MARTEDI’ 28 NOVEMBRE 2006
ORE 17.00
presso sala dell’ex Consiglio di Circoscrizione
Via Pallavicini Genova – Pegli
ASSEMBLEA PUBBLICA
Intervengono:
Rita Lavaggi, Forum verso la Sinistra Europea
Marco Verrugio, Segreteria Regionale PRC del Partito della Rifondazione Comunista
Bruno Pastorino, segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista
Antonio Bruno, Forum Ambientalista
Simone Solari, Consigliere di Circoscrizione VII Ponente
Giuseppe Gonella, Puntorosso Genova
Il percorso verso una nuova soggettività politica della Sinistra è ormai avviato.
È giunto quindi il momento di ragionare su quali opportunità, quali scelte di discontinuità e di rinnovamento è necessario fare per la nostra città, anche alla luce delle scadenze amministrative della prossima primavera.
Il primo impegno è quello di ritrovare forme di partecipazione democratica dal basso che consentano di superare la gestione aziendalistica e privatistica che ha caratterizzato fino ad oggi il governo di Genova.
Vogliamo partire dai conflitti presenti sul territorio: precarietà, grandi opere distruttive (Gronda, Terzo Valico, Inceneritore, Affresco di Piano), necessità di risanamento (allontanamento Porto Petroli di Multedo e dismissione petrolchimico con riconversione produttiva delle aree) beni, servizi e spazi comuni (Vetta di Pegli, Villa Rosa, Villa Banfi), mobilità sostenibile (metropolitanizzazione linea ferroviaria e reintroduzione della linea 3), riqualificazione delle ville, diritti e cittadinanza e fare tesoro delle esperienze maturate in questi anni per proporre una nuova idea di città.
Vogliamo parlarne con Voi.
Durante la serata verrà presentato il documento sul Ponente elaborato dal Laboratorio per la Sisnitra Europea.
Venerdì 24 Novembre, ore 16
Convegno Genova: immigrazione e convivenza - diritti e doveri
Introduce: Marco Vezzani (presidente Associazione "L'Albero e la Foresta")
Intervengono Luca Borzani (assessore alla Cultura, Comune di Genova), Paolo Giuseppe Veardo (assessore alle Politiche dell'immigrazione, Comune di Genova), Giuliano Bellezza (presidente Circoscrizione Centro Est), Pasquale Ottonello (presidente Circoscrizione Medio Levante), Andrea Chiappori (Comunità di Sant'Egidio a Genova), Graciela Del Pino (presidente coordinamento donne latino americane). Moderatrice Emanuela Pericu (giornalista Rai). Conclude Milò Bertolotto (Consigliera Provincia di Genova)
Oratorio San Filippo, Via Lomellini (Genova), ore 16.00 (informazioni: alberoforesta@yahoo.it)
I cittadini del ponente genovese si sono più volte espressi sull’esigenza avanzata reiteratamente dall’Autorità Portuale genovese di consentire l’espansione della piattaforma portuale del porto di Prà- Voltri con conseguente necessità di eseguire un ennesimo riempimento esprimendo chiaramente ed in tutte le sedi opportune la loro ferma contrarietà. A noi esponenti del Coordinamento dei Comitati del Ponente che da anni tentiamo di dialogare con le diverse amministrazioni locali che sono chiamate a governare la realtà in cui viviamo, spetta ora il compito di esprimere a questa Commissione le motivazioni sociali e quelle tecniche che ci inducono ancora una volta ad esprimere tutta la nostra più ferma opposizione al nuovo disegno dell’Autorità Portuale. Anzitutto proponiamo a tutte le forze politiche uno sforzo per analizzare le ragioni che andiamo ad esporre e sulle quali ci auguriamo che il Consiglio Comunale voglia esprimersi in fase di esame del disegno