giovedì, 31 gennaio 2008, ore 09:05

Martedi 29 gennaio la maggioranza del Consiglio Comunale di Genova ha approvato la nuova politica di gestione dei rifiuti, illustrata dalla Sindaco Marta Vincenzi e dall'assessore al ciclo dei rifiuti Carlo Senesi. Di fatto si accantona il progetto di un mega inceneritore (stile Brescia) approvato da una larga maggioranza solo 18 mesi or sono e si concentrano le energie verso la riduzione, il riuso, il riciclaggio. Partono alcune sperimentazioni di "porta a porta", si incrementa la raccolta della parte umida nei mercati e nei negozi di alimentari, si approntera' una grande area per il compostaggio e si confronteranno diverse tecnologie (comprese il trattamento a freddo) per smaltire la ridotta frazione residua. La mancanza delle sovvenzioni (cip6), le mutate condizioni di sensibilita' politica, la scelta di affrontare la questione in una logica di prossimita' (niente importazioni di rumenta da fuori provincia) hanno fatto accantonare l'incenerimento. "Ancora ora mi domando come avrei fatto a ribaltare il 36 a 4 del 29 luglio 2006. Bel lavoro. Bravi" Questo sms, arrivato nella tarda serata di martedi, proprio dopo la conclusione del consiglio comunale da parte di uno dei piu' attivi membri del comitato per Scarpino, (il luogo della discarica di rifiuti solidi urbani genovesi) spiega la soddisfazione per un cambio di rotta, che non era certo scontato, visto l'uso strumentale della vicenda campana a favore degli inceneritori e la forsennata campagna della destra. Campagna che ha raggiunto toni parrostistici quando il capogruppo di FI in Consiglio Regionale Luigi Morgillo ha accusato l'assessore all'Ambiente della Regione Liguria Franco Zunino di "finanziare gli ecoterroristi" ...le associazioni, i movimenti rosso- verdi (in particolare il Forum Ambientalista ndr) contro i termovalorizzatori". Di fatto si e' rimarginata una grande ferita dentro la Sinistra e si e' iniziato un percorso di democrazia e di rapporto positivo con le popolazioni. Come e' stato possibile? Un ruolo decisivo lo hanno svolto i comitati di Scarpino, gli Amici del Chiaravagna, le associazioni ambientaliste che sono stati protagonisti sia di numerosissime manifestazioni e blocchi stradali che di proposte circostanziate e realistiche. Un aiutino lo ha dato anche l'intergruppo Arcobaleno del Consiglio Comunale di Genova un "caravanserraglio" politico (il rifondatore Arcadio Nacini, animatore dei comitati del Ponente, il presidente dei presidi liguri Nicolo' Scialfa di Uniti a Sinistra, il Comunista Italiano Bruno Delpino, il Verde Luca Dallorto e il sottoscritto del forum per la sinistra europea e del forum ambientalista). Frutto del clima particolare del capoluogo genovese o indicazione per altre esperienze di sinistra unita? Il bello inizia adesso: il raggiungimento di una percentuale alta di raccolta differenziata ci dira' se avremo veramente vinto.
Antonio Bruno, capogruppo PRC-SE Comune di Genova

carloge

giovedì, 31 gennaio 2008, ore 08:42

INTERPELLANZA

Il Sottoscritto Consigliere,

in merito al progetto relativo alla realizzazione del complesso residenziale Vallescura sito in località Carnoli a Genova Voltri – Conferenza dei Servizi Cds 03/07.

considerato che il progetto esaminato, a detta della stessa documentazione presentata, presenta notevoli difficoltà di realizzazione sia sotto il profilo della stabilità dei terreni interessati dall’intervento, sia sotto il profilo dell’accessibilità ai nuovi insediamenti.

In particolare:

Carenza di accessibilità:

- già al bivio Crosa Schiavetta si evidenzia una viabilità problematica per mezzi pesanti e per un flusso di grande transito;

- a partire dalla Chiesa nel tratto di Via Carnoli, all’altezza dei civici 17 e 18, e civici 8 e 15- 17, la carreggiata presenta una larghezza ridotta, tale da far conseguire ordinanza sindacale (15 settembre 2004 – n. 1149/PM, che disciplina la circolazione nel tratto indicato (..) “con l’istituzione del divieto di transito per i veicoli aventi larghezza superiore a m. 1,80”;

- la strada carrabile, che prosegue per circa 250 metri, caratterizzata sulla destra da muretto a secco di un’altezza di circa 3 metri e mezzo e a destra da una ringhiera con sottostante zona ordinata ad orti, presenta già movimenti di spanciamento dei muretti a secco.

Considerato, inoltre che:

- Il passaggio dei mezzi cantiere è insostenibile in questo tratto, così come risulterebbe insostenibile essere un aumento di vetture afferenti ai nuovi insediamenti abitativi;
- non essendo regimentate le acque bianche la strada non consente un incremento del traffico, permettendo solo il passaggio alle unità abitative presenti;
- l’accesso ai nuovi insediamenti abitativi, sia per quanto riguarda il cantiere, sia per quanto riguarda le auto di proprietà dei nuovi residenti andrebbero a pesare su un tratto di strada che come si è già detto risulta soggetto alla ordinanza sindacale di cui prima e oltretutto, per un tratto di circa 250- 300 metri su una strada di proprietà;
- verrebbe sicuramente compromesso anche da un traffico modesto considerata anche l’impossibilità di costruire aree per l’alternanza veicolare.
- in fase di cantiere il muretto a secco, che contiene i terreni sovrastanti, verrebbe sicuramente danneggiato dal passaggio dei mezzi pesanti
- il nuovo insediamento sarebbe difficilmente raggiungibile, in situazione di emergenza, dai mezzi di soccorso.

Considerato inoltre che l' area è ad alto rischio sotto il profilo idrogeologico

Infatti nella documentazione presentata “Lo studio di verifica delle ripercussioni in corso d’opera e a fine lavori sui manufatti esistenti” si evidenzia come “gli scavi risultano le operazioni più particolari di tutto l’intervento in progetto, in quanto verranno eseguiti in corrispondenza di un versante acclive e in prossimità della strada comunale”.

