domenica, 25 giugno 2006, ore 16:31

Il medico di famiglia e gli inceneritori
Dal blog di Beppe Grillo

Di chi ci si fidava una volta se non del buon vecchio medico di famiglia? Quello che ti diceva: “Fai aaaahhhh” e poi ti estirpava le tonsille. Ogni volta che ti bussava sulle spalle tu dovevi dire trentatrè. Una volta ho detto trentaquattro e mi ha mandato via dopo aver chiesto spiegazioni a mia madre.
I medici di famiglia hanno espresso la loro opinione sugli inceneritori, la riporto di seguito. E’ dedicata a tutti coloro che vivono, o vivranno, vicino ad un inceneritore.

“Gli inceneritori di ultima generazione con le loro alte temperature nei forni contribuiscono grandemente alla immissione nell'ambiente di polveri finissime che costituiscono un rischio sanitario ben più grave delle note polveri PM10. L'incenerimento dei rifiuti, fra tutte le tecniche di smaltimento, è quella più dannosa per l'ambiente e per la salute umana. Gli inceneritori producono ceneri (sono un terzo del peso dei rifiuti in ingresso e si devono smaltire in discariche speciali) e immettono nell'atmosfera milioni di metri cubi al giorno di fumi inquinanti, contenenti polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5) costituite da nanoparticelle di metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine, estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi.
Queste "nanopolveri", sfuggendo ai filtri dell'inceneritore, non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni degli inceneritori e non sono previste dai limiti di legge cui gli impianti devono sottostare. Inoltre a fronte di emissioni cancerogene identificate da tempo dai ricercatori (diossine, furani, metalli pesanti) gli inceneritori emettono centinaia di sostanze di cui è sconosciuto l'impatto sulla salute umana, così come risultano non ancora indagati gli effetti della combinazione di vari inquinanti.
Ogni processo di combustione produce particolato. Se è vero che la natura è produttrice di queste polveri (vulcani), è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova in atmosfera.
È l'uomo il grande produttore di particolato, soprattutto quello più fine: più elevata è la temperatura alla quale un processo di combustione avviene, minore è la dimensione delle particelle che ne derivano.
Si tratta di particelle inorganiche, non biodegradabili né biocompatibili. La combustione trasforma anche i rifiuti innocui, come imballaggi e scarti di cibo, in composti tossici e pericolosi, sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio.
Perciò è opportuno che si incentivi una politica della produzione, raccolta differenziata, riciclaggio, recupero dei rifiuti. Le micro e nanoparticelle, prodotte in qualsiasi modo, una volta entrate nell'organismo innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie.
Le forme patologiche più comuni sono le neoplasie, ma ci sono anche malformazioni fetali, malattie infiammatorie allergiche e perfino neurologiche.
L'incenerimento dei rifiuti è inoltre il sistema più costoso per lo smaltimento dei rifiuti e tutti gli italiani, a loro insaputa, pagano generosi incentivi a suo sostegno.

Il 7% dell'importo della bolletta elettrica che pagano è infatti devoluto, sotto forma di sussidi, anche alla costruzione degli inceneritori: basta prendere una fattura dell'ENEL per leggere, sul retro, nella parte delle varie voci e costi: "Componente A3 - Costruzione impianti fonti rinnovabili". La somma che compare a fianco viene devoluta ai gestori di inceneritori di rifiuti perché, la legge italiana assimila alle varie fonti energetiche rinnovabili non fossili, quali l'eolica ed il solare, quella ricavata dall'incenerimento di ogni tipologia di rifiuti urbani ed industriali.
Oltre a questa fetta di incentivi prelevati dalle tasche degli utenti, i gestori degli inceneritori ricevono, da parte dello Stato, altri sussidi.
L'Italia è quindi l'unico Stato europeo che finanzia l'incenerimento dei rifiuti.
Tutti gli altri Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Germania)impongono ai gestori di inceneritori di pagare una tassa per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, disincentivando l'incenerimento dei rifiuti”.

Dal Notiziario FIMMG - Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, maggio 2006
carloge

