venerdì, 29 febbraio 2008, ore 15:51

In uno dei momenti più difficili della difficile vita dei Palestinesi, una serata di informazione e di discussione
il 7 marzo 2008, ore 21 – teatrino degli Zingari Comunità San Benedetto

Palestinesi, oggi

Giuditta Brattini -Associazione Gazzella Onlus di ritorno da Gaza che ci porterà informazioni, analisi e dati sulla situazione

Monica Maurier - Comitato "per Sabra e Chatila", che ci parlerà della situazione dei Palestinesi nei campi in Libano nel contesto della attuale situazione

Bassam Saleh - Comitato "con la Palestina nel cuore" che ci parlerà della lotta perchè la Nabka sia ricordata 60 anni dopo mentre la lunga lotta verso la libertà ed autonomia continua..

Oltre alle loro parole ci porteranno immagini

Organizzata da newweapons - http://newweapons.org
carloge

giovedì, 28 febbraio 2008, ore 18:16

In questi giorni a Genova i Pm Vittorio Ranieri Miniati e Patrizia Petruzziello stanno concludendo la requisitoria al processo per le violenze nella caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova. Gli imputati sono 45, appartenenti al personale della polizia penitenziaria, polizia di stato, carabinieri e medici. Le parti offese sono 205, tutti manifestanti che nei giorni 19-20-21 luglio del 2001 si trovarono per le strade, le piazze di Genova, alla scuola Diaz, convinti o inconsapevoli di esercitare un loro diritto, previsto dalla Costituzione Italiana, quello di manifestare il loro pensiero e la loro contrarietà al vertice dei G8. Nella caserma di Bolzaneto furono inflitti alle persone fermate "almeno quattro" delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte Europea sui diritti dell'uomo configurano "trattamenti inumani e degradanti". Dei cinque trattamenti esaminati dalla Corte Europea e ritenuti inumani ben quattro furono sicuramente inflitti a Bolzaneto (non risultano casi di incapppucciamento). Gli arrestati furono costretti a stare in piedi per ore, anche in posizioni disagevoli, picchiati, insultati, minacciati di morte e stupro, privati di cibo e acqua. Il pm ha citato la convenzione Onu che vieta sia la tortura sia il trattamento inumano, crudele o degradante. Si tratta di una norma contro la tortura che l'Italia ha ratificato nel 1989 ma non ha ancora tradotto in una legge penale. Quello che avvenne a Bolzaneto fu un comportamento inumano e degradante ma, non esistendo una norma penale per la quale l'Italia e' inadempiente rispetto all'obbligo di adeguare il proprio ordinamento alla convenzione, i pm sono stati costretti a contestare agli imputati l'art. 323 (abuso d'ufficio). Altri reati contestati a vario titolo sono: violazione della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali, abuso di autorita' nei confronti di persone arrestate o detenute, minacce, ingiurie, lesioni. Purtroppo per il reato di tortura e per il trattamento inumano e degradante sarebbe prevista l'imprescrittibilita' e le pene varierebbero da 4 a 10 anni. Per le violenze e le torture di Bolzaneto, invece, i reati si prescrivono nel 2009. Quindi nessuno degli imputati si farà nemmeno un giorno da detenuto, nessuno di loro proverà l’esperienza di trovarsi “dall’altra parte” quella che almeno 205 persone, grazie a loro, hanno sperimentato sulla loro pelle. A Bolzaneto gli arrestati sono stati costretti a stare in piedi per ore o a fare la posizione del cigno e della ballerina, ad abbaiare come cani per poi essere insultati con minacce a sfondo politico e sessuale. Molti hanno ricevuto schiaffi a mano aperta e colpi alla nuca, lo strappo di piercing anche dalle parti intime, ragazze tenute nude fatte girare su se stesse o in tondo con commenti brutali da parte di agenti presenti anche in infermeria. Minacce, indirizzate verso donne a sfondo sessuale "entro stasera vi facciamo tutte" "bisogna fare come in Kosovo". Perché cosa è successo in Kosovo??? Il racconto continua con l´etichettatura sulla guancia, a mo´ di marchio, per i ragazzi arrestati alla Diaz nel piazzale al momento dell'arrivo a Bolzaneto, con quello di una ragazza privata delle necessarie cure (manganellata alla scuola Diaz, con i denti rotti e frattura della mascella). Quello di un ragazzo che nella scuola Diaz per il terrore non è riuscito a trattenere le sue deiezioni e al quale non è consentito di lavarsi. Quello inflitto ad una ragazza col capo spinto verso la tazza del water, lo strappo della mano e la sutura senza anestesia ad un altro. Le ustioni con sigaretta sul dorso del piede, le percosse tra l´altro sui genitali con un grosso salame. Le percosse con lo stesso grosso salame sul collo di un altro. Lo spruzzo in cella di spray urticante. Il malore di un altro cui verrà riscontrata la rottura della milza. Il pestaggio di una persona con arto artificiale. Gli insulti ad un arrestato per la sua bassa statura, ad un altro per il colore della sua pelle. Due arrestati vengono legati insieme e le loro teste vengono fatte sbattere l´una contro l´altra. L´accanimento gratuito su persone già private della loro libertà e quindi incapaci di nuocere ad alcuno. Gli insulti, le umiliazioni, le botte. I capelli tagliati a colpi di forbice, gli sputi, i volti marchiati, le dita spezzate. I responsabili di tutto questo sono uomini dello Stato. Quello che ci dovrebbero proteggere dai criminali. Ma quando i criminali sono loro? Quando i criminali nonostante le accuse pesantissime sono sempre al loro posto e, in molti casi, sono stati promossi? Art. 13 della Costituzione della Repubblica Italiana: La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. …. E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà. Nerys Lee, funzionario del segretariato internazionale di Amnesty International, ha dichiarato: “Nel luglio del 2001 ci fu in Italia una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia più recente, una breve ma intensa parentesi della democrazia”. Perché l’Italia non ha ancora approvato una legge contro il reato di tortura e qualcuno se ne ricorderà almeno nella prossima legislatura? Perché i media, i partiti, la società civile (cosiddetta) non si occupano del processo di Bolzaneto? Le torture fanno più audience se si tratta di Abu Grahib e di Guantanamo?
Enrica Bartesaghi Presidente Comitato Verità e Giustizia per Genova
www.veritagiustizia.it 
info@veritagiustizia.it