Inoltre, tutta l’area interessata dai nuovi insediamenti è caratterizzata da numerose falde acquifere, in particolare la zona dove verrebbero costruiti i parcheggi è soggetta ad evidenti smottamenti e si nota la presenza di un rivo che nei momenti di piena, secondo le testimonianze dei residenti, deborda sulla strada esistente.

Infine, tutta la zona presenta evidenti segni franosi, in particolare nella zona adiacente al lotto in oggetto si evidenzia uno smottamento del terreno di grande estensione a causa del quale il Comune di Genova si è visto costretto con ordinanza sindacale ad emanare un provvedimento di chiusura del fabbricato Contrassegnato col numero 9 (Ordinanza del Sindaco 17 marzo 1995 N. 260)

Ritenendo che:

- Un aggravio di peso determinato dalla nuova edificazione potrebbe aumentare le criticità esistenti o crearne di nuove con pericolo per le persone e per i fabbricati esistenti a valle.
-
- Qualsiasi intervento dovrebbe essere assoggettato alla zona E, ossia sia subordinato a quanto stabilisce la norma geologica del PUC per la Zona E. Pertanto si chiede che ogni intervento sia sottoposto prima della presentazione ad un esame profondo idrogeologico non solo per il lotto interessato dal progetto, ma per tutto il versante della collina.

-La possibile utilizzazione insediativa del proponente è ben più ampia del lotto stesso e il progetto se approvato potrebbe essere la testa di ponte per un insediamento successivo negli altri lotti.

Sottolineato come:

- nell’ambito dell’approvazione del PUC, la richiesta di variazione di zonizzazione da EE-EM a EB, in un primo tempo, sia stata “respinta in quanto l’area è sprovvista di infrastrutture” dagli uffici competenti e recepita dalla Giunta. (Allegato C2 alla D.C.C, n. 85 del 7.7.1999 “Controdeduzioni alle Osservazioni al P.R.G.).

- la variazione di zonizzazione discendendo esclusivamente dalla presentazione e dall’approvazione, in sede di Consiglio Comunale, dell’emendamento n. 27 (07/07/09), che recita “Accettata in quanto per favorire la conservazione del patrimonio storico ambientale, si ritiene preferibile incrementare in maniera limitata la edificabilità della zona di Carnoli”, non tenga conto dei succitati problemi di carenza di viabilità e di franosità della zona interessata dai nuovi insediamenti.

INTERPELLA la S.V. Per conoscere se non sia opportuno bloccare tale intervento e, comunque, avviare una discussione nella competente commissione consiliare.

Antonio Bruno
capogruppo PRC-SE Comune di Genova
carloge

giovedì, 31 gennaio 2008, ore 08:08

Su proposta dell’Assessore al Ciclo dei Rifiuti ing. Carlo Senesi,

Considerato che in occasione della campagna elettorale indetta per il rinnovo del ciclo amministrativo 2007 – 2012 la gestione del Ciclo dei Rifiuti è stato un argomento di dibattito sul quale si è focalizzata l’attenzione dell’opinione pubblica cittadina;
Considerato che nel programma elettorale della Sindaco prof.ssa Marta Vincenti una ampia sezione (quinta parte “la città sostenibile” – Punto 2 un grande progetto di messa a norma della città – punto 2.1 ciclo sostenibile dei rifiuti) era dedicata alla gestione del Ciclo con particolare attenzione ai temi della riduzione riuso e riciclo dei rifiuti ed alla questione relativa all’individuazione delle modalità di chiusura del ciclo post raccolta differenziata;
Considerato altresì che il Consiglio Comunale, nel mese di Settembre 2007 ha affrontato in un ampio dibattito le linee programmatiche della Sindaco e della Giunta Comunale per il Ciclo Amministrativo 2007 – 2012 e che in tale sede sono state riprese alcune delle tematiche relative alla gestione del problema rifiuti individuando come obiettivi strategici:
- incentivazione raccolta differenziata multimateriale
- raccolta differenziata dell’umido
- gestione e controllo della raccolta differenziata – ciclo virtuoso
- individuazione di aree per lo stoccaggio e la lavorazione dei materiali raccolti
Considerato inoltre che, con riferimento alla delibera già adottata dal Consiglio Comunale nel Luglio 2006 relativa alle linee di indirizzo per la gestione del Ciclo dei rifiuti ed alla luce dell’evoluzione della normativa nazionale e delle direttive comunitarie di riferimento, appare necessario individuare il percorso per la realizzazione di un impianto di trattamento della frazione residua post raccolta differenziata dei rifiuti;

LA GIUNTA DECIDE
di approvare il documento allegato alla presente decisione di cui costituisce parte integrante;
di presentare il documento in questione alla discussione del Consiglio Comunale al fine di valutarne le osservazioni e proposte per una successiva integrazione nell’ambito degli strumenti di programmazione dell’Amministrazione Comunale;

Gestione del ciclo dei rifiuti
Nell’affrontare le problematiche relative alla gestione del ciclo dei rifiuti a Genova non si può prescindere dall’inquadrare i problemi nella cornice della normativa di livello nazionale e dalle direttive emanate a livello comunitario: la strategia adottata dall'Unione Europea e recepita in Italia con il DL Ronchi del '97 (abrogato e sostituito con il DL 152/06 Parte IV) affronta la questione dei rifiuti delineando priorità di azioni all'interno di una logica di gestione integrata del problema. Esse sono in ordine di priorità:
· riduzione (prevenzione)
· riuso
· riciclaggio
· recupero energetico
· smaltimento in discarica
Il primo livello di attenzione è rivolto alla necessità di prevenire la formazione dei rifiuti e di ridurne la pericolosità, il passaggio successivo riguarda l'esigenza di riutilizzare i prodotti (ad es. riusare le stesse bottiglie in vetro con restituzione del vuoto) e, se non è possibile il riuso, riciclare i materiali.

