giovedì, 27 dicembre 2007, ore 19:45

La sera del 31 dicembre ( dalle 22.00 ) tutti i cittadini, i comitati, le associazioni genovesi sono invitate a passare il capodanno all'Acquasola.
Allla ricerca di una notte di capodanno non consumistica e solidale vi invitiamo a trascorrere con noi un capodanno di allegria e riflessione fuori dai circuiti rituali del consumo. Vale comunque la pena riflettere che a fronte alla ritualità di un tentativo di procurata ebbrezza collettiva ben poco viene realizzato per garantire una decente qualità della vita ai cittadini che sotto l'albero hanno trovato proposte terribili quali la gronda, scarpino, cementificazioni in aree di pregio, ...........non ultimo in ordine di importanza è la realizzazione di una parcheggio interrato, sotto il suolo del parco storico dell'Acquasola.
Per tutti questi motivi, per dimostrare a noi stessi ed alle amministrazioni che non ci facciamo innebriare da operazioni di facciata, come una notte da leoni, ma esigiamo una vita dignitosa da vivere tutti i giorni,  reclamiamo salvaguardia del nostro territorio per noi e per le future generazioni,  pretendiamo la tutela della salute , dell'ambiente, dei diritti e ci incontreremo il 31 dicembre nell'area del parco dell'Acquasola per divertirci senza presenze roboanti, ma con i veri amici, mangiando e brindando con prodotti naturali e biologici forniti dai produttori della biologgia. intervenite numerosi!
Il comitato per l'Acquasola ( parco non parcheggio )

carloge

martedì, 25 dicembre 2007, ore 07:04

Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti

Se i nostri calcoli sono esatti, l'ora in silenzio per la pace di mercoledì 26 dicembre, l'ultima del 2007, sarà la duecentonovantunesima.
Abbiamo cominciato ad occupare i gradini di quello che fu il palazzo dei g8 nei giorni immediatamente successivi all'attentato delle torri gemelle, quando l'Italia, allora governata da Berlusconi, avallò la criminale menzogna di Bush che dichiarò di voler dare la caccia a Bin Laden tra le montagne dell'Afghanistan ed iniziò la sua quarta partecipazione ad una guerra dopo la promulgazione della costituzione che la vieta in modo esplicito.
Intendiamoci: saremmo contro la guerra anche se la costituzione la consentisse. Ma ne sottolineiamo continuamente l'illegittimità perchè ci indigna la spudoratezza degli uomini e delle donne di governo che si riempiono ogni giorno la bocca con la legge fondamentale llo stato e la violano sapendo di violarla.
Il governo è cambiato, e i soldati italiani sono ancora lì, ad uccidere e a morire. A sperperare soldi sottratti alla solidarietà, alla scuola, alle pensioni.
In questi giorni ci è toccato ascoltare Prodi che dichiara gli italiani "orgogliosi" di quello che fanno i loro connazionali armati in Afghanistan.
Non siamo affatto orgogliosi di appartenere ad un paese che partecipa ad una guerra fondata su una menzogna ormai smascherata.
Per questo anche il 26 dicembre, dalle 18 alle 19, saremo sui gradini del palazzo ducale di Genova, e distribuiremo il volantino che segue.
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26 dicembre 2007: 291° ora in silenzio per la pace

I media ci informano che in Italia non ci sono soldi sufficienti per portare ad un livello dignitoso stipendi e pensioni, per un piano significativo di edilizia popolare, per scuole ed ospedali di buona qualità.
Contemporaneamente continuano ad aumentare le spese per la "difesa"; spese che sarebbe meglio definire "per l’aggressione", vista la partecipazione italiana alla guerra in Afghanistan, ed il tipo di mezzi militari in fase di acquisto o di completamento.
Il rapporto "Sbilanciamoci", nel capitolo "Disarmare l’economia, costruire la pace" cita alcune spese militari previste per l’immediato futuro:

* Fregate FREMM : 155 milioni di euro

* Cacciabombardieri F 35, con stive che adatte anche al trasporto di ordigni nucleari: 131 esemplari, ad un presso di 50/70 milioni ciascuno = circa 8 miliardi di euro

* Intercettori Eurofighter: 968 miliardi

* Completamento ed allestimenti della portaerei Cavour (mancano cifre certe a causa del continuo lievitamento dei costi

Nello stesso rapporto viene sottolineato che la finanziaria 2008 prevede un aumento dell’11% delle spese militari rispetto al 2007.