sabato, 24 giugno 2006, ore 16:27

Missione in Afghanistan, io non la voterei
di Vittorio Agnoletto

Non invidio i pacifisti che ora siedono nel parlamento italiano. Ne conosco le convinzioni profonde e so quali difficili giornate stanno vivendo. Da settimane sono sottoposti ad una forsennata campagna che cerca di accreditare la tesi secondo la quale la sopravvivenza del governo è appesa alla loro disponibilità a dare il via libera alla permanenza dei militari italiani in Afghanistan: altrimenti saranno considerati i responsabili di un salto nel buio. Non li invidio. Dico subito che non mi piace chi punta preventivamente il dito accusatorio e aggiungo che, qualunque sarà la loro scelta, intatta resterà la stima e la consonanza politica. Credo sia giusto che almeno noi, non li lasciamo soli, ma ci assumiamo le nostre responsabilità ragionando collettivamente a voce alta. Non mi sottraggo quindi ad esprimere il mio pensiero: io non voterei una mozione che preveda la permanenza del nostro contingente in Afghanistan. L'attuale condizione di quel Paese è sotto gli occhi di tutti: un governo sostenuto dagli Usa che non controlla completamente nemmeno Kabul e che si appoggia ai signori della guerra; la produzione di oppio raddoppiata negli ultimi quattro anni; il moltiplicarsi in tutto l'Afghanistan di basi militari Usa destinate a rimanere sine die; una presenza ONU che appare sempre più come la dama di corte della Nato; il terrorismo che, lungi dall'essere sconfitto, si è diffuso in tutta la regione. Una vera e propria situazione di guerra destinata ad ampliarsi. «Contro la guerra senza se e senza ma», «Fuori la guerra dalla Storia»: non sono slogan, ma rappresentano la rottura definitiva con una cultura che ha dominato per millenni. La guerra non più come prosecuzione della politica o come levatrice della Storia, ma riconosciuta drammaticamente come strumento in grado di porre fine alle vicende umane. Chi parla di «guerra preventiva», di «guerra umanitaria» esprime la falsa coscienza. Di chi, consapevole della tragedia umana che rischia di innestare, cerca di occultare un'opzione che nasconde gli interessi economici e politici di sempre. L'appello di don Ciotti, padre Zanotelli e Gino Strada non indica un'opzione tattica, ma ribadisce una discriminante strategica, etica e politica. So bene che chi partecipa ad una coalizione è consapevole che saranno necessarie delle mediazioni. Non ho una visione manichea della politica, né penso che il nostro destino debba essere sempre quello di rimanere all'opposizione. Sono stato e resto convinto della necessità dell'Unione, non solo per battere le destre, ma anche per cercare di realizzare un governo rispettoso delle garanzie costituzionali e attento alle concrete condizioni di vita dei ceti popolari. Ma si può rinunciare a quello che per noi non è semplicemente un valore, ma è parte costituiva fondamentale delle stesse ragioni che ci spingono a fare politica? La responsabilità di mantenere insieme una coalizione è di tutti, e non può essere addebitata solo ad una parte. Una coalizione non si governa con il maggioritario, altrimenti sarebbe stato sufficiente aderire ad un programma scritto da DS e Margherita: tutti gli altri avrebbero potuto solo decidere se essere passivi portatori d'acqua o se rinunciare all'alleanza. Per questo è stato scritto un programma condiviso. Ma in questo caso non si tratta di rispettare i patti siglati: la missione in Afghanistan non è contenuta nel programma dell'Unione, e non poteva essere altrimenti: molte forze politiche non l'avrebbero firmato. Lo sanno tutti: lo sa bene D'Alema, che, infatti, con un tatticismo di corto, cortissimo respiro, cerca di alzare la posta chiedendo un aumento del contingente per poi offrire una mediazione sul mantenimento della situazione attuale. Lo ha sempre saputo Prodi. Se non lo sa , penso che sia opportuno ricordarglielo. Può stare certo che almeno su questo punto la presenza della sinistra radicale al governo non costituisce un fatto folcloristico. A chi, nel ruolo non disinteressato di novella Cassandra, di fronte ad un simile confronto prevede una sopravvivenza fortemente limitata nel tempo, rispondo che la discussione che abbiamo di fronte ora è probabilmente una delle più difficili. Nulla infatti, per chi proviene dalla storia dei movimenti di questi ultimi anni, è maggiormente fondante del rifiuto senza se e senza ma della guerra.
carloge

giovedì, 22 giugno 2006, ore 10:28

A VELOCITA’ D’UOMO
MARCIA VAL DI SUSA – ROMA: DAL 30 GIUGNO AL 15 LUGLIO

MARTEDI 4 LUGLIO – MERCOLEDI 5 LUGLIO: TAPPA GENOVESE
Per un’economia al servizio delle persone, che ribalti le logiche di sfruttamento delle risorse del modello dominante di sviluppo.
Per riscoprire e rispettare il territorio e ridare voce alle popolazioni coinvolte.
Contro le Grandi Opere inutili che devastano l’ambiente e svuotano le casse pubbliche.
Invece di Terzo Valico, Gronde, Bretelle Autostradali e Inceneritori, noi chiediamo:
· il superamento della Legge Obiettivo e il ripristino della Valutazione di Impatto Ambientale
· la manutenzione di tutta la rete a cominciare dal potenziamento delle linee ferroviarie ordinarie (linee dei Giovi, Voltri - Ovada e Genova – Ventimiglia)
· un Ciclo dei Rifiuti basato su Riduzione alla fonte, Riciclo, Riuso
· risanamento dei quartieri dagli impianti inquinanti e a rischio

Martedì 4 luglio 2006
· Arrivo alla stazione di Pontedecimo alle ore 10.22. In corteo verso la zona di Santa Marta in località Ceranesi: incontro con gli abitanti minacciati dalle demolizioni delle case previste per il Terzo Valico Ferroviario ad alta velocità.
· Corteo verso Casa della Legalita' e della Cultura, Via Piombelli 15, Genova Rivarolo.
· in metro’ verso Genova. Discesa presso Stazione Principe.
· Ore 17.00 Corteo verso Palazzo Tursi (Stazione Principe, Darsena, Caricamento, San Lorenzo, De Ferrari, via 25 Aprile, Piazza Fontane Marose, via Garibaldi).
· Ore 18.00 Assemblea presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi
· ore 20.30 Centro Sociale Buridda
· ore 21.30 Spettacolo TEATRO POLITICO = TEATRO D’AZIONE a cura del Laboratorio Teatrale del Living Theatre presso Centro Sociale Buridda.