A proposito di riciclo il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 “Norme in materia ambientale “parte IV all’art. 205 prevede di raggiungere in ogni ambito territoriale ottimale i seguenti obiettivi percentuali di raccolta differenziata rispetto ai rifiuti prodotti:

a) almeno il 35% entro il 31.12.2006
b) almeno il 45% entro il 31.12.2008
c) almeno il 65% entro il 31.12.2012

La raccolta differenziata può avvenire attraverso diversi sistemi: con il conferimento dei rifiuti in specifici centri di raccolta (ad es. le isole ecologiche o specifiche aree a ciò destinate dalla grande distribuzione (supermercati), con le campane di raccolta stradale, con il sistema di raccolta di prossimità (il cosiddetto porta a porta).
Quest’ultimo caso è stato identificato dalla Commissione parlamentare che ha recentemente condotto una indagine sulla gestione del ciclo dei rifiuti come il più produttivo in termini quali/quantitativi: scelte gestionali di questo tipo intraprese con successo in diverse provincie italiane tanto al nord che al sud, hanno dimostrato il vantaggio in termini di riduzione del rifiuto prodotto e miglioramento della qualita’ delle diverse frazioni merceologiche raccolte separatamente.

Oltre a carta, plastiche, alluminio, vetro e metalli, una forma particolare di riciclaggio è quella destinata alla frazione umida/verde del rifiuto costituita sostanzialmente dagli sfalci della vegetazione e dagli scarti delle produzioni ortofrutticole (verde) e dai residui di cucina domestica, di mense aziendali e ristorazione (umido).L’umido/verde, attraverso un trattamento di stabilizzazione e trasformazione condotto in un impianto di compostaggio, può essere destinato alla produzione di ammendante per agricoltura o, se di bassa qualità, collocato come terra di riempimento in discarica o nella bonifica di cave dimesse, scarpate ferroviarie ed autostradali. In ogni caso l’impianto di compostaggio può essere dotato di un sistema di recupero energetico attraverso il biogas prodotto durante il processo di trasformazione.
Occorre considerare che la legislazione vigente (in particolare il Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Obiettivi di riduzione del conferimento di rifiuti in discarica) impone a partire dalla fine del 2008 una progressiva riduzione del conferimento in discarica della frazione verde/umida e comunque, per tutto il materiale conferito, un trattamento di stabilizzazione finalizzato ad evitare la formazione di percolato.

Per quanto riguarda il materiale che non è stato possibile riutilizzare, differenziare e riciclare e il sottovaglio (ovvero la frazione in piccoli pezzi indistinguibili e quindi non riciclabili di rifiuti), anche in una situazione ideale si pongono comunque le soluzioni del recupero energetico tramite sistemi a freddo o a caldo.

La dimensione del problema genovese

La produzione di rifiuti solidi urbani (RSU) a Genova ammonta ad oltre 300.000 tonnellate/anno con un trend in leggera crescita.

La discarica di Monte Scarpino ha una capienza fisica sufficiente a ricevere al ritmo attuale i rifiuti prodotti sul territorio genovese almeno per altri 9 nove anni. E’ in corso di realizzazione un nuovo sistema viario per l’accesso alla discarica che verrà completato nel 2010. La discarica è attualmente gestita con moderni sistemi di controllo che ne assicurano la stabilità; è inoltre dotata di un impianto di recupero del biogas, mentre sta per essere completata la canalizzazione ed il trattamento del percolato derivante dall’area Scarpino1 relativa ai conferimenti di rifiuto effettuati nella prima fase di utilizzo.

La raccolta differenziata in città nel 2006, secondo i dati recentemente indicati da Regione Liguria, si attesta al 12,83%. Il sistema di raccolta attualmente utilizzato è prevalentemente quello delle campane stradali, seguito dal porta a porta applicato agli esercizi commerciali del centro città (carta e cartone) e nei principali mercati cittadini (frazione verde).

Le isole ecologiche funzionanti in città sono tre (Volpara, Rialzo e Pontedecimo) una quarta è di prossima apertura nel territorio del Municipio VII (Prà).

Sempre nel territorio del Municipio VII esiste l’unico impianto comunale di compostaggio con una capacità di trattamento pari a 9000/ton annue. L’impianto non è dotato di un sistema di recupero energetico.

Linee di indirizzo per la gestione del ciclo

I moderni sistemi di gestione dei rifiuti hanno oggi come presupposto una diversa concezione del rifiuto stesso, non considerato nella sua accezione negativa, come qualcosa di cui disfarsi, ma soprattutto come risorsa da utilizzare.
Le esperienze più virtuose di gestione dei rifiuti urbani evidenziano ormai con chiarezza il ruolo irrinunciabile dell’approccio integrato in cui confluiscano, in dosi ottimali, le pratiche della riduzione dei rifiuti, del recupero di materia e del recupero di energia. Per quanto riguarda la riduzione dei rifiuti l’azione della Civica Amministrazione si innesta nel quadro delle azioni promosse a livello nazionale e comunitario sviluppando iniziative di livello locale nei confronti dei produttori, distributori di merci per la riduzione ed il riuso degli imballaggi e nei confronti dei cittadini per una scelta critica dei prodotti di consumo. Su questo piano è necessario andare avanti con la consapevolezza che il problema dei rifiuti nasce anche dalla dimensione quantitativa del fenomeno, il quale ha raggiunto oggi caratteristiche non paragonabili a nessun’altra fase della storia umana. Tuttavia nell’immediato il recupero di materia e di energia sono certamente le principali azioni che la Civica Amministrazione può e deve mettere in atto.

Lo schema di gestione del ciclo allegato al presente documento (allegato 1) evidenzia i flussi dei rifiuti secondo le principali frazioni merceologiche e l’impiantistica necessaria per il loro trattamento. Questo schema, che costituisce in estrema sintesi la proposta di gestione del ciclo dei rifiuti che la Giunta presenta al Consiglio Comunale ed alla città, non ha caratteristiche di particolare innovazione: si tratta infatti della rappresentazione di un sistema ormai consolidato da centinaia di esperienze sia in ambito nazionale che internazionale. Esso riprende i contenuti del documento di indirizzo approvato dal Consiglio Comunale nel Luglio 2006 accentuando, in linea con le prescrizioni della normativa, l’aspetto della raccolta differenziata e lascia aperta la scelta tecnologica dell’impianto di trattamento finale.