Come evidenzia anche il SIPRI, prestigioso istituto svedese di ricerca, la spesa militare nel mondo non cessa di aumentare. E l’Italia non vuol essere seconda a nessuno, visto che ha stanziato in finanziaria:

* 17 782 milioni di euro nel 2006

* 21 011 milioni di euro nel 2007

* 23 352 milioni di euro nel 2008

La metà di queste somme è destinata a stipendi; 1l 24,1% ad investimenti; il 16.4% alle spese di esercizio.

L’aumento della voce " stipendio" rispetto al passato dipende dalla nascita dell’esercito di carriera, formato da quasi 200 000 effettivi.

"Sbilanciamoci" ricorda infine che l’Italia contribuisce per il 41% alle spese per la manutenzione degli edifici e per i servizi delle numerosi basi statunitensi sul suolo italiano: 366,54 milioni di dollari

NON SOLO OGNI PACIFISTA, MA QUALUNQUE PERSONA ATTENDE DI SAPERE SE NON SI SAREBBE POTUTO UTILIZZARE IN MANIERA PIU’ SAGGIA TUTTO QUESTO DENARO

carloge

venerdì, 21 dicembre 2007, ore 15:40

Estraneita' alla terna portuale; diverso sistema economico coinvolgente lavoratori e cittadini; la Sinistra elabori tutta una proposta complessiva.
Un forum aperto a tutte le forze che si riconoscono nella Sinistra Arcobaleno, ai lavoratori del porto e ai cittadini per elaborare proposte significative sul rapporto citta' – porto. E' questa la proposta emersa nel seminario organizzato dai circoli San Teodoro e Sampierdarena del PRC e dal gruppo consiliare Sinistra Europea – PRC in Comune di Genova giovedi 20 dicembre 2007 nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, coordinato dalla consigliere di Municipalita' Roberta Mongiardini. “Bisogna riscoprire un forte ruolo pubblico nella gestione del porto” – e' la proposta di Amancio Pezzolo - “E' necessario occupare territorialmente e politicamente il porto ridando la voce ai lavoratori per recuperare terreno sul piano dei diritti, partendo dal dato che il 60 per cento di chi lavora in porto e' senza nome, matricola, diritti. “Bisogna far funzionare bene le ferrovie che attualmente funzionano sotto il 50 per cento della loro capacita'.” ha concluso l'ex vice presidente della Compagnia Unica dei lavoratori del Porto. Questa analisi e' stata argomentata da Andrea Bignone, di Italia Nostra, che ha messo in guardia da un sistema di trasporto basato sullo sviluppo incontrollato dei TIR e ha proposto una serie di interventi sulle ferrovie e strade che potrebbero garantire una movimentazione molto piu' efficiente dell'attuale (riattivazione della linea del Campasso, chiusura della bretella ferroviaria Voltri – Borzoli su Principe per permettere un metro leggero a Ponente, uso efficace della sopraelevata portuale). Completamente bocciata la Gronda sia perche' intercetterebbe solo il 20 per cento del traffico, perche' rimangono preponderanti gli accessi da e per il centro di Genova e, in ogni caso, avrebbe un impatto non significativo sul traffico portuale che si sviluppa nella direzione Nord – Sud, mentre la pesante infrastruttura va da Est a Ovest. Per Mauro Passalacqua “i container vuoti devono essere portati oltre appennino e bisogna riappropriarsi della capacita' di incidere sulla trasformazione del territorio.”, “coinvolgendo i lavoratori portuali” come ha sostenuto Anton Giulio Mannoni. Il commissario di PRC genovese Mirko Lombardi ha sottolineato come “vada ricercato un diverso modo di produrre, tenendo conto dei limiti della crescita. E tenendo conto anche dell'apertura del Passaggio a Nord Ovest (per lo scioglimento dei ghiacciai dell'Artico) che rende improbabile, oltre che insostenibile l'obiettivo di movimentare 10 milioni di TEU nel porto di Genova. Appassionati e documentati gli interventi di Edoardo Matteocci (Riparazioni navali), Cirri Gianni (compagnia Pietro Chiesa), Rita Guglielmetti (responsabile Sicurezza CGIL), Riccardo Fornaro (CULMV), Marco Verruggio (segreteria regionale PRC) che hanno proposto un patto tra cittadini e lavoratori per la sicurezza e per uno sviluppo del benessere armonico e equilibrato. Provocazione raccolta da Cosimo Surace e da Franco Ravera, portavoce dei cittadini di Sampierdarena e del campasso (coinvolti questi ultimi nel progetto Gronda) “Facile a dirsi, piu' complicato tradurlo nella realta' concreta e amministrativa” ha commentato Giancarlo Bonifai “proprio domani si svolgera' una conferenza dei Servizi che dara' il via libera alla nuova sistemazione di Lungomare Canepa a sei corsie, mentre il nodo di San Benigno e' stato approvato a quattro.” E' stato letto un comunicato della federazione PRC di Alessandria che esprime la contrarieta' all'uso intensivo del suo territrio come deposito di container. “Il nuovo soggetto La Sinistra l'Arcobaleno ha senso se riuscira' a far contare maggiormente le proposte di associazioni, lavoratori e cittadini.” ha concluso il capogruppo in Comune di Genova Antonio Bruno che ha proposto un seminario con tutti i soggetti interessati per meta' gennaio. “Non ci sentiamo rappresentati dalla terna proposta dagli enti locali liguri per la Presidenza dell'Autorita' portuale di Genova e ci impegniamo perche' ci sia un'omogenizzazione tra i vari strumenti urbanistici, alcuni rutto di un intenso dibattito in citta' (Piano regolatore Portuale e PUC), altri al momento confinati negli uffici comunali (Urban Lab).”
carloge