Mercoledì 5 luglio 2006
· Ore 9.00 Presidio di fronte al Tribunale di Genova per chiedere Verità e Giustizia per le vittime della violenza nel luglio 2001.
· Ore 9.30 una delegazione parteciperà in qualità di Osservatori dei processi del G8 all'udienza per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz (notte tra 21 e 22 luglio 2001).
· Ore 10.30 presidio di fronte al convegno “Il Sistema portuale ligure, il Mediterraneo e l’Europa”, Palazzo del Principe, organizzato dalle Regioni Piemonte e Liguria.
· Ore 14.11: partenza in treno da Stazione Principe con arrivo a Chiavari alle 15.07

Rete NO TAV Genova

TAPPA TIGULLIO
5 luglio ore 15,30 in Piazza Mazzini a Chiavari incontro con le associazioni e i cittadini: volantinaggio- spettacolo teatrale :" The Living Theatre" azione teatrale come forma di solidarietà con la marcia No Tav
(garyliving@yahoo.com) verso le 17 partenza attraverso le vie centrali di Chiavari e Lavagna per raggiungere a piedi Sestri Levante dove in serata potrete cenare e dormire in sacco a pelo all'interno dei locali del Circolo Virgola (le docce sono spartane!) Sarà presente Emilio Molinari presidente Contratto Mondiale Acqua.
La cena sarà curata da volontari e realizzata con i prodotti delle nostre valli, (associazione Agriequo- Liguria Biologica) indicativamente il prezzo per ciascun partecipante non sarà superiore a 10 euro.

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Appoggiamo la battaglia degli abitanti la Val Susa contro il progetto di
alta velocità ferroviaria
perché siamo contrari alle operazioni che devastano il territorio a
beneficio di pochi ; siamo contrari alle grandi opere che, in realtà, non
considerano le esigenze prioritarie dei cittadini.

Siamo preoccupati perché il bene comune viene sacrificato sull’altare del
mercato : la sanità, la scuola, la cultura, l’informazione e i beni
fondamentali come l’acqua e l’aria .

Perché gli amministratori di Chiavari e Sestri Levante hanno deciso di
costruire sulla spiaggia altri palazzi, parcheggi sul mare ? Perchè  il
piano regolatore di Lavagna prevede lungo l’Entella  edifici di 25 metri di
altezza ?

A che servono altre seconde case quando  nelle nostre città ad ogni
abitante corrispondono due stanze, il doppio del necessario.. ? Aumentano
le case vuote e gli affitti sono insostenibili.

Percorriamo, quindi, insieme a piedi l’Aurelia da Chiavari sino a Sestri,
dove sta sorgendo un nuovo quartiere al posto dell’ex fabbrica di tubi, con
baite e rustici palazzotti in stile piemontese .. altri 400 appartamenti..
E il territorio viene impermeabilizzato, privatizzato, sacrificato per
favorire la speculazione.
Anche a Sestri Levante si vuole  lottizzare il mare quando nel Tigullio  i
posti barca sono almeno tremila con un porto turistico ogni 5 km di costa,
una barca ogni sei metri di litorale….
Non crediamo che le privatizzazioni generalizzate  siano utili al paese.
Il servizio sanitario, proprio perché tale, non dovrebbe preoccuparsi di
bilanci ma della salute dei cittadini.
L’alta velocità penalizza il normale trasporto ferroviario ormai allo sfascio.
Le tariffe autostradali aumentano ma anziché migliorare in sicurezza il
servizio, vanno a rimpinguare le tasche di pochi privati.
Il bene acqua, peraltro irrinunciabile e primario, ha ormai costi
insostenibili.
A quando la mercificazione dell’aria che respiriamo ?

Agriaequo - ARCI Chiavari – Ayusya -  Città Partecipata - Emergency
Tigullio – Essere Genitori - Il Cantiere per il bene comune – Legambiente -
Liguria Biologica - Mountain Wilderness - Zucchero Amaro -


carloge
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categoria : no tav, terzo valico

mercoledì, 21 giugno 2006, ore 15:51

MUSIC FOR PEACE

SOLIDARBUS 2° FASE: inizia il TOUR RACCOLTA, dal 20 Giugno al 4 Luglio 2006 vieni a trovarci a Villa Rossi a Genova - Sestri Ponente - e aiutaci a raggiungere l'obiettivo delle 500 TONNELLATE DI MATERIALE!! DIVERTIMENTO E SPETTACOLO in cambio solo ed esclusivamente di: SEMENZE, RISO, ZUCCHERO, SALE, LEGUMI SECCHI, LENZUOLA, COPERTE, GIOCATTOLI E MATERIALE DIDATTICO. Aspettiamo anche te...

