venerdì, 28 luglio 2006, ore 18:03

Care amiche ed amici, grazie per essere ancora qui, a cinque anni dal 21 luglio del 2001. Ascoltando la banda degli ottoni che ci ha accompagnato, poco fa, una ragazza spagnola che si trovava nella scuola Diaz durante l’irruzione ha detto: “Cinque anni fa qui c’era un’altra musica”. Quest’anno però è diverso dai precedenti anniversari. Da alcuni mesi in Italia abbiamo un governo di centro-sinistra e, come sicuramente avrete già notato, la differenza con i precedenti anniversari è enorme. Ma, procediamo con ordine: tutte le nostre richieste contenute nella petizione “MAI PIU’ COME AL G8” sono già state esaudite e non solo quelle contenute nel programma dell’UNIONE. Il programma prevedeva infatti la costituzione della commissione d’inchiesta, l’introduzione del reato di tortura, un codice di riconoscimento per gli agenti in servizio di ordine pubblico. Ma questo governo è andato oltre ed ha già approvato anche la commissione d’inchiesta per i fatti Napoli, dimostrando in tal modo di non voler indagare solo sull’operato del governo Berlusconi, ma a tutto campo sul tema della repressione dei diritti civili in Italia. E’ già stato escluso dalle dotazioni delle forze dell’ordine l’utilizzo dei gas GS perché ritenuto dannoso. Ma, udite, udite, con un provvedimento d’urgenza, sono stati sospesi dai loro incarichi tutti gli appartenenti alle forze di polizia imputati nei processi in corso a Napoli ed a Genova, anche quelli pluri-promossi, dal precedente governo e dall’attuale. Le prime reazioni a questo provvedimento sono state quelle dei sindacati e dei rappresentanti delle forze di polizia: “Questa decisione tutela il prestigio delle forze dell’Ordine, la loro credibilità, la loro funzione democratica all’interno dell’ordinamento costituzionale. E’ una scelta che conferma il lavoro onesto e leale di migliaia di agenti, che si sono sentiti traditi e umiliati, prima dalle violazioni dei diritti umani avvenute a Genova e Napoli, e poi dalle ripetute promozioni dei maggiori indagati per quei fatti.” Anche il commissario Montalbano ha espresso i suoi apprezzamenti. Poiché gli imputati sospesi riceveranno comunque regolare retribuzione fino alla conclusione dei processi in corso, è stato stabilito che partecipino ad ogni udienza dei processi che li riguardano. Finora si sono registrate solo le loro assenze, certamente dovute ai numerosi impegni. Ora, grazie alla sospensione, avranno il tempo di partecipare ed ascoltare le testimonianze delle vittime della Diaz e di Bolzaneto e di tutti quelli che, grazie al loro operato, hanno ancora i segni di quei giorni sulla loro pelle. E non è finita. Il grande cambiamento in Italia, continua. Leggo dalle ultime agenzie di stampa che: - il dottor Sgalla, portavoce della Polizia, è stato retrocesso in serie C1. Sarà sottoposto a cure intensive alla vista, per aver dichiarato la notte del 21 luglio 2001 che “nella scuola Diaz erano stati trovati 92 giovani, dei quali 61con evidenti e pregresse contusioni e ferite e che in vari locali dello stabile erano state sequestrati armi, oggetti da offesa ed altro materiale tra i quali due bottiglie molotov”. - il dottor Toccafondi medico della polizia penitenziaria presente a Bolzaneto, il tenente colonnello Truglio ed il capitano Cappello, presenti in piazza Alimonda, dopo aver partecipato a numerose missioni di pace (in Somalia, Bosnia, Kossovo ed Iraq) sono stati destinati alla costruzione di un pozzo in Africa, dove, scavando, potranno impiegare le loro PROFONDE conoscenze nel campo degli aiuti umanitari. - Scajola, ministro degli interni all’epoca del G8, quello che non ha mai condannato i soprusi e gli atti illegali compiuti dalle forze dell'ordine, l'uomo che fu costretto a dimettersi per avere definito “un rompicoglioni” Marco Biagi poche settimane dopo la sua uccisione, è stato eletto - all'unanimità – presidente del CO.CO.GIO: Comitato di controllo sui giochi del casinò di Sanremo. - il Capo della Polizia, De Gennaro, nominato da un governo di centrosinistra, successivamente confermato dal centrodestra ed ora nuovamente dal centrosinistra, nonostante i fatti di Napoli e Genova, è stato retrocesso in serie D con 15 punti di penalizzazione. - l’onorevole Violante, che nell’estate del 2004, qui a Genova, durante la Festa nazionale dell´Unità in un dibattito sui fatti del 2001, aveva sostenuto la necessità di istituire la commissione d’inchiesta sui fatti di Genova, è stato estromesso dal suo partito per aver dichiarato nei giorni scorsi l’inutilità di un’inchiesta parlamentare, e sta seguendo un corso di recupero della memoria e della decenza. Concludo chiedendo alla Rai, a Mediaset, al corriere della sera, alla repubblica, ed a tutti i principali media italiani, di interrompere se possibile, almeno per qualche giorno, tutte le trasmissioni, i servizi, gli speciali, dedicati ai fatti ed ai processi di Genova e di Napoli, è vero che per cinque lunghi anni non ne hanno mai parlato, ma ora stanno davvero esagerando, da alcuni mesi, in Italia, non si parla d’altro. TITOLO DELL’INTERVENTO: l’Italia che vorrei: paese civile, democratico, attento alla tutela dei diritti umani. E, per evitare che il prossimo anno il titolo dell’intervento sia di nuovo: l’Italia oggi, un paese che nega sistematicamente i diritti di espressione e dissenso, i diritti fondamentali dell’uomo, indipendentemente dal colore della coalizione al governo del paese, DIAMOCI DA FARE!
Enrica Bartesaghi