venerdì, 21 dicembre 2007, ore 15:32

Stupisce il cinismo e l'indifferenza con cui sono state accolte le dichiarazioni di trenitalia secondo la quale la metropolitana leggera a ponente sara' pronta solo nel 2015. Se si fosse trattato di Terzo Valico o Gronda autostradale si sarebbero levati lamenti altissimi, giaculatorie infinite, dibattiti lunghi quanto incosistenti. La classe politica e i poteri forti sembrano piu' attenti ai profitti che derivano dai progetti sulle grandi opere (progetti, non opere...) che alle infrastrutture che risolverebbero per davvero la mobilita' in una parte consistente della citta'. Veniamo a scoprire, e nessuno si scandalizza, che il quadruplicamento della linea, previsto dal progetto preliminare approvato dal Cipe il 29 settembre 2003 e definitivamente "licenziato" dallo stesso Comitato Programmazione Economica il 24 gennaio 2006 non e' stato inserito nel finanziamento del Contratto con le Ferrovie approvato nello scorso febbraio, rimandandoli al 2009. Stiamo parlando del famoso completamento della bretella ferroviaria Voltri - Borzoli a cui mancano poco piu' di due chilometri per chiudersi su Principe.
Indignarsi non basta piu'.
carloge

mercoledì, 19 dicembre 2007, ore 06:46

da lanuovaecologia  Martedì 18 Dicembre 2007
 

RAPPORTO

Smog e gomma, grigio Italia

Troppe auto, trasporto merci prevalentemente su strada e polveri sottili fuori controllo. È il Nord Italia a respirare peggio. Bene la superficie boschiva, l'acqua e il numero di aziende bio.

Che si tratti di persone o di merci, in Italia si viaggia principalmente su strada. Nel 2006, rispetto al 1990, aumenta del 29% il trasporto stradale privato che arriva a costituire l’81,2% della domanda di trasporto passeggeri (di cui solo le autovetture il 75,3%). Vertiginosa crescita registrata nel campo del trasporto merci dal 1990 al 2005
che in quindici anni supera il 30%. Anche se nel settore le stime preliminari del 2006 segnalano una contrazione dei valori, pari a circa il 4% rispetto al 2005, nello stesso anno, quello su strada continua a rappresentare la forma di trasporto merci privilegiata, arrivando a costituire circa il 70% del totale.

