mercoledì, 30 aprile 2008, ore 17:17

Programma Fiera edizione 2008
"Diritti al futuro! Pace e diritti per crescere"
dal 12 al 16 Maggio 2008
presso il Munizioniere di Palazzo Ducale (P.zza Matteotti - Genova)
e presso MUVITA (Via Marconi, 165 - Arenzano)

Mercoledì 7 maggio
Ore 17.00
Evento di Lancio - Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale
 
Genova incontra Johan Galtung
Fondatore International Peace Research Institut
e Rettore Transcend Peace University, già "Right Livelihood Award - Premio Nobel per la Pace Alternativo", per la sua opera di fondazione scientifica degli studi sulla pace
 
Dialogo con Luca Borzani - Fondazione per la Cultura Genova
 
Saluti di Alessandro Repetto - Presidente della Provincia di Genova
 
Introduce Fabrizio Lertora - Coordinatore LaborPace Caritas Genova
 
 
 
carloge

mercoledì, 30 aprile 2008, ore 17:03

Percorso della Pace in Pace
3^ camminata lenta da Ceriale ad Albenga
 
11 maggio 2008
 
L’iniziativa “Camminare Domandando – Percorso della Pace in Pace”, nata dueannifa in occasione dei 10 anni della Casa dei Circoli Cultura e Popoli di Ceriale, si propone quale  appuntamento annuale per tutti coloro che operano sul territorio regionale sui temi legati alla cultura della pace.
 
Come ormai molti di voi sanno la giornata di festa prevede una camminata da Ceriale ad Albenga con i colori della pace  e una serie di tappe, punti di ristoro… per la mente che hanno l'obiettivo di approfondire tematiche e proporre un confronto.
 
Già a partire dalle ore 10,  a Ceriale, sono previsti, ospiti e musica.  Alle ore 14 inizierà la marcia vera e propria verso Albenga dove ad attendervi troverete altri ospiti, ancora musica ed intrattenimenti vari.
 
L’iniziativa è il punto d’arrivo di un percorso più ampio ed articolato che si sviluppa nell’arco di tutto l’anno e che coinvolge in rete di associazioni e di cittadini che aderiscono all’iniziativa.
 
Punto di partenza è l’idea che la pace non sia un'ideologia che si contrappone ad un'altra ideologia. La pace non è una cosa di cui si occupano i pacifisti, ma è un modo di stare nella storia, un modo diverso di vivere la storia, di vivere il nostro tempo. Un modo di guardare e di affrontare i problemi del mondo che mette al centro la persona, la dignità umana, i diritti umani, il bene comune globale.
 
Parlare di pace significa necessariamente affrontare le ragioni delle guerre e le responsabilità, ma soprattutto significa capire ciò che si può fare per cambiare le cose.
 
L’iniziativa “Camminare Domandando – Percorso della Pace in Pace” si propone come occasione di incontro per confrontarsi su questo impegnativo tema, nella convinzione che le grandi questioni possano trovare risposte anche nelle nostre piccole comunità.
 
I temi del percorso in rete di questi anni sono stati la ripubblicizzazione dell’acqua e la res-pubblica ovvero i beni comuni, tutto ciò da cui nessuno può essere escluso e per i quali nessuno deve entrare in competizione con altri per avervi accesso.
 
Quest’anno abbiamo inoltre deciso di inserire un tema specifico e di rilevante importanza per il nostro paese: la difesa della Costituzione.
 
Al 60° anno dalla sua entrata in vigore, siamo convinti che la Costituzione Repubblicana resti il fondamento della democrazia ed il presidio supremo dei diritti e delle libertà di tutti, la tavola dei principi, dei valori e delle regole che stanno alla base della convivenza comune e nei quali si riconoscono gli italiani.
 
E’ per questo motivo che ci sentiamo di impegnarci al rilancio di una cultura costituzionale, oggi spesso travisata, lavorando tutti assieme alla realizzazione dei suoi principi ancora solo parzialmente realizzati: laicità di tutte le istituzioni pubbliche (a partire dalla scuola), ripudio della guerra, equità giuridica ed economica, pluralismo e libertà di informazione, ecc.
 
E’ per questo motivo che vogliamo contrastare ogni tentativo di stravolgimento della stessa, attraverso un lavoro comune ed un coro unanime di voci innalzate in sua difesa.
 