Raccolta differenziata.

La priorità immediata è aumentare drasticamente il livello percentuale di raccolta differenziata in città e procedere entro la conclusione del presente ciclo amministrativo verso gli obiettivi fissati dalla legge.

Per realizzare questo primo risultato si procederà nei prossimi mesi a promuovere nuove forme di raccolta differenziata porta a porta:

- raccolta del verde proveniente dagli esercizi ortofrutticoli cittadini (a partire dal ponente cittadino)
- raccolta differenziata domiciliare nel territorio del Municipio V (Pontedecimo) e del Municipio VI (una porzione del territorio di Sestri Ponente)

L’esperienza di Pontex e Sestri Ponente che durerà, nella fase sperimentale, per un anno a partire dalla sua attivazione sarà finalizzata a studiare l’estensione della raccolta differenziata in città con metodologie che potranno variare da quartiere a quartiere a seconda delle specifiche caratteristiche.
Nell’applicazione del porta a porta particolare attenzione verrà posta nella valutazione dei costi/benefici (con quantificazione degli eventuali differenziali di costo ed individuazione di ogni possibile ottimizzazione prima della messa a sistema): in questo modo sarà inoltre possibile definire le eventuali variazioni da applicare alla TIA.

Individuazione e realizzazione di nuove isole ecologiche e nuovo impianto di compostaggio.

Entro la fine del ciclo amministrativo si prevede l’individuazione di nuove isole ecologiche (preferibilmente una per ogni territorio municipale).
In collaborazione con Provincia di Genova e Regione Liguria si sta procedendo all’individuazione dell’area per la realizzazione di un impianto di recupero energetico ( produzione di biogas) e compostaggio in grado di trattare l’umido proveniente dalla raccolta differenziata. Entro il 2008 si prevede di dare avvio alla gara per la progettazione dell’impianto.

Impianto di trattamento finale post raccolta differenziata

Per quanto riguarda l’impianto di trattamento finale le motivazioni che hanno spinto la Giunta a rivedere, peraltro solo parzialmente, il percorso individuato durante il precedente ciclo amministrativo derivano dal mutato scenario sono le seguenti:

- perdita degli incentivi economici derivanti dall’esclusione dell’energia prodotta dagli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti dalle fonti di energia rinnovabile: come è noto la legge Finanziaria 2008 ha escluso il combustibile da rifiuti come fonte di energia rinnovabile (resta tale invece il biogas prodotto da frazione organica), recependo una indicazione della Commissione UE che aveva iniziato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. Questo fatto porta come conseguenza una valutazione più attenta delle scelte impiantistiche sotto il profilo dei costi di gestione e manutenzione e dell’efficienza energetica degli impianti.

- prescrizioni della normativa in merito al raggiungimento di alti livelli di raccolta differenziata: come già affermato in questo stesso documento il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 impone entro il 2012 il raggiungimento di una quota di raccolta differenziata pari almeno al 65% dei RSU. Questo dato, peraltro non ancora recepito dal Piano Provinciale dei Rifiuti di Genova, indica chiaramente un percorso di progressiva riduzione del materiale da conferire all’impianto di trattamento finale (escludendosi l’ipotesi di acquisire materiale al di fuori dell’ATO). Se a questo dato si somma una possibile progressiva contrazione del quantitativo di rifiuti prodotti grazie all’applicazione di politiche per la riduzioni degli imballaggi ed il riuso che vengono oggi intraprese anche in Italia, in ritardo rispetto a quanto avviene in Europa, appare ragionevole orientare la scelta del trattamento finale su un impianto che abbia caratteristiche di flessibilità o per meglio dire di modularità tali da non causare scompensi nella sua sostenibilità economica.


La scelta tecnologica dell’impianto, fatta attraverso una commissione scientifica costituita ad hoc, dovrà tenere conto delle più recenti evoluzioni tecnico-impiantistiche con particolare attenzione ai seguenti fattori fondamentali:

- minimo impatto ambientale e maggiore sicurezza
- struttura modulare in grado di adattarsi ai reali quantitativi di rifiuto da trattare post raccolta differenziata
- affidabilità tecnologica

Tempi di attuazione previsto (2008 istruzione della gara – 2009 gara d’appalto e a seguire, dopo l’attivazione della nuova strada per Scarpino, costruzione dell’impianto)

Gestione della discarica di Monte Scarpino

Il tempo di vita della discarica di Scarpino è evidentemente condizionato dall’attuazione del ciclo integrato. In previsione, con l’attuazione del sistema di raccolta differenziata, l’installazione dell’impiantistica relativa al trattamento per recupero energetico della frazione organica del rifiuto e di quella finale, i volumi di conferimento in discarica si ridurranno drasticamente.


Il Gestore del Ciclo

Come già evidenziato un sistema efficiente di gestione del ciclo dei rifiuti prevede l’integrazione dei processi produttivi che lo costituiscono: ciò è maggiormente fattibile ove il sistema abbia una consolidata cabina di regia.