carloge

giovedì, 28 febbraio 2008, ore 16:41

1. Dignità e diritti nel lavoro: la sicurezza

Ogni giorno in Italia muoiono in media 4 persone mentre lavorano. Grazie a una legge voluta dal Governo Berlusconi si può lavorare anche 13 o 14 ore al giorno e spesso per lavorare occorre rinunciare ai propri diritti. Siamo arrivati al paradosso che il lavoro è pagato a prezzi orientali e le merci così prodotte vengono vendute a prezzi occidentali.
La Sinistra l’Arcobaleno propone: una legge che fissi la durata massima del lavoro giornaliero in 8 ore e in 2 ore la durata massima degli straordinari; l’immediata approvazione dei decreti attuativi del Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro e quindi più controlli e più certezza e severità delle pene per le imprese che trasgrediscono le norme.

2. Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà

I lavoratori e le lavoratrici precarie nel nostro Paese sono oltre 4 milioni. È precarietà di vita, non solo di lavoro. La Sinistra l’Arcobaleno propone di superare la legge 30 e di affermare il contratto a tempo pieno e indeterminato come forma ordinaria del rapporto di lavoro; di rafforzare la tutela dell’articolo 18 contro i licenziamenti ingiustificati; di cancellare dall’ordinamento le forme di lavoro co.co.co, co.co.pro e le false partite IVA.