Ed è ancora per questo motivo che siamo certi di poter contare su tutti quei cittadini responsabili, che comprendano l’importanza della salvaguardia delle regole della nostra convivenza democratica, nonché della salvaguardia di tutti quei beni comuni da cui nessuno può essere escluso e per i quali nessuno deve entrare in competizione con altri per avervi accesso.
Ci riferiamo per esempio all’ambiente, all’acqua, all’energia, alla salute …..
 
Uniamoci a difesa della Costituzione e dei Principi fondamentali che la ispirano ed in particolare difendiamo:
 
    * Il riconoscimento del diritto al lavoro a tutti i cittadini (art. 1, 4 e 35);
    * Il principio democratico della sovranità del popolo (art. 1);
    * Il principio del riconoscimento e garanzia dei diritti inviolabili dell’uomo e del dovere inderogabile di solidarietà politica, economica e sociale (art. 2);
    * Il principio pluralista che tali diritti vengano riconosciuti e garantiti anche “nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità” (art. 2);
    * Il principio di uguaglianza e di libertà associativa, religiosa, politica e sindacale (art.3);
    * La promozione e lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica nonché la tutela del paesaggio e del patrimonio storico ed artistico (art. 9);
    * Il diritto d’asilo (art. 10);
    * Il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (art.11)
 
La proposta che vi sottoponiamo è quella di costruire insieme un percorso, all’interno del quale ognuno porterà la propria esperienza e la propria specificità, senza quindi aggravi di lavoro per nessuno ma creando un lavoro collegato utile a tutti, articolato attraverso azioni diversificate e diffuse sul territorio (momenti di formazione interna, incontri pubblici, azioni nei confronti delle istituzioni locali, interventi sugli organi di stampa, diffusione di materiale informativo, interventi nelle scuole ecc.) e che avrà un momento di forte visibilità con la 3° edizione della Camminata da Ceriale ad Albenga della prossima primavera.
 
Per tale occasione l'invito che facciamo a tutti è quello di pensare ad una partecipazione attiva all'iniziativa e quindi di aderire con piccoli eventi autogestiti nei punti di ristoro…per la mente o con ospiti che potranno parlare dal palco.
 
L’invito è rivolto ad Associazioni, gruppi, singoli cittadini e naturalmente contiamo sull’adesione di  Musicisti, Scrittori, Attori,  Registi, Disegnatori, Poeti, Pittori, Scultori, Artisti Di Strada, Case Editrici, Riviste, Fotografi, Grafici, Webmaster, Videomaker che ci aiuteranno ad arricchire la festa con la loro creatività.
 
 
 
Casa dei Circoli, Culture e Popoli – Via Concordia, 8 – 17023 CERIALE
www.casadeicircoli.it - e-mail: info@casadeicircoli.it / casadeicircoli@gmail.com
carloge

mercoledì, 30 aprile 2008, ore 16:18

CORRIERE MERCANTILE
mercoledì 30 aprile 2008 pag. 3

Anche fra i Cattolici c’è diffidenza per le ingerenze vaticane

Un invito agli esponenti della Chiesa a riflettere sulla “diffidenza che anche in alcune aree cattoliche si sta diffondendo per le ingerenze vaticane” E’ quello che rivolge Antonio Bruno, pacifista di area cattolica, ambientalista, capogruppo di RC-SE in consiglio comunale. “Anche in alcune aree cattoliche – osserva Bruno – si sta diffondendo una sensazione di fastidio e di diffidenza per le ingerenze vaticane che sono quasi ossessive su argomenti che hanno a che fare con la sessualità, mentre su temi come la guerra e la povertà si fanno dichiarazioni che vengono percepite come burocratiche. Sarebbe bene – afferma il consigliere – che anche esponenti ecclesiali riflettessero su questa insofferenza e che non la considerassero solo un fatto minoritario e ideologico, perché così non è.
carloge
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categoria : politica, genova