in oggetto. Da tempo, ormai, chiediamo senza risposta di conoscere il quadro generale dello sviluppo previsto per la nostra città, un disegno urbanistico e sociale che ad esempio preveda, nel caso di specie, il numero massimo di containers che la conformazione orografica della città, gli spazi a disposizione, le infrastrutture esistenti possano sopportare consentendo al Porto di svilupparsi compatibilmente con le imprescindibili e vitali esigenze dei cittadini. A differenza di quanto sostenuto, spesso in modo del tutto strumentale, i cittadini del ponente non sono oggi e non sono mai stati contro lo sviluppo ed il progresso di alcunché, tanto meno del Porto. La grande conflittualità, tra i cittadini ed alcune istituzioni, è sorta da quando, al termine di un complesso procedimento di maturazione sociale e politica, i cittadini del Ponente non hanno più accettato che le grandi trasformazioni territoriali ed ambientali delle delegazioni in cui vivono fossero “calate dall’alto” ed hanno chiesto di essere protagonisti nell’esame e nell’eventuale approvazione di tali trasformazioni. Per questi motivi intendiamo sottoporre alla Vostra attenzione i seguenti quesiti: 1) Può essere ritenuto ragionevole che il P.R.P. appena approvato dopo un iter lungo ed estenuante nel quale si è trovata una seppur parziale soluzione all’annoso problema dei riempimenti nel Porto di Prà–Voltri con una previsione tassativa di riesame del Piano stesso previa verifica di nove condizioni ritenute dalle Istituzioni imprescindibili, a partire dal 2005 – 2010, oggi venga formulata già una variante che, nell’intenzione dell’Autorità Portuale, supera le dette nove condizioni e chiede di passare immediatamente alla fase dei riempimenti? 2) Appare così strano che i cittadini di Multedo, Pegli, Prà, Palmaro, Voltri e Vesima che da anni vivono sotto il peso di gravose servitù, quali il Porto Petroli, la Carmagnani Superba, le Cave in Val Varenna, il Porto di Prà-Voltri (con tutto ciò che questo ha comportato in termini di inquinamento atmosferico, inquinamento acustico, degrado ambientale) oggi si pongano il problema di una riqualificazione dell’ambiente in cui vivono e del raggiungimento di quella vivibilità mille volte promessa e sempre dimenticata dopo ogni campagna elettorale? 3) Come si può pretendere che dopo essere stati beffati per anni, oggi non analizzino attentamente tutto ciò che potrebbe compromettere per sempre l’ obiettivo di vivibilità che per loro rappresenta l’ultima speranza? Un progetto come quello nuovamente presentato che si ostina ad anteporre ad ogni esigenza dei cittadini solo ed esclusivamente le esigenze del mercato può certamente risultare una coerente scelta imprenditoriale, ma non ha nulla a che fare con il compito delle Istituzioni rappresentative. Noi chiediamo espressamente che, prima di pronunciarsi su progetti di questo tipo, le diverse Amministrazioni si confrontino con noi su un modello di sviluppo e di progresso compatibile con l’esigenza di vivibilità dei nostri quartieri; siamo stanchi di subire il pesante ricatto occupazionale con prospettive che sempre si sono rilevate incredibili menzogne. Esprimiamo, peraltro, piena solidarietà ai lavoratori del Porto costretti a lavorare con livelli salariali ed in condizioni di sicurezza di gran lunga inferiori agli standard europei. Ora cercheremo con alcuni riferimenti tecnici di dimostrare che anche sotto questo punto di vista le lacune del Progetto in discussione