VILLA ROSSI - SESTRI PONENTE - GENOVA
dal 20 Giugno al 4 Luglio 2006
tutti i giorni dalle 16,00 all' 1,00

Martedì 20/06
Area live: OPEN ROADS - MARGOT TRIBUTO BANDA BARDOUT
Dj set: OZONO STAFF BY MAX GIANNINI & MAX COSTA GUEST PAOLO DRIVER
BIANCO & NERO LATINO DJ JULIAN & EL CUBANITO

Mercoledì 21/06
Area live: SERATA DI CABARET - LELE RACO - ANDREA BOTTESINI - FABRIZIO CASALINO
Dj set: ONE NIGHT "RADIO 19" - EMOTION CLUB LUCA CALCAGNO E SERGIO EFFY
HIP-HOP ONE NITE by BEE DOWN DJ VICK & GUESTS

Giovedì 22/06
Area live: BIG BOSS BAND - WE WANT MOORE GARY MOORE TRIBUTE
Dj set: EGOSTEREO-MC GROOVE RECORDS AKA SANDRINO BEESLEY & MASSI ARENA
SERATA LATINO AMERICANO BY ASS. CULT. CONTATTO LATINO

Venerdì 23/06
Area live: HEMPCAKE - A BANDA
Dj set: "HOUSE STORY" BRUNO FURLAN & CORRADO LEVATI
HIP-HOP ONE NITE by BEE DOWN DJ FABRIZIO RISSO & GUESTS

Sabato 24/06
Area live: STARFISH - PORNOSHOCK
Dj set: GABRY JAM – ROBYJ - FURY
SERATA LATINO AMERICANO BY TODAVIDA GROUP

Domenica 25/06
Area live: JAMADDA EXPERIENCE - PROGETTO MIRANDA
Dj set: GM. DRAGOTTA & C.MARTINELLI
REGGAE NIGHT BY GANJA BONANZA CREW & FRIENDS

Lunedì 26/06
Area live: DIRTY JUMBLEE - QUINTE PARALLELE
Dj set: DAVIDINO DJ – A.DOMIZIANI- U.SABATINO
BIANCO & NERO LATINO DJ JULIAN & EL CUBANITO

Martedì 27/06
Area live: SCUOLA DI MUSICA MUSIC LINE - CORO DANEO - CAP 16100
Dj set: "SERATA DISKOTIC" CHARLIE-ALEX VARINI-ENRICO BOCCONE
HIP-HOP ONE NITE by BEE DOWN DJ SANDY & GUESTS

Mercoledì 28/06
Area live: SERATA DI CABARET CARLO DENEI - ENRIQUE BALBONTIN
SOGGETTI SMARRITI - MATTEO MONFORTE – ALE BERGALLO
Dj set: ZAPPALA’- RICKY LE ROY - CHRISTIAN KOU
SERATA LATINO AMERICANO BY ASS.CULT.CONTATTO LATINO

Giovedì 29/06
Area live: MISS BIT - VOTO 0
Dj set: DANI J – SIMONE R – F.CIGNETTI
HAPPY BIRTHDAY KAMO DJ KAMO-ALBE-ISI & GUESTS

Venerdì 30/06
Area live: AMG - MIDIA
Dj set: FABRIZIO GALLIO - R.BOSI - MANLIO B.DJ
SERATA LATINO AMERICANO BY ASS.CULT.CONTATTO LATINO

Sabato 1/07
Area live: "ONE NIGHT SKA" - KALEBREEZE - RIMOZIONE COATTA
Dj set: "ONE NIGHT SKA" PAOLO ROPIA – TAFFY DJ
HIP HOP TIME DJ CHEIKH & GANGSTA FAMILY QUBO+ZERO-JURI DJ

Domenica 2/07
Area live: ROSA CROCE - MAGDA MACHINE (POLICE TRIBUTE)
Dj set: SUBWAY SOUND SYSTEM IGOR BERARDI & PAICO
SERATA LATINO AMERICANO BY ASS.CULT.CONTATTO LATINO

Lunedì 3/07
Area live: CLAUDIA PASTORINO IN DUO - F 40
Dj set: SERATA FNN NETWORK DJ & ANIMAZIONE
HIP-HOP ONE NITE by BEE DOWN DJ KAMO & GUESTS

Martedì 4/07
Area live: STICK BAND (BOB CALLERO MANU DADO) - LES GASTONES
Dj set: A.MAIZZI – CELSO – CAPASOUL
BBIANCO & NERO LATINO DJ JULIAN & EL CUBANITO

Tutti i giorni a partire dalle h.16,00 animazione, baby-dance e giochi per bambini.