3. Dignità e diritti nel lavoro: salari, fisco e redistribuzione del reddito

Nel 2003 ai lavoratori toccava il 48,9% del reddito prodotto nel Paese, nel 1972 era il 59,2%. Oggi la quota dei redditi da lavoro dipendente è ulteriormente diminuita. Secondo i dati della Banca d’Italia, dal 2000 al 2006 prezzi e tariffe sono notevolmente aumentati e i salari sono rimasti invariati. La Sinistra l’Arcobaleno vuole fissare per legge il salario orario minimo per garantire una retribuzione mensile netta di almeno 1000 euro; propone un meccanismo di recupero automatico annuale dell’inflazione reale; propone di elevare le detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti. La Sinistra l’Arcobaleno vuole introdurre, come avviene in tutta Europa, un reddito sociale per i giovani in cerca di occupazione e per i disoccupati di lungo periodo, costituito da erogazioni monetarie e da un pacchetto di beni e servizi. La Sinistra l’Arcobaleno propone di diminuire il prelievo fiscale per i redditi più bassi portandoli dal 23 al 20%, contemporaneamente di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie al 20%, di redistribuire il reddito ai lavoratori e alle lavoratrici attuando immediatamente quanto previsto dalla Finanziaria di quest’anno, che destina loro tutto l’extragettito maturato.

4. Laicità: lo spazio di libertà per tutti

Nei Paesi europei più avanzati, e non solo in Europa, i fondamentali diritti della persona sono tutelati e garantiti da una legislazione che ne salvaguarda la sfera personale, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuna e di ciascuno. Da noi non è così. La Sinistra l’Arcobaleno afferma l’uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e propone il riconoscimento pubblico delle unioni civili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita e propone una legge sul testamento biologico.

5. Libertà e autodeterminazione femminile

Nemmeno negli anni ’70 l’attacco alla libertà delle donne è stato tanto feroce; addirittura c’è chi propone una moratoria contro l’aborto chiamando “assassine” le donne. La Sinistra l’Arcobaleno propone interventi affinché la legge 194 sia applicata estendendo in tutto il Paese la rete dei consultori e introducendo in via definitiva la pillola RU 486 come tecnica non chirurgica di intervento che può essere scelta dalle donne; una nuova legge sulla fecondazione assistita per eliminare gli ingiusti divieti della legge 40, lesivi della libertà di scelta delle donne e del diritto costituzionale alla tutela della salute; una norma che persegua tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

6. La pace, il disarmo

L’Italia è al 32° posto per la ricerca scientifica e al 7° posto nella classifica mondiale delle spese in armamenti. Con i soldi spesi per comprare un solo caccia Euro Fighter si potrebbero costruire 100 asili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che vada pienamente attuato l’art. 11 della Costituzione. L’Italia non deve più partecipare a missioni al di fuori del comando politico e militare delle Nazioni Unite. Vanno tagliate le spese per gli armamenti ed avviata la riconversione dell’industria bellica applicando la legge 185. Vogliamo una legge per la messa al bando delle armi nucleari dal nostro Paese. Siamo contrari alla costruzione della nuova base militare a Vicenza ed è necessaria una Conferenza nazionale sulle servitù militari per rimettere in discussione tutte le basi della guerra preventiva presenti sul nostro territorio. Serve una nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo.

7. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima

Contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici è fondamentale per garantire una speranza di futuro all’umanità: senza adeguate misure ci saranno rischi certi per la salute e l’ambiente. La Sinistra l’Arcobaleno rifiuta il nucleare e propone che entro il 2020 si superi il 20% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e che le emissioni siano ridotte del 20%; un grande investimento pubblico in pannelli solari su tutti i tetti delle case e degli edifici pubblici. L’acqua è un bene comune e come tale deve essere pubblico. La Sinistra l’Arcobaleno propone la ripubblicizzazione dei servizi idrici, una legge quadro sul governo del suolo e l’inasprimento delle pene contro i reati ambientali e le ecomafie.