Il ruolo di una gestione pubblica ed in particolare quello di AMIU nella evoluzione e nel completamento del ciclo dei rifiuti in città è quindi di cruciale importanza. L’Azienda ha dimostrato e dimostra anche in questa fase un elevato livello di efficacia e di efficienza nella gestione quotidiana del problema rifiuti, nell’affrontare le situazioni di emergenza, nella capacità di innovarsi. Non sussiste pertanto alcun dubbio circa la capacità di perseguire gli indirizzi politici dell’Amministrazione Comunale.
La Giunta Comunale conferma pertanto la centralità dell’ Azienda pubblica di riferimento non soltanto per la gestione del ciclo dei rifiuti nella città di Genova ma anche per molte realtà locali nella Provincia.



carloge

mercoledì, 30 gennaio 2008, ore 09:50

Cultura, storia e poesia a San Torpete

Sabato 2 febbraio, alle ore 17,30 nella chiesa di San Torpete in Genova Piazza San Giorgio vi sarà la presentazione del libro di Gianluca Solera, Muri, lacrime e za’tar. Storie di vita e voci della Palestina, Nuova Dimensione, Portogruaro (VE) 2007, pp. 443, € 18,00. Attenti a non cadere in inganno perché la veste è di libro, ma non è un libro. Non è un libro qualsiasi. Non è un resoconto sulla Palestina di oggi e di ieri, non è un’opera che affronta l’eterno e irrisolto problema palestinese o, se si vuole, problema israeliano. Non è una testimonianza equilibrata ed equidistante alla ricerca di una soluzione razionale in un contesto che non ha nulla di ragionevole. E’ una visione carpita passo dopo passo alla terra, alle pietre e alle persone. E’ un atto d’amore buttato nel vento caldo dell’infuocata Terra Santa perché venga raccolto da come seme di giustizia primordiale.

Gianluca Solera è un poeta e come i poeti è inattaccabile perché impalpabile: le sue parole scorrono fluide anche se intrise di sentimenti contrastanti e spesso contraddittori. Le parole sono i colori di una tavolozza con cui l’autore dipinge quello che vede, anzi quello che vive e sperimenta. Ogni pagina è un respiro di morte perché vi traspare l’anelito più forte della vita: il dolore, l’angoscia, la disperazione, la solitudine, la delusione, la rabbia, la noia salgono dal buio di una situazione senza senso e assumono il volto delle persone che dicono se stesse e si trasformano in una voce flebile e per questo assordante perché è la voce dell’inferno che chiama il paradiso della pace. Tutti i sentimenti sono espressi, tranne quello della rassegnazione.

La poesia che nasce dalla storia e dalle vite vissute o strappate o violate se da un lato attanaglia il cuore suscitando ancora sentimenti coinvolgenti, dall’altra libera il cuore e fa sognare l’utopia che la realtà sembra sconfiggere, ma che cerca disperatamente. Ebrei e Palestinesi nutrono lo stesso sogno, anelano lo stesso traguardo, sanguinano lo stesso dolore, vivono nella stessa terra stuprata, ma lo fanno l’uno contro l’altro, l’uno sopra l’altro. La forza sembra avere il sopravvento, ma le voci che parlano sanno che la forza è debole e senza futuro.

La durezza del muro vergognoso che lacera e violenta la Terra d’Israele e di Palestina come un maldestro sfregio di una coltellata violenta, la tragicità delle lacrime dei due popoli pianti da Rachele sulla via di Betlemme, sono ammorbidite e trasformate dallo «za’tar», la mistura di timo e olio dove il Palestinese intinge il pane appena sfornato e che offe all’ospite anche in tempo di guerra.

Scorrendo le pagine di Solera si sente l’odore delle persone che vogliono lasciare l’impronta della loro esistenza, o meglio della loro speranza oggi negata. L’autore fa un pellegrinaggio in Terra Santa e visita le pietre vive della Religione tridimensionale che convive in Israele-Palestina: la memoria si fa carne e la carne insanguinata si fa impasto che diventa storia, vergogna e za’tar.

Questa galleria di nomi, di volti, di sentimenti, di colori e di popoli verrà presentata dall’autore e dallo storico Sergio Luzzatto il giorno sabato 2 febbraio nella Chiesa di san Torpete in Piazza San Giorgio a Genova. Don Paolo Farinella che ha già presentato il libro in un’altra occasione è rimasto talmente toccato dalla lettura che vuole offrirne un’occasione alla città e quanti amano Israele-Palestina. Leggendo le pagine di Muro, lacrime e za’tar, si  assapora la visione della realtà Palestinese e Israeliana attraverso le parole che dipingono di fuoco e di passione il volto dei protagonisti che l’Autore ha saputo cogliere nell’essenza grezza di una esistenza di sopravvivenza.
carloge

mercoledì, 30 gennaio 2008, ore 09:44

Rete contro8 per la globalizzazione dei diritti
 
Mercoledì 30 gennaio 2008 dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di Genova, 296° ora in silenzio per la pace.
Incollo di seguito il volantino che verrà distribuito
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  "Perché il mondo permette ad Israele di fare quello che fa?" - 15-1-08
 
  (Polemiche e boicottaggio sulla prossima Fiera del Libro di Torino)
  L'edizione 2008 della Fiera del libro di Torino sarà dedicata ad Israele. Questa è la decisione presa dal consiglio di amministrazione dell'evento in programma per la metà di maggio. La decisione ha suscitato prima preoccupazioni e poi la messa in campo di iniziative di controinformazione e boicottaggio da parte di diverse associazioni di solidarietà con il popolo palestinese (Forum Palestina, International Solidarity Movement, UDAP etc.) In discussione - ovviamente - non è la Fiera del Libro nè la presenza di scrittori e autori israeliani.
 
  Tenendo conto che gli attivisti e gli intellettuali solidali con i diritti storici dei palestinesi appartengono a quella ristretta "nicchia sociale" di frequentatori di librerie e lettori di libri, difficilmente possono essere accusati di prevenzione ed ostilità verso la più importante - anche se appare sempre più ipotecata dal marketing che dalla qualità delle proposte editoriali - manifestazione italiana del settore. A essere contestata è la decisione di dedicare questa edizione ad uno Stato come Israele in occasione dei sessanta anni dalla sua nascita, cioè di un evento che nessuno può omettere nelle sue ricadute concrete sui diritti dei palestinesi che la definiscono appunto come Nakba (la catastrofe).
 