sono tutt’altro che trascurabili. La diga foranea Inclinando sia il pennello posto all'ingresso del porto sia la diga foranea di 7 gradi, il "nuovo piano regolatore" peggiorerà l'impatto ambientale. Infatti, dalle piantine allegate al piano, si può constatare che la nuova ipotesi: - aumenterà l'area della discarica; - aprendo la diga di 7 gradi verso il mare, riduce il cono di protezione della stessa sul porto e, di conseguenza, l'attuale diga foranea dovrà essere allungata di 1.350 metri per poter coprire l'angolo di penetrazione del libeccio. Mentre la prima ipotesi prevedeva un allungamento di 1.150 metri. Il piano presentato non contiene nessun studio che minimamente tenti di dimostrare, anche solo a parole, che: - i 9 punti votati in Comune ( che ricordiamo sono una mediazione politica e non un accordo con i cittadini); - i 2 punti votati in Regione; - le prescrizioni del decreto del Ministero dell'Ambiente (che riporta anche le osservazioni del Coordinamento dei Comitati del Ponente su: correnti marine, pericolosità alluvionale dei torrenti Leiro e Cerusa, depauperamento delle spiagge da Arenzano a Voltri, venti delle valli del Leiro e Cerusa, rotte delle navi, valutazione d'impatto della forza del mare racchiuso tra la diga e la costa); sono stati valutati in modo da poter iniziare una verifica del piano sia per quanto riguarda la salvaguardia della salute degli abitanti, sia sull'assetto territoriale. Vogliamo rammentare che Regione, Provincia e Comune hanno stanziato un primo lotto di 15 miliardi di lire per bloccare l'erosione (delle spiagge della Vesima e di Voltri) causata dalla presenza delle opere portuali. Ecco cosa comporterebbe il nuovo riempimento. Un riempimento di 350.000 mq, in prosecuzione a quello esistente, oltre ad enormi problemi per le spiagge, per i torrenti, per la viabilità e per il litorale (avvicinamento della rotta delle navi alla spiaggia), comporterebbe l'arrivo di 5.500.000 metri cubi di materiale contenente ogni tipo di rifiuto, come i fanghi della Stoppani, trasportati da oltre 350.000 camion che, transitando o sull'Aurelia o sull'autostrada, creerebbero una situazione di estrema gravità per la salute dei cittadini (polveri, fumi, rumore), senza pensare che la situazione viaria è già al collasso. Attualmente escono giornalmente dal porto di Prà-Voltri più di 3.000 autocarri carichi di containers. Ecco perché non serve l'ampliamento L'Autorità Portuale chiede un ampliamento della piattaforma portuale di Prà- Voltri perché prevede uno sviluppo dei traffici di container da 1.500.000, di cui circa 350.000 vuoti, movimentati nel 2001 a 3.500.000 previsti da movimentare nel 2010.
Nel piano regolatore portuale non si fa cenno al fatto che:
- attualmente il bacino di Sampierdarena ha a disposizione 800.000 mq e che a ristrutturazione ultimata ne avrà a disposizione 1.800.000 di mq;
- attualmente il VTE dispone di 800.000 mq. e che quando saranno ultimati il V e il VI modulo, potrà operare su 1.300.000 mq. Ma la cosa più grave è che l'Autorità Portuale non fa mai cenno al rapporto fra aree disponibili e container movimentati. Il perché di questa mancanza di dati è dovuta al fatto che, come fa anche presente il decreto del Ministero dell'Ambiente, l'Autorità Portuale applica un indice di efficienza nell'uso dello spazio (0,88) molto più basso di quello già raggiunto dai terminalisti genovesi di Sampierdarena o della Spezia.
Qui di seguito riportiamo tabella illustrativa.