8. Le “Grandi Opere” di cui il Paese ha bisogno

Sono necessari grandi investimenti per una diversa qualità dello sviluppo e una buona occupazione. Queste sono le nostre “Grandi Opere”: messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e da quello idrogeologico; investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la mobilità nelle città con nuove metropolitane, linee tramviarie e mezzi a energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari. Vanno abbandonati progetti inutili e dannosi come il Ponte sullo Stretto, il Mose a Venezia, la TAV in Val di Susa, a favore di interventi su nodi ferroviari urbani, infrastrutture ferroviarie nel Mezzogiorno e potenziamento dei valichi alpini. Investimenti sul trasporto merci su rotaia e sulle autostrade del mare. Riduzione della produzione dei rifiuti, forti investimenti nella raccolta differenziata, misure concrete per il riciclaggio, impiego delle tecnologie più moderne ed avanzate.

9. Il diritto alla salute e le politiche sociali, indice di civiltà

L’Italia destina alla spesa sociale solo il 2,7% del PIL. In Germania, ad esempio, alla spesa sociale viene destinato l’8,3%. Il fallimento e la crisi dei sistemi che hanno introdotto il mercato nella sanità sono la dimostrazione ulteriore che solo il sistema sanitario pubblico e universalistico può dare risposte al bisogno di salute. La Sinistra l’Arcobaleno propone di adeguare il fondo sanitario nazionale al livello europeo, superare definitivamente i Ticket e le liste di attesa, inserire le cure odontoiatriche nei livelli essenziali del sistema sanitario. La Sinistra l’Arcobaleno propone una legge sulla non autosufficienza finanziando un fondo nazionale per almeno 1,5 miliardi di euro, l’aumento del fondo nazionale per le politiche sociali e l’indicazione di livelli essenziali delle prestazioni per eliminare la divaricazione fra regioni ricche e povere. La Sinistra l’Arcobaleno lancia un piano di asili come cardine della rete dei servizi per le bambine e i bambini.

10. La casa è un diritto, non una merce

Dopo un ventennio di politiche di privatizzazione e deregolamentazione del mercato delle locazioni, il costo degli affitti raggiunge oggi il 50% del reddito e anche più e gli sfratti di chi non ce la fa a pagare i canoni sono diventati il 70% del totale. L’Italia spende per la politica sociale della casa un decimo dell’Europa. La Sinistra l’Arcobaleno afferma che non ci possano essere sfratti se non da casa a casa, propone un piano nazionale per l’edilizia sociale a cui destinare 1,5 miliardi di euro, che porti l’Italia al livello europeo, modificare la legge 431/98, abolendo il canale libero. Vogliamo costituire un fondo a sostegno della ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere l’alloggio ed eliminare l’ICI sulla prima casa non di lusso per i redditi medio-bassi.

11. Convivenza, inclusione, cittadinanza

Gli immigrati in Italia sono quasi 4 milioni, incidono per il 6,1% sul PIL, pagano quasi 1,87 miliardi di euro di tasse. Sono lavoratrici e lavoratori indispensabili per la nostra società, ma sono esclusi dall’accesso a molti diritti. La normativa attuale impedisce l’ingresso legale nel nostro Paese, creando clandestinità e sottoponendo donne e uomini migranti ad una condizione di sfruttamento e precarietà estrema. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene indispensabile l’abolizione della legge Bossi-Fini, e l’approvazione di una nuova normativa che introduca l’ingresso per ricerca di lavoro, meccanismi di regolarizzazione permanente, il diritto di voto alle elezioni amministrative, la chiusura dei CPT, una legge sulla cittadinanza sulla base del principio dello jus soli.

12. Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro

Gli iscritti e le iscritte alla scuola italiana di ogni ordine e grado sono 7.742.294, le risorse destinate all’istruzione e la formazione sono pari al 3,5% del PIL e non aumentano da molti anni. Nel nostro Paese gli investimenti in università e ricerca rappresentano l’1,1% del PIL contro l’1,87% dell’Europa a 25, il 2,7% degli USA, il 3,15% del Giappone. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene la laicità della scuola pubblica fondamentale a partire dal rispetto rigoroso del principio che le scuole private sono libere, ma senza oneri a carico dello Stato. La Sinistra l’Arcobaleno propone la generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’estensione del tempo pieno e prolungato, l’innalzamento dell’obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni; la valorizzazione del ruolo dell’insegnante come intellettuale educatore. La Sinistra l’Arcobaleno propone di aumentare l’investimento pubblico in alta formazione e ricerca, nel corso della prossima legislatura, per raggiungere la media dei paesi OCSE; di rinnovare il sistema università e ricerca, anche con il reclutamento di 3000 giovani ricercatori l’anno per i prossimi 5 anni; di estendere il diritto allo studio elevando a 20.000 euro il limite di reddito per aver diritto alla borsa di studio.

13. Tagliare i privilegi, difendere la democrazia

La questione dei costi della politica non può essere separata dalla condizione generale del Paese: crescono le diseguaglianze e crescono i privilegi. E crescono anche gli intrecci tra affari e politica a partire dalle regioni meridionali ma non solo. La Sinistra l’Arcobaleno propone la riduzione del numero di parlamentari e di consiglieri regionali. La retribuzione dei parlamentari italiani non deve essere superiore alla retribuzione media dei parlamentari degli altri Paesi europei. È necessaria una legge che sottragga ai partiti le nomine, nella Sanità come negli altri settori pubblici, che stabilisca criteri che le Amministrazioni devono rispettare per garantire l’interesse pubblico e i principi del merito.

14. Una informazione libera, pluralista, democratica

L’Italia in questi anni è stata messa più volte sotto accusa dall’Unione Europea per carenza di pluralismo nell’informazione. Secondo l’ultimo rapporto USA sulla libertà di stampa, il nostro Paese occupa il 61° posto. La Sinistra l’Arcobaleno propone l’abrogazione della “Legge Gasparri” e l’approvazione di una vera legge di sistema che imponga tetti antitrust e impedisca posizioni dominanti nelle comunicazioni e nell’industria culturale. È assolutamente indispensabile approvare una vera legge sul conflitto di interessi.
carloge

giovedì, 28 febbraio 2008, ore 16:23

Venerdi 29 febbraio ore 21

Teatro degli Zingari, Genova

Presentazione della nuova edizione del libro di G. L. Jackson
"Col sangue agli occhi. Il “fascismo” americano e altri scritti”.
Saranno presenti Silvia Baraldini, Don Gallo, Emilio Quadrelli
Università di Genova, Ass. Italia Cuba di Genova.