carloge
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sabato, 15 luglio 2006, ore 16:13

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martedì, 11 luglio 2006, ore 16:32

Segnalo due iniziative a carattere nazionale che si terranno nei prossimi giorni a Roma, con l’invito a tutti/e a partecipare.

- Prima iniziativa:

Sabato 15 luglio a Roma – dalle ore 9,30 presso il Centro Congressi Frentani (in via dei Frentani, 4) – si terrà una assemblea autoconvocata per ribadire con forza le ragioni del NO al rifinanziamento della missione militare in Afghanistan. Saranno presenti rappresentanti dei movimenti, dell’associazionismo di base, dei sindacati, dell’intellettualità critica e del giornalismo, oltre a parlamentari impegnati in questa decisiva battaglia di civiltà.

“CONTRO LA GUERRA SENZA SE E SENZA MA”
“VIA DALL’IRAQ, VIA DALL’AFGHANISTAN”

ASSEMBLEA AUTOCONVOCATA
SABATO 15 LUGLIO, ORE 9,30
ROMA, CENTRO CONGRESSI FRENTANI

Interverrà  in videoconferenza da Kabul Gino Strada

Partecipano:

senatori: Mauro Bulgarelli (Verdi), Josè Luiz Del Rojo (PRC), Loredana De Petris (Verdi), Fosco Giannini (PRC), Claudio Grassi (PRC), Luigi Malabarba (PRC), Anna Maria Palermo (PRC), Franca Rame (Italia dei Valori), Fernando Rossi (PdCI), Cesare Salvi (DS), Gian Paolo Silvestri (Verdi), Dino Ribaldi (PdCI), Franco Turigliatto (PRC), Olimpia Vano (PRC);

deputati: Alberto Burgio (PRC), Salvatore Cannavò (PRC), Paolo Cento (Verdi), Mercedes Frias (PRC), Gianluigi Pegolo (PRC), Franco Russo (PRC);