martedì, 29 aprile 2008, ore 19:16

Invito all'iniziativa promossa dalla Confederazione Cobas di Genova di presentazione del libro “In movimento” di Piero Bernocchi: una raccolta di scritti apparsi su Liberazione e Il Manifesto che esprimono un punto di vista interno al movimento dal 2001 ad oggi.
Un'occasione per approfondire e ripensare i nostri modi di agire in un momento di forte crisi della rappresentanza della sinistra.
Ne discutono, insieme all’autore, Norma Bertullacelli del Centro di documentazione per la pace di Genova, Marco Ferrando portavoce del Partito comunista dei lavoratori, Haidi Giuliani senatrice del PRC e Matteo Jade del Centro sociale “Zapata”.
Presentano don Andrea Gallo della Comunità di S. Benedetto al Porto e Marco Scanavini della Confederazione Cobas.
L'iniziativa avrà luogo martedì 6 maggio, alle ore 17.30, al Teatro degli Zingari presso la Comunità di S. Benedetto
carloge

lunedì, 28 aprile 2008, ore 06:45

"4.000 anni fa re Italo divenne re dell'Enotria e da lui prese la denominazione di Italia. Convertì il suo popolo, originariamente nomade, dalla pastorizia all'agricoltura, e diede origine alla civiltà sissiziale: in quella repubblica perfetta il processo educativo era connesso alle attitudini individuali e c'era la necessità di annullare ogni interesse privato che si potesse anteporre a quello comunitario. La vita in comune era favorita dal sissizio che produceva una forma di comunismo etico perché orientato verso la saggezza e la felicità".
Divideremo come al tempo di Italo il cibo e il vino che porteremo
Per il I Maggio, festa dei lavoratori, la Biologgia insieme al COOCOMIGE (Coord. Comitati Cittadini Genovesi) organizzerà un sissizio al Parco dell'Acquasola per ricordare a tutta la città che l'unico parco cittadino rischia di essere smantellato dagli interessi lobbistici che il nostro Comune appoggia nella pratica al di là di tutti i giri di parole, in nome della costruzione di parcheggi ingiustificabili.
Una grande tavola accoglierà tutti i partecipanti che oltre al cibo, servito da 4 camerieri clown, potranno gustare momenti teatrali e musicali nell'arco di tutta la giornata a partire dalle ore 10.
L'attività artistica sarà realizzata dal coordinamento Teatro Ragazzi di Genova che presenterà clowneries, acrobatica, teatro d'autore, teatro di figura, musica.
Ci saranno inoltre Cori e gruppi musicali, rock, anni '60 e jazz.
MENU:Euro 10
Antipasti di salumi e formaggi o fave e salame
Insalata di farro
Sbira(trippa) o torte salate e frittate di erbette
Vino e dolce
Si richiede la prenotazione per chi fa il pasto completo:
tel.Jeanne 340 792 30 96, Gilberto 333 945 58 30, Aurora 3290904740
Per tutti gli altri ci saranno panini o si potrà portare mangiare al sacco .
Comitato Biologgia- COOCOMIGE
carloge

domenica, 27 aprile 2008, ore 07:29

Comunicato stampa
24 APRILE 2008

Politiche abitative, al via blocco sfratti per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, interessate 500 famiglie genovesi
Regione Liguria e Comune di Genova adottano politiche unitarie sull'emergenza casa



Partirà la prossima settimana la sospensione voluta da Regione Liguria e dal Comune di Genova dell'esecutività degli sfratti per morosità degli inquilini degli alloggi ERP in tutta la Liguria che coinvolgerà a Genova circa 500 famiglie. Lo hanno comunicato quest'oggi il sindaco del Comune di Genova, Marta Vincenzi e il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando insieme agli assessori alle Politiche abitative di Comune e Regione, Bruno Pastorino e Maria Bianca Berruti al termine dell'incontro programmato per affrontare il tema dell'emergenza casa. Il provvedimento è finalizzato alla concessione di una sospensione temporanea di sei mesi del pagamento per consentire alle famiglie coinvolte di superare la situazione critica. La strada individuata dagli Enti locali è la modifica della legge 10 del 2004 sulla casa che verrà portata in Giunta nei primi giorni di maggio e successivamente in consiglio regionale, dove si individuano i motivi di decadenza dall'utilizzo dell'alloggio. A seguito della modifica ARTE non potrà più eseguire automaticamente gli sfratti, ma dovrà essere verificata la qualità della morosità per poi decidere se procedere o no. In questo periodo di tempo Regione Liguria ed Enti coinvolti potranno riformare e potenziare il fondo di sostegno all'utenza delle case di edilizia residenziale pubblica destinato al pagamento del canone di locazione e al contrasto della grande povertà. Un provvedimento al quale la Regione ha destinato 1.185.000 euro che, oltre al superamento di situazioni di morosità pregressa, consentirà l'individuazione delle famiglie assegnatarie di alloggi ERP incolpevolmente morose, cioè in ritardo nel pagamento del canone di locazione e nel rimborso dei servizi accessori per in capienza.
Sarà questa una delle iniziative che Regione e Comune di Genova hanno deciso di adottare per affrontare non solo l'emergenza dovuta all'accesso alla casa, ma anche per mettere in atto provvedimenti strutturali in grado di affrontare l'esiguità a Genova del mercato dell'affitto e la dimensione della domanda sociale di casa che oggi non riguarda più solo fette marginali di popolazione, ma si sta estendendo.