per ulteriori informazioni http://www.sanbenedetto.org
carloge

martedì, 26 febbraio 2008, ore 06:53

Il processo per i maltrattamenti sui detenuti nella caserma di Bolzaneto, durante il G8 del 2001, sta entrando nel vivo, con l’avvio della requisitoria dei pm. Il procuratore aggiunto Mario Morisani, all’esordio dell’udienza, ha parlato di “ventata di follia. Tutti hanno perso il controllo, da una parte e dall’altra”. E’ un’affermazione che lascia davvero sconcertati, perché lascia intuire un’assimilazione dei gravissimi abusi compiuti a Bolzaneto (documentati da decine di testimonianze) alle follie di una “controparte” nebulosa, evidentemente da identificare - nell’allusiva affermazione di Morisani - con il solito “blocco nero”, assurto ormai a scusa ufficiale per tutti gli abusi commessi dalle forze dell’ordine nelle tragiche giornate del G8 genovese. E’ un discorso pericoloso perché ci porta fuori dal recinto delle regole costituzionali: se anche ci fosse stata una “follia” dall’altra parte (ma bisognerebbe dire meglio di chi si parla, in che contesto, per quali epidosi), stabilire una reazione di causa-effetto con le torture compiute in caserma, vorrebbe dire che le forze dell’ordine possono essere assimilate - nella visione del procuratore - a bande di teppisti e che eventuali “folli” azioni di privati cittadini per le strade sono equiparabili a maltrattamenti sui detenuti da parte di funzionari dello stato. Se Morisoni intendeva qualcosa del genere, c’è davvero da preoccuparsi, perché il procuratore si incamminerebbe su un sentiero che porta fuori dal percorso della legalità costituzionale. Le forze dell’ordine devono rispettare la legge in ogni circostanza, punto. Non ci sono cedimenti possibili su questo punto. Tanto più se si parla di abusi commessi nel chiuso di una caserma su persone private della libertèà personale (e spesso già picchiate e malmenate per strada o alla scuola Diaz). Di fronte ai fatti documentati a Bolzaneto, occorre una risposta chiara e forte dello stato, e non la ricerca di attenuanti e giustificazioni. Dottor Morisoni, si corregga.
Lorenzo Guadagnucci

 

Trascrizioni

I udienza Bolzaneto
http://www.supporto <http://www.supportolegale.org/?q=node/1306>
legale.org/?q=node/1306

II udienza Bolzaneto
http://www.supporto <http://www.supportolegale.org/?q=node/1307>
legale.org/?q=node/1307
carloge

lunedì, 25 febbraio 2008, ore 18:50

Le forze di sinistra si propongono di:

Combattere il disagio sociale
Ridare potere d’acquisto ai salari
Migliorare le condizioni di lavoro
Superare la precarietà
Tutelare l’ambiente
Sostenere la promozione dei diritti civili
Pace e disarmo
Ridurre i costi della politica

La crisi del Governo Prodi, provocata dall’uscita dalla coalizione delle componenti centriste (Dini, Mastella, ecc.), rende ancora più urgente la costruzione di un soggetto unitario e plurale della SINISTRA.
Come rappresentanti in Valpolcevera di partiti, Associazioni, e come singoli uomini e donne proponiamo di avviare anche nella nostra vallata questo percorso, affinché scelte, programmi, iniziative a livello locale ( su tematiche quali viabilità, servizi, sanità, riutilizzo di aree dismesse, cultura e socialità) siano costruiti in modo aperto, con la partecipazione dei cittadini.
Assemblea in Valpolcevera
della sinistra e degli ambientalisti
martedì 4 marzo 2008 ore 17,30
Nella Sede ANPI “Monte Sella” (g.c) Via Boggiano 1 Bolzaneto

carloge

domenica, 24 febbraio 2008, ore 11:32

Dove, come e quando sarà costruito il nuovo ospedale?
Nel frattempo come verrà garantita l'assistenza sanitaria?

Sabato 1° marzo dalle 9.00 alle 13.00 La Sinistra l'Arcobaleno organizza un convegno nella Sala Consiliare municipalità VII Ponente, piazza Gaggero 2 Genova Voltri.

Partecipano:
Claudio Montaldo, Assessore Regionale Sanità
Dott.ssa A.Cristina Quaglia
Irene Ponassi
Dott. Piero Iozzia - Direttore U.O.  Salute Mentale distretto 10
Paola Conte - RSU Sanità

Coordina Rosa Morlè, Vicepresidente e Assessore Municipalità VII Ponente

Conclude Arcadio Nacini - Consigliere Comunale

Sono invitati a dare il loro contributo tutti i cittadini e le associazioni presenti sul territorio

Coordinamento della Sinistra L'Arcobaleno del Ponente
sinistraponente@yahoo.it
carloge

domenica, 24 febbraio 2008, ore 08:19

Manifestazione indetta dalla "Rete 194" di Genova a difesa della legge sull'interruzione di gravidanza
Migliaia in piazza in difesa della legge 194

 
carloge

venerdì, 22 febbraio 2008, ore 14:24

Comunicato stampa

“Sabato tutte e tutti alla manifestazione in difesa della 194.
Difendere laicità e diritti senza ambiguità”

Il tempo dell'ipocrisia è finito. Le donne italiane chiedono chiarezza sulla 194, sul diritto alla possibilità di scegliere liberamente la propria maternità.

