MUSIC FOR PEACE
SOLIDARBUS 2° FASE: inizia il TOUR RACCOLTA, dal 20 Giugno al 4 Luglio 2006 vieni a trovarci a Villa Rossi a Genova - Sestri Ponente - e aiutaci a raggiungere l'obiettivo delle 500 TONNELLATE DI MATERIALE!! DIVERTIMENTO E SPETTACOLO in cambio solo ed esclusivamente di: SEMENZE, RISO, ZUCCHERO, SALE, LEGUMI SECCHI, LENZUOLA, COPERTE, GIOCATTOLI E MATERIALE DIDATTICO. Aspettiamo anche te...
VILLA ROSSI - SESTRI PONENTE - GENOVA
dal 20 Giugno al 4 Luglio 2006
tutti i giorni dalle 16,00 all' 1,00
Martedì 20/06
Area live: OPEN ROADS - MARGOT TRIBUTO BANDA BARDOUT
Dj set: OZONO STAFF BY MAX GIANNINI & MAX COSTA GUEST PAOLO DRIVER
BIANCO & NERO LATINO DJ JULIAN & EL CUBANITO
Mercoledì 21/06
Area live: SERATA DI CABARET - LELE RACO - ANDREA BOTTESINI - FABRIZIO CASALINO
Dj set: ONE NIGHT "RADIO 19" - EMOTION CLUB LUCA CALCAGNO E SERGIO EFFY
HIP-HOP ONE NITE by BEE DOWN DJ VICK & GUESTS
Giovedì 22/06
Area live: BIG BOSS BAND - WE WANT MOORE GARY MOORE TRIBUTE
Dj set: EGOSTEREO-MC GROOVE RECORDS AKA SANDRINO BEESLEY & MASSI ARENA
SERATA LATINO AMERICANO BY ASS. CULT. CONTATTO LATINO
Venerdì 23/06
Area live: HEMPCAKE - A BANDA
Dj set: "HOUSE STORY" BRUNO FURLAN & CORRADO LEVATI
HIP-HOP ONE NITE by BEE DOWN DJ FABRIZIO RISSO & GUESTS
Sabato 24/06
Area live: STARFISH - PORNOSHOCK
Dj set: GABRY JAM – ROBYJ - FURY
SERATA LATINO AMERICANO BY TODAVIDA GROUP
Domenica 25/06
Area live: JAMADDA EXPERIENCE - PROGETTO MIRANDA
Dj set: GM. DRAGOTTA & C.MARTINELLI
REGGAE NIGHT BY GANJA BONANZA CREW & FRIENDS
Lunedì 26/06
Area live: DIRTY JUMBLEE - QUINTE PARALLELE
Dj set: DAVIDINO DJ – A.DOMIZIANI- U.SABATINO
BIANCO & NERO LATINO DJ JULIAN & EL CUBANITO
Martedì 27/06
Area live: SCUOLA DI MUSICA MUSIC LINE - CORO DANEO - CAP 16100
Dj set: "SERATA DISKOTIC" CHARLIE-ALEX VARINI-ENRICO BOCCONE
HIP-HOP ONE NITE by BEE DOWN DJ SANDY & GUESTS
Mercoledì 28/06
Area live: SERATA DI CABARET CARLO DENEI - ENRIQUE BALBONTIN
SOGGETTI SMARRITI - MATTEO MONFORTE – ALE BERGALLO
Dj set: ZAPPALA’- RICKY LE ROY - CHRISTIAN KOU
SERATA LATINO AMERICANO BY ASS.CULT.CONTATTO LATINO
Giovedì 29/06
Area live: MISS BIT - VOTO 0
Dj set: DANI J – SIMONE R – F.CIGNETTI
HAPPY BIRTHDAY KAMO DJ KAMO-ALBE-ISI & GUESTS
Venerdì 30/06
Area live: AMG - MIDIA
Dj set: FABRIZIO GALLIO - R.BOSI - MANLIO B.DJ
SERATA LATINO AMERICANO BY ASS.CULT.CONTATTO LATINO
Sabato 1/07
Area live: "ONE NIGHT SKA" - KALEBREEZE - RIMOZIONE COATTA
Dj set: "ONE NIGHT SKA" PAOLO ROPIA – TAFFY DJ
HIP HOP TIME DJ CHEIKH & GANGSTA FAMILY QUBO+ZERO-JURI DJ
Domenica 2/07
Area live: ROSA CROCE - MAGDA MACHINE (POLICE TRIBUTE)
Dj set: SUBWAY SOUND SYSTEM IGOR BERARDI & PAICO
SERATA LATINO AMERICANO BY ASS.CULT.CONTATTO LATINO
Lunedì 3/07
Area live: CLAUDIA PASTORINO IN DUO - F 40
Dj set: SERATA FNN NETWORK DJ & ANIMAZIONE
HIP-HOP ONE NITE by BEE DOWN DJ KAMO & GUESTS
Martedì 4/07
Area live: STICK BAND (BOB CALLERO MANU DADO) - LES GASTONES
Dj set: A.MAIZZI – CELSO – CAPASOUL
BBIANCO & NERO LATINO DJ JULIAN & EL CUBANITO
Tutti i giorni a partire dalle h.16,00 animazione, baby-dance e giochi per bambini.