Vittorio Agnoletto, don Aldo Antonelli, Riccardo Bellofiore, Silvio Bergia, Piero Bernocchi, Marco Bersani, Norma Bertullacelli, Giorgio Bocca, Emiliano Brancaccio, Beppe Caccia, Pino Cacucci, Maurizio Camardi, Luciano Canfora, Mariella Cao, Sergio Cararo, Massimo Carlotto, Barbara Casadei, Mauro Casadio, Luca Casarini, Stefano Chiarini, Giulietto Chiesa, Enzo Collotti, Giorgio Cremaschi, Angelo Del Boca, don Vitaliano Della Sala, Nadia De Mond, Tommaso Di Francesco, Manlio Dinucci, Mario Dogliani, Angelo D’Orsi, Valerio Evangelisti, Ferdinando Faraò, Dario Fo, Jacopo Fo, don Andrea Gallo, Nella Ginatempo, Haidi Giuliani, Beppe Grillo, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Enzo Jannacci, Paolo Leonardi, Walter Lorenzi, Piero Maestri, Maurizio Mantani, Mario Martinelli, Alberto Masala, Alessandra Mecozzi, Enrico Melchionda, Alessandro Metz, Milva, Gianni Minà, Mario Monicelli, Raul Mordenti, Luciano Muhlbauer, Gavino Murgia, Alfonso Navarra, Maso Notarianni, Diego Novelli, Emma Nuri Pavoni, Maurizio Pallante, Enrico Piovesana, Riccardo Pittau, Massimo Raffaeli, Riccardo Realfonzo, Paolo Rossi, Paolo Sabatini, Luciano Scalettari, Vauro Senesi, Nando Simeone, Bruno Steri, Bebo Storti, Gigi Sullo, Stefano Tassinari, don Alberto Vitali, Luciano Zambelli, Adriana Zarri.

Aderiscono:
Assalti frontali, Banda Bassotti, Cisco, La Gang, Modena City Ramblers, Radici nel cemento.



- Seconda iniziativa:

LUNEDI’ 17 LUGLIO, ORE 18
ROMA, MANIFESTAZIONE DAVANTI AL PARLAMENTO
CONTRO IL RIFINANZIAMENTO DELLE MISSIONI MILITARI

Le organizzazioni e associazioni romane che hanno promosso la manifestazione del 27 giugno davanti alla sede del Governo per chiedere il ritiro immediato di tutte le truppe dall’Iraq, dall’Afghanistan e da tutti i fronti di guerra, hanno deciso di promuovere per il 17 luglio prossimo, data della discussione alla Camera del decreto per il rifinanziamento delle missioni militari, una manifestazione a Roma davanti alla Camera dei Deputati (piazza di Montecitorio), alle ore 18, sulle seguenti parole d’ordine:

“VOTATE CONTRO IL DECRETO CHE FINANZIA LA MISSIONE DI GUERRA IN AFGHANISTAN”
”RITIRO IMMEDIATO DI TUTTE LE TRUPPE DALL’IRAQ, DALL’AFGHANISTAN E DAGLI ALTRI FRONTI DI GUERRA, RISPETTANDO L’ARTICOLO 11 DELLA COSTITUZIONE”
”BASTA CON L’OCCUPAZIONE DELLA PALESTINA E CON IL MASSACRO DEL POPOLO PALESTINESE”

Primi promotori dell’iniziativa:
Attac Italia, Bastaguerra, Casa delle Culture, Comitato per il ritiro dei militari italiani, Comitati Iraq Libero, Confederazione COBAS, Essere Comunisti PRC, Giovani Comunisti Roma, Laboratorio di resistenza alla guerra, Marcia mondiale delle donne Italia, Movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Umanista, Red Link, Sinistra Critica PRC, USA Citizens for Peace and Justice, Utopia Rossa.
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categoria : pace e diritti

lunedì, 10 luglio 2006, ore 15:56

APPELLO PER UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUI FATTI DEL G8 DI GENOVA

