Martedi 29 gennaio la maggioranza del Consiglio Comunale di Genova ha approvato la nuova politica di gestione dei rifiuti, illustrata dalla Sindaco Marta Vincenzi e dall'assessore al ciclo dei rifiuti Carlo Senesi. Di fatto si accantona il progetto di un mega inceneritore (stile Brescia) approvato da una larga maggioranza solo 18 mesi or sono e si concentrano le energie verso la riduzione, il riuso, il riciclaggio. Partono alcune sperimentazioni di "porta a porta", si incrementa la raccolta della parte umida nei mercati e nei negozi di alimentari, si approntera' una grande area per il compostaggio e si confronteranno diverse tecnologie (comprese il trattamento a freddo) per smaltire la ridotta frazione residua. La mancanza delle sovvenzioni (cip6), le mutate condizioni di sensibilita' politica, la scelta di affrontare la questione in una logica di prossimita' (niente importazioni di rumenta da fuori provincia) hanno fatto accantonare l'incenerimento. "Ancora ora mi domando come avrei fatto a ribaltare il 36 a 4 del 29 luglio 2006. Bel lavoro. Bravi" Questo sms, arrivato nella tarda serata di martedi, proprio dopo la conclusione del consiglio comunale da parte di uno dei piu' attivi membri del comitato per Scarpino, (il luogo della discarica di rifiuti solidi urbani genovesi) spiega la soddisfazione per un cambio di rotta, che non era certo scontato, visto l'uso strumentale della vicenda campana a favore degli inceneritori e la forsennata campagna della destra. Campagna che ha raggiunto toni parrostistici quando il capogruppo di FI in Consiglio Regionale Luigi Morgillo ha accusato l'assessore all'Ambiente della Regione Liguria Franco Zunino di "finanziare gli ecoterroristi" ...le associazioni, i movimenti rosso- verdi (in particolare il Forum Ambientalista ndr) contro i termovalorizzatori". Di fatto si e' rimarginata una grande ferita dentro la Sinistra e si e' iniziato un percorso di democrazia e di rapporto positivo con le popolazioni. Come e' stato possibile? Un ruolo decisivo lo hanno svolto i comitati di Scarpino, gli Amici del Chiaravagna, le associazioni ambientaliste che sono stati protagonisti sia di numerosissime manifestazioni e blocchi stradali che di proposte circostanziate e realistiche. Un aiutino lo ha dato anche l'intergruppo Arcobaleno del Consiglio Comunale di Genova un "caravanserraglio" politico (il rifondatore Arcadio Nacini, animatore dei comitati del Ponente, il presidente dei presidi liguri Nicolo' Scialfa di Uniti a Sinistra, il Comunista Italiano Bruno Delpino, il Verde Luca Dallorto e il sottoscritto del forum per la sinistra europea e del forum ambientalista). Frutto del clima particolare del capoluogo genovese o indicazione per altre esperienze di sinistra unita? Il bello inizia adesso: il raggiungimento di una percentuale alta di raccolta differenziata ci dira' se avremo veramente vinto.
Antonio Bruno, capogruppo PRC-SE Comune di Genova
COMUNICATO STAMPA
Oggi 25 Gennaio 2008 apprendiamo dai giornali cittadini che nei prossimi giorni si svolgerà un incontro fra il Sindaco e la Società Autostrade, nell’ambito delle pianificazioni ideate dell’Urban Lab, per parlare del progetto “Gronda di Ponente” e valutare percorsi alternativi a quello precedentemente annunciato. Ancora una volta i Comitati dei cittadini del Ponente, direttamente coinvolti nella vicenda, si vedono scavalcati e messi da parte nonostante i numerosi “proclami” più volte avanzati circa il loro coinvolgimento in ogni futura sede di dibattito sul tema. Cambiano le Amministrazioni ma restano invariati i metodi. La condivisione per i politici significa: “decido io e poi forse ti informo”, preoccupandosi di valutare i soli costi economici senza considerare quelli che sono gli impatti sociali. Nel ribadire la nostra posizione che vede la priorità assoluta della ferrovia sui TIR ed il totale rifiuto di percorsi che interessino il tessuto urbano, denunciamo ancora una volta l’atteggiamento di indifferenza delle istituzioni nei confronti dei Comitati e dei cittadini che in questa vicenda si trovano coinvolti, col rischio di perdere casa e salute senza poter non solo essere ascoltati ma nemmeno invitati ad assistere ad un incontro così importante.