Restano ancora troppo basse le percentuali relative alle altre forme di spostamento delle merci: quelli via mare e su rotaia segnano rispettivamente un 16,1% e 9,9%, lasciando un marginale 0,4% al mezzo di trasporto aereo. Il rimanente 4% è relativo al trasporto dei combustibili nelle condotte di distribuzione. Gli italiani, dunque, non abbandonano le auto che si confermano mezzo principale di spostamento: il Belpaese è in prima posizione tra quelli europei con il più alto numero di veicoli per abitante (compresi motocicli e vetture commerciali). A livello mondiale solo gli Usa hanno un tasso di motorizzazione più elevato.

È il secondo invece, battuto solo dal Lussemburgo, nella classifica delle nazioni con il numero più alto di autovetture circolanti in base alla popolazione residente. L’annuario dei dati ambientali 2007, edito dall’APAT, che ogni anno mette a fuoco lo stato dell’ambiente nazionale, punta i fari sul sistema dei trasporti italiano che, fino al 2005, continua a percorrere una strada in controtendenza con la sostenibilità ambientale e si conferma, anche per il 2007, come fonte principale di emissioni in atmosfera. Illustrato dal Commissario straordinario dell’Apat Giancarlo Viglione, alla presenza del Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e dei Presidenti delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato, Ermete Realacci e Tommaso Sodano, anche nella sua sesta edizione l’Annuario dell’Agenzia passa l’ambiente ai “raggi x” evidenziando chiari e scuri, per un’esatta diagnosi e cura.

Inquinamento atmosferico e acustico, consumi energetici e rifiuti si confermano ancora i mali più gravi del Paese, mentre restano per lo più stazionari i consumi di acqua, che migliora invece in termini di qualità. Situazione positiva anche per la biodiversità e in particolare per la quantità di superficie territoriale coperta da bosco che, fino al 2006, si rivela in costante aumento. Continua a essere superato il numero di giorni/anno stabiliti dalla legge per il Pm10; nel 2006, infatti, alcune città hanno esaurito i 35 giorni consentiti già entro la prima metà di Febbraio. Il Nord in particolare “non respira” e si conferma come la situazione più critica del Paese. A livello generale si “alzano i volumi” e aumenta l’inquinamento acustico dovuto al traffico stradale, ferroviario e aereo, mentre la tipologia di sorgente ritenuta fortemente disturbante per eccellenza dai cittadini, rimane quella relativa alle attività commerciali e di servizio.

Crescono anche i consumi di energia nazionali, mentre il primato per la regione più “energivora” d’Italia, spetta alla Lombardia. Si producono sempre più rifiuti sia per quanto riguarda la produzione totale, sia per quelli urbani e non decolla la raccolta differenziata che rimane molto diversificata passando da una macroarea geografica all’altra. Diversa, invece, la situazione ecologica dei nostri fiumi, che rientrano nelle classi “Ottima e Buona” e non particolarmente critica quella dei nostri laghi che si guadagnano un giudizio compreso tra “Sufficiente e Ottimo”. Inoltre, grazie alle attività di forestazione e di espansione naturale del bosco, cresce il coefficiente di boscosità, anche se questo trend è stato contrastato dal numero elevato di incendi registrati nei primi otto mesi del 2007.

L’Italia, infine mantiene la leadership europea per numero di aziende biologiche e per superficie interessata, seguita dalla Germania e dalla Spagna. Consegnato, quest’anno per la prima volta, il premio per la regione con i migliori indicatori di gestione della qualità dell’aria. Ad aggiudicarsi la prima posizione, il Piemonte che, in qualità di vincitore condurrà, insieme ad Apat, Icr (Istituto Centrale del Restauro) e Arpa Piemonte, uno studio finalizzato alla verifica degli effetti dell’inquinamento atmosferico sul patrimonio storicoarchitettonico, con un approfondimento di indagine su una specifica opera.