In Italia, nel luglio del 2001, abbiamo vissuto quella che Amnesty International ha definito "la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale".
Quella ferita, inferta così violentemente il 20 e 21 luglio, ha lasciato un'ennesima macchia di sangue nelle pagine della storia del nostro paese, il sangue di migliaia di giovani umiliati, malmenati e torturati da coloro che sarebbero stati addetti a preservarne la sicurezza; la vita rubata al giovane Carlo Giuliani, vittima sacrificale di una mattanza indistinta.
La ferita dei giorni di Genova è rimasta aperta e dolorante nelle coscienze di tanti italiani e italiane che ancora s'interrogano sulle responsabilità politiche e materiali di quei gravi fatti, di chi si chiede come mai a cinque anni di distanza ancora non si sia fatta chiarezza sulla linea di comando, sulle inadempienze, sugli abusi di potere, sugli occultamenti di prove o sulla loro invenzione.
Subito dopo quegli avvenimenti fu istituita una Commissione di indagine conoscitiva bicamerale dotata di poteri d'indagine limitati. La natura stessa della Commisione, nonché il breve tempo in cui si svolsero i lavori (conclusi il 20 settembre 2001) denotano la volontà del governo di centrodestra di chiudere velocemente la faccenda, auto-assolvendosi agli occhi del Paese. Tale Commissione ha conseguentemente prodotto solo una sommaria e lacunosa ricostruzione dei fatti accaduti a Genova, senza arrivare ad una ricostruzione puntuale degli avvenimenti.
Anche i successivi eventi processuali (a cominciare dalla archiviazione dell'omicidio di Carlo Giuliani) sono risultati viziati dalla stessa logica: chiudere la "pratica Genova" nel più breve tempo possibile. Si sono dunque banalizzati i fatti, riconducendoli ad una logica di "manifestanti violenti" contrapposti a "sporadici eccessi delle forze dell'ordine". Tutto questo col risultato di non poter vedere la precisa linea di repressione del dissenso di cui Genova ha costituito l'episodio più grave, seguito da altri meno noti ma non per questo meno inquietanti. Seguendo il solco ideale del disinteresse tracciato dalla Commissione parlamentare, possiamo leggere non solo le vicende processuali, ma anche la grave distrazione dei maggiori media italiani, che stanno lasciando scivolare i processi in corso per i fatti di Genova nella più completa apatia.
Se il nuovo governo vuole imprimere una svolta democratica al nostro paese, da qui deve cominciare, perché non può esserci futuro democratico laddove una macchia così grave viene lasciata alle spalle, perché non può esservi saldezza di diritti in un paese in cui rimangono troppi dubbi sull'omicidio di un giovane ad una manifestazione.
Il giorno dell'insediamento del nuovo governo è stato ripresentato al Senato un disegno di legge sostenuto da 60 senatori e senatrici che prevede l'istituzione di una commissione d'inchiesta sui giorni del G8 che abbia gli stessi poteri dell'autorità giudiziaria, che possa cioè utilizzare tutti gli strumenti utili ad acquisire informazioni necessarie al raggiungimento della verità. Analoga iniziativa è in corso alla Camera dei deputati, con la possibilità quindi di ottenere una Commissione bicamerale, che avrebbe ancora più peso politico. E' urgente che questo disegno di legge venga discusso al più presto dal Parlamento per essere approvato e l'inchiesta possa rapidamente partire.
E' necessario che tutti e tutte coloro che in questi anni hanno condiviso la lotta per ottenere verità e giustizia si impegnino a far si che ciò avvenga. Bisogna insistere affinché ogni parlamentare si senta in dovere di assolvere una richiesta forte proveniente dal paese: nessuna lungaggine burocratica, nessun ostacolo dovrà frapporsi questa volta all'istituzione di un organismo, realmente aperto all'ascolto di tutti i soggetti che hanno faticosamente lavorato in questi anni alla ricostruzione dei fatti, e che possa dunque far luce sul black out di civiltà che ha investito il nostro paese nel luglio del 2001.