RAPPORTO AREE CONTAINERS - TEUS
GENOVA ( 2003) Termin. Containers Movim. Aree Disponibili Mq Indice Teus/Mq
GRIMALDI 19.288 22.259 1,2
SANITA' 363.628 156.275 2,3
MESSINA 249.051 166.000 1,5
ALTRI 71.498
VTE 868.321 912.000 0.9
MULTIPURPOSE 34.160 234.000 0,1
CONFRONTO CON ALTRE REALTA'
LA SPEZIA (2003) 1.005.000 350.000 2,9
OFFERTA MSC 750.000 245.000 3
MOVIMENTAZIONE CONTAINERS CON INDICE 3 Teus/mq
Aree di Sampiedarena 800.000 mq 3 teus/mq 2.400.000
Aree VTE 912.000 " " 2.436.000
AREE DISPONIBILI DOPO IL POTENZIAMENTO DI SAMPIERDARENA E L'ULTIMAZIONE DEL VI MODULO DEL V.T. E. Sampierdarena: 1.800.000 mq
Ponte Bettolo 450.000 + 500.000 = 950.000 mq
Ponte Libia, Ronco, Canepa 350.000 + 500.000 = 850.000 mq
V.T.E. 1.200.000 mq TOTALE AREE SAMPIERDARENA + V.T.E. = 3.100.000 mq
MOVIMENTAZIONE CONTAINERS DOPO I POTENZIAMENTI CON 3TEUR/MQ Riferimento :
Area di Sampiedarena mq 1.800.000 indice 3 = 5.400.000 teus./anno
Aree VTE " 1.200.000 " 3 = 3.600.000 "
MOVIMENTAZIONE PREVISTA A P.R.P. PER IL 2010 = 3.500.000
IPOTESI DI SVILUPPO NEL PORTO DI GENOVA FONTE A.PORTUALE
Anno Normale 6% Sostenuta 8% Traffico reale Differenza 2000 1.548.000 1.624.000 1.501.000 - 3% (n) ; - 8% (s) 2001 1.640.880 1.753.920 1.526.526 - 7,5%(n) ; - 14,9%(s) 2002 1.780.000 1.960.000 1.531.254 - 16,2% (n) ; - 28% (s) 2003 1.886.000 2.116.000 1.605.946 - 17,4% (n) ; - 31% (s) L'attuale porto di Genova ha una potenzialità notevolmente superiore allo sviluppo sostenibile ed alle ipotesi di sviluppo del piano portuale. Gli spazi disponibili sono sufficienti a contenere la domanda prevista ad orizzonti più lontani del 2020. Sistema logistico di movimentazione Attualmente la movimentazione di container nel porto di Prà-Voltri è così ripartita : - 10% transhipment ( via mare ) - 26% ferrovia - 64% automezzo L'Autorità Portuale nel piano presentato prevede a regime: - 27% transhipment mentre la quota rimanente avrà una movimentazione: - 50% ferrovia - 50% automezzo Ovviamente il progetto specifico di come sarà possibile arrivare a tale ripartizione dei traffici non è minimamente contemplato nel piano. E' universalmente conosciuto come il nodo ferroviario genovese non riesce a smaltire l'attuale traffico. La nuova bretella ferroviaria ( il cd “mostro” che collega il VTE a Borzoli) non viene assolutamente utilizzata, in quanto non è collegata con le linee di valico che permettano il trasporto delle merci verso Nord. Lo scrivere, su dei pezzi di carta, cifre e percentuali non vuol dire risolvere i problemi. Il Coordinamento dei Comitati del Ponente ha eseguito uno studio per dimostrare che mettendo mano al nodo ferroviario esistente si può addivenire a risultati concreti per aumentare il trasporto ferroviario
OBIETTIVO DA RAGGIUNGERE
La necessità di salvaguardare l’ ambiente in cui viviamo dall’aumento dell’ inquinamento derivante dalla crescente circolazione sulle strade di automobili e dei mezzi pesanti per il trasporto delle merci, in particolare provenienti dal Porto, renderebbe necessario il potenziamento del trasporto su rotaia come soluzione strategica per la nostra economia, senza penalizzare ulteriormente la qualità della vita.