Ass. "Creativi della Notte Music for Peace" (baby-dance)
Associazione "Tutti giù per terra" (giochi per bambini)
Teatro dell'Ortica (giochi e spettacoli per bambini)
Mr. Magoo (clown e prestigiatore per bambini)
Ass. "Circolo i Carruggi" (giochi e spettacoli per bambini)
"Il gioco delle arti" (spettacoli e giochi per bambini)
"30 KITE CLUB" (scuola di costruzione e volo di aquiloni)

Ass. "Creativi della Notte Music for Peace"

carloge

mercoledì, 21 giugno 2006, ore 08:04

RIDURRE LA PRODUZIONE DI RIFIUTI E’ POSSIBILE. SE SI VUOLE….
Federico Valerio
Una moderna gestione dei rifiuti richiede, in base ai consigli della Unione Europea, il rispetto della regola delle quattro R (Riduzione, Riuso, Riciclo, Recupero). La prima R (Riduzione) è, nei fatti, lettera morta in quasi tutt’Italia. Il motivo della pressoché totale assenza di politiche nazionali finalizzate alla riduzione dei rifiuti forse dipende dal fatto che sono in molti a credere e a far credere che la produzione di rifiuti sia un sintomo di ricchezza. In effetti è vero: nelle statistiche, il prodotto interno lordo (PIL) cresce di pari passo con l’aumento della produzione pro-capite dei rifiuti. Ma anche gli incidenti stradali e i morti per “over dose” seguono l’andamento del PIL e quindi è molto probabile che l’equazione “più rumenta –più benessere” sia un’emerita sciocchezza. Senza scomodare gli Stati Uniti, la cui produzione pro-capite di rifiuti è ferma da dieci anni (ma non è certamente fermo l’andamento dei titoli di Borsa a Wall Street), grazie a scelte governative che incentivano la produzione di beni durevoli, la prova che altre scelte sono possibili, ci viene anche da alcune esperienze italiane. Tali esperienze, ignorate da stampa e televisione, stanno dimostrando che è possibile ridurre significativamente e in tempi brevi, la produzione dei rifiuti e contemporaneamente aumentare il benessere delle popolazioni interessate, a cominciare dai portafogli delle famiglie. Tra le tante, scegliamo quattro significative iniziative Piemontesi, una delle poche regioni che hanno deliberato politiche di riduzione della produzione dei rifiuti, insieme a Veneto, Trentino Alto Adige, Marche e Emilia Romagna. Ognuna di queste iniziative sarà descritta brevemente e ne valuteremo i risultati. Il Comune di Savigliano, provincia di Cuneo avvia nel luglio del 2002 una capillare campagna di informazione che invita cittadini e commercianti a ridurre la propria produzione di rifiuti, seguendo alcuni consigli nel momento della vendita e degli acquisti. Dopo un anno, nella discarica di Savigliano si registrava una riduzione del 17 % dei rifiuti conferiti, grazie ad un aumento dell’8% della raccolta differenziata, ma anche ad una riduzione dei rifiuti prodotti pari al 4,8%. La Comunità montana Val Sangone ha invece puntato sul compostaggio domestico. A fronte di uno sconto del 10% assegnato alle famiglie che autocertificano di fare il compostaggio domestico, il 22% delle famigli ha aderito alla proposta e nel giro di un anno, oltre il 7% dei rifiuti organici prodotti dalle famiglie hanno evitato la discarica e sono serviti a far crescere sani e belli, pomodori, zucchini e gerani, negli orti e nei vasi da fiore dei valligiani. A Villafranca D’Asti (95.000 abitanti) nel 2002 si passa alla raccolta differenziata “porta a porta” di sette diversi scarti (umido, carta, vetro, lattine, sfalci, plastica, pannolini) e contemporaneamente si gratificano tutti coloro che fanno il compostaggio domestico con uno sconto del 30% sulla quota variabile della tariffa. Dopo tre anni (nel 2005), nonostante un aumento della popolazione del 3%, alla discarica arriva il 61,5% di rifiuti in meno, grazie alla raccolta differenziata, passata dal 24 al 65% e ad una riduzione sulla produzione di rifiuti pari al 16%. Ed infine il Consorzio di Chieri (oltre 370.000 abitanti). Anche qui , nel 2004, arriva la rivoluzione del “porta a porta” ed uno sconto del 20% a chi fa compostaggio domestico. E, come ci si aspettava, dopo un solo anno, evitano la discarica 10.290 tonnellate di rifiuti (-36,6%), grazie ad una raccolta differenziata che passa, senza problemi, dal 43 al 61% e ad una riduzione della produzione complessiva dei rifiuti pari al 4,5%. In sintesi , basta promuovere il compostaggio domestico, pratica che Italia Nostra ha dimostrato si può realizzare anche su un terrazzo di città o in un giardino condominiale, per ridurre la produzione di rifiuti del 7%. Se si passa alla raccolta “porta a porta”, una riduzione di produzione del 15% è garantita. Se infine, grazie al “porta a porta”, si introduce un sistema di tariffazione puntuale (paghi quello che smaltisci), la riduzione può superare il 20%. Il resto d’Italia che aspetta?

