venerdì, 31 agosto 2007, ore 18:52

Comunicato Stampa

Capigruppo del Comune di Genova per la salvaguardia di colline e vivibilita'

L'attuale amministrazione comunale di Genova ha ereditato dalla precedente una cospicua serie di progetti di edificazione ad un avanzatissimo grado di iter amministrativo. Spesso i nuovi interventi avvengono in aree di pregio paesaggistico ed ambientale o in zone gia' sature ove le uniche aree verdi rapresentano un momento di pausa dell'edificato, di rigenerazione ecologica della citta' con effetti destabilizzanti anche sul sitema di reti e servizi, viabilita', traffico cittadino, oltre a opposizioni di associazioni e comitati di ciattdini. Gli intenti della Sindaco di rivedere il piano regolatore della citta' sono condivisibili, cosi' come la partecipazione della cittadinanza alla costruzione della citta' basata sui bisogni dei cittadini (come da programma), sulle esigenze di tutela e conservazione del territorio, messa in sicurezza delel aree a rischio franoso e di alluvione. A questo scopo proponiamo una variante di salvaguardia rispetto alle aree di pregio, minacciate da discutibili interventi. Questa misura di tutela, gia' adottata dalla Giunta Sansa dieci anni or sono, permetterebbe di costruire il prossimo Piano Urbanistico Comunale in maniera democratica e partecipata.
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea - PRC
Manuela Cappello, capogruppo Italia dei Valori
Bruno Delpino, capogruppo Comunisti Italiani

carloge

venerdì, 31 agosto 2007, ore 09:52

Lunedì 3 settembre alle ore 17.00 presso la Loggia di Banchi INCONTRO tra le associazioni interessate a sostenere la campagna nazionale per la raccolta delle firme su due proposte di legge depositate in cassazione, la prima indice il referendum sugli OGM, la seconda quella per la sovranita' alimentare a tutela dei diritti dei contadini e dei consumatori. Il 20 luglio 2007, presso la Corte di Cassazione sono state depositate due leggi di iniziativa popolare da parte del Comitato promotore. Con la Legge per la Sovranità Alimentare i contadini e i loro alleati indicano alle istituzioni la strada per uscire dalla pesantissima crisi che sta investendo le campagne italiane. Nella legge si propone alle istituzioni di assumere i principi della sovranità alimentare come una delle chiavi possibili con cui affrontare il rilancio dell'agricoltura italiana, mettendo al centro gli interessi di chi lavora la terra e di chi consuma il cibo. La Legge per la Sovranità Alimentare, oltre che indicare principi, punta a realizzare spazi di partecipazione democratica con le Consulte per la Sovranità Alimentare e strumenti operativi nuovi come quelli contro il dumping, per promuovere il ciclo corto o l'Agenzia per la gestione dei beni comuni e le risorse naturali in agricoltura. La Legge che istituisce il Referendum sugli OGM, realizza il primo degli obiettivi della partecipazione democratica: quello di permettere ai cittadini con il voto di decidere sull'introduzione degli ogm in Italia. La normativa europea prevede la consultazione popolare prima che gli ogm, sia pure nella forma della coesistenza, vengano definitivamente liberalizzati nella produzione. E' arrivato il momento che il parlamento italiano, in ottemperanza al dettato normativo del legislatore europeo, convochi, con apposita legge, il referendum perché su questo tema così delicato i cittadini possano esprimersi per far valere i loro interessi contro le pressioni delle lobbies nazionali e internazionali del transgenico. Al deposito delle leggi si è arrivati dopo un lungo percorso di confronto e discussione che ha coinvolto molte realtà contadine di base impegnate in vertenze, mobilitazioni e pratiche di economia etica oltre che realtà del consumo critico, dell'ambientalismo, del mondo accademico e delle istituzioni. A partire da Settembre si avvierà la campagna di raccolta delle firme che punta fin d'ora a realizzare il più ampio risultato intervenendo per sei mesi in una vasta azione di sollecitazione della società. Per organizzare la rete territoriale e gli strumenti organizzativi di coordinamento perché la campagna di raccolta delle firma veda il protagonismo diffuso ed ampio di tutte le esperienze locali e di base, nel convincimento che la società italiana sia matura per rivendicare il diritto a scegliere su questioni così delicate proponiamo di incontrarci Lunedì 3 settembre 2007 alle ore 17.00 presso la loggia di Banchi.

carloge

mercoledì, 29 agosto 2007, ore 08:05

Lunedi 17 settembre 2007 alle ore 21.00 presso la sede del forum per la sinistra europea (via Assarotti 3/14) convegno "Sinistra e Democrazia" incontro dibattito con il professor Nicolo' Scialfa