  Ma non è questa l'unica ragione di "inopportunità". Occorre infatti tenere conto anche di un contesto odierno in cui la politica di oppressione coloniale, di discriminazione razziale e di "politicidio" (per usare le parole di Kemmerling) contro i palestinesi è diventata ancora più spietata e "normale" di quanto lo fosse anni fa. Il quotidiano stillicidio di palestinesi ammazzati dai soldati, dagli aerei o dai droni israeliani a Gaza dovrebbe già di per sè far riflettere e indignare. Solo la sistematica subalternità delle agenzie di stampa ai bollettini ufficiali delle forze armate israeliane riesce a trasformare in "terroristi" pastori palestinesi o coppie di fidanzati uccisi perchè si sono avvicinati troppo al confine israeliano o bombardati nelle loro case.
 
  Il progetto di strangolamento e annientamento militare, economico, umano dei palestinesi di Gaza da parte delle autorità israeliane è evidente e non si può accettare alcuna impossibile simmetria con il lancio dei rudimentali razzi palestinesi che producono più rumore che danni. Non esiste e non può esistere nessun paragone al riguardo, i fatti non lo consentono. Ma il silenzio e la complicità politica ed intellettuale consente queste ed altre aberrazioni. In Cisgiordania - ad esempio - mentre tutte le diplomazie e i mass media si sforzano di presentare una situazione tranquilla e normale dovuta alle buone relazioni e ai negoziati tra l'ANP e il governo israeliano, la cronaca ci regala ogni giorno notizie di arresti, soprusi, raid israeliani contro le città palestinesi. Sulla base di quale presupposto la comunità internazionale dovrebbe accettare questa "normalità"? Dedicare la Fiera del Libro ad Israele nel 2008 significa legittimare uno stato di cose inaccettabile da ogni punto di vista, ma soprattutto significa accettare il tentativo di rendere Israele uno stato "normale" mentre non lo è e difficilmente appare in grado di diventarlo, ostaggio com'è dei circoli sionisti e oltranzisti che ne determinano le scelte strategiche e il rapporto verso i palestinesi e il resto dei paesi circostanti.
 
  A maggio dunque la Fiera del Libro di Torino dovrà fare i conti con una iniziativa di contestazione forte e dispiegata a tutti i livelli. Dalle pressioni sul marketing al boicottaggio delle case editrici che accetteranno di esporre alla fiera senza prendere una posizione decente sulla inopportunità di dedicarla ad Israele, dall'allestimento di un contro-salone del libro alternativo a quello ufficiale a manifestazioni all'interno e all'esterno del padiglione della Fiera. Da qualche parte la coscienza civile ed internazionalista di questo Paese dovrà pure cominciare a darsi e a fare coraggio a tutti coloro per i quali vale la domanda con cui lo storico israeliano Ilan Pappe concluse una sua conferenza a Tokio nel marzo 2007: "Perché il mondo permette ad Israele di fare quello che fa?".
 
  Sergio Cararo, del Forum Palestina
carloge

martedì, 29 gennaio 2008, ore 15:12

Il Gruppo Transcultura Donna invita alla proiezione di

HASTA LA ULTIMA PIEDRA
Fino all’ultima pietra ( sottotitoli in lingua italiana)
allo Starhotel – 2° piano ,Corte Lambruschini 4 Genova

La programmazione avrà luogo

VENERDI’ 1° FEBBRAIO alle ore 17.45

Una testimonianza della resistenza non violenta in atto in molte comunità rurali della Colombia, nella campagna martoriata dai conflitti tra le Istituzioni governative che calpestano i diritti dei contadini e una guerriglia che , travolta nella logica della violenza, finisce col farne vittima anche chi dovrebbe difendere.
Colpiti dalle incursioni dell’esercito e dalle rappresaglie della guerriglia, gli abitanti del villaggio S.Juan rifiutano di schierarsi con chiunque voglia risolvere i problemi con le armi, rimettono in piedi con determinazione il loro insediamento dopo ogni distruzione subita, riprendono a coltivare nuove terre quando la violenza li priva dei loro campi. Una determinazione che nasce da esperienze durissime , su cui una riflessione comune, partecipata dalla intera comunità di uomini, donne, bambini, ha elaborato una convinzione profonda:
Se dalla violenza non può nascere altro che violenza, qualcuno deve fermare quel meccanismo di morte, anche a costo della vita.
Una importante, drammatica lezione su cui riflettere.

Sempre allo STARHOTEL. nella Sala del CELIVO (g.c.)

VENERDI’ 8 FEBBRAIO ORE 18
sarà presentato il film
Dietro le Quinte
The constant gardener
sulle drammatiche conseguenze per gli abitanti del Kenia e soprattutto per quelli delle baraccopoli, dell’importazione, da parte di una multinazionale farmaceutica, di medicinali in fase di sperimentazione.

Ingresso libero

carloge

sabato, 26 gennaio 2008, ore 13:23

COMUNICATO STAMPA
Oggi 25 Gennaio 2008 apprendiamo dai giornali cittadini che nei prossimi giorni si svolgerà un incontro fra il Sindaco e la Società Autostrade, nell’ambito delle pianificazioni ideate dell’Urban Lab, per parlare del progetto “Gronda di Ponente” e valutare percorsi alternativi a quello precedentemente annunciato. Ancora una volta i Comitati dei cittadini del Ponente, direttamente coinvolti nella vicenda, si vedono scavalcati e messi da parte nonostante i numerosi “proclami” più volte avanzati circa il loro coinvolgimento in ogni futura sede di dibattito sul tema. Cambiano le Amministrazioni ma restano invariati i metodi. La condivisione per i politici significa: “decido io e poi forse ti informo”, preoccupandosi di valutare i soli costi economici senza considerare quelli che sono gli impatti sociali. Nel ribadire la nostra posizione che vede la priorità assoluta della ferrovia sui TIR ed il totale rifiuto di percorsi che interessino il tessuto urbano, denunciamo ancora una volta l’atteggiamento di indifferenza delle istituzioni nei confronti dei Comitati e dei cittadini che in questa vicenda si trovano coinvolti, col rischio di perdere casa e salute senza poter non solo essere ascoltati ma nemmeno invitati ad assistere ad un incontro così importante.
COMITATO DI ARENZANO – COMITATO DI VESIMA - COMITATO DIFESA DELLE VALLI DI VOLTRI - COMITATO DI VIA PIETRA LIGURE E VENTIMIGLIA - COMITATO DI PRA’-PALMARO – COMITATO VIA VILLINI NEGRONE E VIA DELLA TORRAZZA - COMITATO QUARTIERE RISVEGLIO - COMITATO SERRA DI PANIGARO – COMITATO VIA DEL PRIANO – COMITATO ANTIGRONDA SAMPIERDARENA - COMITATO VIA AVIO, MOLTENI E PACINOTTI