Accanto dunque al blocco degli sfratti sono stati previsti:
Agenzia sociale per la casa per incrementare il numero di alloggi in affitto, attraverso accordi con la proprietà edilizia in grado di garantire direttamente nei confronti dei proprietari i pagamenti e il rispetto degli accordi contrattuali. Una modalità che dovrebbe servire nelle intenzioni di Comune e Regione anche a calmierare i prezzi degli affitti a Genova, facendo inoltre emergere una fetta del sommerso esistente in città; connesso all'agenzia un Fondo di garanzia per la proprietà che decide di affittare a famiglie a basso reddito, previsto dalla legge regionale 38 del 2007 sull'edilizia residenziale pubblica a cui verrebbero destinati per il 2008 circa 2 milioni di euro;
La realizzazione di una struttura alloggiativa temporanea (albergo sociale) contenente almeno 100 posti letto destinata a dare una risposta a coloro che dopo uno sfratto stanno aspettando di avere un nuovo alloggio ERP e che non sanno dove andare nel frattempo;
Avvio programma di riqualificazione energetica del patrimonio residenziale pubblico sia per arrestare il processo di obsolescenza degli alloggi gestiti da ARTE, sia per rinnovare le prestazioni termiche e ridurre i consumi energetici che sono alla base molto spesso della morosità. Il programma coinvolgerebbe soprattutto quota parte del patrimonio pubblico costruito tra il 1946 e il 1971 almeno 4.500 alloggi). Per quest'ultimo intervento si potranno utilizzare fondi FESR, finanziamenti europei per lo sviluppo regionale destinati anche ai centri urbani, nell'ambito di interventi integrati di rigenerazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e finanziamenti derivanti dalle attività di gestione patrimoniale da parte di ARTE Genova.
carloge

giovedì, 24 aprile 2008, ore 09:06

Agnoletto sarà a Genova dove parlerà il Capo dello Stato

AGNOLETTO:«CONSEGNEREMO A NAPOLITANO I TESTI DELLE REQUISITORIE SULLE TORTURE DI BOLZANETO»

Il consigliere Antonio Bruno e l’eurodeputato ricorderanno al porto i morti sul lavoro.

Milano, 23 aprile 2008 – L’eurodeputato Vittorio Agnoletto parteciperà quest’anno alle manifestazioni del 25 aprile a Genova, alle quali è stato invitato come rappresentante istituzionale della Sinistra Europea insieme al capogruppo al consiglio comunale di Genova Antonio Bruno, in occasione della presenza nella città ligure del Presidente Giorgio Napolitano. Agnoletto e Bruno consegneranno al Capo dello Stato i testi delle requisitorie relative ai processi sulle torture di Bolzaneto, ai tempi del G8 del luglio 2001. «Quale occasione migliore se non l’anniversario della Liberazione – dichiarano i due rappresentanti della Sinistra Europea – per consegnare alla più alta autorità dello Stato la testimonianza della più grave violazione dei diritti umani verificatasi in Italia dopo il 1945? A Napolitano, garante della Costituzione italiana, vogliamo simbolicamente affidare la memoria di quei giorni per i quali chiediamo ancora verità e giustizia».

Prima dell’incontro ufficiale con il Presidente della Repubblica, che si terrà alle ore 17,30 presso il Palazzo Ducale, Agnoletto e Bruno parteciperanno al corteo ufficiale, da piazza della Vittoria. Inoltre, parteciperanno alle iniziative organizzate dai movimenti e dalle forze politiche della Sinistra genovese: alle 14, presso la zona del porto vecchio, e in particolare nell’atrio del Museo del Mare, per ricordare i morti sul lavoro dove sarà deposta una corona di fiori alla lapide in memoria di Albert Kolgjegja, giovane operaio albanese ucciso sul lavoro al porto di Genova l'8 novembre 2003.