Ass. "Creativi della Notte Music for Peace" (baby-dance)
Associazione "Tutti giù per terra" (giochi per bambini)
Teatro dell'Ortica (giochi e spettacoli per bambini)
Mr. Magoo (clown e prestigiatore per bambini)
Ass. "Circolo i Carruggi" (giochi e spettacoli per bambini)
"Il gioco delle arti" (spettacoli e giochi per bambini)
"30 KITE CLUB" (scuola di costruzione e volo di aquiloni)
RIDURRE LA PRODUZIONE DI RIFIUTI E’ POSSIBILE. SE SI VUOLE….
Federico Valerio
Una moderna gestione dei rifiuti richiede, in base ai consigli della Unione Europea, il rispetto della regola delle quattro R (Riduzione, Riuso, Riciclo, Recupero). La prima R (Riduzione) è, nei fatti, lettera morta in quasi tutt’Italia. Il motivo della pressoché totale assenza di politiche nazionali finalizzate alla riduzione dei rifiuti forse dipende dal fatto che sono in molti a credere e a far credere che la produzione di rifiuti sia un sintomo di ricchezza. In effetti è vero: nelle statistiche, il prodotto interno lordo (PIL) cresce di pari passo con l’aumento della produzione pro-capite dei rifiuti. Ma anche gli incidenti stradali e i morti per “over dose” seguono l’andamento del PIL e quindi è molto probabile che l’equazione “più rumenta –più benessere” sia un’emerita sciocchezza. Senza scomodare gli Stati Uniti, la cui produzione pro-capite di rifiuti è ferma da dieci anni (ma non è certamente fermo l’andamento dei titoli di Borsa a Wall Street), grazie a scelte governative che incentivano la produzione di beni durevoli, la prova che altre scelte sono possibili, ci viene anche da alcune esperienze italiane. Tali esperienze, ignorate da stampa e televisione, stanno dimostrando che è possibile ridurre significativamente e in tempi brevi, la produzione dei rifiuti e contemporaneamente aumentare il benessere delle popolazioni interessate, a cominciare dai portafogli delle famiglie. Tra le tante, scegliamo quattro significative iniziative Piemontesi, una delle poche regioni che hanno deliberato politiche di riduzione della produzione dei rifiuti, insieme a Veneto, Trentino Alto Adige, Marche e Emilia Romagna. Ognuna di queste iniziative sarà descritta brevemente e ne valuteremo i risultati. Il Comune di Savigliano, provincia di Cuneo avvia nel luglio del 2002 una capillare campagna di informazione che invita cittadini e commercianti a ridurre la propria produzione di rifiuti, seguendo alcuni consigli nel momento della vendita e degli acquisti. Dopo un anno, nella discarica di Savigliano si registrava una riduzione del 17 % dei rifiuti conferiti, grazie ad un aumento dell’8% della raccolta differenziata, ma anche ad una riduzione dei rifiuti prodotti pari al 4,8%. La Comunità montana Val Sangone ha invece puntato sul compostaggio domestico. A fronte di uno sconto del 10% assegnato alle famiglie che autocertificano di fare il compostaggio domestico, il 22% delle famigli ha aderito alla proposta e nel giro di un anno, oltre il 7% dei rifiuti organici prodotti dalle famiglie hanno evitato la discarica e sono serviti a far crescere sani e belli, pomodori, zucchini e gerani, negli orti e nei vasi da fiore dei valligiani. A Villafranca D’Asti (95.000 abitanti) nel 2002 si passa alla raccolta differenziata “porta a porta” di sette diversi scarti (umido, carta, vetro, lattine, sfalci, plastica, pannolini) e contemporaneamente si gratificano tutti coloro che fanno il compostaggio domestico con uno sconto del 30% sulla quota variabile della tariffa. Dopo tre anni (nel 2005), nonostante un aumento della popolazione del 3%, alla discarica arriva il 61,5% di rifiuti in meno, grazie alla raccolta differenziata, passata dal 24 al 65% e ad una riduzione sulla produzione di rifiuti pari al 16%. Ed infine il Consorzio di Chieri (oltre 370.000 abitanti). Anche qui , nel 