Forum per la Sinistra Europea
via Assarotti 3/14 Genova
http://versose.altervista.org/
carloge

martedì, 28 agosto 2007, ore 13:20

Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti

Mercoledì 29 agosto dalle 18 alle 19, sui gradini del palazzo ducale di genova, 275° ora in silenzio per la pace. In luogo del solito volantino, verrà distribuito ai passanti questo articolo, pubblicato pochi giorni fa dalla Stampa

carloge

martedì, 28 agosto 2007, ore 06:59

Lunedi 10 settembre 2007 alle ore 21.00 si terra' un'area tematica sulle questioni dell'educazione, scuola e universita' con il professor Nicolo' Scialfa

Forum per la Sinistra Europea
via Assarotti 3/14 Genova
http://versose.altervista.org/
carloge

martedì, 28 agosto 2007, ore 06:54

Lunedi 3 settembre 2007 alle ore 21.00 si terra' un'area tematica sulle questioni della politica della casa con l'assessore Bruno Pastorino.

Forum per la Sinistra Europea
via Assarotti 3/14 Genova
http://versose.altervista.org/
carloge

martedì, 28 agosto 2007, ore 06:52

Per cercare di organizzare iniziative di sensibilizzazione etc per stimolare la partecipazione alla manifestazione del 20 ottobre proponiamo un incontro venerdi 31 agosto alle ore 18.00 presso la sede del Forum per la Sinistra Europea.

Forum per la Sinistra Europea
via Assarotti 3/14 Genova
http://versose.altervista.org/
carloge

mercoledì, 15 agosto 2007, ore 11:05

Noi cittadini e cittadine di Genova, indigeni e migranti, siamo in totale disaccordo con la polemica montata ad arte sulla costruzione della nuova Moschea di Cornigliano. Purtroppo, anche il nuovo sindaco di Genova sembra essersi associata alla canea che invoca strumentalmente lo stop ai lavori per un nuovo edificio di culto a Genova. La nostra città è nata multietnica e multireligiosa: Liguri Etruschi, e Greci convivevano scambiando esperienze e culture nella stessa epoca in cui ad Atene nasceva la democrazia moderna. Secoli dopo, quando Teodorico prese la reggenza dell'Italia, caduto l'Impero d'Occidente, la nostra città ospitava una sinagoga per il restauro della quale questo re, un goto di fede ariana a capo di uno Stato cristiano, scrisse un'apposita lettera di raccomandazioni. Nel medioevo ed in età moderna convivevano in questa città cristiani, ebrei e mussulmani. Nell'Ottocento da Genova partirono migliaia di uomini e donne italiani diretti in America. Il loro ricordo rimane negli archivi di Ellis Island e negli album di foto in bianco e nero di tutte le nostre famiglie. In anni più vicini a noi, la lotta di Liberazione dal nazifascismo che ha visto la nostra città,unico caso in Europa, scioperare compatti i lavoratori in fabbrica ed insorgere vittoriosamente la popolazione, ha conosciuto la partecipazione, sino al sacrificio della vita, di italiani, polacchi, russi, americani e di molte altre nazionalità, ciascuno con le sue fedi o non fedi, ciascuno con i suoi ideali. Negli anni '60 del Novecento furono migliaia le persone giunte a Genova dal sud che, col loro lavoro, hanno permesso la ricostruzione i un Paese devastato dalla guerra. Oggi, chi ha interesse a devastare la memoria popolare per sostituirla con una visione del mondo OGM basata sulla paura della diversità qualunque essa sia, agita lo spettro dell'integralismo islamico brandendo la desertificazione culturale come un'arma. E' ora di dire un chiaro no alla deriva razzista e securitaria che la politica e la società italiana stanno prendendo. Siamo convinti che contro la guerra e l'ignoranza dei suoi satrapi occorra oggi più che mai promuovere la costruzione di una città aperta e solidale, curiosa di sé e degli altri: contro l'oscurantismo degli integralismi, siano essi religiosi o economici (dal fanatismo xenofobo all'integralismo liberista ed all'ossessione palingenetica delle "grandi opere") promuoviamo quindi l'illuminismo dei sapere critici, la forza disarmata delle passioni e dei desideri. Per tale motivo,nel nome della laicità e della libertà d'espressione, lottiamo per difendere il diritto della comunità islamica ad aprire un proprio luogo di culto a Genova, rammentando a chi avesse la memoria corta cosa significò in Europa la chiusura delle sinagoghe.