«L’attacco alla Costituzione – dichiarano i due esponenti politici – parte proprio dal mancato rispetto dell'articolo 1, dove si afferma che l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro;  le morti nelle fabbriche e nei cantieri sono un dramma e un’offesa alla memoria di chi ha costruito questo Paese e si è battuto per liberarlo».
carloge

mercoledì, 23 aprile 2008, ore 16:12

No ai Dividendi dell'Acqua. Reinvestire nell'ammodernamento degli impianti

La distribuzione agli azionisti di Mediterranea Acque di 4.595.398,74 Euro come dividendi (0,06 Euro per azione, in aumento rispetto allo 0,04 del 2006) e' una delle distorsioni indotte dalla privatizzazione delle aziende pubbliche.
In uno contesto razionale l'utile sarebbe reinvestito in tariffe sociali, posa dei contatori e infrastrutture efficienti.
E invece i consumi sono aumentati dell'1 per cento nell'ultimo anno, cosi' come il costo per il servizio è aumentato del 14% a Genova, (Corriere della Sera).

Un altro aspetto che vogliamo che si tenga conto nell'assemblea degli azionisti di Mediterranea Acque del 24 aprile 2008 e' la trasparenza delle informazioni.
Sarebbe utile conoscere i dati delle perdite idriche, sia quelle reali che apparenti (l'acqua non fatturata), né su quante sono le utenze a bocca tassata, senza contatore e con grande spreco di acqua.

Chiediamo con convinzione che il rappresentante del Comune di Genova si faccia interprete di queste proposte.

Antonio Bruno, Bruno Delpino, Luca Dall'Orto, Arcadio Nacini, Nicolo' Scialfa per Intergruppo Arcobaleno Comune di Genova

Manuela Cappello, Italia dei Valori
carloge

mercoledì, 23 aprile 2008, ore 07:24

Documento finale dopo l'assemblea del 19 aprile 2008:

Scopi

Scopo principale della Rete è dare una risposta all'abisso che divide il Palazzo dalla popolazione, per uscire dal fatalismo del "non si può fare nulla" contro le continue guerre, le devastazioni ambientali, il maschilismo, le mafie, il razzismo, la violenza sugli animali, le sopraffazioni e le ingiustizie che negano la dignità di tutti gli esseri umani.

Vogliamo costruire, mettendo in comune i patrimoni di competenze e conoscenze, con concretezza, inclusione, democrazia dal basso e rispetto reciproco, una Rete che:
- colleghi e rafforzi, nella reciproca autonomia, le moltissime esperienze locali di volontariato impegnate su ambiente, salute, pace, diritti e solidarietà e, partendo da esse,
- elabori iniziative comuni, anche nazionali, articolate in ambiti locali e regionali, a partire da iniziative per la qualità della vita, il verde ecc. nelle città sabato 4 ottobre (san Francesco, festa degli alberi) e iniziative contro le basi militari in occasione del 4 novembre (giornate delle Forze Armate, "non festa ma lutto")
- prepari (dove riusciremo a creare le condizioni necessarie) anche una presenza diretta del movimento nelle istituzioni, a partire dai quartieri e dai comuni, fino alla dimensione europea, attraverso la costruzione di liste elettorali pulitissime, fatte da uomini e donne coraggiose, disinteressate, nonviolente e competenti.

Partecipanti

Partecipano alla Rete i comitati, le associazioni senza scopo di lucro e le singole persone che:
- si occupano concretamente, di problemi ambientali, della salute, della pace, dei diritti, dell'emarginazione
- condividono, nel cammino verso una società nonviolenta ( in alternativa all'attuale modello di sviluppo violento, coloniale, consumista e insostenibile) un programma comune che si basi su:
1. decrescita e ricerca del benessere nella sobrietà,
2. energia solare e rinnovabile, risparmio e bioarchitettura per diventare indipendenti dai combustibili fossili, dagli inceneritori, dal ricatto nucleare e dalle emissioni di gas serra e di polveri cancerogene
3. difesa della democrazia e suo ampliamento verso il potere dal basso,
4. smilitarizzazione del territorio, con riduzione delle spese militari, abbandono di armamenti offensivi e basi usa, nucleari e non, creazione di un corpo civile di pace europeo
5. società solidale e aperta alle diversità, nel rispetto delle regole di convivenza; con un particolare impegno all'educazione al genere ed al rispetto tra i generi; apertura alle varie culture, che non possono negare alle donne i loro diritti umani.
6. amicizia con gli altri animali, difendendoli da ogni violenza gratuita
7. difesa dei diritti, sanciti dalla Costituzione, in tema di lavoro, sia dipendente che autonomo
8. tutela del territorio agricolo e urbano da interventi di selvaggia cementificazione
9. valorizzazione dei beni comuni acqua, aria, paesaggio, foreste, culture locali.