carloge

mercoledì, 21 giugno 2006, ore 07:25

Non ci ruberete il futuro
Come costruire un’alternativa di civiltà e vivibilità a
Inceneritore, Gronda autostradale, Terzo Valico, Cave, Impianti a rischio
Ne parliamo Martedì 27 giugno 2006  alle ore 21.00
Presso la sala dell’ex cdc di Sestri Ponente, Palazzo Fieschi, via Sestri 34
Per un’economia al servizio delle persone, che ribalti le logiche di sfruttamento delle risorse del modello dominante di sviluppo.
Per riscoprire e rispettare il territorio e ridare voce alle popolazioni coinvolte.
Contro le Grandi Opere inutili che devastano l’ambiente e svuotano le casse pubbliche.
Per questo, invece di Inceneritori, Terzo Valico, Gronde, Bretelle Autostradali, che avranno un impatto notevolissimo sul nostro territorio, noi chiediamo:
· un Ciclo dei Rifiuti basato su Riduzione alla fonte, Riciclo, Riuso
· il superamento della Legge Obiettivo e il ripristino della Valutazione di Impatto Ambientale
· la manutenzione di tutta la rete a cominciare dal potenziamento delle linee ferroviarie ordinarie (linee dei Giovi, Voltri - Ovada e Genova - Ventimiglia)
E’ il momento di svegliarsi, di incontrarsi e di decidere sul nostro futuro
carloge

domenica, 18 giugno 2006, ore 07:09

QUANTO MI COSTI
Federico Valerio - Italia Nostra


Per cercare di convincere gli Italiani che incenerire è bello, si stanno scomodando ricercatori del calibro di Umberto Veronesi, divulgatori scientifici di successo quali Alberto Angela e Mario Tozzi e, recentemente, anche un fine dicitore che si occupa di salute, Michele Mirabella. Tutti elogiano le meraviglie tecniche e i vantaggi energetici degli inceneritori, ma tutti omettono un piccolo ma importante particolare: quanto costa e chi paga. I “Rumenta Day”, pensati ed organizzati dalle associazioni ambientaliste e dei consumatori hanno lo scopo di dare informazioni proprio su questo aspetto, tutt’altro che trascurabile e che riguarda letteralmente tutti gli Italiani. L’incenerimento con recupero energetico è il più costoso dei sistemi di smaltimento rifiuti oggi disponibili e non è una scelta obbligata. Studi condotti recentemente nei paesi europei hanno potuto verificare che per termovalorizzare una tonnellata di rifiuti si va dai 148 euro pagati in Austria agli 88 euro della Germania. A confronto, il ricorso a collaudate e più sicure tecniche biologiche a “freddo”per chiudere gran parte dei cicli dei nostri scarti, quali compostaggio, digestione anaerobica e bio-ossidazione permette di pagare cifre nettamente inferiori, rispettivamente 50, 65 e 75 euro a tonnellata. La politica di gestione dei rifiuti in Italia presenta diverse anomalie. Da noi il costo dell’incenerimento si aggira sui 90 euro a tonnellata, ma mentre numerosi stati (Austria, Danimarca, Belgio..) tassano l’incenerimento (da 4 a 71 euro a tonnellata) per favorire la più vantaggiosa pratica del riciclo, l’Italia è probabilmente l’unico paese al mondo che sovvenziona l’incenerimento, grazie ad un codicillo introdotto ad arte nella nostra normativa che, per legge, fa diventare i rifiuti una fonte di energia rinnovabile e che giustamente ci viene contestato dalla Corte di Giustizia europea, in quanto l’unico rifiuto che dal punto di vista energetico è conveniente bruciare sono le plastiche. Grazie a questo trucchetto, assolutamente bipartisan (i decreti a riguardo portano la firma di ministri dei due ultimi governi) ogni anno i gestori degli inceneritori ricevono il generoso regalo di 140 milioni di euro, preziose risorse finanziarie letteralmente pagate da tutte le famiglie italiane con maggiorazioni alla loro bolletta della luce e sottratte all’asfittico sviluppo nazionale di impianti fotovoltaici, idro-elettrici ed eolici di piccola scala che potrebbero rendere autonomi, dal punto di vista energetico, decine di migliaia di famiglie. Gli Italiani ignorano anche che tutti i costi di costruzione e gestione degli inceneritori, sono a loro totale carico, conteggiati nella Tariffa rifiuti. In sintesi, correttezza vorrebbe che quando si annuncia la realizzazione di un inceneritore, si avvisino tutti i residenti nel bacino di raccolta dei rifiuti che, non solo si sta facendo la scelta meno conveniente dal punto di vista ambientale ed energetico, ma che questa scelta è anche la più costosa. Si dovrebbero anche avvisare questi cittadini che, attraverso i loro rappresentanti, stanno letteralmente firmando un contratto che li impegnerà, per i successivi 20 anni a pagare interamente l’operazione finanziaria, con tanto di penali se non riusciranno a produrre la quantità di rifiuti necessaria per rendere economicamente vantaggioso (per chi lo gestisce) l’inceneritore. Forse ora è più chiaro al lettore il possibile motivo per cui la Tariffa Rifiuti ideata dal Comune di Genova non prevede, al contrario degli obiettivi del legislatore europeo, incentivi economici per chi produce meno rifiuti e per chi, con la separazione alla fonte, contribuisce al loro avvio al riciclo. Per ora è così, dice il Comune, domani vedremo. Ma , oggi, visto che sono in arrivo le prime bollette della Tariffa, far pagare un servizio non svolto ai tanti genovesi che attuano scelte famigliari per produrre meno rifiuti indifferenziati, è una truffa o no?