Chiediamo a tutti e tutte di impegnarsi attivamente affinché si possa finalmente in questo Paese, almeno su questa vicenda, restituire alle parole verità e giustizia il loro significato.

PER ADESIONI SCRIVERE A:
commissioneg8@yahoo.it

AIUTACI A DIFFONDERE L'APPELLO E A FARLO FIRMARE!
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mercoledì, 05 luglio 2006, ore 17:10

Ripartire da Genova per il ritiro dall'Afghanistan

Avvertiamo l'urgenza e la necessità di costruire un percorso collettivo con un obiettivo semplice e preciso: il ritiro delle truppe militari italiane dall'Afghanistan, teatro di una guerra sanguinosa e potenzialmente infinita. Obiettivo indicato da tutto il movimento fin dal 2001 e ribadito dai Forum sociali mondiali di Bamakò e Caracas e dal Forum sociale europeo di Atene. Il decreto del governo per il rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan introduce elementi di cosìddetta "riduzione del danno" ma non può essere certo considerato un risultato adeguato, infatti non parla di ritiro. D'altra parte il movimento per la pace attraversa un momento di affaticamento, e noi, che di questo movimento ci sentiamo parte, crediamo sia necessario investire al più presto ogni energia possibile per un suo rilancio, nell'autonomia che è elemento costitutivo della sua stessa esistenza. La pace e la guerra sono un terreno troppo importante perché su di esso si scatenino vecchie e nuove concorrenze fra componenti e anime della così detta sinistra "radicale", sia nelle aule parlamentari, sia nei movimenti sociali. Non è il momento di polemizzare con chi ci siede vicino ma di impegnarci per far sì che, dopo l'Iraq, il 2006 sia effettivamente l'anno della decisione sull'uscita delle nostre truppe dall'Afghanistan. In questi giorni molte voci chiedono di non mettere a rischio la tenuta del nuovo governo, e di subordinare a ciò il ritiro delle truppe dall'Afghanistan. Siamo quindi ben consapevoli della situazione di grande difficoltà nella quale si trovano i parlamentari pacifisti. Siamo certi che, se potesse pronunciarsi, gran parte del popolo dell'Unione, e non solo la "sinistra radicale", sceglierebbe ambedue gli obiettivi: la tenuta del governo e l'uscita dell'Italia dalla guerra afghana. Se potesse scegliere. Esiste infatti un problema di democrazia e partecipazione: perché non s'interpella direttamente il popolo dell'Unione sulla missione in Afghanistan? Quello stesso popolo che è stato chiamato a pronunciarsi sul leader. Scegliere se partecipare o meno ad una guerra è forse meno importante? Siamo certi che la risposta di pace sarebbe ancora una volta chiara. La scelta tra pace e guerra è per noi costitutiva del nostro modo d'intendere la politica, il terreno principale sul quale unità e radicalità si incontrano. Se è giusto non sottrarsi alle responsabilità di governo, e noi ne siamo convinti, è altrettanto necessario stare al governo in maniera differente. Partecipare al governo e partecipare ad una guerra non sono due scelte obbligatoriamente tra loro vincolate. Continuiamo ad impegnarci perché questo obiettivo possa essere raggiunto nei prossimi giorni, pur sapendo che oggi questo non dipende solo da noi, considerato l'alto grado di condivisione che tale obiettivo richiederebbe nella coalizione. Ma già da oggi possiamo scegliere di impegnarci per costruire mobilitazioni in grado, per dimensioni e qualità, di ottenere, il definitivo ritiro di tutte le truppe italiane dall'Afghanistan. Vorremmo proporre ai movimenti, alle reti, alle associazioni democratiche, alle tante singole e singoli incontrati in questi anni di tornare a lavorare assieme nei prossimi mesi, attraverso tappe condivise, per costruire una mobilitazione la più ampia possibile capace di ottenere dal Parlamento entro il 2006 l'approvazione di una strategia di uscita dalla guerra. Possiamo ripartire proprio da Genova, da dove cinque anni fa il movimento dei movimenti lanciò la sua sfida contro la guerra senza se e senza ma. Proponiamo di incontrarci in occasione delle giornate di luglio nell'anniversario del G8 a Genova sabato 22 alle 9,30 (Cinema Instabile, via Cecchi 19 rosso, Genova)
Primi firmatari: Vittorio Agnoletto, Mario Agostinelli, Marco Bersani, Antonio Bruno, Donatella Della Porta, Tommaso Fattori, Alessandra Mecozzi, Emilio Molinari, Andrea Morniroli, Tonino Perna, Riccardo Petrella, padre Giuseppe Pirola, Anna Pizzo, Raffaele Salinari, Gigi Sullo.
Per adesioni ritiroafghanistan@gmail.com