Regole comuni

I partecipanti alla Rete si impegnano a rispettare alcune regole comuni di comportamento:

1. massimo rispetto e applicazione, in ogni situazione, del metodo e principio della nonviolenza, sia nei rapporti interni alla Rete, che nelle lotte, nel linguaggio e nel proprio stile di vita.
2. convocazione pubblica delle riunioni, con periodicità fissa (salvo emergenze) e in luoghi aperti al pubblico, per favorire la partecipazione degli interessati; metodo di decisione del massimo consenso
3. nel caso di presentazione di liste elettorali, meccanismi chiari che impediscano la politica come professione, arricchimento e mondo separato dal resto della società

Primi strumenti della Rete

- utilizzo del quotidiano telematico "La nonviolenza in cammino"
- lista di discussione "Donne e uomini per ecologia e nonviolenza", aperta a chiunque voglia collaborare (senza filtri se non per frasi offensive o violente), senza escludere, in futuro, un sito web della Rete e/o un suo blog.
- valorizzazione dei siti web esistenti utili a comitati/associazio
ni/persone per le iniziative, cercando di far conoscere, utilizzare ed eventualmente migliorare gli strumenti esistenti.
- creazione, dove possibile, di coordinamenti regionali (o provinciali) con i recapiti degli aderenti, per rendere operativa la Rete in sede locale ed allargare i contatti e la partecipazione di altri soggetti.

- riunioni nazionali: da decidere se ci si ritrova a Bologna il 14 giugno

carloge

lunedì, 21 aprile 2008, ore 15:02

La sconfitta elettorale che abbiamo subito nelle elezioni del 13 e 14 aprile ha dimensioni storiche. Per la prima volta nell’Italia repubblicana la sinistra non è rappresentata in Parlamento. Tutto questo mentre la destra populista di Berlusconi vince con grande consenso popolare e al suo interno una forza xenofoba come la Lega raddoppia i suoi consensi cambiando ulteriormente il panorama politico del nord Italia.
Le cause della nostra sconfitta vanno indagate a fondo perché riguardano l’essenziale, cioè il nostro rapporto con la società, con i mutamenti sociali di fondo. Non si esce dalla situazione in cui siamo senza un approfondito lavoro di inchiesta, di lettura partecipata delle dinamiche sociali. Questo lavoro dovrà caratterizzare il nostro impegno politico nella prossima fase. Riteniamo infatti che il punto centrale che ha pesato sul negativo risultato elettorale è il fatto che nel concreto contesto politico, istituzionale e sociale, non è stata riconosciuto l’utilità sociale della sinistra.
E’ quindi sulla nostra utilità sociale, sul ruolo che la sinistra ha nella società che occorre riflettere e proporre per rientrare in gioco.