carloge

sabato, 26 gennaio 2008, ore 08:49

Con una efficace metafora un noto commentatore nazionale spiegava la situazione campana. Diceva: se la vostra casa fosse allagata cosa fareste? C'è chi corre a comprare secchi e stracci, ma la cosa da fare subito, per prima è : chiudere il rubinetto.
Eh , si, una semplice chiara intuibile azione prioritaria.
Il ciclo dei rifiuti è un flusso, come l'acqua continua ad arrivare, continua a scorrere in Campania sono 7000 tonnellate al giorno. E anziche' fare la cosa piu' semplice e intuitiva, chiudere i rubinetti in decenni di emergenza ( allagamenti ) politici, commissari, tecnici e quant'altro il rubinetto non l'hanno chiuso mai. Stupidi ? Incapaci ? Impotenti? Niente di tutto questo. Cero la scelta piu' semplice e rapida ( a parole ) è quella di incenerire tutto e lo stato di evidente emergenza farebbe pendere per quella soluzione. Ma in realtà non è cosi', i rifiuti sono un business, un affare enorme per migliaia di miliardi su cui un numero limitato ma qualificato di persone hanno fatto i soldi e pensano di farne ancora molti, approffittando dell'incredibile serie di buchi legislativi ed inadempienze legali che afferiscono al sistema.
Ma non è la camorra ( che c'è e fa i suoi affari sporchi ) sono i politici che nulla hanno fatto e nulla vogliono fare per interrompere quel flusso milionario che sono in pochi a dividersi sulle spalle dei molti.
Anche il prefetto De Gennaro segue l'onda dei suoi predecessori, discariche, inceneritori, polizia e poteri speciali.
E intanto che si accumulano 7000 tonnellate di rifiuti ogni giorno i lor signori pensano di costruire uno, tre, dieci, cento, mille inceneritori, dimenticando che ci vorranno anni, e intanto le tonnellate continuano ad accumularsi, il flusso a riempire le tasche dei soliti noti, l'emergenza ad essere una comoda scusa per fare affari leciti e illeciti.
E il rubinetto, il rubinetto dove è ?
Ma è semplice come l'uovo di Colombo: se si vuole interromper il flusso serve la raccolta differenziata, la riduzione dei rifiuti all'origine ( l'80% di quelle migliaia di tonnellate di rifiuti sono imballaggi, sacchetti di plastica, polistirolo, cartoni, bottiglie e quant' altro ), serve una legge che sanzioni i reati ambientali con pene adeguate ( adesso sono in prevalenza multe di valore irrisorio in rapporto all'affare ). Servono manager competenti e indirizzati al bene pubblico
Questa ricetta è la proposta che da anni vanno proponendo in ogni dove le associazioni ambientaliste e i comitati dei cittadini ( e la risposta sono le crisi emergenziali e la polizia di stato )
Il partito del no è quello dell'associazione tra coloro che fanno affari e che non vogliono che il loro flusso dorato ( a spese del pubblico ) si esaurisca.
A Genova il fronte del no si è incarnato per anni nei responsabili della pubblica amministrazione e in un ristretto gruppo di aziende che da anni gestiscono il business e sognano in grande ( ovviamente inceneritore meglio se mega, immenso, regionale, no che dico interregionale, il polo della monnezza del centro nord ).
A fronte di questa devastante incultura amministrativa ed imprenditroriale stiamo per assistere ad una svolta epocale.
La nuova amministrazione ha deciso di cambiare gli orientamenti della gestione della cosa pubblica: prima riduzione all'origine, poi la differenziata ed il riciclo. Per quel che resterà alla fine si aprirà un confronto con la popolazione su quale sia la scelta più sostenibile ( e non piu' proffittevole ) per la città.
Un cambio di paradigma di proporzioni colossali.
Ecco, martedi finalmente la politica proporra' una soluzione condivisibile e sostenibile, una soluzione che è nostra, degli ambientalisti e della gente.
E noi saremo li, saremo li a non farci scippare sotto il naso una scelta onesta e sostenibile, saremo li e ci torneremo perchè questa è l'unica politica dei rifiuti che puo' dare dei risultati e sollevarci dal misero 12% di raccolta differenziata da situazione napoletana.
Saremo li anche per ribadire la necessaria autonomia della società civile dalle istituzioni e dalla politica con cui abbiamo collaborato e ci auguriamo collaboreremo di più in futuro nel rispetto dei ruoli ma anche nella trasparenza degli atti.
Andrea Agostini