Per adesioni: versosegenova@libero.it

carloge

sabato, 11 agosto 2007, ore 08:58

Perché a Genova è così difficile proteggere l’ambiente e la natura, e utilizzare in modo ragionevole e produttivo il territorio?
 
E' iniziato l'iter per il nuovo Piano Urbanistico Comunale che si avvarra' della consulenza 'gratuita' di Renzo Piano.
E' una grande opportunita' per la nostra citta', anche di verifica politica, perche' si potra' ridisegnare il capoluogo ligure sulla base dei bisogni dei suoi abitanti, oppure partire dai progetti speculativi delle lobbies economiche.
Come descrivere Genova: ex citta' marinara per i tre quarti della sua popolazione (per i quali non c'e' molta differenza se abitare in un quartiere genovese o in uno lombardo), mare in gabbia e coste congestionate, torrenti ridotti a cloaca, colline e corsi d’acqua devastati dalle cave,  boschi abbandonati, montagne scorticate e ricoperte da tralicci, oppure occupate da scempi edilizi che tutto il mondo ci “rimpiange” (Biscione, la Diga, le Lavatrici...),e via dicendo.
Le grandi aziende “fordiste” sono state chiuse o sono ai minimi termini (ovviamente tranne quelle inquinanti e pericolose – petrolio, petrolchimico in primis), quelle tecnologicamente avanzate non sono riuscite a recuperare il gap occupazionale, il porto sempre piu' automatizzato occupa immensi spazi e ridotte percentuali di lavoratori.
La nuova produzione di beni e servizi legati ai bisogni ambientali e di vivibilita' (nuove energie, trasporti collettivi innovativi ed ecologici, recupero materiali post consumo, servizi alle persone...) non trovano spinte ideali e concrete nel mondo politico e imprenditoriale.
Come scriveva dieci anni or sono Antonio Cederna “Un insensato sparpagliamento del costruito elimina ogni distinzione tra città e campagna, annulla ogni identità fisica e storica, un’ininterrotta crosta di cemento e asfalto va man mano sostituendosi alla crosta terrestre.”
In questi decenni quanto terreno e' stato impermeabilizzato, originando  dissesto idro-geologico e alluvioni.
 
Le radici di questa arretratezza sono profonde e diffuse.
Troppo spesso il mondo politico genovese considera il territorio come merce da barattare, terra di nessuno su cui i privati possono avanzare le loro pretese a un'amministrazione pubblica esangue di soldi ed idee.
La  “comunità scientifica” è ossequiosa verso il potere, incapace salvo eccezioni di azioni coraggiose.
Gli uomini di cultura, indifferenti alla vivibilita' dei quartieri periferici,  considerano “anime belle” chi si batte per la difesa dell’ambiente.
Gli addetti ai lavori, architetti e urbanisti, salvo una valorosa minoranza, disprezzano la cultura della conservazione e smaniano di lasciare ovunque la propria “impronta”.
 
Ci sono alternative in atto,  certo.
Cresce la “domanda di ecologia”, si organizzano gruppi di pressione su singoli problemi, fervida è l’attività delle associazioni e dei comitati di cittadini a difesa di questo o quel bene comune che ' un'area verde, un parco, una piazza.
E quanti gruppi di volontariato “adottano” un'area verde per salvarla dal degrado e dalla speculazione? Villa Rosa, Vetta di Pegli, Villa De Mari, Villa Banfi, Fascia di Rispetto di Pra, Acquedotto della Valbisagno..... 
Siamo convinti che la mancata opera di prevenzione o tutela  rovescia sulla collettività ingenti costi sociali, in termini di  dissesto idrogeologico e di malattie indotte da uno stile di vita pericoloso.
 
In realtà, la difesa della natura rende molte volte di più di quello che costa.
 
Concordo con Antonio Cederna quando ricordava che “Gli sciocchi dicono che “non si deve mummificare la natura”, come si trattasse di un cadavere: mentre la natura è un laboratorio formicolante di vita che solo la conservazione può garantire: una vita dalla quale dipende per direttissima la vita degli uomini.”
E allora “Dobbiamo dunque impegnarci per favorire una drastica riconversione culturale, basata su alcuni principi elementari. Suolo, territorio, ambiente sono una risorsa scarsa, limitata per eccellenza, da utilizzare con estrema parsimonia e rigore scientifico.
Non è possibile un autentico progresso economico e sociale senza una preventiva, lungimirante costante politica ecologica che metta fine agli sprechi e quindi ai costi della degradazione ambientale e dell’inquinamento: continuare a consumare le risorse col criterio dell’“usa e getta” è semplicemente suicida.”
 