Nell’immediato non si può non vedere come abbia pesato negativamente la nostra incapacità di utilizzare la presenza in maggioranza e la partecipazione al governo per dare una risposta ai principali problemi sociali del paese. La risicata vittoria del 2006 non chiedeva solo, per avere un senso, la sconfitta di Berlusconi, ma anche la sconfitta delle politiche berlusconiane. Il governo e la maggioranza nel loro operare concreto non hanno risposto a questa esigenza e si sono al contrario piegati alle esigenze dei poteri forti su tutte le principali questioni sociali: redistribuzione del reddito, lotta alla precarietà, tassazione delle rendite, laicità dello stato per non fare che alcuni esempi. La nostra azione politica si è mostrata inefficace e in questo contesto è maturata la non percezione dell’utilità sociale della sinistra. Si è così consumata una crisi, la cui profondità non abbiamo saputo vedere, del nostro rapporto con il paese reale e in particolare con i movimenti e con le lotte. L’utilità dell’esperienza di governo come possibilità per invertire le politiche degli ultimi quindici anni si è rivelata, alla luce dei fatti, impossibile da realizzare e la nostra permanenza nel governo si è trasformata in un problema sia per noi che per i movimenti.
A questo si è sommato il sistema elettorale bipolare e la campagna mediatica sul voto utile portata avanti non solo dai PD e PdL ma dal complesso dei mezzi di comunicazione di massa. Le elezioni sono state cioè un punto di passaggio per la costruzione di quel bipolarismo tra simili che è l’obiettivo delle classi dominanti di questo paese da almeno un quindicennio. Rendere le istituzioni impermeabili al conflitto sociale e rendere la politica uno strumento inservibile per l’emancipazione degli strati subalterni è l’obiettivo di questo bipolarismo che ha agito pesantemente nella campagna elettorale.
E’ evidente inoltre che il modo in cui ci siamo presentati alle elezioni non ha funzionato. Di questo mancato funzionamento si danno letture tra di loro diverse e persino diametralmente opposte, ma il punto politico fondamentale è che comunque l’operazione è fallita, e che agli occhi di tutti è risultata una operazione politicista che non ha intercettato la crisi sociale.
Il complesso di questi elementi, l’incapacità a trasmettere l’utilità sociale di una nostra affermazione, ha fatto si che noi abbiamo perso voti in tutte le direzioni: verso il non voto da parte di chi pensa che “siete tutti uguali”.
Verso il PD da parte di chi, pur condividendo i nostri contenuti, ha ritenuto quello un voto più utile per battere Berlusconi.
Addirittura verso la Lega da parte di ceti proletari che sentendosi non difesi dalla sinistra hanno pensato che visto che non si riescono a cambiare con un’azione generale le cose più importanti, almeno si migliorano le cose “a casa propria”.