carloge

sabato, 26 gennaio 2008, ore 08:18

Alla vigilia della Giornata di Azione Globale del Forum Sociale Mondiale
Agnoletto: «IL MOVIMENTO ANTILIBERISTA TORNA IN PIAZZA. A MILANO, TUTTI/E AL GIROTONDO CONTRO IL RAZZISMO DELLA MORATTI»
Milano, 25 gennaio 2008 - «Domani pomeriggio alle 15.30 parteciperò a Milano al Girotondo impertinente contro la circolare della giunta Moratti che impedisce l'iscrizione a scuola dei bambini figli di immigrati senza permesso di soggiorno. La mobilitazione di fronte a Palazzo Marino – dichiara Vittorio Agnoletto - sarà una delle 150 iniziative che si svolgeranno in tutta Italia (700 nel mondo!) in occasione della Giornata di Azione Globale del Forum Sociale Mondiale». Tantissime le associazioni che scenderanno in piazza domani, nel capoluogo lombardo, per protestare contro «una decisione vergognosa che colpisce i più piccoli, coloro che non possono difendersi, una circolare che nega la possibilità a dei bambini di poter almeno provare a costruirsi un futuro che non sia segnato dall'emarginazione e dalla povertà. Per ricordare misure così odiose assunte dalla istituzioni pubbliche si deve tornare alle leggi razziali del ventennio fascista». L’iniziativa nasce come risposta alla Chiamata all’azione globale del Forum Sociale Mondiale, che quest’anno ha cambiato formula: innovando la tradizione della grande kermesse unitaria lanciata a Porto Alegre nel 2001, ha deciso di manifestarsi in 80 Paesi del mondo attraverso centinaia di iniziative delocalizzate, animate da tutte le realtà che nel tempo hanno dato voce e corpo al movimento altermondialista. «Chi ha celebrato troppo presto il funerale del movimento contro la globalizzazione liberista – continua Agnoletto - non poteva trovare miglior smentita. Domani il movimento antiliberista torna in piazza in tutto il mondo. In oltre cento città italiane decine di associazioni organizzeranno manifestazioni, sit-in, performance teatrali e marce. L'opposizione alla guerra senza se e senza ma, il rifiuto della privatizzazione dell'acqua, la difesa dei beni comuni, la solidarietà ai migranti contro ogni forma di razzismo e xenofobia sono i principali temi sui quali, rispondendo all'appello lanciato nel gennaio del 2007 dal Forum Sociale Mondiale riunito a Nairobi, domani vi saranno mobilitazioni in Italia e in oltre 80 Paesi nei cinque continenti. La lotta contro la Tav, l'opposizione alle basi militari e al Dal Molin e l'avvio della campagna contro il G8 nel 2009 alla Maddalena sono parte integrante di questa mobilitazione».
carloge

venerdì, 25 gennaio 2008, ore 14:29

La Sinistra, l'Arcobaleno e i movimenti: un percorso necessario oggi a rischio

La costruzione della Sinistra e l'Arcobaleno é un processo non solo utile, ma necessario.
Il susseguirsi degli eventi ha colto Rifondazione impegnata nella costruzione della Sinistra europea (Se).
Un progetto politico che affonda le sue radici negli eventi genovesi del luglio 2001, nei Forum di Firenze e Porto Alegre, nelle grandi manifestazioni contro la guerra "senza se e senza ma."
La costruzione della Se fin dall'inizio ha avuto tra i propri obiettivi la riduzione della distanza tra la politica istituzionale e i movimenti sociali, il riconoscimento della non autosufficienza dei partiti politici, la dimensione globale del conflitto sociale e, quindi, una strategia e un'identità sovranazionale.
La rete Forum per la Sinistra europea/Socialismo XXI nasce dentro queste opzioni, raccogliendo esperienze provenienti da alcuni dei settori più significativi del movimento dei movimenti L'incontro tra il percorso già avviato di Se e il progetto di costruzione della Sinistra e l'Arcobaleno avrebbe avuto tutte le premesse per produrre risultati importanti per l'insieme della sinistra. Ma le cose sembrano andare purtroppo in modo differente.
Fino ad ora ha prevalso un'idea del nuovo soggetto come semplice sommatoria delle quattro forze politiche, in un percorso definito unicamente dentro i gruppi dirigenti. S'invoca la partecipazione dei movimenti, dei comitati impegnati nelle lotte locali e si giura sulla loro centralità; ma la realtà è diversa: si viene chiamati in migliaia a Roma alla due giorni di dicembre, ma poi nulla di quanto collettivamente stabilito procede
Durante l'evento romano abbiamo organizzato insieme a una molteplicità di reti, dai centri sociali al Cantiere, un'assemblea autogestita che ha visto una partecipazione oltre ogni aspettativa.
Proseguiremo questo percorso autogestito con un seminario previsto per il 9/10 febbraio dove valuteremo la proposta di lanciare un'iniziativa pubblica nelle piazze di decine di città per rendere evidente il desiderio di migliaia di persone di essere coinvolte, non solo come spettatori o tifosi, nella costruzione della Sinistra e l'Arcobaleno, a partire dai contenuti espressi in questi anni dai movimenti.
Sul terreno della rappresentazione politico-istituzionale sembra invece dominare un'opzione governista come orizzonte non solo dell'oggi, ma anche del domani: la permanenza al governo "senza se e senza ma" come condizione indispensabile per permettere al processo unitario di procedere.
La questione è molto più profonda del dibattito attorno al sostegno all'attuale governo.
Le tante dichiarazioni sul governo come semplice strumento e non come fine della propria attività politica, paiono semplici affermazioni di principio, ininfluenti nella reale gestione politica.
Nel rapporto con i movimenti sociali dall'Afghanistan alla Tav, dal Dal Molin al dibattito sul welfare, dalle aperture di credito verso De Gennaro alla timidezza nell'indicare le responsabilità, anche nel centrosinistra, della vicenda rifiuti in Campania, si moltiplicano le incomprensioni e le rotture.
L'apertura del processo costituente a realtà esterne ai quattro partiti non comporta automaticamente la richiesta a costoro di sciogliere le proprie organizzazioni. Oggi infatti non é possibile una sintesi a priori tra le diverse parzialità presenti che tra l'altro, e andrebbe riconosciuto, non sono solo quelle delle forze politiche organizzate.
È stata proprio l'esperienza del movimento dei movimenti a ribadire che i percorsi unitari passano attraverso il riconoscimento delle varie identità e l'attribuzione a ciascuna di una pari dignità.
Fondamentale é che ognuno, partecipi a un percorso di ricerca riconoscendo la propria parzialità.
D'altra parte sarebbe un paradosso volersi accreditare come disponibili a un percorso comune e innovatore e ignorare la critica alla forma partito novecentesca.
Abbiamo davanti un percorso complesso, non prevedibile a tavolino, ma, forse anche per questo, non meno affascinante e necessario.

Vittorio Agnoletto

carloge