BELPAESE|

Ambiente, i dati del Rapporto Apat

RifiutiSettore per settore, le cifre della fotografia scattata dall'Annuario Apat 2007 presentato oggi a Roma

INQUINAMENTO
Sul fronte delle polveri sottili (Pm10), nel 2006, sei stazioni di monitoraggio su sei (61%) hanno superato il valore limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo, che non andrebbe oltrepassato più di 35 volte l'anno. Per l'ozono, durante il periodo estivo 2007, sono stati registrati superamenti dell'obiettivo a lungo termine nel 93% delle stazioni. A livello di inquinamento elettromagnetico, tra il 2003 e il 2006 incremento dei superamenti dei limiti sia negli impianti radiotelevisivi (Rtv) sia nelle stazioni radiobase (Srb), rispettivamente pari al 25% e 50%. Per l'inquinamento acustico, sulla base di esposti presentati dai cittadini, le più rumorose sono attività commerciali e di servizio (38%), le attività produttive (26%), i cantieri (11%) e le infrastrutture stradali (10%);

TRASPORTI
Nel 2006, rispetto al 1990, aumenta del 29% il trasporto stradale privato che arriva a costituire l' 81,2% della domanda di trasporto passeggeri (di cui solo le autovetture il 75,3%). Dal 1990 al 2005 cresce il trasporto merci di oltre il 30%, di cui quello su strada costituisce circa il 70% del totale; via mare segna il 16,1%, rotaia il 9,9%, 0,4% l'aereo. Cresce del 58% circa il traffico veicolare su autostrade, tra il 1990 e il 2004.

RIFIUTI
La produzione dal 1997 al 2004 cresce del 60% e passa da 87,5 milioni di tonnellate a poco meno di 140 milioni. Aumentano del 5,5% i rifiuti urbani tra 2003 e 2005, con circa 31,7 milioni di tonnellate. Nel 2005 il Centro produce circa 633 kg per abitante, seguito dal Nord con 533 kg per abitante e poi dal Sud, con 496 kg per abitante.

ENERGIA
Gli impieghi finali di energia elettrica sono cresciuti del 43,2% tra il 1990 e il 2006 (dato provvisorio); scendono i consumi nell'industria, dal 51,7% al 46% nel 2005, mentre salgono quelli dei settori residenziale, servizi e agricoltura, dal 45,2% al 50,7%.

BIODIVERSITÀ
Boschi minacciati dagli incendi: da gennaio 2007 ad oggi sono stati oltre 7.000 gli incendi nelle foreste, per 110mila ettari di territorio di cui 54.000 boscati. L'Italia protetta: il 14,5% del territorio ospita Zone di protezione speciale (Zps); il 15% Siti di importanza comunitaria (Sic); il 9,7% aree terrestri, mentre il 30% delle acque costiere nazionali è riserva marina.

CLIMA
Incremento di 1,54 gradi dal 1981 al 2006 e nel corso degli ultimi 46 anni, di circa 0,94 gradi. Dal 1981 al 2006 + 21 notti tropicali rispetto allo stesso periodo, con temperatura minima uguale o sopra 20 gradi.
carloge

martedì, 18 dicembre 2007, ore 07:07

Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti
 
Mercoledì 19 dicembre dalle 18 alle 19, sui gradini del palazzo ducale di Genova, un'ora in silenzio per la pace.
Incollo di seguito il volantino che verrà distribuito

