenti sparsi (IS) nel quale ricadrebbero le nuove edificazioni riconosce l'esistenza di un equilibrato rapporto tra l'insediamento e l'ambiente naturale ed agricolo.
Le nuove realizzazioni romperebbero questo equilibrio, sia dal punto di vista architettonico che ambientale sostituendo tra l'altro un territorio agricolo naturale con uno completamente artificiale.
Mancano le definizioni dei tipi edilizi acui avvalersi per il recupero. Occuparsene solo ed esclusivamente in fase di realizzazione ci appare tardivo.

Infrastrutture
Anche sotto l’aspetto della viabilità sarà necessario modificare, adeguare se non creare nuove infrastrutture di collegamento al sito. Tutta la nuova mobilità non potra che ricadere sul casello di voltri aggiungendo al quartiere una nuova servitù che andrà a peggiorare pesantemente la situazione.
Considerando che, come enunciato nelle premesse del progetto, si vogliono attirare persone anche dal bacino europeo, nelle giornate di gara è prevedibile che giungano nel sito parecchie migliaia di persone che avranno bisogno di arrivare e sostare.
Ogni progetto dovrebbe avere annesso dunque un piano della mobilità che esplichi come si intendono far muovere le persone e le cose, come farle arrivare e sostare e non semplicemente dicendo che le strade verranno adeguate.
I sistemi di semaforizzazione a transito alternato non possono essere proposti senza considerare le conseguenze sulla viabilità nelle strade adiacenti.
Necessario anche che vengano previste soluzioni alternative di mobilità. La vicinanza con Acquasanta e la sua stazione dove passa la linea per Ovada deve poter prevedere collegamenti alla stessa.
Genova non manca di esempi sulla difficoltà di raggiungere quartieri e attività poste sulle colline. Questo deve ancora una volta far riflettere sulla scarsa idoneità dell’area in questione.

Impianti fognari e depurazione acque
Il previsto nuovo insediamento collinare andra’ ad incidere sulla rete fognaria del ponente cittadino che non pare in condizioni di accollarsi l’onere senza nuovi e costosi adeguamenti, altresi’ appare importante la determinazione ( e il costo ) dello smaltimento delle acque di irrigazione e degli antiparassitari contenuti in particolare per il necessario adeguamento tecnico del depuratore di Voltri

Impatto Energetico
Appare significativo l’impatto energetico – a saldo negativo – legato alla costruzione , alla vivibilita’, alla frequentazione, alla raggiungibilità – con mezzi privati – del sito .

Servizi alle persone
Appare problematico l’adeguamento necessario dei servizi alle persone – assistenza, sanita’, scuole, asili, centri di aggregazione – in previsione del nuovo afflusso di popolazione anche in riferimento al previsto insediamento di altre migliaia di persone residenti nel quartiere degli erzelli sempre gravitante sulle stesse strutture – si parla di altre 1500 abitazioni per residenti piu’ case per gli studenti e servizi all’università e alle industrie che si dovrebbero insediare

Andrea Agostini
Pesidente Circolo Nuova Ecologia

Andrea Bignone
Italia Nostra Sezione di Genova

Marco Piombo
Presidente Regionale WWF
carloge