carloge

sabato, 17 giugno 2006, ore 08:30

Re-esistenza contro Sopra-vivenza
Tredici affermazioni di liberazione dall'Impero-fattuale
di Raffaele Salinari
Edizioni Punto Rosso/Carta
Genova - venerdi 23 giugno 2006 - ore 17,00
Sala Mentelocale, Palazzo Ducale
Conduce la conversazione con l'autore
Antonio Bruno
 
"La fase imperiale realmente operante vede contrapporsi due espressioni del vivente radicalmente distinte.
Da una parte lottano i Re-esistenti: nati per creare l'Evento Unico della liberazione, essi affermano il libero dispiegarsi di ogni espressione-di-vita, la loro necessità di perseguire il gioco dell'appartenenza ad un sistema-mondo di relazioni che si riconosce nel "rispetto del destino di tutti".
Ad essi si oppongono i Sopra-viventi, gli adepti del potere gerarchizzante, i servi dell'Impero-fattuale.
Il loro scopo è quello di sequestrare la possibilità della liberazione totale reificando la vita. Alienando il vivente da se stesso essi cercano di impedirne la liberazione perché non possono riprodursi che all'interno di un sistema imperiale nel quale, alcune espressioni-di-vita, letteralmente sopra-vivono ad altre.
In tredici affermazioni l'autore delinea un "percorso insurrezionale" giocato sulla creazione istantanea di un "tempo nuovo", consapevolmente libero dai condizionamenti imperiali.
E' il tempo dell'Orizzonte degli Eventi, nel quale la liberazione si materializza istantaneamente per chi è in grado di "far insorgere consapevolmente il proprio amore".

Forum verso la Sinistra Europea
versosegenova@libero.it
http://versose.altervista.org/
carloge
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venerdì, 16 giugno 2006, ore 18:44

INTERVISTA A MARINO RUZZENENTI 15/6/2006
Bellingeri Michele del Comitato di Colorno per il No all'inceneritore intervista Marino Ruzzenenti, autore del noto saggio "L'Italia sotto i rifiuti", un reportage che partendo dalla esperienza di Brescia demolisce la prassi dell'incenerimento dei rifiuti urbani.
Dottor Ruzzenenti perché l'incenerimento è una scelta fallimentare nella gestione dei rifiuti?
L'incenerimento è in contrapposizione con una corretta gestione del rifiuto in cui si dovrebbe privilegiare la riduzione, il riutilizzo e il riciclo:l'esperienza evidenzia che dove si è scelto di incenerire la quantità di rifiuti prodotti per abitante aumenta e la differenziata arranca. Questi impianti sono dannosi per la salute e l'ambiente.
Cosa fare allora della frazione non riciclabile?
Questo è da considerarsi come un periodo di transizione dove tutto il riciclabile deve essere riciclato, e la frazione inerte rimanente deve essere destinata in discariche controllate fino al raggiungimento dell'obiettivo Rifiuti Zero. La discarica possiede il carattere della flessibilità, si può variare ogni anno la quantità di rifiuti immessi, cosa che invece non è possibile se si costruisce un inceneritore: l'inceneritore infatti è costruito per durare 30 anni e in questo periodo deve bruciare, con i costi sostenuti per la costruzione mica si può lasciare inutilizzato. L'incenerimento non risolve poi il problema delle discariche, il 30% dei rifiuti bruciati permane in pericolose ceneri che dovranno essere comunque stoccate.
Alla luce di ciò che dice mi viene spontaneo chiederle il motivo per cui le amministrazioni sponsorizzano l'inceneritore.
Sarò chiaro, l'incenerimento è scandalosamente finanziato dal governo per mezzo di una normativa tutta italiana in cui si assimila la combustione dei rifiuti a fonte di energia rinnovabile. Fiumi di denaro pubblico che potrebbero essere impiegati in iniziative come la riduzione dei rifiuti alla fonte finiscono nelle tasche di chi incenerisce. Un esempio? A Brescia l'incenerimento frutta 55 milioni di euro l'anno. Niente male non crede?


Marino Ruzzenenti, insegnante di italiano e storia a Brescia. Ruzzenenti ha collaborato con la Fondazione Luigi Micheletti di Brescia e fa parte della redazione del mensile dei missionari saveriani Missione oggi. Ha pubblicato diversi interventi sulla rivista Medicina Democratica.Collabora alla rivista on line, diretta da Giorgio Nebbia, altro Novecento. Ambiente, tecnica e società. Tra i suoi libri: Un secolo di cloro e. Pcb. Storia delle industrie Caffaro di Brescia (2001)), A come ambiente. Corso di educazione ambientale (con Paola Costa e Giorgio Nebbia, 1998), a veri testi a carattere storico.