carloge
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categoria : pace e diritti

domenica, 02 luglio 2006, ore 07:57

RICOMINCIAMO DA GENOVA

Mercoledì 19/07 DEMOCRAZIA E MOVIMENTI Piazza delle Feste - Porto Antico
ore 15.30 inaugurazione della mostra sui diritti
ore 17.30 ne parliamo con: Raffaella Bolini (Arci), Vittorio Agnoletto (parlamentare europeo), Marco Bersani (Attac), Norma Bertullacelli (Retecontro G8), Francesco Caruso (deputato indipendente prc), Giorgio Cremaschi (Fiom), Pino Giampietro (Cobas), Maurizio Gubbiotti (Legambiente)
coordina Giuliano Giuliani
ore 21,00 parlano le comunità genovesi di migranti
coordinano Alessandra Ballerini e Antonello Sotgiu
ore 22,30 Il teatro degli Zingari della Comunità S. Benedetto al Porto in collaborazione con il teatro dell'Archivolto presentano:
L'AMERICA NON ESISTE IO LO SO' PERCHE' CI SONO STATO
Regia di Elena Dragonetti con la collaborazione di Franco Fuselli
Musiche di Pierugo Bertolino
con Arianna, Bobby, Domenico, Giorgio, Eris, Luca, Marco, Maurizio, Ottavia, Pierugo
Con la partecipazione di Aisha e Marika

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Giovedì 20/07 PIAZZA ALIMONDA
dalle ore 15,00 festa pernondimentiCarlo
Musica e poesia, con trampoli e sorprese
Ospiti la madre e il Comitato per Federico Aldrovandi
con la partecipazione di tanti amici:
Alessio Lega, All Jurassic, Les anarchistes, Luca Lanzi e Casa del vento, le sorelle Fennec con Roberto Giuliani, Renato Franchi & Orchestrina del Suonatore Jones, Pierugo Marika e Fabio...
... e con finale giullarata musicale:
(Re) Carlo (non) torna dalla battaglia di Poitiers
di e con Giulio Cavalli
alla fisarmonica Guido Baldoni
Produzione Bottega dei Mestieri Teatrali
panini e bibite a cura di Critical Wine
ore 22,30 concerto di CAPAREZZA e ASSALTI FRONTALI al Terra di Nessuno
a cura dei CSOA TdN e Buridda con il Comitato Piazza Carlo Giuliani