OPERE GIA’ REALIZZATE 1) Bretella di collegamento tra Voltri Mare e Borzoli. Costo della infrastruttura : 450 miliardi di lire. E’ stata attivata nel 2000. Linea ferroviaria nuova a doppio binario, costruita con parametri moderni, velocità 160 Km/h, quasi totalmente in galleria sino a Bivio dei Corvi, dove si collega, però a semplice binario, con la stazione di Borzoli e di lì con la linea Genova–Ovada (che è a semplice binario). 2) Ritocchi alla linea Borzoli–Ovada per il rinforzo dei ponti e l’allargamento delle gallerie alla sagoma limite dei contenitori di nuova generazione. L’allargamento delle gallerie non è però perfettamente riuscito. Costo dei lavori circa 200 miliardi di lire. 3) Ammodernamento della linea di valico Genova Bolzaneto– Busalla, con l’installazione del sistema automatico banalizzato per il distanziamento dei treni (marce parallele). Costo : qualche decina di miliardi di lire.
OPERE PREVISTE 1) NODO DI GENOVA Quest’opera, in parte già in esecuzione, è mirata a sostanziali ritocchi alle linee esistenti, per ottenere una gestione del traffico dei treni completamente automatizzata e realizzare una tipologia di trasporto metropolitano FF.SS. sull’asse Voltri / Ponte X / Val Bisogno – Nervi. 2) Prosecuzione della bretella Voltri Mare – Borzoli da Bivio dei Corvi sino al Quadrivio Torbella verso Sampierdarena e quindi Genova Principe. Opera in gran parte in galleria, permetterebbe in pratica il raddoppio della linea Voltri – Ge. Principe, instradando da Voltri i treni a lunga percorrenza da Ventimiglia e diretti a Ge. Principe (e viceversa). Costo intorno ai 200 miliardi di lire. 3) TERZO VALICO Nuova linea ferroviaria di valico di tipo veloce, adatta sia per i treni passeggeri, sia per i merci. Ascesa del nove per mille. Tratta completamente in galleria, lunga circa 36 Km, con canne separate per ogni senso di marcia. Data la sua lunghezza dovrà essere dotata di tutti i sistemi di sicurezza previsti dalle normative per le galleria di lunghezza superiore ai 5 Km.. Il tragitto prevede l’inizio sul versante Ligure a partire da Bivio Fegino per i treni provenienti da Genova, e da Bivio dei Corvi per provenienza da Voltri, sino ad arrivare sul territorio Piemontese nella zona di Novi S. Bovo. Da qui, attraverso il quadruplicamento della linea esistente Novi – Tortona per la direzione Milano. Costo del tratto Ligure : circa 2.000 Miliardi di lire. Costo del tratto Piemontese : circa 3.000 Miliardi di lire.
OPERE NECESSARIE 1) Banalizzazione della esistente linea di valico Genova – Ronco S. (via sussidiaria), così da renderla identica all’ altra linea di valico dei Giovi (Ponte X. – Ronco S.). Ciò permetterebbe di attivare le marce parallele sulle due linee, con un incremento di traffico del 25% rispetto alla somma della potenzialità attuale. Costo dell’intervento che non modifica il tracciato dei binari: circa cento Miliardi di lire. 2) Rettifica del tracciato dei binari nelle stazioni di Ronco S. e Tortona, così come già fatto ed attivato nella stazione di Arquata Scrivia. Ciò permetterebbe di velocizzare la linea Genova - Milano via Mignanego (sussidiaria), recuperando sull’intero percorso circa 10/12 minuti. Spesa necessaria: 20/30 Miliardi di lire. 3) Collegamento della Bretella Voltri – Borzoli alla linea di valico Genova – Ronco S (diretta). Nuova linea parte in galleria ed in parte all’esterno a doppio binario, da realizzare in contemporanea con il collegamento per il Quadrivio Torbella. Il punto di innesto nella ferrovia esistente dovrebbe essere Bivio Fegino. Costo di circa 250 Miliardi di lire. Traffico prevalente: treni merci di contenitori provenienti dal Porto di Voltri. Consentirebbe anche il collegamento diretto Ventimiglia /Savona – Milano / Torino. Le FF.SS. sostengono che questa opera crea impatto ambientale nella zona di Bivio Fegino, in quanto il tracciato dovrebbe passare in vicinanza di caseggiati di abitazione. A questo problema si potrebbe ovviare realizzando l’innesto più a monte del B. Fegino, in zona non abitata; riteniamo comunque che rispetto all’ impatto del terzo valico sia di gran lunga inferiore.