Ripartire dal sociale
Questa sconfitta storica non è avvenuta in una fase di stabilizzazione economica e sociale. Noi non siamo dentro un ciclo di crescita economica che riduce le contraddizioni sociali. Al contrario siamo in una fase di crisi, con una insicurezza sociale e personale che sfiora l’angoscia. In quel sentirsi soli di fronte al pericolo è stato sconfitto il nostro progetto e la destra ha vinto le elezioni.
Il punto è però che queste contraddizioni nella prossima fase sono destinate ad aumentare. Problemi di salario, precarietà, casa, ristrutturazione mercantile del welfare, aggressione del territorio e sua militarizzazione, sono destinati ad aumentare. Il nodo è se di fronte a questo inasprirsi della crisi sociale sarà la destra populista a farla da padrona con la proposta della guerra tra i poveri e la costruzione di capri espiatori, oppure se saremo in grado di ricostruire forme di solidarietà, di conflitto, di movimento, capaci di ricostruire una identità e una utilità sociale della sinistra.
A partire da questo punto di fondo occorre definire attraverso quali strumenti si riorganizza il campo politico della sinistra. E’ infatti evidente che il rischio che stiamo correndo è che, dopo la sconfitta nella società, ci sia la disgregazione del tessuto militante e l’ evaporazione della sinistra politica in una babele di linguaggi e di proposte.
Il punto non è quindi l’accelerazione non si sa bene vero che cosa, ma la definizione di percorsi concreti, che ridiano un senso di appartenenza ad una comunità e che siano efficaci socialmente.
1 - In primo luogo occorre rilanciare il PRC come corpo collettivo. Il tema della rifondazione comunista non sta dietro di noi ma dinnanzi a noi nella sua dimensione di progetto politico, culturale, sociale e nella sua dimensione comunitaria. Riattivare il Partito della Rifondazione Comunista come progetto politico necessario alla sinistra in Italia per l’oggi e per il domani è un punto decisivo da cui non si può prescindere, in tutti i suoi aspetti, dal tesseramento all’iniziativa sociale, politica e culturale. Riattivare il Partito della Rifondazione Comunista dando certezze alle donne e agli uomini che hanno scelto di appartenere a questa comunità e dunque sgombrando il campo dalle ipotesi di dissolvenza e superamento, che hanno connotato la fase che abbiamo alle spalle, si sono esplicitate durante la campagna elettorale, contribuendo al disorientamento e alla demotivazione.
Riattivare Rifondazione Comunista, riaffermando un’etica della politica, nella coerenza tra ciò che si enuncia e ciò che si pratica come nel quotidiano esercizio e rafforzamento della democrazia interna, rilanciando il percorso di Carrara. Riattivare il conflitto di genere dentro il partito, perché diventi realmente un soggetto sessuato in cui le donne non siano né fiori all’occhiello, né quote. Un partito che assuma il femminismo come punto di vista da cui rileggere il mondo e si faccia attraversare quotidianamente dalla critica delle donne alla politica. Occorre sapere con precisione che il PRC è strumento indispensabile ma non sufficiente per la ricostruzione di una ampia sinistra anticapitalista in questo paese. Indispensabile e non sufficiente: i due termini non delineano uno spazio geometrico ma una cultura politica da cui siano banditi tanto il settarismo quanto il liquidazionismo.
2 - Contemporaneamente occorre porsi il compito di riaggregare il campo della sinistra. La domanda di unità che è emersa nel corso della campagna elettorale e che emerge oggi va raccolta perché è una grande risorsa per uscire dalla sconfitta. Il PRC è indispensabile ma non sufficiente, sia perché la sinistra politica è più ampia dei soli comunisti, sia perché le forme concrete di impegno a sinistra vanno ben oltre quelle codificate dall’appartenenza ad un partito. Movimenti, comitati, collettivi, associazioni, militanza sindacale, vertenze territoriali ed ambientali: mille sono i modi in cui si fa politica oggi a sinistra. Pensiamo solo a cos’è il No Dal Molin a Vicenza o il No TAV in Val di Susa.
Aggregare quindi il campo della sinistra a partire dalla valorizzazione di ciò che, a tutti i livelli, esiste e delle esperienze innovative che in questi anni ci sono state: basti pensare alla Sinistra Europea che proprio su questa idea è nata e ha fatto i suoi primi passi in questi anni.
Ripartire dalla costruzione di spazi comuni della sinistra, di forme concrete di lavoro di inchiesta, di lavoro politico sociale e culturale sul territorio per costruire un percorso, non fagocitato da scadenze elettorali, che punti alla costruzione. dell’unità possibile di tutte le forze disponibili sulla base di contenuti, obiettivi, pratiche realmente condivisi. Un percorso unitario rivolto a tutti coloro che hanno sostenuto la Sinistra Arcobaleno e non solo. Un processo di aggregazione unitario che eviti la spaccatura tra chi propone la costituente della sinistra e chi propone la costituente comunista. Sono due proposte che frammenterebbero ulteriormente la sinistra, avrebbero effetti disgregatori nello stesso corpo di Rifondazione, il cui progetto politico è per noi prioritario rilanciare, dividerebbero la nostra gente sulla base di riferimenti ideologici privi di una consistente base politica. Due proposte che non affrontano il nodo principale: come ricostruire l’utilità sociale della sinistra.
Occorre partire subito con un percorso di riaggregazione, le cui forme e modalità saranno riconsegnate alla libera discussione di tutte e di tutti nel percorso congressuale, che non commetta gli errori di politicismo e di verticismo che abbiamo avuto nella fase precedente. La sinistra può nascere solo come strumento di partecipazione, solo se le sue organizzazioni sono guidate dai principi democratici e dalla trasparenza, senza il predominio degli apparati, con le loro logiche di cooptazione. Per questo indichiamo la costruzione di una discussione, sia interna al partito che coinvolgente tutta l’area della sinistra arcobaleno, come priorità politica delle prossime settimane. Occorre riprendere la discussione.
Indichiamo parimenti la partecipazione a tutte le manifestazioni del 25 aprile e del 1° maggio presenti sul territorio con u messaggio chiaro:
La destra populista cresce sui bassi salari, sulla precarietà, sulla mancanza di case e di servizi. Costruiamo l’opposizione sociale al governo Berlusconi.

Imma Barbarossa, Roberta Fantozzi, Loredana Fraleone, Fabio Amato, Ugo Boghetta, Bianca Bracci Torsi, Stefania Brai, Alberto Burgio, Maria Campese, Giovanna Capelli, Guido Cappelloni, Carlo Cartocci, Bruno Casati, Aurelio Crippa, Paolo Ferrero, Eleonora Forenza, Claudio Grassi, Ramon Mantovani, Laura Marchetti, Citto Maselli, Giovanni Russo Spena, Bruno Steri, Luigi Vinci
carloge
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categoria : politica