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Venerdì 21/07 DEMOCRAZIA E REPRESSIONE Piazza delle Feste - Porto Antico
ore 16,00 Presentazione del libro "Gli occhi di Piero, un ragazzo degli anni settanta"
di M.Coccia e S.Fontana ed. Alegre
con gli autori e Lucia Bruno, sorella di Piero.
ore 17,30 ne parliamo con madri, sorelle, familiari e compagni delle vittime della repressione di ieri e di oggi:
Comitato Amici di Aldro (Ferrara), Associazione Piero Bruno (Roma), Comitato per Rumesh (Como), Fausto e Iaio (Milano), Rosa Piro madre di Dax (Milano), Comitato Verità e Giustizia per Genova, Genitori ragazze e ragazzi antifascisti 11 Marzo, Caterina Giovinazzo e Claudia Piola (Torino), Comitato Piazza Carlo Giuliani (Genova)
coordina Francesco Barilli di Reti In/visibili (www.reti-invisibili.net)
a seguire: presentazione e proiezione del nuovo dvd della segreteria legale del GLF (a cura di Carlo Bachshmidt e Davide Traverso), proiezione dei dvd Quale verità per piazza Alimonda? e La nuova inquisizione (l'inchiesta al "sud ribelle")
ore 20,00 cena presso il circolo Arci Città Futura (a cura del comitato Verità e Giustizia per Genova)
a seguire fiaccolata alla Diaz

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Sabato 22/07 DEMOCRAZIA E COSTITUZIONE Piazza delle Feste - Porto Antico
ore 15,30 Gli articoli 3, 8, 11 e 21: i diritti di cittadinanza e di libertà
ne parliamo con: Imma Barbarossa (Rete femminista SE), Paolo Beni (Arci), Giuseppe Coscione (Comunità di base di Oregina), Tana De Zulueta (deputata), Roberto Giudici (Action for Peace), Monica Lanfranco (Marea), Franco Manzitti (Repubblica), Gianni Rinaldini (Fiom), Piero Sansonetti (Liberazione), Sergio Tedeschi (Rete contro G8), (Cgil)
coordina Giuliano Giuliani

Vi aspettiamo!

Piazza Carlo Giuliani
carloge
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domenica, 02 luglio 2006, ore 07:47

INIZIATIVE DEL COMITATO VERITA' E GIUSTIZIA PER GENOVA
A 5 ANNI DAL G8 DI GENOVA

Venerdi 21 luglio 2006, ore 16

presso l'AULA MAGNA dell’UNIVERSITA’ DI GENOVA FACOLTA’ DI LETTERE E
FILOSOFIA

Via Balbi (2° Piano) - Genova

Premiazione: 1° Concorso letterario "Genova, luglio 2001: io non dimentico"

Per tenere vivo il ricordo di quei giorni, per non dimenticare Genova, e perché quanto successo in quei giorni non debba più accadere, abbiamo indetto questo concorso letterario.

Parteciperanno alla premiazione i membri della Giuria:

* Peppino Coscione - insegnante di liceo di Carlo e professore di storia e filosofia del Liceo Leonardo da Vinci di Genova

* Carmen Covito - scrittrice

* Riccardo Lestini - attore e regista teatrale

* Angelo Miotto - giornalista di Radio Popolare di Milano

* Marco Poggi - ex-infermiere di Bolzaneto

* Francesco Surdich - docente e vice-preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Univ. Genova

* Stefano Tassinari - scrittore

* Marcello Zinola - Segretario Associazione Ligure dei Giornalisti - Fnsi

Le opere selezionate verranno pubblicate sul sito internet www.veritagiustizia.it e raccolte in un libro che verrà presentato alla premiazione.

Tutti i proventi derivanti dalla vendita del libro sono destinati alle spese legali per i processi in corso a Genova, vi invitiamo a partecipare ed a diffondere il libro del Concorso.

Venerdi 21 luglio 2006, ore 20

presso Circolo Arci "Città Futura" C.so Torino

Cena di Autofinanziamento per i processi di Genova con la presenza di testimoni delle giornate di Genova.

Venerdi 21 luglio 2006, ore 22

fiaccolata verso la Scuola Diaz, a cinque anni dalla "Notte Cilena" per chiedere Verità e Giustizia per Genova.

Potete trovare il programma di luglio a cura del comitato Piazza Carlo
Giuliani sul sito: http://www.piazzacarlogiuliani.org/

carloge
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