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Un doppio sogno natalizio: generali e colonnelli che vendono piantine e biglietti augurali per finanziare le spese militari...ex tecnici militari adibiti al controllo della sicurezza sui posti di lavoro......
Telethon per la ricerca sulle malattie genetiche; AIRC per la ricerca sul cancro; AIL per la ricerca sulla leucemia......sono decine le associazioni che, soprattutto in questo periodo, si rivolgono alla generosità dei passanti per finanziare le proprie iniziative.
Hanno, naturalmente, tutta la nostra simpatia e la nostra solidarietà. ( e, come si dice con un'espressione di dubbio gusto ma efficace, "speriamo di non averne mai bisogno.....)
Ma non possiamo non deplorare che una fetta della ricerca medica, in un paese che si vanta di far parte degli otto più industrializzati, è finanziata in parte da questue; più o meno efficaci, meglio o peggio organizzate.
E non possiamo non sottolineare che la spesa più inutile, immorale ed improduttiva del mondo, la spesa militare, non ha certo bisogno di questue per finanziarsi; né in Italia, né altrove
Hanno dichiarato Alex Zanotelli e Gino Stada, promotori dell'Appello contro le spese di guerra sottoscritto da centinaia di cittadine e cittadini:
"Dove sono finiti gli impegni di pace della maggioranza e in particolare di quella parte che partecipa alle iniziative del movimento contro la guerra?
Nella Finanziaria 2007 le spese militari sono aumentate del 13%, in quella del 2008 si vorrebbero incrementare di un ulteriore 11%.
Satelliti militari, Eurofighter, fregate Fremm, copertura economica delle missioni nei teatri di guerra,.sono stati approvati anche da senatori della Cosa Rossa. Succederà anche nel voto alla Camera o si vuole porre rimedio?
E non ci si venga ancora una volta a raccontare la favola della difesa dei posti di lavoro: forse scienziati e ricercatori medici non sono lavoratori? E' dignitoso per un paese industrializzato vedere in piazza ricercatori in camice bianco che protestano perchè i loro posti di lavoro sono a rischio? Vedere casi clinici disperati risolti grazie alla generosità dei passanti e non grazie a un adeguato impegno delle risorse pubbliche?
Non abbiamo mai chiesto di mandare a casa da un giorno all'altro i lavoratori e le lavoratrici del settore militare, ma è mai possibile che non possano essere utilmente impiegati in altri settori?
E un'ultima, sommessa proposta: perché non impiegare tecnici militari "in esubero" per ispezioni accurate ed inesorabili per controllare la sicurezza dei posti di lavoro? Suvvia, è possibile che dopo l'accurato addestramento che hanno ricevuto non siano abbastanza "flessibili" da poter imparare in fretta questa nuova mansione?
carloge

lunedì, 17 dicembre 2007, ore 18:41

La sentenza con cui il tribunale di Genova ha condannato 24 manifestanti è la prima.
Seguiranno le sentenze sulla «macelleria messicana» alla Diaz e sulle torture a Bolzaneto.
Un bilancio su come la magistratura ha sbrogliato la matassa del G8 di sei anni fa lo si potrà fare solo allora. Gridare oggi «finalmente è stata fatta giustizia!», come fa il leghista Castelli, intendendo che finalmente è chiaro come a provocare tutto furono i manifestanti, è una idiozia.
Quel Castelli, per altro, riuscì a visitare la caserma di Bolzaneto – da ministro della giustizia –senza accorgersi di quel che vi stava capitando.
Quindi taccia, prego.
La stessa sentenza contro i manifestanti, strombazzata come «102 anni di carcere!», sembrerebbe una sentenza double-face, anche se bisognerà aspettare le motivazioni per capire meglio.
Per un verso, l’imputazione per «devastazione e saccheggio» è stata accolta, ed è un precedente pericolosissimo: si tratta di un reato varato in piena seconda guerra mondiale contro gli sciacalli che rubavano nelle case bombardate, mai applicato prima e che comporta pene incredibilmente alte.
Però ad esserne colpiti sono stati solo la metà dei 25 imputati.
Agli altri sono state riconosciuti reati minori, e si tratta di quelli che erano in via Tolemaide quando il corteo delle «tute bianche», che era ancora nel percorso autorizzato, fu attaccato senza preavviso: il tribunale ha in sostanza riconosciuto il diritto a resistere a quelle cariche, e ha punito solo i comportamenti successivi, rinviando poi a giudizio tre agenti delle forze dell’ordine per falsa testimonianza: perché, cioè, avevano detto che gli imputati avevano fatto cose che non hanno fatto.
Sarebbe sbagliato non vedere i diversi lati della sentenza: le mobilitazioni che l’hanno preceduta, il gran lavoro degli avvocati, l’enorme documentazione che è stata prodotta un effetto l’hanno ottenuto. La partita sulla verità è ancora aperta.
Pierluigi Sullo
[17 Dicembre 2007]
Carta.org
 