CONSIDERAZIONI Quando è stato costruito il Porto di Voltri, fu realizzata anche la bretella ferroviaria Voltri– Borzoli, necessaria, si diceva, per smaltire via treno gran parte dei contenitori movimentati sulle banchine (50%). Questa nuova ferrovia fu per gli abitanti di Prà e Pegli una struttura a forte impatto ambientale (tanto che fu addirittura chiamata “il mostro” per la pesantezza architettonica) ma l’obiettivo e il desiderio di togliere autotreni dalle strade convinse ancora una volta tutti al sacrificio ambientale. Ancora una volta, tuttavia, le speranze degli abitanti del Ponente si sono rivelate vane. Dal giorno della sua inaugurazione (avvenuta nell’anno 2000), infatti, la bretella ferroviaria viene utilizzata per il transito giornaliero di soli due treni, che, pare incredibile, provengono da Savona, mentre nessun convoglio del Porto di Voltri si inoltra per questa linea nuova e modernissima. Sino ad oggi una costruzione praticamente inutile per lo scopo primario. Per quale motivo? I treni che forma il Porto di Voltri, 10 in uscita e 10 in entrata, hanno come destinazione Milano Rogoredo e Padova. Ma si può dire che tutto il porto di Genova forma in prevalenza treni per queste destinazioni. La nuova bretella che si collega con la linea di Ovada, non impiega un percorso idoneo per le direzioni richieste dal traffico dei contenitori e delle merci varie. Tutti i treni che dal Porto salgono verso il Nord, e cioè: ? N° 13 treni dal Porto di Sampierdarena (contenitori + merci varie); ? N° 8 treni dal Terminal Messina; ? N° 10 treni dal terminal VTE di Voltri; per un totale di 31 treni al giorno, utilizzano la linea di Valico Genova – Ronco (via sussidiaria). Alla luce di quanto sopra non vorremmo che anche il Terzo Valico fosse poi una nuova infrastruttura poco utilizzata, che servisse cioè solo da scarico dalle altre linee di valico. Costruire il Terzo Valico per poi farci passare una trentina di treni al giorno per senso di marcia, equivarrebbe in termini economici ad una delle tante opere “inutili”. Nel frattempo le FF.SS, con lo spostamento a mare della linea litoranea nella zona di Prà, aggiungeranno un binario in più per la circolazione dei treni provenienti dal Porto VTE verso Sampierdarena, escludendo così l’utilizzo della nuova bretella costruita invece per soddisfare le necessità connaturate al solo traffico merci. La motivazione che sta alla base della realizzazione del cd. “Terzo Valico” sarebbe, per le Istituzioni Genovesi e la classe industriale, quella di potenziare in maniera importante il trasporto su rotaia, soprattutto quello in diretto al Porto di Genova, possibilmente arrivando ad implementare tale traffico con almeno cento treni in più al giorno (50 in partenza e 50 in arrivo). Questo è senz’ altro un obiettivo importante e condivisibile. Ma per arrivare a questo crediamo non sia sufficiente solo realizzare il “Terzo Valico”. Anzi è forse l’aspetto più semplice del problema, basta avere le risorse necessarie. Molto più importante sarebbe conoscere la posizione delle Ferrovie e come pensano di arrivare loro a questo ambizioso obiettivo. Sono cioè disposte ad acquistare un numero maggiori di locomotori e carri adibiti al trasporto merci (nei primi mesi del 2001 al VTE mancavano i carri per formare i 10 treni al giorno), assumere personale, organizzare tutta la nuova manutenzione e via dicendo? E’ poi in grado il Porto di Genova, con le strutture di cui dispone attualmente, di riuscire a formare cento treni in più al giorno, rispetto agli attuali 62 (31 in partenza e 31 in arrivo)?. Senza queste precisazioni il Terzo Valico rimarrebbe certamente con poco traffico.