Bellingeri Michele

carloge

lunedì, 12 giugno 2006, ore 17:09

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "LAGER ITALIANI"
di MARCO ROVELLI
20 GIUGNO 2006 - ORE 21.00
COMUNITA’ SAN BENEDETTO AL PORTO - GENOVA
Con
HAIDI GIULIANI
DON ANDREA GALLO
ALESSANDRA BALLERINI


Questi racconti sono la versione moderna della “storia della colonna infame” di Manzoni. Allora, al tempo della peste, si svolsero osceni processi contro innocenti accusati di spargere il morbo. Oggi si condannano senza alcun grado giudiziario degli esseri umani a scontare pena in un recinto di appestati. E’ la nostra storia delle colonne infami e un giorno dei figli chiederanno certo conto ai padri di quello che hanno lasciato fare, permesso, incoraggiato col silenzio.
Dall’introduzione di Erri De Luca


Storie di abusi ordinari, racconti di vite migranti passate per la detenzione dei CPT, i Centri di Permanenza Temporanea, i campi dove vengono trattenuti gli immigrati in attesa di espulsione, o di identificazione. Una detenzione ‘amministrativa’: chi viene recluso in quei centri non ha commesso alcun reato penale, ma è lì solo per la sua condizione di migrante irregolare. Questi centri - spesso confusi con i centri di accoglienza, e che invece sono centri di dura detenzione - sono i terminali di una politica migratoria che non è basata sull’integrazione, ma sulla chiusura della fortezza Europa e sulla precarizzazione dei diritti dei migranti.

Perché Lager italiani? La parola lager, in tedesco, significa campo. Essa designa, da un punto di vista storico e giuridico, un luogo in cui tutti i diritti sono sospesi. Il migrante detenuto in tali strutture non ha alcuna garanzia giuridica. Per la legge, chi viene trattenuto in un CPT non ha nemmeno il diritto di essere considerato un detenuto: egli è semplicemente un ospite.
Il migrante rinchiuso in un CPT è perciò strutturalmente esposto all’abuso. E gli abusi raccontati nelle storie di questo libro sono tanti. Ma ancor prima dei pestaggi e delle violenze delle forze di polizia, l’abuso più grande è il fatto stesso della sospensione del diritto, che comporta anche la sospensione della stessa esistenza del migrante. Il quale è consegnato al nulla, deprivato di senso, schiacciato nelle gabbie dei CPT senza aver commesso un reato, ma solo per una condizione esistenziale. Un vuoto interminato, senza passato né futuro: questo il sentimento comune a chi finisce nei CPT, che si chiede continuamente “perché”, ed è un perché che non potrà trovare risposta.
Nei CPT le persone sono disciplinate, destinate ad abbassare gli occhi. Per questo il sottotitolo del libro è: All’altezza degli occhi. Se non hai diritti, non puoi rivendicare alcunché. Se osi alzare gli occhi, ti assumi un rischio. Non a caso queste storie raccontano, ad esempio, come al CPT Regina Pacis di San Foca, a Lecce, il direttore del centro don Cesare Lodeserto passava in rassegna i ‘trattenuti’ in fila per i pasti guardandoli negli occhi: chi reggeva lo sguardo era punito con pugni e schiaffi.

Nel libro i CPT vengono raccontati attraverso gli occhi delle persone che hanno avuto la sventura di finirci dentro. E più di una disamina giuridica o storica, è la concretezza delle storie di persone in carne e ossa, di vite sospese e negate, a documentare come il CPT sia un abominio giuridico da cancellare.
Per un anno l’autore ha incontrato persone che sono passate dalla detenzione nei CPT, e ne ha riscritto le storie cercando di restituire il loro sguardo. L’intendimento è stato quello di raccontare il CPT - un non-luogo - nel suo esser-transito di non-persone, ognuna delle quali ha una storia dietro, una storia che lì, in quel gorgo, viene rimossa, e pure affiora proprio in quanto rimosso.

Nel libro non ci sono solo storie. Nella seconda parte, infatti, si traccia il profilo giuridico dei CPT, la storia della recente legislazione sull’immigrazione, la genealogia dei centri, la loro dislocazione, una panoramica centro per centro, le principali violazioni dei diritti riscontrate, i dati complessivi disponibili su trattenimenti e costi. Insomma una sorta di sommaria ‘introduzione ai CPT’.

I clandestini rinchiusi nei CPT, non vivono come gli internati dei lager nazisti. Se ci riferiamo alle loro condizioni strettamente materiali, la correlazione è improponibile ed è lo stesso autore a segnalarcelo nel suo acuto saggio conclusivo per non prestare il fianco ad eventuali critiche capziose che mirassero strumentalmente a banalizzare l’intero discorso. Il merito non è quello delle pur ignobili condizioni della mera esistenza dei reclusi, indegne di una qualsivoglia civiltà, bensì le coordinate giuridiche ed ontologiche che definiscono il clandestino e che ne legittimano la reclusione in uno spazio d’eccezione in cui viene spogliato di ogni status e di ogni diritto.
Marco Rovelli, con la forza di una narrazione che trapassa ogni possibile indifferenza o attenuazione di convenienza e con una lucida, appassionata riflessione politico-filosofica nel solco dei fondamentali studi di Hannah Arendt e di Giorgio Agamben, dimostra che i CPT sono dei lager veri e propri e che il ventre che partorisce questo obbrobrio, è il ventre pasciuto della nostra società occidentale.
Dalla postfazione di Moni Ovadia
carloge