L'Italia moderna e progressista non vuole tornare al passato, ai tempi delle “mammane”, dei viaggi all'estero, delle morti per aborto clandestino.

La 194 è una conquista di civiltà, che ha già portato al dimezzamento degli aborti in Italia. Tanto più dopo i recenti fatti servono parole chiare. Va combattuta con forza la montante e trasversale ( da Binetti a Ferrara ) marea fondamentalista.

La Sinistra-Arcobaleno nasce anche per questo. Per difendere senza ambiguità, i diritti civili, la laicità, la libertà di scegliere.

Sinistra Arcobaleno Genova

sinistragenova@gmail.com
carloge

martedì, 19 febbraio 2008, ore 06:53

Questa mattina cittadini del levante genovese e rappresentanti di Legambiente, Pro Natura, Associazioni Animaliste, Comitati del Levante hanno effettuato un presidio a Borgoratti in via Copernico.
 
In una splendida area verde di proprieta' comunale con oliveti, alberi da frutta, orti, fiori, il Comune, non sapendo piu' cosa combinare di nuovo dopo aver lasciato ai privati terreno libero per la speculazione adesso vuole alienare tre fasce verdissime piene di ulivi, di aranci, ciliegi, limoni, una quercia centenaria, un leccio , prati verdi, un orto, e una oasi felina per fare spazio a un parcheggio pubblico per 17 automobili.
 
In un'area in cui la speculazione edilizia ha fatto di tutto e di piu', in cui le strade strette che vanno in collina sono intasate dalle automobili si era salvata una bellissima area verde.
 
E cosa ci vogliono fare ?
 
Un orto metropolitano per gli anziani?
Un orto didattico per le scuole del quartiere?
Uno spazio per le attivita' ludiche della parrocchia ?
 
No. Un parcheggio per 17 automobili!
 
E' uno scandalo che grida vendetta anche per noi pacifisti senza se e senza ma, dopo tutte le dichiarazioni e le conferenze stampa dell' Amministrazione che si è impegnaqta a non costruire piu' nel verde, dopo le recenti vittorie dei cittadini nei ricorsi al tar  contro le possibili costruzioni in aree verdi è incredibile  l' Amministrazione non sappia trovare soluzioni non demolitorie per aree verdi di gran pregio e anzi, alieni ulteriormente le proprie proprietà per favorire 17 privati possessori di automobili che si ritroverebbero ( gratis ) un parcheggio a spese pubbliche e del verde.
 
Ironia della sorte ( ma si sa la burocrazia cementizia dell'amministrazione oltre al cemento nel cuore ha le pietre in testa ) vogliono sostituire parte degli olivi con alcuni cipressi.
 
Noi che non siamo ironici e che siamo concreti diciamo di no all'ennesima violenza al verde e abbiamo gia' individuato proposte alternative che salvaguardino gli eventuali contratti gia' in essere ( soluzione quindi indolore per le casse comunali ) non ci tireremo certo indietro. Li le ruspe non entreranno mai.
 
Basta cantieri in aree verdi, basta automobili al posto del verde, che le promesse elettorali siano rispettate, che i burocrati senza cuore vengano messi in condizione di non distruggere la storia, la bellezza, la qualità ambientale della città.
 
Legambiente, Pro Natura, Comitati Ambientalisti del Levante Genovese
carloge