CONCLUSIONI Potenziare il trasporto su rotaia è certamente un indirizzo più ecologico e conveniente rispetto alla costruzione di nuove autostrade, anche se le nuove opere generano impatti ambientali che spesso sono sottovalutati. Rimane sempre il fatto che le opere programmate dovrebbero essere realizzate secondo uno sviluppo logico e progressivo, senza partire subito dall’ opera più “costosa” e di maggior impatto mediatico. Per cui prima del Terzo Valico si dovrebbe dar corso a quelle opere che, a fronte di un costo modesto, rappresentano una risposta efficace alle necessità del trasporto genovese, realizzabili oltretutto in tempi relativamente brevi. In particolare ci sembra prioritario su tutto procedere nella costruzione del tratto di bretella che da Borzoli B. Corvi si colleghi al Quadrivio Torbella e con B. Fegino (o a monte di questo). Si realizzerebbe così il raddoppio della Voltri – Ge.P.P. e il collegamento del Porto di Voltri con le linee di valico senza interessare la linea verso Sampierdarena. La linea litoranea scaricata dal traffico sopra indicato rimarrebbe disponibile per un utilizzo metropolitano, dedicato al solo trasporto passeggeri, organizzato direttamente dalle ferrovie con una frequenza-treni di circa 10 minuti. Inoltre il Porto di Voltri avrebbe una nuova linea di tipo veloce per il suo sviluppo dei traffici verso il Nord d’Italia. Crediamo che con queste soluzioni e con le rettifiche di percorso della linea Genova – Milano (Ronco, Tortona e marce parallele) si possano tranquillamente raggiungere gli obiettivi di sviluppo del maggior traffico su rotaia da tutti auspicati.
DATI SULLE LINEE DI VALICO IN ESERCIZIO LINEE DI VALICO
1. GENOVA – RONCO SCRIVIA (via Mignanego ) Succursale o Diretta Doppio binario Ascesa 16 per mille Velocità : 100/120 Km./h Attrezzata con BAcc3/2 senza marce parallele Capacità : 200 treni al giorno
2. GENOVA – RONCO SCRIVIA (via Ponte X ) Lenta dei Giovi Doppio binario Ascesa 35 per mille Velocità : 70/80 Km./h Attrezzata con BAcc3/3 con marce parallele Capacità : 100 treni al giorno
3. GENOVA – OVADA Semplice binario Ascesa 16 per mille Velocità 80/90 Km./h Attrezzata con BA conta assi Capacità : 80 treni al giorno
La linea con il maggior numero di treni risulta essere:
SAVONA – GENOVA / TRATTA VOLTRI – SAMPIERDARENA:
Regionali e I C 149
Metropolitani Voltri/Nervi 43
Merci VTE 20
Merci ILVA 22
Vari (compresi i locomotori per VTE) 22
--------------------------------------------------------
TOTALE 256
Traffico superiore alla linea di valico di Mignanego (diretta).
SOLUZIONI POSSIBILI Aggiornando la linea di valico di Mignanego con il BA cc 3/3 sarebbe possibile attivare le marce parallele sulle due linee a doppio binario che arrivano a Ronco Scrivia. Ciò permetterebbe un aumento totale della capacità del 25%. E cioè: 200 + 100 = 300 + 75 (25% in più) = 375 treni al giorno. Per cui la capacità complessiva delle tre linee diventerebbe: 375 + 80 = 455 treni al giorno con marce parallele. TRAFFICO ATTUALE (presunto dall’orario treni viaggiatori e dalla traccia oraria per i merci). Complessivamente sulle tre linee abbiamo (in parentesi i treni sulla Ovada).
