La sera del 31 dicembre ( dalle 22.00 ) tutti i cittadini, i comitati, le associazioni genovesi sono invitate a passare il capodanno all'Acquasola.
Allla ricerca di una notte di capodanno non consumistica e solidale vi invitiamo a trascorrere con noi un capodanno di allegria e riflessione fuori dai circuiti rituali del consumo. Vale comunque la pena riflettere che a fronte alla ritualità di un tentativo di procurata ebbrezza collettiva ben poco viene realizzato per garantire una decente qualità della vita ai cittadini che sotto l'albero hanno trovato proposte terribili quali la gronda, scarpino, cementificazioni in aree di pregio, ...........non ultimo in ordine di importanza è la realizzazione di una parcheggio interrato, sotto il suolo del parco storico dell'Acquasola.
Per tutti questi motivi, per dimostrare a noi stessi ed alle amministrazioni che non ci facciamo innebriare da operazioni di facciata, come una notte da leoni, ma esigiamo una vita dignitosa da vivere tutti i giorni, reclamiamo salvaguardia del nostro territorio per noi e per le future generazioni, pretendiamo la tutela della salute , dell'ambiente, dei diritti e ci incontreremo il 31 dicembre nell'area del parco dell'Acquasola per divertirci senza presenze roboanti, ma con i veri amici, mangiando e brindando con prodotti naturali e biologici forniti dai produttori della biologgia. intervenite numerosi!
Il comitato per l'Acquasola ( parco non parcheggio )
Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti
Se i nostri calcoli sono esatti, l'ora in silenzio per la pace di mercoledì 26 dicembre, l'ultima del 2007, sarà la duecentonovantunesima.
Abbiamo cominciato ad occupare i gradini di quello che fu il palazzo dei g8 nei giorni immediatamente successivi all'attentato delle torri gemelle, quando l'Italia, allora governata da Berlusconi, avallò la criminale menzogna di Bush che dichiarò di voler dare la caccia a Bin Laden tra le montagne dell'Afghanistan ed iniziò la sua quarta partecipazione ad una guerra dopo la promulgazione della costituzione che la vieta in modo esplicito.
Intendiamoci: saremmo contro la guerra anche se la costituzione la consentisse. Ma ne sottolineiamo continuamente l'illegittimità perchè ci indigna la spudoratezza degli uomini e delle donne di governo che si riempiono ogni giorno la bocca con la legge fondamentale llo stato e la violano sapendo di violarla.
Il governo è cambiato, e i soldati italiani sono ancora lì, ad uccidere e a morire. A sperperare soldi sottratti alla solidarietà, alla scuola, alle pensioni.
In questi giorni ci è toccato ascoltare Prodi che dichiara gli italiani "orgogliosi" di quello che fanno i loro connazionali armati in Afghanistan.
Non siamo affatto orgogliosi di appartenere ad un paese che partecipa ad una guerra fondata su una menzogna ormai smascherata.
Per questo anche il 26 dicembre, dalle 18 alle 19, saremo sui gradini del palazzo ducale di Genova, e distribuiremo il volantino che segue.
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26 dicembre 2007: 291° ora in silenzio per la pace
I media ci informano che in Italia non ci sono soldi sufficienti per portare ad un livello dignitoso stipendi e pensioni, per un piano significativo di edilizia popolare, per scuole ed ospedali di buona qualità.
Contemporaneamente continuano ad aumentare le spese per la "difesa"; spese che sarebbe meglio definire "per l’aggressione", vista la partecipazione italiana alla guerra in Afghanistan, ed il tipo di mezzi militari in fase di acquisto o di completamento.
Il rapporto "Sbilanciamoci", nel capitolo "Disarmare l’economia, costruire la pace" cita alcune spese militari previste per l’immediato futuro:
* Fregate FREMM : 155 milioni di euro
* Cacciabombardieri F 35, con stive che adatte anche al trasporto di ordigni nucleari: 131 esemplari, ad un presso di 50/70 milioni ciascuno = circa 8 miliardi di euro
* Intercettori Eurofighter: 968 miliardi
* Completamento ed allestimenti della portaerei Cavour (mancano cifre certe a causa del continuo lievitamento dei costi
Nello stesso rapporto viene sottolineato che la finanziaria 2008 prevede un aumento dell’11% delle spese militari rispetto al 2007.
Come evidenzia anche il SIPRI, prestigioso istituto svedese di ricerca, la spesa militare nel mondo non cessa di aumentare. E l’Italia non vuol essere seconda a nessuno, visto che ha stanziato in finanziaria:
* 17 782 milioni di euro nel 2006
* 21 011 milioni di euro nel 2007
* 23 352 milioni di euro nel 2008
La metà di queste somme è destinata a stipendi; 1l 24,1% ad investimenti; il 16.4% alle spese di esercizio.
L’aumento della voce " stipendio" rispetto al passato dipende dalla nascita dell’esercito di carriera, formato da quasi 200 000 effettivi.
"Sbilanciamoci" ricorda infine che l’Italia contribuisce per il 41% alle spese per la manutenzione degli edifici e per i servizi delle numerosi basi statunitensi sul suolo italiano: 366,54 milioni di dollari
NON SOLO OGNI PACIFISTA, MA QUALUNQUE PERSONA ATTENDE DI SAPERE SE NON SI SAREBBE POTUTO UTILIZZARE IN MANIERA PIU’ SAGGIA TUTTO QUESTO DENARO
La Societa' Carmagnani chiede che il Comune di Genova permetta l'ammodernamento degli impianti pericolosi con la costruzione di due nuovi serbatoi per contenere reflui pericolosi (slot). Per ottenere questo obiettivo, la società petrolchimica chiede la revisione della delibera di Giunta Comunale che aveva negato nel luglio 2005 ogni consolidamento della presenza di un pericoloso impianto a rischio. Questa sarebbe la condizione per poter concedere le proprie aree per la costruzione della strada in sponda sinistra del Torrente Varenna (opera richiesta da oltre venti anni dalla popolazione per alleviare l'accesso veicolare nella delegazione di Pegli). Strada che, attualmente, sarebbe necessaria anche per l'accesso al nuovo supermercato della Torre Elah. Riteniamo questo ricatto inaccettabile. Non e' possibile consolidare un'attivita' che ha gia' creato 5 vittime (1987) e persistente inquinamento, smentendo la pianificazione urbanistica degli ultimi decenni e gli impegni assunti con le popolazioni. Che la Carmagnani sia tuttora pericolosa e' sottolineato dalle stringenti prescrizioni dei Vigili del Fuoco per concedere l'abitabilita' ai nuovi insediamenti della "Torre Elah" (Predisposizione di un piano interno di emergenza; previsione di un'adeguata segnaletica indicante i comportamenti da tenere in caso di emergenza; adozione di idonee misure sui sistemi di ventilazione naturale e meccanica al fine di limitare ed evitare l'eventuale ingresso dei prodotti della combustione all'interno degli edifici". Chiediamo alla Sindaco di Genova Marta Vincenzi di intervenire per realizzare le aspirazioni della cittadinanza al risanamento e alla sicurezza del Ponente, procedendo nel piu' breve tempo possibile alla dismissione degli impianti petrolchimici frammisti a popolosi quartieri.
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune Genova
Mara Michelini, capogruppo Verdi Municiplaita' VII Ponente
Arcadio Nacini, delegato Comune Genova alle Ville del Ponente