carloge

lunedì, 17 dicembre 2007, ore 08:46

La Societa' Carmagnani chiede che il Comune di Genova permetta l'ammodernamento degli impianti pericolosi con la costruzione di due nuovi serbatoi per contenere reflui pericolosi (slot). Per ottenere questo obiettivo, la società petrolchimica chiede la revisione della delibera di Giunta Comunale che aveva negato nel luglio 2005 ogni consolidamento della presenza di un pericoloso impianto a rischio. Questa sarebbe la condizione per poter concedere le proprie aree per la costruzione della strada in sponda sinistra del Torrente Varenna (opera richiesta da oltre venti anni dalla popolazione per alleviare l'accesso veicolare nella delegazione di Pegli). Strada che, attualmente, sarebbe necessaria anche per l'accesso al nuovo supermercato della Torre Elah. Riteniamo questo ricatto inaccettabile. Non e' possibile consolidare un'attivita' che ha gia' creato 5 vittime (1987) e persistente inquinamento, smentendo la pianificazione urbanistica degli ultimi decenni e gli impegni assunti con le popolazioni. Che la Carmagnani sia tuttora pericolosa e' sottolineato dalle stringenti prescrizioni dei Vigili del Fuoco per concedere l'abitabilita' ai nuovi insediamenti della "Torre Elah" (Predisposizione di un piano interno di emergenza; previsione di un'adeguata segnaletica indicante i comportamenti da tenere in caso di emergenza; adozione di idonee misure sui sistemi di ventilazione naturale e meccanica al fine di limitare ed evitare l'eventuale ingresso dei prodotti della combustione all'interno degli edifici". Chiediamo alla Sindaco di Genova Marta Vincenzi di intervenire per realizzare le aspirazioni della cittadinanza al risanamento e alla sicurezza del Ponente, procedendo nel piu' breve tempo possibile alla dismissione degli impianti petrolchimici frammisti a popolosi quartieri.
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune Genova
Mara Michelini, capogruppo Verdi Municiplaita' VII Ponente
Arcadio Nacini, delegato Comune Genova alle Ville del Ponente

carloge

lunedì, 17 dicembre 2007, ore 06:53

A sostegno del centro di maternità di Anabah, Afghanistan
 
Mercoledì 19 dicembre 07 alle ore 21 a Villa Piantelli (Marassi, zona stadio) concerto di solidarietà  (Ingresso libero con offerta).
In programma canzoni d'autore degli anni '60 e '70 (Lennon, Battisti, Springsteen, De Andrè e molti altri) arrangiate per coro e dirette da Gianni Martini
  a.. Ti aspettiamo!!!
  b.. E ti invitiamo caldamente a far circolare il più possibile questo messaggio!!!!!
  c.. Se ce ne farai richiesta, ti invieremo in allegato la locandina del concerto, che potrai stampare ed affiggere sul tuo luogo di lavoro, in chiesa, in palestra, al bar, in  un negozio.........
dal sito di Emergency http://www.emergency.it/
"Nei conflitti contemporanei il 90% delle vittime sono civili.
Ogni anno la guerra distrugge la vita di milioni di persone nel mondo.
Emergency è un'associazione italiana indipendente e neutrale, nata per offrire assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.
 
Emergency promuove una cultura di solidarietà, di pace e di rispetto dei diritti umani.
 
L'impegno umanitario di Emergency è possibile grazie al contribuito di migliaia di volontari e di sostenitori."
carloge

lunedì, 17 dicembre 2007, ore 06:50

Palazzo Tursi, salone di Rappresentanza
20 dicembre 2007, ore 16/19.30

Introducono;

Porto – AMANSIO PEZZOLO PRC S.Teodoro sez. Compagnia Unica
- Genova porto d’Europa
- Sicurezza dei lavoratori e formazione
- Riforma
l. 84/94
- Riforma europea dei porti
- Autorità portuale

Città – ANDREA BIGNONE Comitati Sampierdarena
- Il rapporto tra la città e il porto
- Piano Regolatore
- Le infrastrutture, strada a mare e gronda
- Riqualificazione urbana

Segue dibattito aperto con il pubblico e con le istituzioni.

Sono stati invitati: Comitato Anti-gronda Valpolcevera-Ponente, Comitati di
Sampierdarena, Autorità Portuale, Sindacati, Finporto, CULMV, Compagnia P.
Chiesa, Riparazioni navali, Associazioni ambientaliste

Conclude: Antonio Bruno, capogruppo consiglio comunale Sinistra Europea - PRC

La cittadinanza è invitata a partecipare

Gruppo consigliare PRC-SE – Comune di Genova
Federazione PRC – Genova
Circolo PRC Lenci-San Teodoro
Circolo PRC Chico Mendes
carloge
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categoria : politica, genova, beni e servizi