TRENI VIAGGIATORI 214 (24)
TRENI MERCI VTE 20
Messina 16
Sampierdarena 26
La Spezia 18
ILVA 22
Vari 16 ( 6)
----------------------------------------------------------
TOTALI 332 (30)
Risulta pertanto: 455 – 332 = 123 treni/al giorno che possono essere inseriti sulle linee di valico dopo la realizzazione delle marce parallele (opera che costa circa 100 miliardi). I dati appena riportati e le soluzioni che possono essere adottate, incrementando in maniera considerevole il trasporto su rotaia a fronte di un esborso economico che, se raffrontato con quello previsto per il Terzo Valico, può dirsi modesto, sono state inequivocabilmente confermate dai Responsabili del trasporto ferroviario genovese durante l’incontro svoltosi il giorno 5 gennaio 2005 presso la Direzione delle Ferrovie dello Stato a Genova Brignole. In quella occasione, infatti, erano presenti, tra gli altri: - dott. Venuta, responsabile Ferrovie dello Stato; - dott. Macagno, responsabile della Divisione Cargo di Trenitalia; - dott. Zotti, responsabile Relazioni Esterne delle Ferrovie dello Stato; i quali, di fronte alle articolate argomentazioni esposte, hanno affermato che: - le potenzialità delle linee ferroviarie esistenti, ad oggi, sono sotto utilizzate, confermando il numero di oltre 100 convogli da poter inserire in aggiunta a quelli attualmente impiegati; - non esiste, da parte degli spedizionieri genovesi, la volontà di utilizzare la ferrovia anziché i mezzi gommati, tant’è vero che l’offerta di trasporto, da parte della Divisione Cargo, è di molto superiore alla domanda di “carri” da parte del Porto (basti pensare che buona parte dei convogli che entrano in porto, una volta scaricata i containers, rimangono inutilizzati per mancanza di carico in uscita); - le merci, pertanto, viaggiano su autocarro e non su treno per una precisa strategia da parte delle imprese di spedizione e non per mancanza di disponibilità da parte delle Ferrovie; - non esiste, da parte delle istituzioni pubbliche, la volontà di incentivare il trasporto su ferrovia, mentre sono innumerevoli le agevolazioni al trasporto su gomma (l’esempio citato è stato quello delle merci pericolose); Riqualificazione urbana L'Autorità Portuale tratta nel piano regolatore portuale anche il tema della riqualificazione urbana che istituzionalmente spetta al Comune. I punti messi in evidenza sono progetti già promessi e ripromessi molte volte negli ultimi anni agli abitanti di Prà - Voltri, e in particolare: - lo spostamento a mare della ferrovia e la nuova stazione di Voltri ( i lavori sono stati entrambi finanziati, quello riguardante la ferrovia è in corso); - la modifica del tracciato dell'Aurelia con relativo sottopasso ( risalgono agli ultimi 2 Piani Urbanistici Comunali) - le ville sono già state inserite da tempo dalla Provincia nel programma di riqualificazione ( già finanziato). Le uniche novità sono: - una seconda fascia di rispetto (la prima è stata voluta dagli abitanti di Prà per non trovarsi container sotto casa) - la possibilità di prolungare la passeggiata a mare sino al porto, passando sotto il depuratore e l'essicatore dei fanghi, per arrivare ad osservare la cataste dei containers. Premesso che siamo per uno sviluppo sostenibile e che non vogliamo monetizzare la vivibilità dei quartieri, constatiamo che le promesse dell'Autorità Portuale sono ingannevoli perché lasciano intendere di riprogettare una riqualificazione urbana già progettata e finanziata dalle istituzioni. La compatibilità ambientale porto/città deve essere decisa dai cittadini che vivono nel Ponente con una partecipazione diretta e non con fasulli progetti calati dall'alto.