COMITATO DI ARENZANO – COMITATO DI VESIMA - COMITATO DIFESA DELLE VALLI DI VOLTRI - COMITATO DI VIA PIETRA LIGURE E VENTIMIGLIA - COMITATO DI PRA’-PALMARO – COMITATO VIA VILLINI NEGRONE E VIA DELLA TORRAZZA - COMITATO QUARTIERE RISVEGLIO - COMITATO SERRA DI PANIGARO – COMITATO VIA DEL PRIANO – COMITATO ANTIGRONDA SAMPIERDARENA - COMITATO VIA AVIO, MOLTENI E PACINOTTI
La Sinistra, l'Arcobaleno e i movimenti: un percorso necessario oggi a rischio
La costruzione della Sinistra e l'Arcobaleno é un processo non solo utile, ma necessario.
Il susseguirsi degli eventi ha colto Rifondazione impegnata nella costruzione della Sinistra europea (Se).
Un progetto politico che affonda le sue radici negli eventi genovesi del luglio 2001, nei Forum di Firenze e Porto Alegre, nelle grandi manifestazioni contro la guerra "senza se e senza ma."
La costruzione della Se fin dall'inizio ha avuto tra i propri obiettivi la riduzione della distanza tra la politica istituzionale e i movimenti sociali, il riconoscimento della non autosufficienza dei partiti politici, la dimensione globale del conflitto sociale e, quindi, una strategia e un'identità sovranazionale.
La rete Forum per la Sinistra europea/Socialismo XXI nasce dentro queste opzioni, raccogliendo esperienze provenienti da alcuni dei settori più significativi del movimento dei movimenti L'incontro tra il percorso già avviato di Se e il progetto di costruzione della Sinistra e l'Arcobaleno avrebbe avuto tutte le premesse per produrre risultati importanti per l'insieme della sinistra. Ma le cose sembrano andare purtroppo in modo differente.
Fino ad ora ha prevalso un'idea del nuovo soggetto come semplice sommatoria delle quattro forze politiche, in un percorso definito unicamente dentro i gruppi dirigenti. S'invoca la partecipazione dei movimenti, dei comitati impegnati nelle lotte locali e si giura sulla loro centralità; ma la realtà è diversa: si viene chiamati in migliaia a Roma alla due giorni di dicembre, ma poi nulla di quanto collettivamente stabilito procede
Durante l'evento romano abbiamo organizzato insieme a una molteplicità di reti, dai centri sociali al Cantiere, un'assemblea autogestita che ha visto una partecipazione oltre ogni aspettativa.
Proseguiremo questo percorso autogestito con un seminario previsto per il 9/10 febbraio dove valuteremo la proposta di lanciare un'iniziativa pubblica nelle piazze di decine di città per rendere evidente il desiderio di migliaia di persone di essere coinvolte, non solo come spettatori o tifosi, nella costruzione della Sinistra e l'Arcobaleno, a partire dai contenuti espressi in questi anni dai movimenti.
Sul terreno della rappresentazione politico-istituzionale sembra invece dominare un'opzione governista come orizzonte non solo dell'oggi, ma anche del domani: la permanenza al governo "senza se e senza ma" come condizione indispensabile per permettere al processo unitario di procedere.
La questione è molto più profonda del dibattito attorno al sostegno all'attuale governo.
Le tante dichiarazioni sul governo come semplice strumento e non come fine della propria attività politica, paiono semplici affermazioni di principio, ininfluenti nella reale gestione politica.
Nel rapporto con i movimenti sociali dall'Afghanistan alla Tav, dal Dal Molin al dibattito sul welfare, dalle aperture di credito verso De Gennaro alla timidezza nell'indicare le responsabilità, anche nel centrosinistra, della vicenda rifiuti in Campania, si moltiplicano le incomprensioni e le rotture.
L'apertura del processo costituente a realtà esterne ai quattro partiti non comporta automaticamente la richiesta a costoro di sciogliere le proprie organizzazioni. Oggi infatti non é possibile una sintesi a priori tra le diverse parzialità presenti che tra l'altro, e andrebbe riconosciuto, non sono solo quelle delle forze politiche organizzate.
È stata proprio l'esperienza del movimento dei movimenti a ribadire che i percorsi unitari passano attraverso il riconoscimento delle varie identità e l'attribuzione a ciascuna di una pari dignità.
Fondamentale é che ognuno, partecipi a un percorso di ricerca riconoscendo la propria parzialità.
D'altra parte sarebbe un paradosso volersi accreditare come disponibili a un percorso comune e innovatore e ignorare la critica alla forma partito novecentesca.
Abbiamo davanti un percorso complesso, non prevedibile a tavolino, ma, forse anche per questo, non meno affascinante e necessario.
Vittorio Agnoletto