2004, arriva la rivoluzione del “porta a porta” ed uno sconto del 20% a chi fa compostaggio domestico. E, come ci si aspettava, dopo un solo anno, evitano la discarica 10.290 tonnellate di rifiuti (-36,6%), grazie ad una raccolta differenziata che passa, senza problemi, dal 43 al 61% e ad una riduzione della produzione complessiva dei rifiuti pari al 4,5%. In sintesi , basta promuovere il compostaggio domestico, pratica che Italia Nostra ha dimostrato si può realizzare anche su un terrazzo di città o in un giardino condominiale, per ridurre la produzione di rifiuti del 7%. Se si passa alla raccolta “porta a porta”, una riduzione di produzione del 15% è garantita. Se infine, grazie al “porta a porta”, si introduce un sistema di tariffazione puntuale (paghi quello che smaltisci), la riduzione può superare il 20%. Il resto d’Italia che aspetta?
QUANTO MI COSTI
Federico Valerio - Italia Nostra
Per cercare di convincere gli Italiani che incenerire è bello, si stanno scomodando ricercatori del calibro di Umberto Veronesi, divulgatori scientifici di successo quali Alberto Angela e Mario Tozzi e, recentemente, anche un fine dicitore che si occupa di salute, Michele Mirabella. Tutti elogiano le meraviglie tecniche e i vantaggi energetici degli inceneritori, ma tutti omettono un piccolo ma importante particolare: quanto costa e chi paga. I “Rumenta Day”, pensati ed organizzati dalle associazioni ambientaliste e dei consumatori hanno lo scopo di dare informazioni proprio su questo aspetto, tutt’altro che trascurabile e che riguarda letteralmente tutti gli Italiani. L’incenerimento con recupero energetico è il più costoso dei sistemi di smaltimento rifiuti oggi disponibili e non è una scelta obbligata. Studi condotti recentemente nei paesi europei hanno potuto verificare che per termovalorizzare una tonnellata di rifiuti si va dai 148 euro pagati in Austria agli 88 euro della Germania. A confronto, il ricorso a collaudate e più sicure tecniche biologiche a “freddo”per chiudere gran parte dei cicli dei nostri scarti, quali compostaggio, digestione anaerobica e bio-ossidazione permette di pagare cifre nettamente inferiori, rispettivamente 50, 65 e 75 euro a tonnellata. La politica di gestione dei rifiuti in Italia presenta diverse anomalie. Da noi il costo dell’incenerimento si aggira sui 90 euro a tonnellata, ma mentre numerosi stati (Austria, Danimarca, Belgio..) tassano l’incenerimento (da 4 a 71 euro a tonnellata) per favorire la più vantaggiosa pratica del riciclo, l’Italia è probabilmente l’unico paese al mondo che sovvenziona l’incenerimento, grazie ad un codicillo introdotto ad arte nella nostra normativa che, per legge, fa diventare i rifiuti una fonte di energia rinnovabile e che giustamente ci viene contestato dalla Corte di Giustizia europea, in quanto l’unico rifiuto che dal punto di vista energetico è conveniente bruciare sono le plastiche. Grazie a questo trucchetto, assolutamente bipartisan (i decreti a riguardo portano la firma di ministri dei due ultimi governi) ogni anno i gestori degli inceneritori ricevono il generoso regalo di 140 milioni di euro, preziose risorse finanziarie letteralmente pagate da tutte le famiglie italiane con maggiorazioni alla loro bolletta della luce e sottratte all’asfittico sviluppo nazionale di impianti fotovoltaici, idro-elettrici ed eolici di piccola scala che potrebbero rendere autonomi, dal punto di vista energetico, decine di migliaia di famiglie. Gli Italiani ignorano anche che tutti i costi di costruzione e gestione degli inceneritori, sono a loro totale carico, conteggiati nella Tariffa rifiuti. In sintesi, correttezza vorrebbe che quando si annuncia la realizzazione di un inceneritore, si avvisino tutti i residenti nel bacino di raccolta dei rifiuti che, non solo si sta facendo