Bisogna dunque che coll’aiuto di urbanisti ambientalisti ecologi, il Comune di Genova si decida a fare sistematicamente i conti, a fornire cifre relative al consumo di suolo e territorio perché tutti possano rendersi conto del disastroso traguardo che ci sta davanti se non si cambia rotta.
E che si coinvolgano le popolazioni interessate nel processo di formazione del Piano e non a “consuntivo” sperando che le proteste non siano troppo forti.
Dobbiamo costruire un nuovo piano regolatore che superi  quella distorsione mentale che il CENSIS chiamava dieci anni fa  “rimozione del territorio”.
Con incoscienza l’abbiamo considerato come un vuoto da riempire, una res nullius, un oggetto di baratto e una fonte di lucro: i passati strumenti urbanistici erano grottescamente sovradimensionati, senza alcun rapporto coi reali fabbisogni.
 
Che fare?
Con Antonio Cederna concordiamo che “Occorre mettere finalmente da parte il mito anacronistico, folle e rovinoso della crescita illimitata fatta solo di sprechi, e decidersi a considerare il territorio come il bene più prezioso perché scarso e limitato, quindi come bene collettivo da conservare gelosamente. Dobbiamo rovesciare il nostro modo di agire: non più urbanizzare alla cieca risparmiando eccezionalmente (quando pure a fatica ci si riesca) qualche area eminente, ma trattare tutto il territorio come un parco in linea di principio inedificabile, alla cui rigorosa salvaguardia subordinare ogni eventuale intervento. Altrimenti assisteremo alla distruzione del nostro stesso spazio di vita, e a poco a poco la terra ci sarà strappata di sotto i piedi."
E' l'impegno che ci diamo.
 
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea – PRC Consiglio Comunale di Genova
carloge

venerdì, 10 agosto 2007, ore 07:45

Le dichiarazioni del sindaco, Marta Vincenzi, in riferimento alla lunga storia della moschea di Cornigliano mi sono apparse decisamente "strane". Non mi risulta che il sindaco di Genova possa stabilire un numero chiuso delle moschee in Italia. Come si può bloccare un'opera che rispetti tutti i requisiti urbanistici? Si invoca l'allarme sicurezza, alimentando l'illegalità delle Istituzioni e provocando profonda delusione nelle sorelle e nei fratelli islamici. E' come dire: «Cari islamici, avete diritto al culto sancito dalla nostra Costituzione ma, in questo momento storico siete pericolosi». Mi sorprende questa "esclusione" all'insegna della massima cautela. Cara Marta, hai perso una grossa occasione. Ho letto che ci sarà un incontro ai primi di settembre, tra le parti. E allora, per quale motivo queste esternazioni tempestive e dirompenti, senza partire da un dialogo aperto e sincero con la Comunità islamica? Il compito di un sindaco, ancora prima di essere garante erogatore di Servizi, è quello di creare relazioni positive con tutti i cittadini. Legalità fa rima con giustizia. Dimmi chi escludi e ti dirò chi sei. A tutti sta a cuore la sicurezza. E' necessario evitare di partire ancora col piede sbagliato. Credo invece che oggi dobbiamo tutti darci da fare per facilitare il declino di una mentalità non accogliente. Non cavalchiamo le "paure" spesso dichiaratamente gonfiate. Non lasciamo parlare sempre il ministro dell'Interno. Non è soltanto una questione di ordine pubblico, che va certamente difeso. L'Ente locale può intraprendere iniziative coraggiose dal punto di vista sociale e culturale con la collaborazione dell'associazionismo. L'immigrato è sempre in ginocchio per ottenere qualcosa. Si chiede fermezza a vario titolo. L'Umanitàè divisa tra persone e non-persone. Esseri Umani di seconda categoria. Non si concepisce la diversità come pluralità, dove la tolleranza laica e la razionalità sono le basi per una convivenza pacifica. Vogliamo aggiungere un pizzico di spirito evangelico? (Matteo 25,35) E' assurdo e incivile continuare a trattare immigrati come non- persone quando tanti cercano di vivere sforzandosi di vivere come persone. Nel rispetto rigoroso di tutte le leggi, nella vigilanza delle forze dell'ordine e nella trasparenza, l'apertura di un luogo di preghiera è sicuramente una tappa importante nella difficile fase del dialogo interetnico, religioso e culturale.
Don Andrea Gallo
Coordinatore Comunità S.Benedetto al Porto
carloge