Ecc.mo Sommo Pontefice Benedetto XVI,
e p.c.
al Sindaco di Genova Marta Vincenzi
al Sindaco di Savona Federico Berruti
Apprendiamo da notizie di stampa che in occasione del suo prossimo viaggio a Genova ed in Liguria è previsto uno stanziamento per l'evento di circa UN MILIONE E MEZZO di euro. Riteniamo tale cifra del tutto verosimile, perchè sicuramente una Sua presenza nella nostra regione è un evento raro ed eccezionale, ed eccezionali saranno le misure che dovranno essere prese per regolare e gestire l'enorme afflusso di persone che vorranno presenziare all'evento, nonché per garantire la Sua sicurezza.
Premesso che siamo comunque onorati per la Sua scelta di essere vicino e portare il suo messaggio ai fedeli della nostra regione, riteniamo che le occasioni per i fedeli di ascoltarla di persona o tramite altri mezzi di comunicazione non manchino, mentre, come risaputo, sono sempre più scarne le risorse da destinare ai servizi pubblici essenziali, i cui oneri ricadono in tutto o in gran parte sui bilanci degli enti locali.
Si assiste ad una progressiva erosione dei servizi offerti al cittadino, a partire da quelli essenziali, quali per esempio gli asili, gli interventi a favore dell'assistenza alle fasce deboli della popolazione, agli anziani, gli alloggi per i meno abbienti, e quanto altro può ben immaginare, tanto più in questo momento di difficile congiuntura economica, che non risparmia nessuno, privati ed istituzioni.
Riteniamo pertanto che potrebbe essere di grande aiuto per la nostra regione e per le municipalità della Liguria una Sua decisione di soprassedere alla visita, e contestualmente chiedesse alle nostre amministrazioni di vincolare le risorse (già stanziate) destinate alla organizzazione dell'evento, ai servizi sociali di primaria importanza. Crediamo che una scelta del genere, sicuramente coraggiosa, sia perfettamente compatibile con la funzione da Lei esercitata e con il messaggio evangelico, sempre dalla parte degli umili, dei bisognosi, degli ultimi, e che coloro che ne trarranno beneficio Le saranno grati in modo duraturo.
Certi che il nostro appello non cadrà nel vuoto, le inviamo questa nostra umile preghiera.
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CPT E IMMIGRATI, «LA COMMISSIONE EUROPEA CANCELLA LA RIVOLUZIONE FRANCESE E IGNORA LE DENUNCE DELL’EUROPARLAMENTO. ORGANIZZIAMO MANIFESTAZIONI IN TUTTA EUROPA CONTRO LA DIRETTIVA DELLA VERGOGNA»
Bruxelles, 7 maggio 2008 – «Con la direttiva della vergogna la Commissione Europea cancella oltre due secoli di storia, sostituisce i valori della Rivoluzione francese – liberté, égalité, fraternité – con discriminazione, razzismo e xenofobia. La direttiva propone la reclusione fino a 18 mesi nei Cpt per gli stranieri, la detenzione dei minori in questi centri, il divieto di entrare nuovamente in Europa per i cinque anni successivi al primo ingresso, in assoluto contrasto con quanto chiesto dallo stesso Europarlamento!». Così Vittorio Agnoletto, eurodeputato della Sinistra Unitaria Europea, commenta la proposta di direttiva della Commissione europea sulla detenzione ed espulsione di stranieri. «Meno di cinque mesi fa, a dicembre 2007, infatti, la Commissione per le libertà civili e la giustizia del Parlamento Europeo condannava i centri di permanenza temporanea, denunciando «Il carattere patogeno della detenzione, causato principalmente dalle strutture e dall'assenza di comunicazione (fino ad atteggiamenti di disprezzo) dei responsabili; misure securitarie sproporzionate per persone trattenute in un quadro amministrativo; nessuna assistenza alle persone vulnerabili; servizio medico presente ma carente; carenza del servizio d'interpreti e traduttori; mancanza di un servizio d'assistenza legale». E l’assemblea di Bruxelles chiedeva urgentemente «la ristrutturazione dei centri e l'eliminazione delle gabbie; l'accesso permanente di Ong e giornalisti; il miglioramento dei servizi igienici, medici e legali». Ora la Commissione Europea, non solo ignora la posizione del Parlamento ma si contrappone fortemente a quella ferma denuncia. Per questo oggi, 7 maggio, a Bruxelles, come eurodeputati della Sinistra Unitaria Europea, siamo scesi in piazza insieme alle associazioni e alle Ong per protestare contro la direttiva della vergogna: è un passo indietro per l’Europa. E una cosa, tra le altre, è certa: in questa direttiva dei tanto sbandierati valori cristiani – fratellanza e accoglienza - non c’è traccia, alla faccia di coloro che volevano inserire nella Costituzione europea i riferimenti alle radici cristiane dell’Unione! La direttiva legittima invece un imbarbarimento culturale inaccettabile. Per questo come eurodeputati del GUE/Sinistra Unitaria Europea ci opporremo all’approvazione della direttiva in sede di Europarlamento. Ma già da ora bisogna lavorare affinchè il giorno in cui il Parlamento Europeo dovrà votare la proposta di direttiva si organizzino manifestazioni in tutte le capitali europee, coinvolgendo la società civile, le associazioni e le forze sindacali».
Vittorio Agnoletto, eurodeputato della Sinistra Unitaria Europea