Comunicato Stampa
Capigruppo del Comune di Genova per la salvaguardia di colline e vivibilita'
L'attuale amministrazione comunale di Genova ha ereditato dalla precedente una cospicua serie di progetti di edificazione ad un avanzatissimo grado di iter amministrativo. Spesso i nuovi interventi avvengono in aree di pregio paesaggistico ed ambientale o in zone gia' sature ove le uniche aree verdi rapresentano un momento di pausa dell'edificato, di rigenerazione ecologica della citta' con effetti destabilizzanti anche sul sitema di reti e servizi, viabilita', traffico cittadino, oltre a opposizioni di associazioni e comitati di ciattdini. Gli intenti della Sindaco di rivedere il piano regolatore della citta' sono condivisibili, cosi' come la partecipazione della cittadinanza alla costruzione della citta' basata sui bisogni dei cittadini (come da programma), sulle esigenze di tutela e conservazione del territorio, messa in sicurezza delel aree a rischio franoso e di alluvione. A questo scopo proponiamo una variante di salvaguardia rispetto alle aree di pregio, minacciate da discutibili interventi. Questa misura di tutela, gia' adottata dalla Giunta Sansa dieci anni or sono, permetterebbe di costruire il prossimo Piano Urbanistico Comunale in maniera democratica e partecipata.
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea - PRC
Manuela Cappello, capogruppo Italia dei Valori
Bruno Delpino, capogruppo Comunisti Italiani
Lunedì 3 settembre alle ore 17.00 presso la Loggia di Banchi INCONTRO tra le associazioni interessate a sostenere la campagna nazionale per la raccolta delle firme su due proposte di legge depositate in cassazione, la prima indice il referendum sugli OGM, la seconda quella per la sovranita' alimentare a tutela dei diritti dei contadini e dei consumatori. Il 20 luglio 2007, presso la Corte di Cassazione sono state depositate due leggi di iniziativa popolare da parte del Comitato promotore. Con la Legge per la Sovranità Alimentare i contadini e i loro alleati indicano alle istituzioni la strada per uscire dalla pesantissima crisi che sta investendo le campagne italiane. Nella legge si propone alle istituzioni di assumere i principi della sovranità alimentare come una delle chiavi possibili con cui affrontare il rilancio dell'agricoltura italiana, mettendo al centro gli interessi di chi lavora la terra e di chi consuma il cibo. La Legge per la Sovranità Alimentare, oltre che indicare principi, punta a realizzare spazi di partecipazione democratica con le Consulte per la Sovranità Alimentare e strumenti operativi nuovi come quelli contro il dumping, per promuovere il ciclo corto o l'Agenzia per la gestione dei beni comuni e le risorse naturali in agricoltura. La Legge che istituisce il Referendum sugli OGM, realizza il primo degli obiettivi della partecipazione democratica: quello di permettere ai cittadini con il voto di decidere sull'introduzione degli ogm in Italia. La normativa europea prevede la consultazione popolare prima che gli ogm, sia pure nella forma della coesistenza, vengano definitivamente liberalizzati nella produzione. E' arrivato il momento che il parlamento italiano, in ottemperanza al dettato normativo del legislatore europeo, convochi, con apposita legge, il referendum perché su questo tema così delicato i cittadini possano esprimersi per far valere i loro interessi contro le pressioni delle lobbies nazionali e internazionali del transgenico. Al deposito delle leggi si è arrivati dopo un lungo percorso di confronto e discussione che ha coinvolto molte realtà contadine di base impegnate in vertenze, mobilitazioni e pratiche di economia etica oltre che realtà del consumo critico, dell'ambientalismo, del mondo accademico e delle istituzioni. A partire da Settembre si avvierà la campagna di raccolta delle firme che punta fin d'ora a realizzare il più ampio risultato intervenendo per sei mesi in una vasta azione di sollecitazione della società. Per organizzare la rete territoriale e gli strumenti organizzativi di coordinamento perché la campagna di raccolta delle firma veda il protagonismo diffuso ed ampio di tutte le esperienze locali e di base, nel convincimento che la società italiana sia matura per rivendicare il diritto a scegliere su questioni così delicate proponiamo di incontrarci Lunedì 3 settembre 2007 alle ore 17.00 presso la loggia di Banchi.
Noi cittadini e cittadine di Genova, indigeni e migranti, siamo in totale disaccordo con la polemica montata ad arte sulla costruzione della nuova Moschea di Cornigliano. Purtroppo, anche il nuovo sindaco di Genova sembra essersi associata alla canea che invoca strumentalmente lo stop ai lavori per un nuovo edificio di culto a Genova. La nostra città è nata multietnica e multireligiosa: Liguri Etruschi, e Greci convivevano scambiando esperienze e culture nella stessa epoca in cui ad Atene nasceva la democrazia moderna. Secoli dopo, quando Teodorico prese la reggenza dell'Italia, caduto l'Impero d'Occidente, la nostra città ospitava una sinagoga per il restauro della quale questo re, un goto di fede ariana a capo di uno Stato cristiano, scrisse un'apposita lettera di raccomandazioni. Nel medioevo ed in età moderna convivevano in questa città cristiani, ebrei e mussulmani. Nell'Ottocento da Genova partirono migliaia di uomini e donne italiani diretti in America. Il loro ricordo rimane negli archivi di Ellis Island e negli album di foto in bianco e nero di tutte le nostre famiglie. In anni più vicini a noi, la lotta di Liberazione dal nazifascismo che ha visto la nostra città,unico caso in Europa, scioperare compatti i lavoratori in fabbrica ed insorgere vittoriosamente la popolazione, ha conosciuto la partecipazione, sino al sacrificio della vita, di italiani, polacchi, russi, americani e di molte altre nazionalità, ciascuno con le sue fedi o non fedi, ciascuno con i suoi ideali. Negli anni '60 del Novecento furono migliaia le persone giunte a Genova dal sud che, col loro lavoro, hanno permesso la ricostruzione i un Paese devastato dalla guerra. Oggi, chi ha interesse a devastare la memoria popolare per sostituirla con una visione del mondo OGM basata sulla paura della diversità qualunque essa sia, agita lo spettro dell'integralismo islamico brandendo la desertificazione culturale come un'arma. E' ora di dire un chiaro no alla deriva razzista e securitaria che la politica e la società italiana stanno prendendo. Siamo convinti che contro la guerra e l'ignoranza dei suoi satrapi occorra oggi più che mai promuovere la costruzione di una città aperta e solidale, curiosa di sé e degli altri: contro l'oscurantismo degli integralismi, siano essi religiosi o economici (dal fanatismo xenofobo all'integralismo liberista ed all'ossessione palingenetica delle "grandi opere") promuoviamo quindi l'illuminismo dei sapere critici, la forza disarmata delle passioni e dei desideri. Per tale motivo,nel nome della laicità e della libertà d'espressione, lottiamo per difendere il diritto della comunità islamica ad aprire un proprio luogo di culto a Genova, rammentando a chi avesse la memoria corta cosa significò in Europa la chiusura delle sinagoghe.
Per adesioni: versosegenova@libero.it