la scelta meno conveniente dal punto di vista ambientale ed energetico, ma che questa scelta è anche la più costosa. Si dovrebbero anche avvisare questi cittadini che, attraverso i loro rappresentanti, stanno letteralmente firmando un contratto che li impegnerà, per i successivi 20 anni a pagare interamente l’operazione finanziaria, con tanto di penali se non riusciranno a produrre la quantità di rifiuti necessaria per rendere economicamente vantaggioso (per chi lo gestisce) l’inceneritore. Forse ora è più chiaro al lettore il possibile motivo per cui la Tariffa Rifiuti ideata dal Comune di Genova non prevede, al contrario degli obiettivi del legislatore europeo, incentivi economici per chi produce meno rifiuti e per chi, con la separazione alla fonte, contribuisce al loro avvio al riciclo. Per ora è così, dice il Comune, domani vedremo. Ma , oggi, visto che sono in arrivo le prime bollette della Tariffa, far pagare un servizio non svolto ai tanti genovesi che attuano scelte famigliari per produrre meno rifiuti indifferenziati, è una truffa o no?
INTERVISTA A MARINO RUZZENENTI 15/6/2006
Bellingeri Michele del Comitato di Colorno per il No all'inceneritore intervista Marino Ruzzenenti, autore del noto saggio "L'Italia sotto i rifiuti", un reportage che partendo dalla esperienza di Brescia demolisce la prassi dell'incenerimento dei rifiuti urbani.
Dottor Ruzzenenti perché l'incenerimento è una scelta fallimentare nella gestione dei rifiuti?
L'incenerimento è in contrapposizione con una corretta gestione del rifiuto in cui si dovrebbe privilegiare la riduzione, il riutilizzo e il riciclo:l'esperienza evidenzia che dove si è scelto di incenerire la quantità di rifiuti prodotti per abitante aumenta e la differenziata arranca. Questi impianti sono dannosi per la salute e l'ambiente.
Cosa fare allora della frazione non riciclabile?
Questo è da considerarsi come un periodo di transizione dove tutto il riciclabile deve essere riciclato, e la frazione inerte rimanente deve essere destinata in discariche controllate fino al raggiungimento dell'obiettivo Rifiuti Zero. La discarica possiede il carattere della flessibilità, si può variare ogni anno la quantità di rifiuti immessi, cosa che invece non è possibile se si costruisce un inceneritore: l'inceneritore infatti è costruito per durare 30 anni e in questo periodo deve bruciare, con i costi sostenuti per la costruzione mica si può lasciare inutilizzato. L'incenerimento non risolve poi il problema delle discariche, il 30% dei rifiuti bruciati permane in pericolose ceneri che dovranno essere comunque stoccate.
Alla luce di ciò che dice mi viene spontaneo chiederle il motivo per cui le amministrazioni sponsorizzano l'inceneritore.
Sarò chiaro, l'incenerimento è scandalosamente finanziato dal governo per mezzo di una normativa tutta italiana in cui si assimila la combustione dei rifiuti a fonte di energia rinnovabile. Fiumi di denaro pubblico che potrebbero essere impiegati in iniziative come la riduzione dei rifiuti alla fonte finiscono nelle tasche di chi incenerisce. Un esempio? A Brescia l'incenerimento frutta 55 milioni di euro l'anno. Niente male non crede?
Marino Ruzzenenti, insegnante di italiano e storia a Brescia. Ruzzenenti ha collaborato con la Fondazione Luigi Micheletti di Brescia e fa parte della redazione del mensile dei missionari saveriani Missione oggi. Ha pubblicato diversi interventi sulla rivista Medicina Democratica.Collabora alla rivista on line, diretta da Giorgio Nebbia, altro Novecento. Ambiente, tecnica e società. Tra i suoi libri: Un secolo di cloro e. Pcb. Storia delle industrie Caffaro di Brescia (2001)), A come ambiente. Corso di educazione ambientale (con Paola Costa e Giorgio Nebbia, 1998), a veri testi a carattere storico.
Bellingeri Michele